venerdì 30 aprile 2004

A che cosa sto giocando

Dopo qualche mese, riprendo questo appuntamento con i giochi che sto usando in questo periodo.
Ad essere onesti, non ci sono giochi in giro che mi stanno esaltando. Ho giochicchiato con Singles, ho giochicchiato con Pandora Tomorrow (il nuovo Splinter Cell), e devo dire che sono affascinato da Far Cry, con cui sto giocando assiduamente.
Mi piace l'atmosfera, la grafica, la giocabilità. Non ho ancora installato la versione a 64 bit del gioco (è il primo pronto per gli Athlon 64) ma lo farò appena avrò un po' di tempo da dedicarci.
Il gioco però che mi sta conquistando è Fifa 2004, ma per N-Gage. Mi scopro addirittura in bagno a giocarci... Non sarà una pietra miliare dell'industria videoludica e non segnerà la storia dei videogiochi, ma devo dire che mi piace, è divertente e si lascia giocare alla grande. In più, stando in tasca, posso giocarci ogni volta che ne ho la possibilità.

Anche la Spagna per la modifica di Ps2

Dopo la sentenza del tribunale di Bolzano, anche in Spagna c'è stata una sentenza che approva la possibilità di mettere in vendita, da parte di un negoziante o catena, una PS2 modificata. Con questa Ps2 si possono vedere i giochi pensati per altri sistemi (da noi c'è il PAL), ma anche utilizzare copie di giochi su dvd-r e -rw.
A questo punto direi che è una tendenza diffusa qualla di autorizzare la vendita di prodotti bloccati. Tendenza che giudico pericolosa per l'utente, che se ha la libertà di modificarla lo fa a suo uso e consumo e decide consapevolmente di rinunciare alla garanzia della casa, ma nel caso in cui venga venduta già modificata si perde la garanzia e il rapporto con il produttore. Questo non vale solo per le Ps2 o per le Xbox, ma anche per le videocamere, i telefonini e via di seguito.
Insomma, il consumatore non verrebbe, secondo me, tutelato a sufficienza soprattutto nel caso di frodi commerciali, come quelle che sempre più spesso accadono con i cellulari a basso costo, acquistati in stati in cui il prezzo è bassissimo e quindi modificati per immetterli nel nostro mercato. Quando si rompe, non solo non si ha assistenza, ma i produttori possono denunciare l'acquirente per incauto acquisto!

giovedì 29 aprile 2004

Il Tg di Cofferati

In questi giorni imperversa sulla rete una discussione su come e perchè l'idea di Sergio Cofferati di aggiungere ad un sito blog anche un TG in cui parlare e presentare le idee.
All'indirizzo qui è possibile vedere di che cosa si tratta.
L'idea non è certo originale, non sfrutta nemmeno tutta la banda, e non è stata accolta bene dalla rete.
L'idea è vecchia nel senso che i video si rivolgono allo stesso target di chi legge il sito, quindi, in certi casi, sono preferibili le parole. Inoltre, le parole sono ricercabili dai motori di ricerca, i video no. Ma è un altro paio di maniche.
Il mio parere sui video, visto che un po' me ne intendo ( ;-) ), è che devono essere funzionali, non in sostituzione della TV, perchè il web non è la TV e non ha la stessa platea e la stessa possibilità di fruizione.
Un conto è fare vedere qualcosa, un conto è leggerla un conto è portare un programma Tv su internet.
I primi esperimenti di Diario Tecnologico erano proprio volti a fare una trasmissione di tecnologia direttamente sul web. E' stato fallimentare, perchè non è la TV che deve arrivare sul web, ma, al limite, viceversa.
Mancava l'interattività tipica del web e questo veniva avvertito come qualcosa che mancava.
Ora a fianco di questo post c'è ancora Diario Tecnologico, ma con video che abbiano qualcosa da dire e non servizi forzati perchè bisognava riempire i cluster.
Cofferati usa la rete in modo un po' inusuale e non convenzionale: media i commenti, scrive a senso unico, non usa l'interazione, tipica del web. Ma la usa. Porbabilmente ha anche capito perchè il Decreto Urbani è ingiusto.
Caspita, ma tutte queste critiche sono valide anche per questo blog, il mio blog! Anzi, qui i commenti non ci sono del tutto!
In realtà i commenti un anno fa c'erano, ma hanno generato troppo casino e li ho tolti quasi subito. Ha senso che ci siano 50 commenti, ma anche 20, ad un post? Il problema dei commenti è che li legge solo chi li scrive e chi fa il blog. A quel punto, una sana mail può essere preferibile (è il mio parere, mica una verità!).
Come in questo blog non ci sono riferimenti ad altri blog, ai libri che leggo, alla musica che ascolto. E' una scelta. Ma di fatto questo blog è diverso dagli altri. Per scelta si parla solo di tecnologia. Se parlo di fatti miei o di cose che accadono è spesso incidentale.

mercoledì 28 aprile 2004

Le email ai politici sulla Urbani con proposte

Il mio post su come rispondere alla Urbani, partendo dal basso, sembra fare proseliti.
Ci sono politici che hanno la casella email piena di messaggi sul decreto Urbani e sulla sua approvazione alla Camera.
Ho ricevuto una miriade di messaggi sul tema, sia sulla casella nuova che su quella vecchia (su GMail e quindi senza limiti di spazio) che ovviamente non ho avuto ancora il tempo di leggere tutti, ma lo farò.
Di certo, non è solo l'opposizione a mugugnare sulla Urbani, ma anche una discreta parte della maggioranza. Il problema del fine di lucro è piuttosto relativo. Nel senso che non è sufficiente inserire la frase per fare in modo che l'uso personale sia garantito e sancito da altre leggi. Il problema è non lasciare dubbi di interpretazione, tanto cari a chi stende i disegni di legge. I motivi sono presto esposti.
L'Europa ci dice che l'uso personale, senza scopo di lucro, di file coperti dal diritto d'autore o comunque come opera di ingegno è possibile. Una legge voluta dalla Major e addirittura caldeggiata da una presidente di commissione moglie di un amministratore delegato di una Major.
Non vorrei entrare ancora nella polemica della sacrosanta battaglia per preservare il Diritto d'autore, ma vorrei solo dire che intorno alle università ci sono posti che fotocopiano i libri, che tutti noi abbiamo copiato le cassettine musicali, che molti di noi usano la rete per vedere se acquistare o no un prodoto e quindi cosa ci può essere di meglio che preascoltare un disco.
Il legislatore non mi può dire che per scaricare il brano di Zucchero in anteprima su Alice a poco più di un euro sia più dignitoso che ascoltarlo alla radio gratis. Il legislatore non mi può dire che avendo un masterizzatore allora sono un potenziale pirata e tu azienda che produci il masterizzatore devi farlo pagare di più perché serve a piratare.
Il processo alle intenzioni è qualcosa che non va bene, mai.
Parliamo di uno Stato in cui ci sono state delle sentenze a favore della modifica della Playstation2, dove si cambiano non dei parametri ma si manomette, dove la protezione dell'opera d'ingegno è protetta da brevetti.
E tutto per che cosa? Per i film che circolano in rete, di qualità vergognosa.
Vorrei dire un paio di cose anche su questo: i film che circolano maggiormente sulla rete, quelli più amati dal popolo di internet sono le saghe di Matrix e del Signore degli anelli. Quanto hanno incassato al botteghino?
Quanto hanno incassato in DVD e videocassetta?
Lo stesso discorso vale per la musica: quelli che circolano di più sono anche quelli più amati e più venduti.
C'è da dire una cosa sulla musica: i cantanti sono sempre più in rivolta contro le case discografiche, ma c'è un motivo: oltre ai dischi, guadagnano anche sui concerti. Gruppi come le Vibrazioni, con un successo travolgente cgrazie al passa parola (Elio e le storie tese ne sono un altro esempio in un'epoca senza internet ma con cassette che si duplicavano a scuola) dimostrano come la musica stia affrontando la pirateria in modo diverso. E senza una Legge dello Stato.
La mia proposta per il cinema italiano, scarso, non è quella di finanziare le riprese, ma impostare prezzi politici ai film (8 euro a testa per un film oggettivamente brutto, una famiglia non se li può permettere) e pretendere il passaggio in sala prolungato.
Questo farebbe bene al cinema, non certo vedere un film sparire dalle sale dopo tre giorni, quando ancora nessuno ne è venuto a conoscenza. Bisogna smetterla con quel meccanismo perverso del marketing che costringe a promuovere un film ad oltranza in tutte le trasmissioni possibili per tenerlo nelle sale. Bisogna trovare altri sistemi.
Ma io questi discorsi non li ho sentiti fare da nessuno.
Proviamo a dirlo nelle email ai politici, dai comuni alle camere, e vediamo cosa salta fuori.
In fondo, stanno approvando un decreto in campagna elettorale, se vedono che siamo in tanti cavalcheranno le nostre posizioni.
Almeno proviamoci.

martedì 27 aprile 2004

Yahoo messenger

Sto provando Yahoo Messenger nuovo. E' da ieri sera che tentavo di scaricarlo, senza successo a causa del traffico.
Tra le novità, mi sembra che si possano sottolineare solo le funzioni di connessione diretta ai servizi di Yahoo, come la radio, le ricerche e la rubrica.
In realtà, la novità più evidente è la creazione degli avatar, della forte personalizzazione.
Lo trovate qui. E' in beta.

lunedì 26 aprile 2004

Appunti in libertà

GMail funziona egregiamente, anche come antispamming. ho provato a mettere dentro negli oggetti dei messaggi, che invio e che mi invio da altri account, alcune parole chiave classiche.
Per ora la pubblicità non se ne è ancora accorta, nel senso delle Adword.
Vorrei spendere invece due paroline sulla numerazione scelta da Intel per i processori di prossima generazione. A partire dai Pentium-M in uscita a metà maggio, il nome non riguarderà più la frequenza di funzionamento ma una serie di parametri. Fiumi di parole sono già stati sprecati da riviste e siti web, ma è il caso fare qualche piccola riflessione, dal lato utente.
Oggi si va in un qualsiasi posto ad acquistare un PC e lo si misura grazie alla potenza del processore (lasciamo stare che di Pentium 4 a 2800 ce ne sono 8 versioni diverse). Domani sarà necessario andare a leggere i parametri, scritti sicuramente in piccolo da qualche parte, se vengono scritti, perchè il numero non è strattemente legato alla velocità e alla sua potenza, quanto alle caratteristiche. Ad esempio, ci potrebbe essere un Pentium con un numero superiore ad un altro per il semplice fatto che consuma meno energia, piuttosto perché è stata introdotta una tecnologia innovativa o via di seguito.
Ricordo che Intel aveva criticato Amd per la numerazione dei suoi processori, ma l'azienda aveva introdotto un parametro che permettesse di riconoscerne la potenza. Intel invece tenderà a nasconderla. Pensiamo ad una situazione normale: I Pentium 4 avranno la numerazione che inizia con il 7, i Celeron con il 3 (non prendetela per buona, sono degli esempi).
Oggi acquistando il pentium 727 potrei prendere un processore molto più potente di un Pentium 755, che ha più cache e nuove tecnologie al suo interno ma che ha una frequenza di funzionamento più bassa.
Insomma, Intel dice che l'ha fatto per noi. Io dico che hanno fatto una frittata.