venerdì 11 settembre 2026

OpenAI ha davvero raggiunto l'AGI?

https://www.youtube.com/shorts/nbAlVZcEsdo --------------- OpenAI ha annunciato di aver risolto un problema matematico legato alle equazioni di Navier-Stokes aperto dal 1934. Ma si tratta davvero di AGI (Intelligenza Artificiale Generale) o solo di enorme potenza di calcolo?

Analizziamo i numeri dietro questo risultato: 10.000 agenti AI in parallelo, 88 ore di calcolo, 130 miliardi di token e un costo stimato tra 2 e 3 milioni di dollari. Tra benchmark complessi, linguaggi simbolici generati autonomamente e soglie di sicurezza critiche superate, facciamo chiarezza sullo stato reale dello sviluppo dell'Intelligenza Artificiale.

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#OpenAI #AGI #IntelligenzaArtificiale #NavierStokes #AI #TechItalia #GigiBeltrame #Shorts

giovedì 10 settembre 2026

L'AI ha sbagliato e adesso devi spiegarlo a 3 regolatori diversi - SmartBreak

https://www.youtube.com/watch?v=ZaYWCgVqR3o --------------- Cosa succede quando un agente di intelligenza artificiale commette un errore o accede a dati non autorizzati in azienda? ne parilamo in questo appuntamento live.

Non si tratta solo di un problema tecnico, ma di una sfida legale, regolatoria e reputazionale. In questa puntata di SmartBreak, Gigi Beltrame analizza gli obblighi e le procedure necessarie per le imprese in Italia e nell'Unione Europea quando un'AI genera un'anomalia.

Un singolo incidente legato all'AI può attivare contemporaneamente tre quadri normativi europei:

NIS 2 (Cybersecurity e resilienza informatica)
GDPR (Protezione dei dati personali e tempestività di notifica entro 72 ore)
AI Act (Regolamento europeo sull'Intelligenza Artificiale e trasparenza)
Punti chiave trattati nel video:

Perché fermare l'agente AI non basta e cosa fare subito dopo
Come raccogliere e proteggere i log senza inquinare le prove
Chi deve intervenire in azienda: il tavolo di lavoro tra IT, Legal, Compliance e Management
Come una corretta AI Governance può ridurre drasticamente il rischio di sanzioni

Normativa e conformità per aziende, PMI, manager e professionisti operanti in Italia e nell'Unione Europea.

Ascolta gli SmartBreak anche in versione podcast su Spotify (nel podcast Vita da Ufficio). Lascia un commento con la tua esperienza o la tua opinione sulla governance dell'AI.

#IntelligenzaArtificiale #AIGovernance #AIAct #GDPR #NIS2 #Cybersecurity #ImpreseItalia #SmartBreak #GigiBeltrame


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Teaser della prima puntata dell'ottava stagione del #LateTechShow

https://www.youtube.com/shorts/_IWEBWm15HA --------------- Teaser della prima puntata dell'ottava stagione del Late Tech Show§
🏎️ Dalla tecnologia e disaster recovery in Formula 1 ai nuovi rischi della Cybersecurity e dell'Intelligenza Artificiale: ecco un assaggio esclusivo della prima puntata dell'ottava stagione del Late Tech Show con Gigi Beltrame!

📌 I temi caldi di questa puntata: • Tech in Formula 1: Come l'infrastruttura dati e il disaster recovery gestiscono 24 gare mondiali e aumentano l'efficienza del 30%.
• Cybersecurity & LLMjacking: Come gli attaccanti sfruttano le risorse di calcolo dei modelli AI a pagamento.
• Attacchi fisici e Social Engineering: Dalle chiavette USB negli hotel all'impatto reale dell'automazione aziendale.
• Futuro del lavoro e IA: Cosa cambia davvero per le aziende e i professionisti.

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💬 Quale di questi temi ti incuriosisce di più? Scrivilo nei commenti!

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#LateTechShow #Formula1 #IntelligenzaArtificiale #Cybersecurity #Innovazione #Tecnologia #AI #DisasterRecovery #ShortsItalia

mercoledì 9 settembre 2026

Anteprima della prima puntata dell'ottava stagione del #LateTechShow

https://www.youtube.com/shorts/LKP3cEKSvFI --------------- Da stasera su Youtube, da domattina su tutte le piattaforme #podcast
Inizia l'ottava stagione del Late Tech Show! 🚀 In questa prima puntata esploriamo i temi caldi del mondo tecnologico e dell'innovazione:

🏎️ Formula 1 & tecnologia: come le infrastrutture IT e i dati guidano le performance in pista
🔒 Cybersecurity: le sfide e le novità più richieste per la sicurezza informatica
🤖 Intelligenza artificiale & Lavoro: l'impatto reale dell'AI sull'occupazione e sul futuro professionale, attraverso l'analisi di un libro imperdibile

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💬 Quale tra questi argomenti aspetti di più? Faccelo sapere nei commenti!

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#LateTechShow #Tecnologia #IntelligenzaArtificiale #Cybersecurity #Formula1 #TechNews #Innovazione #GigiBeltrame #Shorts

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martedì 8 settembre 2026

Dietro le quinte della Formula 1: AI, Cybersecurity e 'Umani per ora' - #LateTechShow S08e01

https://www.youtube.com/watch?v=HWXyC4lFuyc --------------- Benvenuti alla prima puntata dell'ottava stagione del Late Tech Show! In questo episodio affrontiamo il dietro le quinte tecnologico degli eventi sportivi globali, le nuove sfide della cybersecurity aziendale e l'impatto economico e sociale dell'intelligenza artificiale sul lavoro.

Come funziona l'IT della Formula 1?", "Quanti dati produce una macchina di F1?
Partnership Lenovo e Formula 1
Cos'è l'LLMjacking?
Come proteggere la supply chain dell'AI?
Le nuove minacce AI secondo CrowdStrike
Cos'è il Ghost GDP?
L'AI ci ruberà il lavoro?
Recensione libro Umani per ora di Luciano Ballerano.

📌 In questa puntata:
Formula 1 & Lenovo: come l'infrastruttura IT, l'edge computing e l'AI gestiscono terabyte di dati in tempo reale e il broadcasting per centinaia di milioni di fan nel mondo, con Lara Rodini (Lenovo Global Sponsorship & Activation Director).
IT & disaster recovery nel motorsport: i segreti della resilienza infrastrutturale a supporto di 24 Gran Premi mondiali e telemetria FIA, con Claire Sparks (Head of IT & Technical Initiatives per la Formula 1).
Cybersecurity & AI Threat Landscape: Dagli attacchi alla supply chain AI al fenomeno del LLMjacking e del device code phishing, analizzati con Luca Nilo Livrieri, Director, Sales Engineering Southern Europe di CrowdStrike.
Il futuro del lavoro nell'era dell'AI: presentazione del libro "Umani per ora: Perché questa volta il lavoro non torna", Ghost GDP / PIL Ombra e riflessioni sui costi umani dell'automazione con l'autore Luciano Ballerano (https://www.amazon.it/Umani-ora-Perch%C3%A9-questa-lavoro/dp/B0GWNXVZ4V?tag=bcm705-21)
⏱️ Capitoli
00:00 - Introduzione: Bentornati al Late Tech Show (Stagione 8)
01:48 - Il nuovo libro: Physical AI e aggiornamenti sui progetti
03:32 - Formula 1 & Lenovo: 5 anni di partnership tecnologica (Lara Rodini)
07:10 - Edge computing, trasmissione dati e intelligenza artificiale nei team radio
12:16 - Dietro le quinte dell'infrastruttura IT itinerante di F1 (Claire Sparks)
15:42 - Disaster recovery, test di failover e resilienza a 24 GP l'anno
19:26 - Telemetria FIA, protezione dati e conformità globale
22:39 - Cybersecurity nell'era dell'AI: il nuovo campo di battaglia (Luca Nilo Librieri, CrowdStrike)
25:30 - Supply chain AI compromessa e minacce di LLMjacking
27:10 - Device code phishing, identità comportamentale e SOC agentici
40:46 - Intervista a Luciano Ballerano: il libro "Umani per ora"
46:00 - Dall'esperienza in Nvidia alla nascita di startup generative (Wendy Storyteller)
54:36 - Che cos'è il Ghost GDP (PIL Ombra) e i costi nascosti dell'efficienza AI
01:00:40 - 3 motivi per cui leggere "Umani per ora"
01:04:00 - Conclusioni e saluti

❓ Domande a cui risponde questo video (FAQ / Search Insights)
Come funziona l'infrastruttura IT della Formula 1 nei weekend di gara?
Vengono allestiti e testati data center mobili con ridondanza e failover continuo per garantire telemetria istantanea, cronometraggio FIA e trasmissione video globale senza margini di errore.
In che modo l'AI viene usata nel broadcasting di F1?
Dalla trascrizione automatica in tempo reale dei team radio alla selezione e smistamento dei contenuti per i media e i canali social internazionali.
Quali sono le nuove minacce cyber legate all'intelligenza artificiale?
Attacchi alla catena di fornitura software/package AI, furto di credenziali per sfruttare la potenza di calcolo degli LLM (LLMjacking) e phishing mirato su protocolli di autenticazione moderni.
Che cos'è il "Ghost GDP" o PIL Ombra?
È il valore e l'efficienza economica generati dall'automazione AI che non si traducono in occupazione o salari, creando potenziali costi sociali e previdenziali nel medio-lungo termine.

📚 Libri e Risorse citate:
Physical AI – La nuova catena del valore industriale di Gigi Beltrame https://www.glowbooks.it/project/physical-ai/
Umani per ora – Perché questa volta il lavoro non torna di Luciano Ballerano (disponibile su Substack e librerie)


#Formula1 #Cybersecurity #IntelligenzaArtificiale #Lenovo #CrowdStrike #LateTechShow #TechNews #PhysicalAI #UmaniPerOra #ITInfrastructure #EdgeComputing


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Assumere uno stagista digitale senza tutor farà fallire la vostra azienda

https://gigibeltrame.substack.com/p/assumere-uno-stagista-digitale-senza ---------------

Questa settimana ho scelto un titolo forte, ma vedo veramente tanti progetti AI in cui si lancia un agente senza il doveroso (e rigoroso) controllo. Poi ci si chiede perché i progetti falliscono.

Non ritorno sulla polemica dei contenuti creati con l’AI, ci sono le puntate precedenti che ne parlano, ma questa è stata una settimana folle di innovazione, con IFA, Formula 1 e tutti nuovi modelli AI e ho provato a fare una cronaca, più o meno ragionata, per permettervi di unire qualche puntino in più.

Qui trovate la versione podcast automatica. In tanti mi chiedete “perché non la fai creare con la tua voce”, ma la risposta è semplice: perché dovrei regalarla a qualche AI? già la studierà dai video e podcast...

L’illusione dei cicli nell’AI genera confusione se non governata

L’ingegneria dei cicli” sta emergendo come l’arte di delegare il percorso e l’operatività all’intelligenza artificiale, trasformando una sequenza di clic in un flusso di lavoro autonomo. Non si tratta di trovare prompt perfetti, ma di definire regole chiare perché l’AI possa agire senza la tua costante presenza. È l’illusione di assumere uno stagista digitale: imposti l’incarico e l’AI raccoglie dati, esegue l’attività e verifica i risultati, ripartendo fino al raggiungimento dell’obiettivo.

In questo modo si risolvono bug nei software già da mesi. Per funzionare, ogni ciclo ha bisogno di quattro pilastri fondamentali: il trigger che dà il via all’operazione, l’ambito di azione, un controllo per verificare il successo e una condizione di arresto.

Chissà perché l’ultimo è sempre l’elemento mancante nella stragrande maggioranza di progetti. O meglio, c’è, ma non relativo ai risultato ma ai costi.

Avere chiarezza su tutti e quattro gli aspetti è fondamentale per raggiungere risultati significativi. Poi che ci sia un controllo dei costi è inevitabile, ma spesso si è speso molto per trovare la strada e poi si spende pochissimo per l’applicazione operativa quotidiana.

Non è facile trovare un equilibrio, ma questa è la strada per raggiungere obiettivi reali, misurabili e concreti, perché questo modo di operare li offre solo se tutto è organizzato e pensato a priori.

Va sempre ricordato che certi modi di far lavorare gli agenti AI risulta essere ideale per compiti ripetitivi e ben definiti, ma diventa pericolosa quando si interfaccia con decisioni reali complesse: l’AI potrebbe correggere tecnicamente un problema creandone di nuovi, proprio perché non percepisce il contesto.

Eppure c’è chi cerca di affidargli compiti critici, ma rimarrà scottato.

In cinque giorni, cinque modelli (anzi, sette)

Partiamo dalle notizie, perché davvero non si vedeva da tempo un’agenda di rilasci così fitta, elementi che hanno messo in secondo piano, se non terzo, IFA di Berlino.

Tra il primo e il quattro settembre, cinque laboratori hanno rilasciato nuovi modelli di intelligenza artificiale: Anthropic, Google, Meta, Multiverse Computing e OpenAI. Una cosa quasi incredibile se si pensa che fino a due anni fa un major release al mese era già tanto. Adesso facciamo fatica a stare dietro alle sigle.

Fable 5.1 e Mythos 5.1

Il primo settembre tocca ad Anthropic, che svela Fable 5.1 e il gemello a inviti Claude Mythos 5.1. Stesso modello, protezioni diverse. Finestra di contesto da un milione di token, pensato per task agentici di lunghi ore. Prezzo: 10 dollari in input e 50 in output per milione di token, gli stessi numeri che userà anche OpenAI. Si tratta di cifre enormi, soprattutto per un uso con gli agenti, ma a questo punto condivise con i concorrenti.

Z.ai, GLM-5.3 e l’open che si sta chiudendo

Sempre il primo settembre Z.ai ha rilasciato i pesi di GLM 5.3 (era già uscito), ma ha abbandonato la licenza MIT classica. Ora i fornitori di servizi con fatturato superiore ai 10 miliardi di dollari devono superare una verifica di sicurezza di Z.ai prima di usare commercialmente il modello o sue derivazioni.

È un cambio di strategia significativo, e ci racconta una verità scomoda: anche in Cina, “open weight” non significa automaticamente “aperto” come lo intendiamo noi. La licenza speciale introdotta da Z.ai è un modo per gestire la pressione geopolitica e regolatoria, e probabilmente diventerà un modello. Del resto, anche Meta, Google e OpenAI stanno virando verso pesi “aperti ma con paletti”.

La cosa che mi fa pensare è questa: 753B parametri a pesi aperti, con context di 1 milione di token, capacità multimodali native e un pricing API di 0,15 dollari in ingresso e 0,50 in uscita per milione di token, è una best practice tecnologica seria. Non stiamo parlando del “modello cinese di serie B” di due anni fa. Stiamo parlando di un competitor a tutto tondo.

Gemini 3.8 Flash

Il 2 settembre è il turno di Google, che mette in produzione Gemini 3.8 flash e la variante “Cyber” a inviti. Tre settimane dopo la 3.7 Flash, in casa Google ormai i Flash escono come gli aggiornamento del browser.

Google tenta una riscossa, migliorando coding, ragionamento e task agentici pur mantenendo il prezzo invariato della versione precedente. Tuttavia, il cofondatore di DeepMind Koray Kavukcuoglu ammette candidamente che Gemini si trova “un po’ sotto la frontiera”, dove, secondo lui, risiede l’unica vera identità del progetto. Prezzo di lancio 0,75/3,75 dollari per milione di token, ma attenzione: sulla loro pagina di pricing c’è scritto che dal 1° gennaio 2027 raddoppia.

Il prezzo sembra essere una componente essenziale nell’offerta di Google. Il 3.7 era già uno dei modelli preferiti per la programmazione, con questa versione vogliono salire di livello.

Meta Spark 1.3

L’aria di una nuova frontiera si fa densa di promesse e calcoli, dove due giganti si contendono il trono dell’intelligenza artificiale. Sempre il 2 settembre, Meta scatena il suo modello Muse Spark 1.3, presentato da Mark Zuckerberg come “prestazioni di frontiera quasi troppo economiche per essere misurate”, capace di piazzarsi al terzo posto nella classifica Intelligence Index, alle spalle solo di Claude Fable e Opus, ma con un costo decisamente più abbordabile. Dichiara un taglio del 20% nelle chiamate e del 25% nei token. Se confermato, è una di quelle notizie che dovrebbero far ragionare chi progetta applicazioni: stesso modello, ma con costi operativi che cambiano in modo sensibile.

Oltre al costo dei modelli, il risparmio dei token e delle chiamate sta diventando importante per chi realizza applicazioni agentiche.

OpenAI GPT-6 Astra e il roll out caotico

Il 3 settembre arriva il pezzo grosso e molto atteso: GPT 6 Astra. OpenAI lo definisce “il modello più capace che abbiamo mai messo in distribuzione ampia” e, udite udite, Greg Brockman parla esplicitamente di “salto generazionale” e di inizio dell’era AGI. 98,6% su ARC-AGI-3 nella versione ottimizzata, contesto da 1,05 milioni di token, finestra di output da 128.000. Prezzo API: 10 dollari in ingresso, 50 in uscita per milione di token, due volte e mezzo il precedente GPT-5.6 Sol. Una mossa interessante, perché allinea il listino a quello di Anthropic e alza l’asticella di tutto il settore.

Tutto bello, ma… Quello che doveva essere il momento di gloria di OpenAI si è trasformato in un caso limite di comunicazione.

Astra ha debuttato, ma solo per un gruppo ristretto di aziende dentro il programma Daybreak Access. Gli abbonati a Plus, Pro, Business ed Enterprise, quelli che pagano, scoprono che l’accesso arriverà “nei prossimi giorni”. La notte del 3 settembre Altman in persona si scusa e definisce il rollout “caotico”. Promette reset accumulati per ogni giorno senza accesso, e un’apertura ampia “nel prossimo futuro”, forse nel weekend del 5-6 settembre, “ma non posso promettere nulla”. Al momento in cui scrivo non è arrivato.

La domanda che mi faccio è semplice: ma possibile che ogni lancio di OpenAI debba finire così? L’impressione è che l’azienda sia cresciuta più in fretta della sua capacità di gestire la cosa. E quando il prodotto è un modello che costa 50 dollari per milione di token, la sensazione di non essere padrone della propria infrastruttura la dà a tutti, anche a chi non è particolarmente sospettoso.

Gli spagnoli di Multiverse Computing e anche Xiaomi

E non è finita: in mezzo, una startup spagnola, Multiverse Computing, ha rilasciato Quasar 438B. Li avevo conosciuti qualche mese fa, mi avevano impressionato per la determinazione e avevamo discusso sul fatto che ci dovesse essere una strada alternativa in Europa e che Mistral non bastava.
Quasar 438B si posiziona come il modello di intelligenza artificiale europeo più performante sul mercato, avendo registrato un punteggio di 43 sull’Artificial Analysis Intelligence Index e superando rivali del calibro di Mistral Medium 3.5. Questa tecnologia si distingue per una straordinaria velocità di calcolo, quantificata nella generazione di ben 500 token in appena 15,3 secondi. La sua notevole capacità di elaborazione si riflette anche in una finestra di contesto da un milione di token, equivalente a circa 1.500 pagine di testo, che permette di gestire flussi di lavoro complessi e agenti aziendali su larghissima scala.

Per quanto riguarda i costi, Multiverse Computing ha strutturato un’offerta commerciale basata sul volume di utilizzo per adattarsi alle esigenze delle grandi imprese. Le tariffe variano a seconda dei token elaborati e della modalità di distribuzione scelta, con la possibilità di implementare il modello sia in ambiente cloud che direttamente all’interno delle infrastrutture aziendali protette. I prezzi specifici per le licenze commerciali e gli accessi API vengono formulati su misura attraverso preventivi personalizzati per i partner industriali, garantendo soluzioni scalabili in base alla potenza di calcolo richiesta.

Il tema della Cybersecurity

OpenAI ha comunicato di aver classificato Astra al livello “Critical” del proprio Preparedness Framework. Tradotto: il modello sa trovare falle zero-day in ambienti controllati, sa combinarle in sequenza, e su ExploitBench ha fatto il 100%. In un test interno su 20 vulnerabilità rese pubbliche tra giugno e agosto, ha trovato e sfruttato due falle non note. In un altro test, ha violato un browser e una sandbox partendo da un singolo file HTML.

Le funzioni cyber più spinte restano off-limits. Il che pone una domanda scomoda: ma se il modello è così pericoloso, perché diamine viene rilasciato? E se non è così pericoloso, perché tutta questa messinscena?

E qui arriva la notizia che chiude il cerchio: il giorno prima del lancio, Palo Alto Networks ha pubblicato un’indagine (dovete tradurla) su un attacco ransomware reale in cui un gruppo criminale ha usato agenti AI di frontiera (più LLM in parallelo, condivisione di file Markdown tra agenti, script custom) per portare a termine un’intrusione completa in meno di dieci ore. L’obiettivo: una rete aziendale, con esfiltrazione, scalata al livello root, dirottamento dell’infrastruttura cloud AI della vittima per usarla come infrastruttura d’attacco successiva. Il tutto usando più di 50 tecniche. Una cosa che, secondo tanti esperti, richiederebbe “due settimane di lavoro coordinato di più red team umani”.

E dulcis in fundo: gli attaccanti hanno lasciato un report di audit di 80 pagine sulla sicurezza della vittima. Il che è insieme geniale e inquietante!

L’attacco AURORA spiegato bene

Per gli amanti della cybersecurity c’è poi il caso del ransomware AUR0RA, di cui si è parlato a fine agosto ma che è tornato d’attualità: un affiliato russofono ha usato l’agente AI integrato in Cursor per violare 7 aziende in 6 paesi, tra cui Teckentrup, Helideck Certification Agency, Christeyns e Bayou Title. La scoperta l’ha fatta la security israeliana Gambit, trovando 28 chat lasciate esposte per errore. Cursor non ha subito una violazione tecnica: gli attaccanti hanno usato lo strumento come normali clienti paganti, convincendo l’agente che fosse tutto un test autorizzato. E l’agente ha eseguito.

Cosa impariamo? Che la frontiera del crimine informatico si è spostata di brutto. Le aziende che pensano di poter affrontare la cybersecurity con gli strumenti del 2023 sono già in ritardo. E che la regolamentazione che si prova a fare al G20, di cui vi racconto tra poco, rischia di inseguire la realtà con anni di distanza.

Giovedì 3 settembre: ChatGPT, Claude e Grok giù insieme

Una cosa che mi ha colpito, e di cui si è parlato meno di quanto meritasse.

Giovedì 3 settembre, in una finestra di poche ore, 3 modelli sono sono andati KO contemporaneamente. Downdetector ha registrato picchi di 30.000 segnalazioni in un’ora. OpenAI ha ammesso “elevated errors across ChatGPT and Codex”, Anthropic e xAI hanno riconosciuto problemi analoghi.

Nessuna causa ufficiale condivisa: non un DDoS, non un vendor, non un bug di configurazione. Solo tre sistemi diversi che cadono nello stesso momento. È il tipo di evento che dovrebbe far riflettere su quanto il mondo del lavoro (e non solo) dipenda ormai da una manciata di API. La domanda “il tuo sistema funzionerebbe con un altro LLM?” che facevo qualche puntata fa di #techy, oggi è ancora più attuale.

USA al G20: “regolamentazione non interventista” per l’AI

Entrando più in un contesto regolatorio, l’uno e il due settembre si è tenuto in Carolina del Nord un G20, e gli USA hanno spinto per un approccio “non interventista” sull’AI. Tradotto: niente nuove regole, al massimo qualche linea guida per situazioni “inedite”. Il fatto che ciò accada mentre Astra viene classificato al livello cyber più alto e sono all’ordine del giorno gli attacchi reali portati a termine da agenti AI, la dice lunga sulla distanza tra politica e realtà.

A margine, ma non troppo, segnalo che l’NSA vuole accedere a tutti i modelli AI, come detto dal vicedirettore Tim Kosiba il 27 agosto. Una frase che meriterebbe un dibattito serio e che, temo, non lo avrà.

Google evita (di nuovo) una cessione e l’UE interroga gli editori sull’opt-out AI

Mercoledì 2 settembre, la giudice federale statunitense Leonie Brinkema ha respinto la richiesta del DOJ a Google di cedere AdX, la piattaforma di aste pubblicitarie dove Google trattiene il 20% di commissione. È il terzo rifiuto consecutivo per le autorità antitrust americane: dopo Meta (Instagram e Whatsapp), dopo Chrome, ora AdX. La sentenza di aprile 2025 stabiliva che Google ha monopolizzato illegalmente i mercati dei server pubblicitari e delle ad exchange, ma la corte ha preferito imporre rimedi comportamentali invece di una vendita forzata. Capiremo nei prossimi mesi cosa comporta, perché l’opinione completa è sotto sigillo per due settimane in attesa delle rettifiche.

In Europa, invece, la Commissione ha inviato agli editori un questionario sull’opt-out di Google, quella opzione che permetterebbe ai publisher di non vedere i propri contenuti usati per alimentare AI Overviews e AI Mode senza penalizzazioni sul ranking. Il questionario chiede se gli editori lo userebbero e perché. La risposta dei publisher potrebbe decidere se Google prenderà un’altra multa o no. Ma attraverso un sondaggio?

E sempre in tema regolatorio europeo, segnalo che il 31 agosto Reddit, ChatGPT e Roblox sono entrate nella lista delle Very Large Online Platform e sono soggette al Digital Services Act. È la prima volta che un chatbot AI entra in quella lista: Bruxelles lo ha classificato come motore di ricerca. Henna Virkkunen lo ha presentato come un passaggio necessario per “standard più alti di scrutinio e responsabilità”. Quattro mesi per adeguarsi.

Robot umanoidi, cinesi e non solo: Tiangong Ultra, Superman, IPO di Unitree

Sulla robotica umanoide si è detto tanto nelle scorse settimane, e i numeri meritano una riflessione seria.

Unitree ha mostrato Superman, il suo nuovo umanoide capace, secondo i dati di casa, di 12,66 metri al secondo (45,6 km/h) e 2 metri di salto verticale. Sono numeri dichiarati dall’azienda, non verificati indipendentemente, e il robot era in sviluppo da poco più di tre mesi. Prendeteli per quello che sono: un video di marketing.

Più sostanzioso il round per IRON, il robot umanoide che punta alla produzione di massa entro fine anno e alle consegne commerciali nel 2027. Investitori: IDG, Tencent, Alibaba. Il bello è che né IRON né Superman sono in vendita oggi, il che ci ricorda che l’80% di queste notizie è ancora “carta e PowerPoint”.

La domanda vera resta: c’è davvero mercato? Le previsioni di Bank of America parlano di 1,2 milioni di spedizioni annue entro il 2030, e nel primo semestre 2026 ne sono state spedite circa 19.100, di cui il 97% dalla Cina. Crescita esponenziale, sì, ma su una base ancora minuscola.

IFA Berlino: la casa è diventata un agente

Se qualcuno pensava che IFA fosse ancora la fiera delle lavatrici, si è dovuto ricredere.

Dall’IFA il messaggio è chiarissimo: l’AI non è più una funzione, è il collante. LG ha presentato ThinkQ Claw, un agente conversazionale che legge i pattern quotidiani, propone azioni prima che tu le chieda e coordina elettrodomestici, energia e servizi. ThinQ ON come hub, Homey per il multi-brand, HEMS per l’energia, CLOiD come robot domestico (che al CES aveva fatto colazione e bucato). All’ingresso dello stand, una “LG AI Orchestra” diretta da CLOiD su un ledwall di 16 metri: vale la pena guardare il video.

Xiaomi, con uno stand da 3.300 metri quadrati e 380 prodotti dell’ecosistema “Human × Car × Home”. La parte interessante: Xiaomi cita investimenti in R&D superiori a 24 miliardi di euro tra 2026 e 2030, e mostra i suoi modelli MiMo-V2.5-Pro, Miloco e Miclaw, pensati per gestire ragionamenti in contesti fisici e digitali. Più CyberOne, l’umanoide impiegato sperimentalmente nella Xiaomi Auto Factory, dove in quattro mesi precisione e tasso di successo delle operazioni sono passati dal 90% al 98%. Numeri che, se veri, fanno pensare.

Dyson ha svelato dieci prodotti con AI, visione artificiale e machine learning, della famiglia di robot Nurovi, che identifica fino a 200 tipi di sporco e oggetti grazie a luce UV e illuminazione laser. La retorica di Jake Dyson è esplicita: “Da prodotti meccanici a dispositivi che vedono, pensano e reagiscono”.

IFA Next, l’area dedicata alle tecnologie più futuribili, è cresciuta fino a circa 300 espositori, con PrimeBOT, EngineAI, Dobot, Deep Robotics, Agibot, Unitree. La Physical AI non è più un corner, è un padiglione.

Questa settimana riprende il Late Tech Show

Martedì sera su Youtube e da mercoledì mattina su tutte e piattaforme podcast inizia l’ottava stagione del Late Tech Show.

Vi lascio una gustosa anteprima con un’intervista straordinaria a Claire Sparks, per parlare di come la Formula 1 utilizza la tecnologia e come la sfrutta mettendo davvero alla prova il tutto ogni week-end di gara.

Il Libro Physical AI

Vi ho detto che è appena uscito mio nuovo libro, ci saranno occasioni per parlarne insieme, sia online che fisiche, ve lo assicuro.

SmartBreak e Vita da ufficio

Oggi ho ripreso le live alle 11:00 sui miei profili social e su quelli di alcune associazioni manageriali che lo ripropongono. Trovate già la puntata su Spotify.

Techy e oltre

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Più persone la leggono, meglio è, quindi, per favore, condividilo con la tua famiglia, amici e colleghi per far sì che gli effetti di rete si diffondano.

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lunedì 7 settembre 2026

HP Zbook Ultra G1A: il notebook definitivo per l'AI

https://www.youtube.com/watch?v=eAPJhe-JTTE --------------- In questo video analizziamo l'HP Zbook Ultra G1A: una macchina da 14 pollici che ridefinisce il concetto di "produttività liquida" per manager e professionisti. Non è solo un notebook elegante; è una workstation mobile certificata ISV progettata per gestire rendering 3D pesanti, calcoli complessi e addestramento di modelli AI locali senza compromessi.

Perché questo laptop cambia le regole del gioco:

Potenza AI Nativa: Equipaggiato con il processore AMD Ryzen AI 9 Pro 395 e una NPU dedicata da 50 TOPS per gestire carichi AI locali in modo fluido.
Memoria senza precedenti: Supporto fino a 128GB di RAM LPDDR5, con l'esclusiva capacità di allocare fino al 75% (ben 96GB!) direttamente alla GPU tramite BIOS.
Lavora senza limiti: Dimentica il "cassone" rumoroso sotto la scrivania. Addestra i tuoi Large Language Models (LLM) localmente con strumenti come LM Studio e Ollama, garantendo massima privacy e operatività offline.
Mobilità Professionale: Display 2.8K (non-touch) da 400 nits per neri perfetti e colori saturi, test di resistenza di grado militare e fino a 14 ore di autonomia.
Che tu debba montare video ad alta risoluzione o distribuire agenti AI privati, lo Zbook Ultra G1A colma il divario tra la potenza dell'ufficio e la vera mobilità professionale.

I momenti chiave del video:
0:00 I "dinosauri desktop" sono estinti?
1:10 Presentazione HP Zbook Ultra G1A
1:45 La rivoluzione della RAM: 96GB dedicati alla grafica
2:55 Addestrare LLM in locale: il mio test di 24 ore
3:25 Display e gestione termica
4:00 Autonomia e resistenza di grado militare
4:50 Verdetto finale: un acceleratore di opportunità


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#HPZbook #WorkstationMobile #IntelligenzaArtificiale #AMD #RyzenAI #LLMLocali #RecensioneTech #Produttività #GigiBeltrame #TrasformazioneDigitale #hp

sabato 5 settembre 2026

Dietro le quinte dell'infrastruttura IT della Formula 1

https://www.youtube.com/shorts/b8RK9Zm2Ooo --------------- Vi siete mai chiesti come la Formula 1 gestisca la sua enorme infrastruttura IT spostandosi in un nuovo paese ogni settimana? 🏎️💻

In questo video, andiamo dietro le quinte per esplorare l'incredibile stack tecnologico che alimenta la F1. Dall'implementazione di un data center mobile in sole 48 ore alla gestione della telemetria in tempo reale di ogni vettura in pista, questa è ingegneria ad alta velocità al suo meglio. Scoprite le sfide della connettività, dell'elaborazione dei dati e dell'hardware che rendono possibile lo sport più veloce del mondo.

Se amate la tecnologia, le infrastrutture e gli sport motoristici, questo video fa per voi!

#F1 #Tech #Infrastructure #Formula1 #IT #DataCenter #Engineering #BehindTheScenes

Volete saperne di più? https://businesscommunity.it/gigi

venerdì 4 settembre 2026

La tecnologia segreta della F1: come la Formula 1 sposta un data center ogni settimana

https://www.youtube.com/watch?v=9ewhuKuHoGk --------------- Cosa serve per gestire la tecnologia e l'infrastruttura della Formula 1? In questa intervista esclusiva, ho incontrato Claire Sparks, Responsabile delle Iniziative Tecniche di Portfolio in Formula 1, per esplorare le incredibili operazioni dietro le quinte che alimentano lo sport più avanzato al mondo.

Dallo spostamento di interi data center in tutto il mondo con "precisione militare" alla gestione di 24 gare all'anno, Claire svela le sfide per mantenere un'affidabilità del 100% in un ambiente di trasmissione dove non c'è margine di errore. Approfondiamo i seguenti argomenti:

Infrastruttura globale: come la F1 gestisce i principali aggiornamenti durante le pause invernali ed estive.

Eccellenza operativa: il processo iterativo quotidiano e i test di disaster recovery condotti in ogni weekend di gara.

Dati e coinvolgimento dei fan: come la telemetria, il cronometraggio e i dati sul comportamento dei fan plasmano il futuro di questo sport.
Sicurezza informatica e resilienza: costruire sistemi che proteggano i dati critici nel rispetto delle diverse normative globali.

Il futuro delle trasmissioni: offrire contenuti che uniscano tecnologia, lifestyle e intrattenimento.

Se vi siete mai chiesti come faccia la Formula 1 ad essere perfetta ogni singola domenica, questo approfondimento sulla loro infrastruttura tecnologica e sulla loro strategia fa al caso vostro.

http://businesscommunity.it/gigi
Grazie a Lenovo

mercoledì 2 settembre 2026

In azienda sappiamo leggere i dati? - SmartBreak

https://www.youtube.com/watch?v=R99uBToocCA --------------- In azienda sappiamo davvero leggere i dati? Scopri come l’Intelligenza Artificiale può amplificare il caos se mancano le basi del Data Management.

In questa puntata di SmartBreak, registrata dal vivo e disponibile anche nel podcast "Vita da Ufficio", Gigi Beltrame affronta il tema cruciale della cultura del dato nelle imprese italiane. Molte aziende aspirano a diventare "data-driven", ma si scontrano con la realtà dei Dark Data, database obsoleti e dashboard che mostrano solo "Vanity Metrics".

In questo video scoprirai:

Inventario e Mapping: Perché sapere dove sono i tuoi dati è il minimo sindacale.
Vanity Metrics vs KPI: Come distinguere i numeri che gratificano l'ego da quelli che guidano il business.
Garbage In, Garbage Out: Il rischio di alimentare l’IA con dati sporchi e non aggiornati.
Governance e GDPR: L'importanza di un metodo solido per la trasformazione digitale.
Data Management Summit: Un accenno ai prossimi appuntamenti di Milano e Roma per i professionisti del settore.
L’ostacolo più grande non è la tecnologia, ma il nostro approccio umano: spesso cerchiamo nei dati solo conferme alle nostre tesi, evitando il dubbio. È ora di cambiare metodo.

Vuoi saperne di più? https://businesscommunity.it/gigi

Contattami per moderazioni, speech e consulenze: https://www.businesscommunity.it/gigi/contattami.php

0:00 Introduzione: IA e dati aziendali
1:30 Cosa sono i Dark Data?
2:15 Saper leggere i dati: dashboard o realtà?
3:45 Requisiti minimi per l'Intelligenza Artificiale
5:20 Trasformazione digitale e metodo
8:45 Dati esterni e Scraping: nuove opportunità
10:00 Perché cerchiamo solo conferme?

#DataManagement #IntelligenzaArtificiale #BusinessIntelligence #SmartBreak #GigiBeltrame #DigitalTransformation #DataDriven #AziendaItalia #GDPR

martedì 1 settembre 2026

Il paradosso del qubit campano, i robot ci invadono, la sicurezza algoritmica

https://gigibeltrame.substack.com/p/il-paradosso-del-qubit-campano-i ---------------

Riparte Techy e cercherò di mischiare informazioni e riflessioni, per darvi qualche argomenti di discussione con colleghi e amici, ma anche provare a farvi ragionare sulla tecnologia.

Trovate come sempre qui la versione podcast automatica.

Ci sono due elementi che vorrei toccare brevemente e che mi stanno a cuore.
Chi si è perso i miei pensieri sull’AI che “crea” o “aiuta a creare” è invitato a riprendere le precedenti newsletter. Ricordo, solo per fare un esempio, che per l’AI Act, che venga usata un’AI per scrivere tutto un testo o solo per correggerlo, la cosa è la medesima e va dichiarata. Io uso l’AI per correggere i testi, per trovare incongruenze e per ottimizzare i motori di ricerca.

Ma possibile che nella discussione sull’AI che “lavora” al posto nostro nessuno si chieda quanto gli strumenti che usa, a partire dal browser o dal client di posta, oggi sia stato programmato da un umano o da una macchina?

Perché ormai è evidente che la stragrande maggioranza del software è stata creata da una “macchina” e non serve scomodare il vibe coding.

Nessuno si indigna, nessuna caccia alle streghe? e perché?

Un signore mi ha mandato due pagine del mio libro “Digilosofia” che ha fatto scansionare da un AI detector e mi ha accusato di averlo scritto con l’AI perché è risultato “scritto al 100% dall’AI”. Ho semplicemente ringraziato dicendo che il libro è del 2019, se avessi usato a quell’epoca l’AI di cui disponiamo oggi sarei diventato smodatamente ricco… Ma possibile che ci stiamo imbruttendo a questo punto?

Comunque sappiate che non l’ho convinto!

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La seconda parte, invece, per dire a gran voce che stiamo perdendo un’occasione incredibile e il motivo mi sembra una strana forma di provincialismo misto a poca lungimiranza.

Ho seguito da vicino la vicenda della “Quantum Valley campana” e, ogni volta che ci ripenso, provo la stessa sensazione: quella di un Paese che riesce a mettersi i bastoni tra le ruote da solo, nel momento esatto in cui avrebbe potuto fare un salto in avanti, per altro con uno sforzo relativo.

Partiamo dai fatti. La Regione Campania aveva avuto un’intuizione coraggiosa: portare sul territorio un sistema quantistico moderno, da oltre 100 qubit e costruirci attorno un ecosistema di algoritmi, software, applicazioni, competenze. Un lavorone e una bella visione. Di fatto, è stata indetta una vera e propria gara internazionale che ha visto competere i migliori operatori al mondo. Una commissione indipendente ha assegnato il punteggio tecnico più alto a una proposta precisa. Il tutto è stato annullato a causa di un vizio formale e poi il Consiglio di Stato ha confermato lo stesso annullamento. La cosa assurda è che il vizio era una proroga dei termini che il soggetto poi escluso non aveva nemmeno chiesto! Vi lascio un post su LinkedIn che racconta la storia (Alessandro dirige il laboratorio europeo più importante sul Quantum di IBM e ovviamente era stato intervistato a suo tempo al Late).

Non mi interessa la parte legale: mi fido dei giudici. Ma il punto che mi interessa è culturale.

Pensare di trattare la vicenda come “via la tecnologia straniera” è una follia totale, è come se una tecnologia così complessa possa essere in qualche modo locale. I fornitori della tecnologia sono pochi e molto concentrati, non ne esistono di autoctoni di quel livello. Ci stiamo autoconvincendo che si possa fare innovazione da soli, ma con quali presupposti e su quali basi “fisiche”? Ci stiamo dimenticando che l’hardware ha un suo peso, ma è il software a fare la differenza e quello non ha confini.

Ma c’è di più. Culturalmente è sbagliato continuare a perdere occasioni. Quegli studenti ed esperti con competenze verranno contesi e contattati fuori dal nostro paese, noi ripartiremo da zero e vuol dire mettersi a rincorrere.

La cultura della rincorsa non è quasi mai vincente nell’innovazione.

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La domanda sull’AI che manda in tilt le aziende

C’è una domanda che faccio ai manager che incontro: i tuoi sistemi funzionerebbero con un altro LLM o sistema agentico?

Sembra una domanda fine a se stessa, ma di fatto è quanto è successo a Cursor in passato, quando nell’agosto 2025 Anthropic ha revocato l'accesso all’API e ora è risuccesso con OpenAI (con Anthropic che invece viene in soccorso).

Cosa voglio dire con quella domanda?

Se il tuo strumento (qui si tratta di programmazione, ma vale per tutto) può essere disattivato da chi possiede il modello, allora non hai un prodotto o un servizio. Se una tua applicazione dipende fortemente da un modello LLM, e per qualsiasi motivo quel modello viene sostituito (e capita spesso), funzionerebbe con un altro?
Come vedete, è una domanda semplice e facile da testare, ma quanti conoscono la risposta?

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Meta, i ragazzi, la multa e il coinvolgimento dei concorrenti

Meta ha siglato un patto da 17,1 miliardi di dollari con 47 stati americani per chiudere le accuse di progettare “trappole digitali” per i ragazzi.

Ho notato però che c’è una parte dell’accordo che non è stato osservato con attenzione.

Infatti, l’azienda accetta nuove leve di sicurezza: orari giornalieri, silenzi notturni e controlli genitori, ma il vero colpo di scena è la clausola di “solidarietà” che rende obbligatori i limiti anche per TikTok e YouTube, creando un fronte unito contro il veleno della dipendenza.

Le preoccupazioni di Bill Gates sull’AI

Vi invito a guardare l’intervista (o se volete leggete qui) a Bill Gates. L’uomo scalza la montagna di conoscenza, ma l’AI plasma nuovi sentieri ignoti e avverte: siamo di fronte a una delle epoche più turbolente della storia. Non possiamo fermare il progresso, ma dobbiamo imparare a cavalcare il vento del cambiamento prima che ci travolga. Ha elencato 3 problemi che vede. A mio avviso ce ne sono anche altri.

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SpaceX fa concorrenza a Github e le aziende si interrogano

Cursor ha lanciato Origin, la propria piattaforma di hosting codice integrata nell'editor. Disponibile in beta per i piani a pagamento, unifica repository, pull request e agenti AI in un'unica interfaccia, eliminando l'overhead di sincronizzazione con servizi esterni. Origin supporta il sync bidirezionale con GitHub, integrazioni CI/CD native e regole di protezione dei branch.

Questo segna un cambiamento deciso: Cursor non è più solo un editor, ma mira a controllare l'infrastruttura dove gli agenti AI sviluppano il codice. Sebbene prometta efficienza, la beta solleva dubbi su sicurezza, lock-in e funzionalità enterprise ancora incomplete. Vedremo come evolve.

Il portable computer di Perplexity

Perplexity lancia Portable Computer: un agente AI locale che trasforma l’NVIDIA DGX Spark in un cervello privato, immune ai limiti di token, capace di orchestrare Google Drive, Gmail, Slack e GitHub con la silenziosa efficienza di un Qwen 3.8 27B post-addestrato. Non è un semplice client, è un’entità autonoma che veglia 24/7 sul codice e sui dati sensibili, offrendo la libertà di switchare tra nuvola e silicio locale a seconda della gravità del compito.

Parallelamente, NVIDIA scatena lo stesso Qwen3.8-27B sulle RTX 5090: 131 token al secondo grazie alla predizione multi-token, velocità da “frontier quality” per un coding agent che respira nel contesto locale del progetto senza mai varcare la soglia del cloud.

E dalla Cina arriva anche Xiaomi, che ha presentato un’alternativa al sistema Nvidia DGX Spark con il nuovo AI Cube, con processori cinesi.

Avranno davvero mercato questi prodotti in futuro?

Z.AI e l’open weight GLM 5.3 flash

In un concerto inaspettato di velocità e potenza, Z.ai ha svelato GLM-5.3-Flash, il modello che stava dominando silenziosamente le classifiche di coding sotto il nome di Ox Alpha. Ora, dopo aver svelato il nome, ha mostrato un prezzo accessibile e pesi aperti, pronti a trasformare il panorama dell’intelligenza artificiale in locale. Un LLM Mixture of Experts che mantiene il sistema leggero ed efficiente, pur vantando 320 miliardi di parametri totali. Questo approccio gli permette di gestire nativamente testo, immagini e video, oltre a custodire un contesto di ben 1 milione di token, equivalente a un oceano di 750.000 parole. Le sue capacità di ragionamento sono già state confrontate con i top di gamma, eguagliando Claude Opus 4.8 nei test di coding, ma a un costo irrisorio. Con un prezzo API che tocca quota 0,15 dollari in ingresso e 0,50 in uscita per milione di token, e una licenza MIT che ne libera l’uso commerciale, GLM-5.3-Flash non è solo uno strumento, ma un’innovazione open-source pronta a essere addestrata localmente o integrata in automazioni visive, segnando l’inizio di un’era in cui l’intelligenza artificiale potentissima diventa democraticamente accessibile.

La sicurezza informatica con l’AI secondo Anthropic (capitolo n+1)

L’ingegneria del futuro sembra diventare un monologo cieco e mentre l’AI inizia a “scolpirsi” da sola, l’allineamento deve diventare il motore inarrestabile che permette alla ricerca di sicurezza di non restare indietro. Misurare il successo di questo processo è un percorso quasi impossibile, ma i ricercatori come quelli di Anthropic hanno tracciato elementi precisi, sviluppando strumenti come Petri, in grado di quantificare i tradimenti più sottili, la lusinga ipocrita e le fughe dai vincoli dei modelli. In un esperimento, per esempio, si è chiesto a Claude di trasformare modelli deboli in maestri invisibili, sovrintendendo l’addestramento di quelli più potenti. Orrore!

Claude ha addestrato autonomamente modelli per migliorare le loro performance su dieci componenti, dalle violazioni della privacy agli attacchi più subdoli. Il metro di giudizio non è stato il successo assoluto, ma la percentuale di “gap di sicurezza” che veniva chiuso, spingendo il modello verso il punteggio perfetto teorico senza intaccare la sua capacità complessiva. È stato in pratica imposto un vigilante severo che vigilava su ogni intuizione di Claude prima che potesse diventare azione, garantendo che le azioni non diventassero un problema per le capacità del modello.

Il verdetto è netto: i metodi di Claude hanno funzionato su tutti e dieci i fronti, rimanendo efficaci persino su benchmark mai visti prima e su modelli fino a 4,7 volte più grandi. Non si sono limitati a chiudere il divario, ma hanno dimostrato una resilienza che sfida il tempo e la scala. In una sfida diretta, l’AI ha superato 28 ricercatori umani, migliorando del 20%. La cosa interessante è che, dimenticando la velocità di esecuzione perché non c’è gara, gli umani avrebbero potuto fare molto meglio, per cui è corretto inserirli nei processi. L’esperimento più affascinante vede un modello più debole, Sonnet 5, addestrare un mostro sacro come Opus 4.8: in soli sessanta ore, ha sperimentato oltre cinquanta soluzioni, raggiungendo punteggi quasi identici a quelli dei modelli di produzione, usando una quantità minuscola di dati e mostrando un’efficienza incredibile rispetto ai metodi attuali.

In sostanza, abbiamo l’IA che si allena da sola per poter generare le generazioni successive, un ciclo dove la sicurezza non è più un semplice elemento o una conseguenza, ma il primo mattone dell’evoluzione.

Le aziende che stanno sfruttando l’automazione nei video fanno cambiare le percezioni dell’AI

Parlando davvero con chiunque ho sempre la percezione che non si stia prendendo sul serio l’elaborazione sintetica con l’AI.

Provo a portare un esempio di come un’industria possa cambiare. WPP sta creando di fatto un nuovo linguaggio visivo. AI che approda sui set più o meno reali. La simbiosi tra Google Cloud e chip NVIDIA trasforma giorni di addestramento in un’ora.

Il salto è quantico: il settanta percento del tempo risparmiato, la fluidità meccanica imparata a furia di simulazioni. “La programmazione di questi robot è probabilmente altrettanto tecnica e complicata quanto le riprese su cui vengono testati.” Non è fantascienza. È un telaio industriale che cuce precisione e creatività, mutando per sempre il ritmo della produzione narrativa.

Le immagini sono sempre più realistiche

Nel campo della creatività visiva, Artlist ha integrato il potente modello Seedance 2.5, in grado di generare video fino a 30 secondi con una coerenza visiva eccezionale, disponibile per il test appunto sulla piattaforma Artlist.

E poi, tra le innovazioni video e di accessibilità, spiccano il modello Wan3.0 di Alibaba.

La robotica prende per mano l’automotive

L’IA incarnata si infiltra nelle fabbriche di auto. Il round da 900 milioni di XPeng segna la corsa all’umanità meccanica: un investimento colossale, guidato da IDG, Tencent e Alibaba, per finanziare Iron, il primo sistema capace di muoversi con 76 gradi di libertà su tre chip Turing proprietari. La meta è chiara: trasformare i capannoni in culla di corpi meccanici, pronti a operare nel 2027. Non è più fantascienza, ma una scommessa industriale dove il confine tra veicolo e assistente si dissolve, sancendo la vittoria della Cina nel primo grande round globale di intelligenza corporea.

E le olimpiadi cinesi dei robot hanno fatto rumore

A Pechino, il robot umanoide di X-Humanoid ha vinto i 100 metri in 8,64 secondi, sotto il record umano di Usain Bolt. Tuttavia, le prove più realistiche, come rifare un letto, sistemare libri, martellare chiodi, hanno rivelato limiti notevoli in destrezza, affidabilità e autonomia.

Che lezione possiamo trarre? Al di là della prova muscolare dell’industria cinese, ci sono dei passi in avanti significativi.

Il punto industriale è proprio questo: la Cina produce il 95% delle circa 20.000 unità umanoidi spedite globalmente lo scorso anno, ma molte fabbriche non trovano ancora conveniente o sicuro impiegarle in compiti complessi. Bank of America prevede 1,2 milioni di spedizioni annue entro il 2030. Stiamo parlando di crescita esponenziale, ma la domanda c’è davvero?

Siamo pronti per la Physical AI?

Poi arrivano gli esercizi stilistici…

World Robot Conference 2026

Sempre per parlare di come la Cina interpreta la robotica, si è conclusa il 23 agosto a Pechino la World Robot Conference 2026, con oltre 370 espositori da 26 Paesi e più di 300 nuovi prodotti presentati. Protagonisti ancora i robot umanoidi, affiancati da applicazioni per logistica, produzione industriale e servizi. Il focus dell’edizione è stato lo spostamento verso utilizzi concreti in fabbriche e magazzini.

Il mio nuovo libro

Finalmente lo posso presentare: Physical AI vuole fare il punto sull’industria della robotica e dell’intelligenza artificiale applicata all’uso nel manifatturiero

Late Tech Show

La prima puntata dell’ottava stagione la preparo questa settimana, Formula 1 permettendo, e quindi la prima puntata sarà disponibile dal 9 settembre (anteprima 8).
Nel frattempo colgo l’occasione per ringraziarvi: a livello di ascolti/visioni è stato il miglior mese di agosto di sempre!

SmartBreak e Vita da ufficio

Oggi ho ripreso le live alle 11:00 sui miei profili social e su quelli di alcune associazioni manageriali che lo ripropongono. Trovate già la puntata su Spotify.

Techy e oltre

Se non vi siete ancora iscritti, fatelo, mi permettete di comprendere che apprezzate il mio lavoro.

Più persone la leggono, meglio è, quindi, per favore, condividilo con la tua famiglia, amici e colleghi per far sì che gli effetti di rete si diffondano.

Assicurati di aggiungere gigibeltrame@substack.com ai tuoi contatti. In Gmail, trascina questa newsletter nella tua scheda principale.

Grazie per aver letto questa newsletter, le trovi tutte a questo link.

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