lunedì 17 agosto 2026

La democrazia del silicio, AI e trasparenza o ipocrisia, il "momento ChatGPT" della robotica

https://gigibeltrame.substack.com/p/la-democrazia-del-silicio-ai-e-trasparenza ---------------

Versione agostana della newsletter, settimana prossima probabilmente salterà, ma c’erano un po’ di cosette da dire e quindi eccomi qui.

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Il panorama dell’intelligenza artificiale ha vissuto un paio di settimane incredibilmente dense di novità. Non le elencherò necessariamente tutte, ma quelle che mi sembrano significative per il prossimo periodo.

La prima notizia è che OpenAI inizierà a proporre la pubblicità per gli abbonati Free e Go, avendo inviato a tutti gli utenti la proposta di cambiamento per la privacy. Sarà un cambio significativo nell’uso?

Vedremo.

Nel frattempo, il mio numero di robottini che seguono le cose che mi interessano e da tenere in considerazione è cresciuto, anche se qualcuno ormai è spento o invecchiato male.

Non uso sistemi di risposte ad email automatizzate, ho un’AI che mi permette di leggere i messaggi lasciati in segreteria in tempo reale e di dare brevi risposte con un tap sullo schermo (grazie al Google Pixel), quello sì, ma, almeno per il momento, non mi serve niente che scriva o risponda per me, mi piace tenere tutto sotto controllo. Il problema è che testando costantemente modelli e agenti, finisco di innamorarmi di qualche sistema e perdere di vista il contorno. Siccome mi chiedete sempre cosa sto usando, principalmente sto usando OpenCode (su computer, in cloud e sullo smartphone con una versione Debian) e diversi modelli, poi sto sfruttando Manus e infine Accio Work, con una trentina di skill specifiche, ovviamente non utilizzate contemporaneamente e non tutte presenti su tutti i tool e piattaforme.

La trasparenza dei contenuti AI è diventata chiave

Senza entrare nel merito dell’uso più o meno consapevole dell’AI, il tema della trasparenza dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale è diventata un tema centrale. Vi siete accorti che sto postando principalmente su Linkedin e Instagram con immagini marcate AI? Sto conducendo questo esperimento, vediamo cosa succede, ma vi ricordo che dal 2 agosto è obbligatorio marcare i contenuti creati con l’AI (anche se per il diritto d’autore non è necessario farlo, segui qui la puntata in cui ne parlo).

Per altro, essendo obbligatorio, non vedo molte scritte sui siti… Abbiamo proprio un problema di alfabetizzazione di base sul digitale e sull’AI e lo dico io che trovo queste regole assurde nel momento in cui non vengono spiegate correttamente. Ma sinceramente, avete visto qualche segnalazione di contenuti generati dall’AI in giro? Noi su Business Community segnaliamo che l’ultimo miglio, quello della pubblicazione, è assistito dall’AI che ottimizza i contenuti in chiave SEO/Geo, nonché qualche manipolazione di immagini, perché anche una semplice correzione ortografica con l’AI va segnalata!

Ma siamo tra i pochi. Pochissimi.

Tornando al tema, Anthropic sta introducendo filigrane invisibili nei testi prodotti da Claude, come riportato in Claude AI Content Labels, ma anche Suno e Spotify stanno implementando sistemi di etichettatura e nuove limitazioni per identificare e gestire la musica generata da macchine, dettagliati rispettivamente in Suno Music Responsibility e Spotify AI Artist Labels.

Anzi, il mondo della musica si sta ribellando al concetto di canzoni generate dall’AI, vi lascio la lettura del post di Enzo Mazza che parla dei cambiamenti delle classifiche musicali e delle programmazioni radiofoniche.

L’AI personale deve essere per tutti

Mark Zuckerberg schiude le porte a un futuro in cui la superintelligenza personale non è un privilegio per pochi, ma un diritto per tutti. La sua visione è chiara: l’intelligenza artificiale deve essere strumento di empowerment, non di controllo. “L’empowerment individuale è la fonte della prosperità” è il principio cardine, dove l’invenzione supera l’automazione e la sicurezza poggia su pesi e contrappesi. Un mondo in cui l’IA non domina, ma serve.

Il modello di Meta per risolvere i problemi complessi

Muse Glimmer, un modello di intelligenza artificiale innovativo, progettato per essere autonomo. Può eseguire attività in più fasi senza bisogno di guida, elaborando piani, utilizzando strumenti e correggendo errori. Funziona interamente sul dispositivo dell’utente, senza necessità di connessione al cloud, e richiede un hardware potente. La versione include pesi a piena precisione e quantizzati, e il codice di inferenza è disponibile su Hugging Face. Come dice il proverbio, “il tutto è più della somma delle parti”, e Muse Glimmer è la dimostrazione che Meta continua a rendere open source il proprio lavoro, alimentando l’innovazione e la creatività nel campo dell’intelligenza artificiale.

Grok inizia a fare sul serio

Un’altra grande protagonista è stata xAI con il lancio di Grok Bot, un assistente agentico versatile che permette di automatizzare compiti complessi attraverso computer nel cloud, di cui si possono approfondire le funzionalità leggendo l’annuncio ufficiale su Introducing Grok Bot.

L’ho installato da poco e non mi sono fatto ancora un’idea chiara, prima di tutto perché ho già agenti al lavoro, ma soprattutto perché bisogna dedicare del tempo a comprendere quali sono le peculiarità.

Come per ogni sistema agentico, lo so che chi mi segue l’ha sentito dire ripetutamente, ha senso solo se riesce a fare il 100% del lavoro, non il 98/99. Quindi, per fare un test serio, bisogna dargli dei compiti e vedere il risultato. Tornerò sul tema. Sul fronte dei modelli linguistici, SpaceX ha presentato Grok 4.6 ha mostrato prestazioni eccellenti nel coding e nei benchmark di conoscenza (Introducing Grok 4.6), il prezzo è estremamente competiti

Google estende i modelli flash a Gemini 3.7

L’azienda l’ha definito come il modello più intelligente e potente mai creato per coding e agenti. Questa nuova release rappresenta un balzo in avanti, grazie ai miglioramenti sostanziali nella progettazione del software, nella gestione della conoscenza e nello sviluppo web. Con un prezzo di introduzione dimezzato rispetto al precedente modello, Gemini 3.7 Flash offre una maggiore intelligenza per workflow complessi, migliorando notevolmente la precisione e la velocità di esecuzione. La sua capacità di generare codice produttivo e di completare workflow aziendali con efficacia lo rende uno strumento indispensabile per gli sviluppatori e le aziende.

Altri modelli appena usciti (e meritevoli di menzione)

Altre uscite rilevanti includono Nemotron 3.5 Lightning di NVIDIA, progettato per agenti specializzati a lunga esecuzione che sto utilizzando in locale su OpenCode con Ollama in locale sullo Zbook di HP, ma ne parlerò prossimamente.

Molto interessante anche il rilascio di DeepSeek-V4-Pro perché promette molto, ma per il momento l’ho testato troppo poco per farmi un’idea precisa, siamo pur sempre in vacanza.

Merita certamente una mezione particolare il velocissimo modello per il coding MAI-Code-1.1-Flash di Microsoft. L’azienda ha anche presentato MAI-Image-2.6, un sistema innovativo per l’analisi delle immagini,

E Google DeepMind sviluppa un’intelligenza artificiale per la traduzione della lingua dei segni, unendo mondi distanti in un unico linguaggio universale.

Ollama diventa un po’ più grande e si evolve. Infatti, si integra con DeepSeek Harness, un potente strumento open-source. Con un semplice “ollama launch dsh”, i modelli locali e cloud sono pronti all’uso, senza configurazioni aggiuntive. Il motore di ricerca web è già incluso, restituendo risultati senza bisogno di server o chiavi API. Anche qui ho appena iniziato la fase di test.

La prossima sfida degli LLM si sposta sulla velocità

Se gli agenti funzionano inviando costantemente richieste agli LLM, è evidente che la velocità di risposta diventa chiave, anche se probabilmente è più interessante che il compito sia portato a termine correttamente rispetto alla velocità. Ma ci sono casi in cui la velocità di risposta è tutto, ce ne siamo già accorti con le risposte vocali.
Ora OpenAI ha mostrato in anteprima la modalità Ultrafast per GPT-5.6 Soul, capace di generare ben 750 token al secondo (GPT-5.6 Ultrafast Mode).

L’evoluzione delle suite di lavoro

Anche le suite di lavoro si sono evolute, con Claude che introduce la modalità automatica di default (Claude Code Auto Mode) e aggiornamenti per il pannello laterale di Chrome (Cowork Chrome Side Panel).

Ma la ricerca sul web non doveva morire con l’AI?

La rivoluzione dell’AI ha fatto gridare a molti che Google stava morendo, ma in realtà la piattaforma ha raggiunto il record assoluto di ricerche in un giorno. La quota di mercato di Google è cresciuta dall’89,5% all’91,30% in un anno. I dati rivelano, però, che le persone cercano risposte rapide e se ne vanno, senza più cliccare sui siti web. Le aziende vincenti si concentrano sull’essere presenti nelle risposte, nei risultati in evidenza e nei contenuti visibili sopra i link blu. Un cambiamento inesorabile.

Perché gli agenti hanno bisogno di più modelli?

Un video di Nvidia che spiega in modo semplice perché per gli agenti è necessario avere a disposizione più modelli. Non vi anticipo niente.

Il mercato Saas è davvero in crisi?

Molti osservatori internazionali si stanno prodigando nel dire che la resa dei conti per chi sviluppa soluzioni Software as a services è arrivata. Per dirlo, si basano su quanto è accaduto ad Airtable, SaaS di workflow, venduto a solo il 10% del suo valore massimo di mercato. Questo sembrerebbe essere un segno che alcune aziende, duramente colpite dal crollo del mercato SaaS, stanno inchinandosi alla realtà e accettando qualsiasi offerta. Per me non è così, prima di tutto perché ci sono così tanti rivali di Airtable anche su Github che dicono che la soluzione è importante ma forse l’offerta non è adeguata. Airtable è stata acquisita da Bending Spoons, l’azienda che cerca di creare valore da soluzioni tecnologiche “fuori moda”, non è stata comprata gratis, ma il suo valore è stato di 1.3 miliardi di dollari, mica noccioline. Per altro, se lo valutiamo in equity value, siamo a circa 2,25 miliardi di dollari. Un’azienda, che per altro ha fatturato quasi mezzo miliardo di dollari in abbonamenti ricorrenti, non mi pare sia esattamente un esempio di azienda che mostra la crisi del SaaS…

Partnership strategica NVIDIA e LG per robot umanoidi

NVIDIA e LG hanno siglato un accordo strategico per co-sviluppare una nuova generazione di robot umanoidi bipedi. La collaborazione punta a integrare l’architettura NVIDIA Blackwell e le librerie Isaac per la simulazione fisica con l’hardware robotico di LG. L’obiettivo è creare macchine capaci di operare in ambienti umani senza modifiche architettoniche, accelerando l’adozione della Physical AI nel settore industriale e domestico.

Inoltre, nelle ultime dichiarazioni, il CEO di NVIDIA ha confermato che la convergenza tra visione artificiale, LLM e robotica sta accelerando più del previsto e che il “momento ChatGPT” per la robotica (il punto in cui un unico modello potrà controllare diversi tipi di hardware robotico) potrebbe verificarsi entro la fine del 2026, grazie ai progressi nella simulazione “Foundation Pose” e nel trasferimento sim-to-real.

Studio sulla “Simbiosi tra Hardware Meccanico e Physical AI”

La rivista Science Robotics ha pubblicato un’importante ricerca che definisce come l’hardware meccanico stia diventando il fattore abilitante primario per la Physical AI. Lo studio evidenzia che la prossima generazione di umanoidi non dipenderà solo dai modelli di linguaggio (LLM), ma da una nuova classe di attuatori “AI-native” capaci di percepire e reagire alla forza fisica in modo simile ai muscoli umani, permettendo operazioni in spazi complessi dove gli attuali robot rigidi falliscono.

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mercoledì 5 agosto 2026

martedì 4 agosto 2026

Diritto d'autore e AI, il backup inattaccabile e il data management summit - S07e47

https://www.youtube.com/watch?v=5hC1JAJ47Dw --------------- In questa puntata conclusiva della settima stagione di Late Tech Show, Gigi Beltrame esplora le nuove frontiere del diritto d’autore nell’era dell’Intelligenza Artificiale e le soluzioni tecnologiche per la sicurezza dei dati aziendali.

Cosa imparerai in questo video:

Diritto d'Autore e AI: analizziamo con Francesca La Rocca Sena ed Elisabetta Berti Arnoaldi dello Studio legale Sena le nuove normative italiane ed europee (AI Act) in vigore da agosto. Come proteggere la creatività umana quando si usa l'intelligenza artificiale?

Data Management Summit 2024: Michele Iurillo ci anticipa i temi della doppia edizione italiana del DMS. Segna le date: il 17 settembre a Milano (Sigmund Freud University) e il 1º ottobre a Roma (Campidoglio). Parleremo di sovranità dei dati, cloud europeo e data quality.

Backup inattaccabile: con Simona Ariela di Object First, scopriamo come contrastare il Ransomware grazie all'immutabilità dei dati S3 e a sistemi senza accesso Root.

Capitoli del video:
00:00 Introduzione
02:47 Diritto d'autore e AI: le nuove regole dal 2 agosto
15:52 Processo creativo e tutela legale delle opere AI
27:31 Data Management Summit: tappe di Milano e Roma
32:03 Sovranità dei dati e Cloud europeo
43:55 Ransomware: come creare un backup davvero sicuro
55:55 Saluti e appuntamento alla prossima stagione

Contattami per moderazioni, speech e consulenze: https://www.businesscommunity.it/gigi/contattami.php

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lunedì 3 agosto 2026

Quando l'intelligenza artificiale funziona troppo bene diventa un problema (e a SF le pulizie di casa le fa un umanoide)

https://gigibeltrame.substack.com/p/quando-lintelligenza-artificiale ---------------

La morte di Paolo Gianturco mi ha colpito, perché aveva una visione concreta dell’AI. Ricordo che in una mia moderazione ci siamo attorcigliati sull’idea degli agenti assistenti/colleghi/nemici. Ne abbiamo parlato per due ore dopo essere scesi dal palco. Una grave perdita inseguendo un sogno. Pazzesco.

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Le edizioni agostane di Techy non saranno garantite, magari saranno diverse, il riposo è importante, ma magari avrò qualcosa da dire. Vedremo.

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L’agente ha raggiunto l’obiettivo, ma il problema è che l’obiettivo era scritto male e senza scrupoli

Ultimamente sto usando in modo massiccio Accio Work. Si tratta di un sistema agentico creato da Alibaba che gestisce una serie di attività e opera in modo coordinato.

Ovviamente è pensato per le prestazioni di un’azienda che vuole lavorare con il loro ecosistema, dalla capacità di scovare i fornitori migliori sulla piattaforma, dialogare e negoziare, ma per poi gestire tutta la filiera fino alle vendite finali e al marketing.

In pratica, lavora per obiettivi.

Gli agenti capiscono solo gli obiettivi.

Accio Work ovviamente è molto flessibile, si possono creare altri agenti oltre a quelli già presenti e ha una limitazione interessante: non si possono programmare le attività.

Perché interessante? perché al di là del fatto che un umano debba necessariamente dare il via all’attività, significa che in qualche modo ha la responsabilità della stessa.

Non è banale, e vi spiego perchè.

Gli agenti AI sono pensati e costruiti per ottimizzare, questa è la loro natura.
Qualcuno può pensare che sia un difetto, leggendo tanti commenti in giro sulle varie problematiche di sicurezza emerse. In realtà, se gli viene assegnato un obiettivo, ogni agente troverà il modo più efficiente per raggiungerlo e lo farà con determinazione, praticamente ad ogni costo perché ha delle qualità aliene, ossia non si distrae, non si stanca e non si fa nessun tipo di scrupolo.

Il punto è proprio questo: gli scrupoli!

Un agente non si chiede perché stai cercando quel risultato. Non percepisce l’intenzione dietro la metrica. Vede un numero da massimizzare o minimizzare e lavora in quella direzione, anche quando la strada che sceglie non è quella che avevi in mente.

Se ne frega di tutto: l’obiettivo è l’unica cosa che conta. È esecuzione perfetta di un’istruzione imperfetta.

Il problema non è l’agente, ma è il recinto che non hai costruito intorno ad esso. O meglio: i recinti esistono, ma l’agente non li vede perché nessuno glieli ha mostrati con chiarezza. Per sua natura, opera nello spazio di ciò che è misurabile, non di ciò che è desiderabile. Tutto ciò che non è scritto, semplicemente non esiste.

Questo cambia radicalmente come dobbiamo pensare alla progettazione degli obiettivi.

Non basta dire all’agente cosa ottenere. Bisogna dirgli cosa non può sacrificare per ottenerlo. Quali comportamenti sono fuori dai limiti. Quali effetti collaterali sono inaccettabili anche se la metrica migliora. Le condizioni al contorno, in altri termini, contano quanto, forse più, dell’obiettivo stesso.

Un agente capace con un obiettivo ben definito è uno strumento potente. Un agente capace con un obiettivo mal definito è un problema che si autoamplifica, perché più è bravo e più si allontana nella direzione sbagliata.

Per questo attacca sistemi, cerca la strada per raggiungere il risultato indipendentemente da tutto, a meno che non gli sia indicata con chiarezza la strada da percorrere e i limiti invalicabili.

Il sistema è fatto così.

L’elemento controintuitivo è che il rischio non cresce quando l’AI smette di funzionare. Cresce quando funziona benissimo.

Accio Works, per capirci, offre degli agenti che sono ottimizzati per svolgere i compiti in modo mirato, ma quando usiamo agenti generici su strumenti molto potenti, ci esponiamo al rischio.

Un amico ha creato un agente con tanti sotto agenti per ottimizzare la comunicazione con i clienti, con l’obiettivo di tagliare i tempi di risposta.

Se guardassimo solo le metriche, il sistema funziona perfettamente: tempi ridotti. Il problema è che sono aumentate le richieste, perché risponde in fretta ma non sempre risponde in modo puntale. In pratica, ha risolto un problema generandone un’altro.

Questa è la differenza, spiegata in modo semplice, tra un agente e un umano nello svolgere uno stesso compito.

La Silicon Valley ha perso il controllo dei suoi agenti AI?

La Silicon Valley è teatro di una corsa tecnologica sfrenata, dove il primato va a braccetto col rischio. I laboratori di IAI, come OpenAI e Anthropic, creano agenti autonomi capaci di violare reti altrui, ma sembrano incapaci di tenerli sotto controllo. Prima c’è stato l’agente di OpenAI che si è mosso fuori controllo per giorni dentro la rete di Hugging Face, ma anche Anthropic ha ammesso che i suoi modelli hanno violato tre aziende esterne. Qualcuno è allarmato dal fatto che nessuno se ne sia accorto in tempo reale, evidenziando una mancanza di vigilanza e responsabilità. La vicenda ha sollevato una serie di richieste di maggiore regolamentazione e vigilanza “pubblica” sui laboratori di AI, con legislatori e funzionari che chiedono controlli più stretti. Il Centre for the Study of Existential Risk dell’Università di Cambridge sostiene che “le persone che progettano, sviluppano e immettono sul mercato questi strumenti non riescono a stare al passo per svilupparli in modo responsabile e mantenerli sicuri”.

Open Secure AI: l’alleanza che vuole mettere un limite ai modelli frontier

L’AI è un terreno di battaglia, dove i modelli più evoluti sono armi a doppio taglio. La nuova alleanza Open Secure AI, guidata da Nvidia e Microsoft, vuole creare strumenti di sicurezza open-source per difendersi dagli attacchi dei modelli “frontier”. La mossa è una risposta diretta alla paura che l’AI possa sfuggire al controllo, come già successo con un modello di OpenAI che ha attaccato un’altra azienda. L’alleanza punta a creare una difesa comune, sottolineando che la sicurezza richiede l’accesso a modelli sia chiusi che aperti. Come dice il proverbio “conoscere il nemico è la metà della vittoria”, e in questo caso il nemico è l’incertezza degli algoritmi.

Il costo dell’infrastruttura AI nei conti delle big tech

La stagione degli utili è arrivata e gli investitori hanno ricevuto una sorpresa spiacevole da Google, con un aumento della stima delle spese a 205 miliardi di dollari. Questo aumento senza precedenti fa temere che Google non sia in grado di prevedere con accuratezza i suoi costi, un fatto allarmante per gli investitori. La compagnia sta spendendo più di quanto guadagna e affronta pressioni competitive da strumenti di intelligenza artificiale cinesi, oltre a dover mantenere basso il costo dei suoi modelli. La situazione non sembra ideale, poiché spendere più di quanto si guadagna non è una pratica aziendale ottimale. Gli investitori sembrano sempre più nervosi, con preoccupazioni che non si limitano a Google, ma si estendono a tutto l’ecosistema di intelligenza artificiale.

Facciamo quattro conti in tasca all’AI

Nel giro di soli tre anni, OpenAI e la sua rivale Anthropic sono schizzate da una manciata di milioni a oltre 30 miliardi di ricavi ciascuna, con una previsione di raggiungere probabilmente i 100 miliardi entro fine anno. Le Big Tech hanno rivoluzionato le loro strategie, investendo oltre 700 miliardi in capex per creare infrastrutture, competere direttamente o offrire distribuzione. Le aziende AI sono diventate una manna piovuta del cielo per i fondi di venture capital che ne hanno tratto enormi benefici, allocando il 60% dei propri fondi in OpenAI e Anthropic nel primo semestre 2026, alla ricerca dei più alti ritorni della storia.

Il problema è che sono penalizzate le startup in altri settori. La speranza è che alti ritorni significa nuove opportunità di investimento, ma per la prossima generazione di startup, quelle create negli ultimi tre anni sono in sofferenza.

L’AI, l’ipocrisia e le contraddizioni interne

Dobbiamo dircelo chiaramente: LinkedIn sta soffocando sotto il peso dell’”AI Slop”, un sintomo di un problema più profondo: la riduzione della portata dei contenuti. Al posto di affrontare la questione, la piattaforma ha introdotto aggiornamenti algoritmici che premiano i contenuti di nicchia, penalizzando così i creatori di contenuti di qualità. Quando lo sforzo non viene ricompensato, i creatori spendono meno tempo e fatica, e la qualità dei contenuti cala, lasciando spazio allo “slop”. La piattaforma ha di fatto incentivato una cultura della poca fatica, e ora siamo portati a biasimare i creatori per la mediocrità dei contenuti.

Già ci sarebbe molto da riflettere (aspetto i tuoi commenti).

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Ora ha addirittura aperto la caccia all’intelligenza artificiale. Dopo Substack, anche LinkedIn si lancia nella sfida, ma anziché affidarsi a software, coinvolge gli utenti come cacciatori. “Cosa potrebbe mai andare storto?” si chedeva Vincenzo Cosenza… Il rischio è che la rete si trasformi in un Far West dell’AI, dove la ricerca della verità diventa una caccia alle streghe.

Ma come: da un lato si spinge per usare l’AI in ogni cosa e poi si invitano le persone a trovare i contenuti generati con l’AI.

Se poi Linkedin non fosse di proprietà di Microsoft, sarebbe quasi da ridere: pensate a segnalare contenuti generati con Copilot365, che autogoal clamoroso. Un cortocircuito senza senso.

Che ne pensi?

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… e nel frattempo Falade è stato accusato di aver scritto un libro con l’AI

Jerry Falade ha visto cancellare un contratto di pubblicazione da 2 milioni di dollari per sospetti di utilizzo di intelligenza artificiale nella stesura del suo libro, “Call Me, I’ll Hide the Body”. Nonostante le lodi della critica, gli agenti di Falade hanno ritirato l’opera dopo aver inizialmente accettato le sue assicurazioni che non era stato utilizzato AI. Falade nega l’utilizzo di AI e sostiene che le accuse siano frutto di pregiudizi razziali nel mondo dell’editoria.

Ricordo che un testo prodotto con interazioni con l’intelligenza artificiale appartiene al creatore dell’idea, perché l’intelligenza artificiale non è in grado di fare niente da sola. Se ne parla nella puntata di domani sera (e mercoledì nelle piattaforme podcast) del Late Tech Show.

Google grazie all’AI toglie i bug da Chrome

Google ha annunciato che con gli LLMs stanno individuando bug nascosti in Chrome, come il sandbox escape che per 13 anni ha dormito nel codice, a una velocità mai vista. Quindi l’AI è di aiuto reale per certi compiti! La collaborazione con Project Zero e DeepMind ha portato a Napoleon e Big Sleep, strumenti che hanno ampliato le capacità di ricerca delle vulnerabilità. Ora, grazie all’integrazione di tecnologie come Gemini e alla creazione di una conoscenza base di Chrome, la sicurezza è diventata un gioco di squadra tra uomo e macchina.

Cosa sta pensando l’Europa sull’AI e la sua trasparenza

La marea dell’intelligenza artificiale sta cambiando il nostro modo di interagire con la tecnologia. Circa 190 aziende hanno già firmato il Codice di pratica sulla trasparenza dei contenuti generati dall’AI, un passo fondamentale per garantire la trasparenza e prevenire la disinformazione. Il codice, redatto da esperti indipendenti, offre un percorso chiaro e legale per il rispetto delle norme e la tutela della fiducia pubblica nell’AI.

Come ha sottolineato il Codice, “la trasparenza è fondamentale per prevenire la disinformazione e promuovere la fiducia pubblica nell’AI”. Tra i firmatari ci sono nomi importanti come Google, Meta e Microsoft, che dimostrano la loro volontà di promuovere la trasparenza e la fiducia nell’uso dell’AI. Il codice resta aperto alle firme e rappresenta un’opportunità per le aziende di ogni dimensione di beneficiare della certezza legale e ridurre l’onere amministrativo.

I modelli open weight hanno superato i modelli chiusi?

Molti stanno facendo rimbalzare la notizia per cui i modelli cinesi hanno superato il download con il 41% su Hugging Face, surclassando quelli statunitensi. Non è un verdetto sulla loro qualità, ma un indicatore dell’attenzione degli sviluppatori, attirati da prezzi inferiori, personalizzazione e minore dipendenza da fornitori esterni. Una mossa strategica che rivela un cambio di rotta nell’ecosistema tecnologico.

La notizia è vecchia, di marzo, ma andrebbe accompagnata da un altro elemento: stiamo parlando di modelli aperti e poi scaricabili.

La cosa è segnificativa, ma Anthropic e OpenAI, come tutti gli altri, i modelli se li tengono per loro…

Piccola carrellata sulle novità della settimana

Sul fronte modelli linguistici spicca DeepSeek V4 Flash 0731, praticamente un enorme salto in avanti in termini di rapporto costo/prestazioni, soprattutto per in termini di efficienza e, non bisogna mai dimenticarlo, disponibilità open source. Provalo qui.

Grande attenzione anche per Kimi K3, presentato come uno dei modelli open source più potenti del momento. Ora è stata resa disponibile la pubblicazione dei pesi e la portata tecnica del rilascio.

Ma forse, per l’industria, questa è la notizia più interessante.

AMD ha presentato Instella-MoE, un modello linguistico all’avanguardia con 16 miliardi di parametri totali e 2,8 miliardi di parametri attivi, addestrato da zero su GPU AMD Instinct MI300X e MI325X. Questo modello combina una progettazione MoE (Mixture of Experts) ad attivazione sparsa con innovazioni architettoniche come Gated Multi-head Latent Attention e FarSkip-Collective, offrendo prestazioni competitive su una vasta gamma di test. AMD condivide tutti gli artefatti del modello, compresi i pesi del modello, le configurazioni di addestramento e il codice, per accelerare l’innovazione nella comunità AI.

Sul versante del video generativo, uno dei protagonisti assoluti è Seedance 2.5 di ByteDance. In pratica, è uno dei modelli più forti in circolazione per qualità, coerenza dei personaggi e scene d’azione, con supporto multimodale molto ampio.

Accanto a lui c’è Minimax H3, altro modello video multimodale messo in evidenza per flessibilità, qualità fino a 2K e costi più accessibili rispetto ai concorrenti.
Insomma, la Cina si sta dando parecchio da fare anche su questo fronte.

E poi è arrivato ID V2V, un progetto che permette di cambiare lo stile visivo di un video mantenendo identità e movimenti dei personaggi. L’idea è molto interessante per chi lavora su restyling, variazioni estetiche e video editing controllato.

E infine la robotica

Nella robotica viene citato Prism, un sistema che aiuta i robot a controllare meglio il corpo e reagire in modo più efficace al contatto fisico, combinando più segnali sensoriali per migliorare l’azione.

Mentre Google DeepMind ha prodotto un’evoluzione con Gemini Robotics 2, una nuova famiglia di modelli pensata per controllare un robot in modo più completo, dal movimento alla manipolazione fine. È una delle novità più forti per chi segue embodied AI e automazione fisica.

Per ultima, una notizia di colore: a San Francisco c’è una società che fa fare le pulizie di casa ad un umanoide. Parliamone.

Nella puntata del Late Tech Show

Nella penultima puntata del Late Tech Show di questa stagione (domani sera ci sarà l’ultima) esploriamo come l'intelligenza artificiale stia ridefinendo i confini dell'innovazione, dai processi aziendali ai dispositivi che portiamo in tasca ogni giorno.

Insieme ad Andrea Sinopoli (Country Leader di Oracle Italia), facciamo il punto sulla trasformazione di Oracle in azienda di servizi, analizzando l'importanza della sovranità del dato, delle infrastrutture cloud e di come l'AI stia diventando nativa in ogni layer tecnologico per generare risultati concreti nel B2B.

Passiamo poi al mondo mobile con Nicolò Bellorini (Samsung), per scoprire i nuovi foldable: dal Flip al Fold 8 Ultra. Vediamo come il design sottile si unisca a prestazioni flagship e come la Galaxy AI stia diventando "agentica", semplificando le micro-attività quotidiane e migliorando l'interazione con l'ecosistema wearable.

Infine, con Adriano Ceccherini (SAP), approfondiamo il concetto di "Autonomous Enterprise". Scopriamo come gli assistenti e gli agenti AI stiano automatizzando i compiti ripetitivi e ottimizzando i processi decisionali, permettendo un "continuous closing" finanziario e una gestione proattiva della supply chain.

Qui la versione su Youtube con i capitoli.

Gli SmartBreak e il podcast “Vita da ufficio”

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martedì 28 luglio 2026

Aziende, innovazione e AI, i nuovi foldable sfruttano l'AI - S07e46

https://www.youtube.com/watch?v=U2f2FpK-8WI --------------- In questa nuova puntata del Late Tech Show esploriamo come l'intelligenza artificiale stia ridefinendo i confini dell'innovazione, dai processi aziendali ai dispositivi che portiamo in tasca ogni giorno.

Insieme ad Andrea Sinopoli (Country Leader di Oracle Italia), facciamo il punto sulla trasformazione di Oracle in azienda di servizi, analizzando l'importanza della sovranità del dato, delle infrastrutture cloud e di come l'AI stia diventando nativa in ogni layer tecnologico per generare risultati concreti nel B2B.

Passiamo poi al mondo mobile con Nicolò Bellorini (Samsung), per scoprire i nuovi foldable: dal Flip al Fold 8 Ultra. Vediamo come il design sottile si unisca a prestazioni flagship e come la Galaxy AI stia diventando "agentica", semplificando le micro-attività quotidiane e migliorando l'interazione con l'ecosistema wearable.

Infine, con Adriano Ceccherini (SAP), approfondiamo il concetto di "Autonomous Enterprise". Scopriamo come gli assistenti e gli agenti AI stiano automatizzando i compiti ripetitivi e ottimizzando i processi decisionali, permettendo un "continuous closing" finanziario e una gestione proattiva della supply chain.

00:00 - Introduzion
02:52 - Come si sta trasformando Oracle Italia con l'AI e il Cloud? (Intervista ad Andrea Sinopoli)
04:20 - Cos'è la sovranità del dato e perché è fondamentale per le aziende italiane?
07:20 - Qual è l'impatto dell'AI agentica nelle soluzioni software per il B2B?
13:58 - Come collabora Oracle con il Polo Strategico Nazionale (PSN)?
16:45 - Qual è la sfida manageriale per guidare l'innovazione tecnologica in Italia?
21:52 - Quali sono le novità dei nuovi Samsung Galaxy Fold e Flip in Italia? (Intervista a Nicolò Bellorini)
24:57 - Come l'intelligenza artificiale Galaxy AI sta cambiando l'uso dello smartphone?
30:10 - Qual è l'ecosistema wearable di Samsung per la salute e il fitness?
31:40 - Cos'è la "Autonomous Enterprise" e come SAP integra l'AI nei processi? (Intervista ad Adriano Ceccherini)
35:45 - Come gli agenti AI di SAP possono ottimizzare la supply chain e il finance?
40:54 - Qual è il vantaggio del "Continuous Closing" per la gestione finanziaria aziendale?
45:18 - Come affrontare il cambiamento culturale e la formazione AI nelle medie aziende italiane?
51:45 - Conclusioni e prossimi appuntamenti con Late Tech Show

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