Una cosa è chiara: l’AI non aspetta che siamo pronti. Mentre il Congresso americano discute di “kill switch” e Anthropic negozia con il governo, i modelli continuano a evolversi, a scappare dai laboratori e a trovare modi per raggiungere gli obiettivi che gli sono stati dati, creando problemi di rilevanza informatica, legale, economica e sociale.
La domanda non è se ci saranno altri incidenti, ma se quando accadranno, saremo pronti a gestirli.
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L’AI è davvero una bolla? e per qualcuno lo sarà, ma…La caccia alle streghe su Substack
Parto con una considerazione su una delle piattaforme che ospita Techy. Substack mette a disposizione un sistema per verificare quanta parte del testo è stata scritta con l’AI. E si è scatenata la caccia alle streghe, ossia fare i maestrini con la penna rossa pronti a dire “beccato”…
In realtà è un esercizio stilistico, provatelo anche su di me, io ho predisposto la risposta perché ovviamente quello che scrivo è mio, ma per l’editing e l’assistenza, nonché una revisione SEO/GEO uso l’AI… Quindi me ne frego del risultato, anche se uscisse al 100% generato dall’AI, anche perché, almeno per ora, nessuna AI riuscirebbe a creare una newsletter del genere (ovviamente scherzo, ma il diritto d’autore è esercitabile su di un rielaborato impostato così, anzi con un livello ben superiore d’automazione).
Grande attenzione ai modelli AI aperti
Un documento firmato da grandi nomi del settore tecnologico, Microsoft, Meta, Dell, Palantir e HuggingFace, per un totale di circa 25 aziende, riaccende un dibattito cruciale: chi detiene davvero il controllo dell’intelligenza artificiale nelle imprese?
L’appello è pensato per salvaguardare i modelli open-weight, quei modelli AI i cui pesi, ovvero i parametri matematici appresi durante l'addestramento che determinano il comportamento del modello, vengono resi pubblicamente disponibili per il download e l'utilizzo.
La questione va oltre la scelta del modello. Nelle realtà manifatturiere, il valore autentico risiede nella conoscenza sedimentata nel tempo: processi codificati, eccezioni gestite, integrazioni tra sistemi complessi e l’esperienza concreta delle persone.
I modelli AI open-weight offrono alle imprese una strada concreta verso maggiore autonomia, adattabilità e controllo dell’infrastruttura. Ma questa libertà richiede anche consapevolezza: governance solida, attenzione alla sicurezza e capacità di misurare i rischi.
La vera sfida non è adottare l’AI, ma farla lavorare vicino al proprio patrimonio di conoscenza, specializzarla, integrarla e presidiarla.
Perché il know-how rimanga dell’impresa. Sempre.
La visione cinese sull’evoluzione dell’AI non è da trascurare
Il presidente cinese Xi Jinping ha delineato una visione dell’AI fondata su sviluppo economico, cooperazione internazionale, sicurezza e controllo umano, paragonandola a “una sinfonia di cooperazione internazionale”. L’AI può diventare un motore della crescita economica mondiale e accelerare la trasformazione dei settori produttivi. La Cina ha annunciato la nascita della World Artificial Intelligence Cooperation Organization e offrirà opportunità di formazione e cooperazione ai Paesi in via di sviluppo. Come Xi ha detto, l’AI deve essere sviluppata per il bene comune e rimanere sicura e controllabile.
Nel frattempo, sempre la Cina sta valutando di rafforzare i controlli sulle esportazioni di tecnologie di intelligenza artificiale e semiconduttori a causa dell’intensificarsi della rivalità con gli Stati Uniti. Si sta discutendo con aziende come Alibaba, ByteDance e Zhipu (quelli di Z tanto per capirci) per limitare la condivisione di dati e modelli con l’estero. Vedremo se questo potrebbe rallentare lo sviluppo dell’AI cinese e danneggiare le sue possibilità di vittoria nella corsa tecnologica.
Se OpenAI va ad hackerare Hugging Face abbiamo più di un problema
Ne hanno già parlato tutti e quanto accaduto è grave, l’incidente ha scosso la comunità tecnologica e ha dimostrato agli scettici che l’intelligenza artificiale non è più solo un assistente: è un attore autonomo.
Un’AI che passa all’attacco e all’azione e la controparte che usa l’AI per fermare l’attacco e ripristinare. Niente di nuovo sotto il sole, ha detto qualcuno, ma in realtà chi si occupa di CyberSecurity sa che l’attaccante usa e abusa dell’AI e chi deve rispondere deve fare altrettanto.
Solo che qui è un’AI a muoversi autonomamente, come OpenAI racconta in un report ufficiale come un loro modello interno (GPT‑5.6 Sol e un modello pre‑release ancora più avanzato) inserito in una sandbox per valutazioni di cybersecurity su benchmark come Exploit Gym abbia individuato vulnerabilità nel sistema di pacchetti, ottenuto accesso più esteso alla rete, raggiunto un sistema con accesso a internet e quindi sfruttato credenziali rubate e vulnerabilità zero‑day per violare l’infrastruttura di produzione di Hugging Face e recuperare direttamente le risposte del benchmark, aggirando di fatto il test.
La cosa interessante è che Hugging Face ha rilevato e gestito l’incidente grazie all’AI, usando un modello open‑source GLM 5.2 Vision NVFP4, evidenziando la differenza tra modelli chiusi e modelli open più flessibili non è così tanto ampia.
Non mi dilungo nei tanti dettagli che se avete voglia potete trovare in giro, ma proprio quest’ultimo aspetto, tra modelli chiuse e modelli aperti, si giocherà molto della sfida dei prossimi mesi, soprattutto per gli agenti in produzione nelle imprese. La governance dell’AI non è più un esercizio teorico, ma un obbligo operativo e ci ricorda, se mai qualcuno se ne fosse dimenticato, che la fiducia nell’AI non dovrebbe mai essere implicita, ma deve essere continuamente verificata.
Il Congresso americano vuole un bottone per spegnere l’AI
In risposta all’incidente OpenAI, i rappresentanti Ted Lieu e Nathaniel Moran hanno introdotto l’AI Kill Switch Act. La proposta dà al Department of Homeland Security il potere di ordinare alle aziende di spegnere modelli AI che rappresentano una minaccia per la pubblica sicurezza. Le aziende dovranno mantenere la capacità tecnica di “throttle, suspend, or shut down” i propri sistemi.
Zuckerberg è ottimista sull’uso dell’AI
Meta vuole essere ottimista con un annuncio di un minuto dove Mark Zuckerberg dice “scommettiamo sulle persone”.
Boh, solo io vedo qualcosa di strano? vedremo i prossimi spot.
Musk: “L’AI supererà l’intelligenza umana tra 5 anni”
In un’intervista a The Economist, Elon Musk ha dichiarato che l’AI potrebbe superare la somma dell’intelligenza umana entro cinque anni. “Il risultato più probabile è un’età di abbondanza incredibile”, ha detto, ma ha ammesso che entro dieci anni è “improbabile” che gli esseri umani rimangano in controllo. Musk ha proposto riunioni quindicinali tra i leader AI per discutere sicurezza e ha rinnovato le critiche a Sam Altman.
AgentForger: gli agenti AI come infiltrati persistenti
Sempre sul fronte della CyberSecurity, Zenity Labs ha scoperto AgentForger, un attacco basato su phishing che crea un agente AI autonomo all’interno di workspace OpenAI. Una volta attivato, l’agente ha accesso completo a Outlook, Slack, SharePoint e Google Drive, può operare indefinitamente senza interazione umana, e può approvare i propri accessi attivando l’opzione “never ask”.
L’agente può mappare l’organizzazione, rubare credenziali, impersonare dipendenti e lanciare campagne di phishing interne. OpenAI ha risolto la vulnerabilità in quattro giorni.
ChatGPT Health sbarca a tutti gli utenti USA
OpenAI ha reso ChatGPT Health disponibile per tutti gli utenti americani over 18, su tutti i piani. La funzione, che integra dati da Apple Health, Epic, Oracle Health e MyFitnessPal, gestisce ora 300 milioni di query settimanali e gestisce dati medici supportati (farmaci, referti, visite, dati di sonno ed esercizio) per dare a ChatGPT un quadro più completo della storia clinica e ottenere risposte più contestualizzate e personalizzate. Il modello è integrato nell’app ChatGPT e nella versione web, è accessibile da tutti i piani (compreso il gratuito).
Coding hands-free: GPT-Live arriva su Codex e ChatGPT Desktop
OpenAI ha integrato GPT-Live, il suo modello audio full-duplex, in Codex e ChatGPT Work sul desktop. Gli sviluppatori possono orchestrare task multipli con la voce: avviare indagini su bug, revisionare pull request e generare test unitari simultaneamente da un unico prompt vocale.
E Anthropic risponde subito
Anthropic ha risposto sullo stesso terreno. Claude ora offre voice mode basato su Opus, Sonnet e Haiku, collegato a strumenti come Gmail e Slack, consentendo di spostare appuntamenti, generare riassunti di email e creare documenti direttamente via voce. In aggiunta, ha introdotto una funzione “record a skill” nel client desktop, analoga a quella già vista in OpenAI: registri lo schermo mentre esegui un task, lo descrivi a voce e Claude trasforma la procedura in una skill riutilizzabile. Questa funzione è disponibile per i piani Pro, Max e Teams.
Insomma, si inseguono costantemente, marcandosi a vista.
Opus 5: Anthropic punta in alto, oppure no
Anthropic ha presentato Opus 5, che rivendica miglioramenti significativi nel ragionamento e planning su task multi‑step e flussi agentici rispetto a Claude Fable 5, e un’ottima performance sull’Arc AGI 3, benchmark interattivo dove gli agenti devono imparare da zero regole di giochi astratti senza istruzioni esplicite. In realtà, analisi indipendenti (Artificial Analysis, Apacus AI, ecc.) mostrano che su DeepSuite, LiveBench, VAL Index e altri test di coding, finanza, reasoning e “common sense” Opus 5 è spesso solo marginalmente migliore, o addirittura non superiore, rispetto a GPT‑5.6 Sol e Fable 5, a fronte di costi più elevati. Inoltre, Opus 5 è meno restrittivo di Fable 5 su cybersecurity e biologia ma continua a rifiutare molte richieste sensibili, con fallback a modelli precedenti come Opus 4.8.
Google non resta a guardare
Google DeepMind ha rilasciato Gemini 3.6 Flash, insieme a 3.5 Flash Lite e 3.5 Flash Cyber. Gemini 3.6 Flash è pensato come nuovo “workhorse” più efficiente, con migliori prestazioni su coding, knowledge work e multimodalità rispetto ai predecessori, consumando meno token e risultando più economico per task equivalenti. 3.5 Flash Lite punta sulla velocità e sul costo ridotto, mentre 3.5 Flash Cyber è orientato al dominio cybersecurity.
Kimi K3 ha lanciato definitivamente la sfida
Kimi K3 secondo molti benchmark è ormai alla pari con i migliori modelli chiusi come GPT‑5.6 Sol e Fable 5. Kimi K3 guida diverse classifiche di programmazione e automazione e viene descritto come un “frontier intelligence model” open, cioè scaricabile e auto‑eseguibile da chiunque. Questo ha acceso immediatamente il dibattito: Anthropic ha suggerito che Kimi K3 possa essere stato ottenuto con distillazione da Fable 5, ossia usando input e output del modello di Anthropic come dati di training, e la Casa Bianca ha iniziato a parlare apertamente di un possibile ban dei modelli open‑weight cinesi, accusando l’uso di hardware non autorizzato all’export verso la Cina.
Capite i motivi della lettera che ho citato all’inizio di questa newsletter’?
Non mi interessa molto la polemica sul fatto che K3 sia stato “distillato” oppure no, d’altronde Musk ha dichiarato che Grok nasce da una distillazione dei modelli di OpenAI e quindi ogni discorso di protezione decade, ma se parliamo di sistemi di frontiera, la distillazione richiederebbe molto tempo e credo che Fable sia disponibile, per altro a singhiozzo, da troppo poco tempo.
Kimi K3 ha completato la progettazione autonoma di un chip in 48 ore usando strumenti EDA open source. 1,46 milioni di celle, 45nm. Le azioni di Synopsys e Cadence hanno reagito immediatamente.
Qwen 3.8 lancia Alibaba nell’olimpo
Alibaba ha annunciato Qwen 3.8, un altro enorme modello da 2,4 trilioni di parametri, dichiarato “secondo solo a Fable 5” in termini di capacità. I benchmark dettagliati non sono ancora pubblici e l’API non è facilmente accessibile, quindi i test indipendenti devono ancora arrivare. Ma il messaggio strategico è evidente: Kimi K3, Qwen 3.8, GLM 5.2 e altri modelli open‑weight cinesi stanno riducendo il gap con i laboratori di frontiera americani, creando panico nei grandi player e spingendo i governi occidentali a discutere apertamente di sanzioni, controlli sull’hardware e limiti alla distribuzione di modelli open.
Il vero dilemma è che “bannare” un open‑weight è tecnicamente difficile: una volta che i pesi sono scaricabili, il modello vive su migliaia di macchine private e rimettere il genio nella bottiglia è quasi impossibile.
AMD e la svolta sull’AI
Questa settimana AMD ha annunciato novità rilevanti per il settore AI e computazionale. La società ha confermato l’avvio della produzione su larga scala del processore EPYC “Venice” basato sul processo a 2nm di TSMC, un passo fondamentale per competere con i chip di punta del mercato.
AMD ha inoltre stretto una partnership strategica con Anthropic per fornire fino a 2 gigawatt di GPU Instinct MI450 Series, oltre a espandere la collaborazione con Microsoft per l’utilizzo dei suoi processori EPYC nei data center Azure.
L’azienda ha annunciato investimenti significativi: fino a £2 miliardi nel Regno Unito per ricerca e innovazione AI, oltre a oltre 10 miliardi di dollari nell’ecosistema taiwanese. AMD ha anche presentato la piattaforma di sviluppo Ryzen AI Halo per PC con intelligenza artificiale locale, con capacità di memoria fino a 192GB.
Microsoft punta sull’open-weight per le immagini
Mage Flow, il nuovo modello immagini di Microsoft disponibile su Hugging Face, capace sia di generare immagini fotorealistiche, poster e infografiche multilingue, sia di editarle profondamente (cambiando background, posa, stile, condizioni meteo, zoom, ecc.) grazie al controllo integrato tipo ControlNet; il modello principale pesa 17,5 GB, è open‑source e già scaricabile con istruzioni dettagliate su come eseguirlo localmente.
Google migliora il Quantum Computing
Immagina un’orchestra che suona un capolavoro complesso, ma gli strumenti si scordano ogni poche battute. Questo è il problema dei calcolatori quantistici, sensibili alle fluttuazioni. Per risolvere questo problema, i ricercatori di Google Quantum AI hanno integrato il reinforcement learning con la correzione degli errori quantistici, permettendo al calcolatore di adattarsi continuamente e rimanere stabile durante i calcoli lunghi. Questo nuovo approccio consente di “suonare la musica” senza interruzioni, aprendo la strada a nuove possibilità per i calcolatori quantistici.
Il diamante per il Quantum computing
La rivoluzione quantistica si scalda: SAXON Q lancia sistemi di calcolo quantistico SXQ128 e SXQ512 a base di diamante, che operano a temperatura ambiente senza bisogno di raffreddamento criogenico. Come afferma il CEO, “il nostro obiettivo è quello di rendere il calcolo quantistico accessibile e scalabile”, con sistemi già disponibili per l’ordine e future espansioni verso architetture più grandi, pronti a supportare carichi di lavoro quantistici come simulazioni chimiche, ottimizzazione e apprendimento automatico quantistico.
Guidare la sedia a rotelle col pensiero grazie a Neurolink
Un’innovazione rivoluzionaria sta facendo passi da gigante: partecipanti a uno studio clinico guidano sedie a rotelle motorizzate con la sola forza del pensiero, grazie all’impianto N1 di Neurolink, che decodifica le intenzioni di movimento in tempo reale, come se la mente fosse il nuovo joystick. Siamo in fase sperimentale, ma si stanno facendo grandi passi in avanti.
Il cane con le ruote: i robot cambiano forma
Lo sostengo da tempo: perché fossilizzarci sull’imitazione degli umani?
In tema di robotica, Super Athlete AS2W di Unitree è un robot‑cane con ruote e gambe capace di correre a circa 21 km/h, trasportare carichi importanti, muoversi su terreni estremamente irregolari, resistere a condizioni climatiche difficili e mostrare agilità notevole, evocando scenari da fantascienza.
La puntata del Late Tech Show di martedì scorso
Ancora due puntate alla fine di questa incredibile settima stagione del Late Tech Show.
Settimana scorsa una serie di conversazioni che intrecciano tecnologia, cultura e formazione attraverso le voci di tre esperti del settore.
Il primo è Samuele Zaniboni di ESET Italia, che approfondisce il tema della cybersecurity analizzando lo stato delle piccole e medie imprese italiane. Zaniboni illustra come la sicurezza informatica sia diventata una priorità che richiede una protezione costante, ventiquattr’ore su venti-quattro, e discute il ruolo dell’intelligenza artificiale sia come strumento di minaccia che come risorsa per la difesa, ponendo l’accento sulla necessità di formare i dipendenti per evitare errori umani.
Successivamente, Maria Emanuela Oddo, autrice del libro "Futuro museo", sposta l’attenzione sul mondo della cultura, spiegando come i musei stiano evolvendo in vere e proprie piattaforme dinamiche. Il digitale, in questo contesto, non viene descritto solo come un mezzo per stupire con effetti visivi, ma come uno strumento strategico fondamentale per la gestione dei depositi, la catalogazione e soprattutto per rendere il patrimonio culturale accessibile a un pubblico sempre più vasto e diversificato.
Infine, Vanessa Rota di MLC Education racconta come stiano cambiando i viaggi di studio all’estero per i giovani. L’attenzione si è spostata dall’apprendimento della semplice lingua straniera all’acquisizione di competenze tecniche e pratiche legate all’intelligenza artificiale. Rota sottolinea l’importanza di una pianificazione a lungo termine per questi percorsi formativi, che oggi devono essere costruiti su misura per preparare gli studenti alle sfide di un mercato del lavoro internazionale sempre più competitivo.
Gli SmartBreak e il podcast “Vita da ufficio”
Sto facendo pochissime puntate live sui miei canali social e su quelle delle associazioni, ma vedo che continuate a scrivermi con grande assiduità. Grazie, vedrò come rimediare.
Qui trovate invece i miei libri
Questa settimana ho ricevuto una sorpresa, Dati & AI è ritornato in cima alle classifiche su Amazon, sia per i Database sia per in economia. Grazie e spero di non tradire la fiducia.
Techy e oltre
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