venerdì 10 luglio 2026

Amazon Scribe 3: la rivoluzione della carta digitale o solo un Kindle più grande? 📝

https://www.youtube.com/shorts/Pd1m1f4JoRk --------------- Se studi, lavori molto con i testi o semplicemente ami l'esperienza della scrittura a mano ma vuoi l'ordine del digitale, il nuovo Amazon Scribe 3 promette di essere il tuo compagno ideale. Ma vale davvero l'investimento?

In questo video analizziamo i punti di forza e i limiti di questo dispositivo: ✨ Focus assoluto: Addio distrazioni da tablet e smartphone. ✍️ Scrittura naturale: Una sensazione incredibilmente vicina alla carta per i tuoi appunti e annotazioni su PDF. 📚 Ecosistema Amazon: Sincronizzazione perfetta per chi vive di lettura.

Tuttavia, non è un dispositivo per tutti. Scopri nel video perché la sua estrema specializzazione potrebbe essere il suo limite più grande e per chi è (davvero) consigliato l'acquisto.

Meglio Scribe 3 o un tablet tradizionale? Scoprilo ora! 🚀

#AmazonScribe3 #Produttività #Paperless #Kindle #Recensione #TechTips #StudioEfficace

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giovedì 9 luglio 2026

Il recruiting è rotto? Scopri perché il tuo CV potrebbe essere invisibile. 📉

https://www.youtube.com/shorts/UzHNQ1QZxz4 --------------- Ne parla nella puntata Sylvain Querne di Jobmentis (ma anche di come oggi si possano usare gli agenti per creare business!)

Le aziende non trovano personale e i candidati non ricevono risposte: il processo di selezione oggi è spesso disfunzionale. In questo video esploriamo il motivo per cui il formato del tuo curriculum può fare la differenza tra essere scartati da un algoritmo (ATS) o ottenere un colloquio.

Sapevi che il classico PDF potrebbe non essere la scelta migliore? Scopri il formato "impossibile da sbagliare" per assicurarti che il tuo profilo venga letto correttamente sia dalle macchine che dagli umani.

Guarda il video per cambiare prospettiva sulla tua prossima candidatura! 🚀

#Recruiting #Lavoro #CV #CareerTips #HR #JobSearch
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mercoledì 8 luglio 2026

L'anteprima della puntata di questa settimana del #LateTechShow

https://www.youtube.com/shorts/gKI0btDWPPg --------------- L'anteprima della puntata di questa settimana del #LateTechShow

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Da idea a servizio con Agenti AI, i problemi con l'agentic AI e come cambia la sicurezza -S07e43

https://www.youtube.com/watch?v=xXT1wDmVogQ --------------- In questa puntata del Late Tech Show esploriamo il futuro dell'Intelligenza Artificiale: dagli Agenti AI alla danza tra modelli generativi e semantici, fino alle nuove frontiere della Cyber Security.

Il mondo del digitale corre veloce e oggi cerchiamo di capire come l'AI stia riscrivendo le regole del business, del lavoro e della sicurezza informatica attraverso la voce di tre grandi esperti del settore.

Cosa imparerai in questo video:

Rivoluzionare il recruiting con l'AI: insieme a Sylvain Querné di JobMentis.it, analizziamo come sta cambiando il mondo dei colloqui e dei curriculum. Scopriamo perché oggi le idee e la visione contano più del saper scrivere righe di codice e come allenarsi per le sfide del mercato del lavoro moderno.
La danza delle AI e il costo dell'errore: Fabio Santini di expert.ai ci porta nel cuore della "Agentic AI". Parliamo del passaggio dall'informatica deterministica a quella probabilistica e dell'importanza di affiancare modelli semantici a quelli matematici per ridurre il "Total Cost of Error".
Cybersecurity e sovranità del dato: con Umberto Zanatta di Acronis, approfondiamo come l'AI stia democratizzando la sicurezza informatica, aiutando i tecnici a gestire attacchi sempre più sofisticati e garantendo la protezione e la sovranità del dato in scenari geopolitici complessi.

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Ti è piaciuta la puntata? Fammelo sapere nei commenti! Quali sono gli argomenti che vorresti approfondire nei prossimi video? La tua opinione è fondamentale per scegliere i prossimi protagonisti del Tech Show.

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#AI #AgenticAI #CyberSecurity #Lavoro #Innovazione #TechShow #GigiBeltrame


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00:00 Introduzione
02:07 Come l'AI sta cambiando il mondo del lavoro e il recruiting?
09:15 Colloquio di lavoro con l'AI: cosa cercano oggi le aziende?
18:30 Meglio le competenze tecniche o la visione d'insieme?
27:18 Cosa sono gli Agenti AI e come funzionano nel business?
33:45 Informatica deterministica vs probabilistica: la nuova era dell'AI
39:10 Come ridurre i costi dell'errore nell'implementazione dell'AI
44:26 Cyber Security e AI: come proteggere i dati aziendali oggi?
51:05 Sovranità del dato in Italia: rischi e opportunità geopolitiche
58:20 Il futuro della sicurezza informatica democratica con l'IA


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martedì 7 luglio 2026

Convivere con l’AI: collega, fornitore o semplice strumento?

https://gigibeltrame.substack.com/p/convivere-con-lai-collega-fornitore ---------------

Un’altra settimana di innovazione, qualche ritorno e qualche riflessione.

Qui intanto trovate la versione podcast di questa newsletter.

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Anche UK pensa alla sovranità AI, scottati da Deep Mind

Il tema della sovranità intorno all’AI è decisamente in crescita e non solo in UE, tanto che a Londra non solo se ne parla molto, ma si inizia a fare qualcosa di significativo (qui articolo di oggi su BusinessCommunity.it).

L’idea, e lo dicevo la scorsa settimana per Emma AI, non è creare una propria AI necessariamente, ma distillare modelli che rispondano alle esigenze dei mercati interni, non ultimo quello della sicurezza almeno per partire con qualcosa di concreto e investire in ricerca.

Vedremo se l’UE saprà rispondere.

Convivere con l’AI

La lettura delle riflessioni di Gianna Martinengo sulla conoscenza mi ha costretto a pensare all’AI, anche se non soprattutto in base alle mie esperienze e ai miei incontri.

Con Carlo Alberto Carnevale Maffè ci siamo già confrontati sulla possibilità di creare aziende senza personale se non il founder (ci sarà un’intervista su questo tema con un imprenditore nella prossima puntata del Late Tech Show) e obbiettivamente la questione non è semplice.

Un agente AI è un collega? è un fornitore? è uno specialista? e che responsabilità ha? E ne ha?

Queste domande non prevedono risposte semplici, tutt’altro, e hanno un impatto sociale ed economico molto significativo.

Dovremo convivere con queste realtà nuove. Gli agenti che utilizzo cosa fanno? come lo fanno? Fino a che punto posso farle agire da sole?

Io ho l’AI nel telefono da anni, grazie ai Pixel, mi permettono di leggere istantaneamente i messaggi in segreteria e di rispondere con un tap sullo schermo, mi sbobinano le interviste in tempo reale, traducono e via di seguito.

Ma non agisce. Hermes (in un altro terminale Android) agisce, seleziona le mail e i messaggi rilevanti, mi prepara l’agenda, mi ricorda gli appuntamenti.

Ma se sbaglia, sbaglia lui o sbaglio io? Per capirci, ho tre agenti, uno che fa, uno che controlla e un altro che verifica che chi ha controllato non si sia dimenticato niente. Il tutto su compiti tutto sommato semplici.

Sono esagerato nelle precauzioni? Non lo so, ma nel frattempo spreco token che pago per fare dei compiti che potrei gestire tranquillamente (la cosa è relativa, ma va bene). Ne guadagno in termini di tempo e quindi di qualità della vita.

Ma se portiamo questi concetti ad attività complesse e di business, in fondo io posso bucare un appuntamento o non leggere una mail importante, la convivenza con l’AI com’è e come sarà?

La domanda non è così sciocca, perché dalla risposta dipenderà il nostro futuro.

Non contano gli investimenti delle grandi aziende tech, la potenza di calcolo e le capacità esponenziali dei modelli e degli agenti.

La domanda pretende una visione sulla società che andremo a costruire.

Pensateci, perché lo scenario sta cambiando.

Il metodo predominante di utilizzo dell’AI fino a poco tempo fa era l’intelligenza amplificata, dove l’AI eseguiva compiti sotto guida umana e intervento costante, permettendo di affrontare compiti complessi e di lunga durata.

L’approccio all’AI è spesso limitato, ma sono arrivati sistemi avanzati che richiedono metodi diversi, sfruttando framework e app specifiche come Claude Code o Codex, OpenCode, Hermes, OpenClaw e via di seguito per migliorare le capacità dell’AI.

Il “lavoro” consiste sempre più nell’assegnare compiti ad agenti, piuttosto che collaborare con i chatbot, come mostra uno studio di OpenAI. Non solo i programmatori li utilizzano, anche settori come legale e risorse umane li hanno adottati in massa, segnalando un cambiamento che è già in atto.

L’intelligenza artificiale sta avanzando esponenzialmente, quindi ogni cambiamento è più grande del precedente. Un piano dell’AI scritto nel 2025 descriveva un sistema con un alto tasso di errore, mentre ora si possono ottenere risultati più consistenti e attivare operazioni AI di diverse ore con un solo prompt. Questo fa sembrare che l’AI stia facendo balzi in avanti, ma in realtà abbiamo a che fare con una tecnologia che è esponenziale, elemento che molte persone faticano a percepire.

Anche questo è un elemento da non sottovalutare.

Mi spingo oltre.

Si sta creando una nuova categoria di lavoratori che trasformano l’esperienza quotidiana in conoscenza digitale.

Infatti, dopo aver insegnato alle macchine a leggere documenti e codice, ora stiamo insegnando loro a comprendere l’essere umano nel mondo fisico.

Ciò ci deve portare a riflettere sul fatto che se l’intelligenza artificiale impara dall’esperienza umana, il vero vantaggio competitivo del futuro potrebbe essere la capacità delle persone di generare esperienze e conoscenze uniche.

Sta arrivando la Physical AI, facciamo attenzione.

Chiudo con questa osservazione: questa newsletter viene prima letta da un agente AI che verifica che non ci siano inesattezze (e questo è semplice), ma soprattutto che possa essere interessante per i lettori (molto più complicato).

Non interviene sul testo, che scrivo io, ma segnala quali potrebbero essere le parti critiche e mi suggerisce come intervenire.

Serve? E’ utile? ha un senso? Mi permette di lavorare meglio?
Rispondere a queste domande è la chiave. E vale per ogni attività.

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Bending Spoon e la rivincita del SaaS e del software di una volta

La quotazione record di Bending Spoon non è stata celebrata sufficientemente nel nostro Paese, ma è chiaro che ha prodotto ricchezza e qualche founder e investitore potrebbe avere la brillante idea di investire anche in altre aziende e creare altre realtà digitali. Per capirci, Leonardo, società industriale storica, vale 30 miliardi di euro, Bending Spoon 24, Stellantis 15, giusto per dare una dimensione reale alle cose.

Ma, al di là di tutto, il business model di Bending Spoon è molto semplice: prendere aziende digitali storiche e forse anche bollite, con un brand e una community forte, cambiarle, lasciare a casa un po’ di forza lavoro e poi sfruttare la leva degli abbonamenti.

In pratica la rivincita del vecchio mondo del software, quello che è nato con internet e senza intelligenza artificiale.

Non male per chi era considerato spacciato.

Microsoft punta alla consulenza AI per le aziende

La velocità di adozione dell’intelligenza artificiale sta aumentando rapidamente. Qualche azienda ha superato la fase sperimentale e così comprendono l’importanza di adottare l’AI per trasformare il loro business. Microsoft ha creato Microsoft Frontier Company, un’azienda operativa che fornirà soluzioni di intelligenza artificiale per i clienti in tutto il mondo, con un investimento di 2,5 miliardi di dollari e 6.000 esperti di settore e ingegneria. L’obiettivo è proteggere l’intelligenza dei clienti e garantire la trasparenza e la fiducia nell’utilizzo dell’AI. Come dice Satya Nadella, “non c’è permesso sociale per un futuro dell’AI che mangi l’intelligenza delle aziende in cui è in produzione”.

AI e l’evoluzione del linguaggio

Vi lascio un bell’articolo del The Guardian sull’evoluzione del linguaggio con l’arrivo dell’intelligenza artificiale. Merita 5 minuti di lettura.

La riforma delle tasse internazionali nell’epoca dell’AI

Siccome in questo numero di Techy ho preso una vena riflessiva, vi invito a leggere la lettera di Americans for Tax Reform, perché offre spunti molto particolari sul mondo digitale.

Di fatto, riclassifica la sovranità regolatoria europea come barriera non tariffaria e chiede di fare dell’eliminazione di DMA, GDPR e digital tax una precondizione per ogni futuro accordo.

Cosa significa?

Che non ci chiedono di modificare una tassa: ci chiedono di accettare che ogni nostra norma sia sempre negoziabile.

Claude Fable 5: di nuovo online ma pesantemente “bloccato”

Arriviamo alle novità sull’AI.
Dopo il ban del governo USA, Anthropic ha di nuovo rilasciato Fable 5 (basato sul modello “Mythos”) introducendo un “safety classifier” che blocca oltre il 99% dei tentativi di jailbreak, con il rischio di molti falsi positivi.

Ovviamente quell’1% resta e verrà trovato il modo da qualcuno.

Fable 5 è ora accessibile solo via abbonamento fino al 7 luglio, poi solo a consumo di Token, e può coprire al massimo il 50% della quota settimanale di utilizzo dell’utente, rendendo difficile sfruttarlo per carichi intensivi. Inoltre, molte routine di coding/debugging vengono automaticamente eseguite da Opus 4.8, riducendo il valore del modello proprio nel suo core use‑case.

Claude Sonnet 5: più caro e meno intelligente di GPT‑5.5

A mio giudizio, dopo diverse prove, Sonnet 5 è la variante “media” della linea Claude, risulta essere un po’ meno performante di GPT‑5.5 e perfino di Opus 4.8, pur avendo un costo superiore a GPT‑5.5 soprattutto ai livelli di “high” e “max thinking”. Ma costa meno di Opus 4.8 e ha prestazioni praticamente identiche. Sull’indice di intelligenza di Artificial Analysis, Sonnet 5 si colloca poco sopra GLM 5.2 open‑source, ma con velocità inferiore e costi sensibilmente più alti.

Insomma, un compromesso che, per molti compiti, vale la pena.

Non è che possiamo diventare AI-jockey, anche se per essere sincero io ho creato per le mie esigenze un agente che mi va a selezionare, in base ai compiti, il modello migliore per qualità/prezzo.

Fable 5 semba essere il modello preferito per il lavoro

Il Remote Labor Index è un benchmark che testa i modelli AI su 240 progetti reali di lavoratori a distanza, risultando vincente il Claude Fable 5 che completa il 16,1% dei progetti con standard professionale, un aumento significativo rispetto al 4,2% dell’anno precedente.

Alibaba ha bloccato Claude Code ai dipendenti

Alibaba ha vietato ai suoi dipendenti di utilizzare Claude Code di Anthropic sul posto di lavoro, a seguito di una disputa tra le due aziende. Anthropic aveva accusato Alibaba di aver estratto illecitamente le capacità del suo modello di intelligenza artificiale, suscitando preoccupazioni sulla corsa per la leadership nel settore.

Google Nano Banana 2 Lite e Gemini Omni Flash: velocità e costo

Nano Banana 2 Lite è il nuovo modello di immagine di Google ottimizzato per throughput e costo: genera un’immagine in circa 4 secondi con prezzo poco superiore a 0,03 $ per 1K immagini, con qualità leggermente inferiore alla versione completa ma costi quasi dimezzati. Gemini Omni Flash, lato video, consente editing avanzato via prompt naturale (inserimento oggetti, VFX, style transfer) ed è disponibile gratuitamente con limiti giornalieri generosi attraverso Google Flow.

Meta mette abbonamenti anche alle funzioni degli occhiali

Meta ha applicato limiti di utilizzo alla funzione Conversation Focus sui suoi smart glasses, ricordando che li ha appena sganciati da Luxottica (Ray-Ban - Oakley).
La funzione è gratuita per 3 ore al mese, mentre per utilizzarla più a lungo è necessario acquistare il piano Meta One Premium a 20 dollari al mese, con un limite di 15 ore di utilizzo. La funzione, che aiuta a sentire le voci delle persone con cui si parla anche in ambienti rumorosi, era stata introdotta a dicembre 2025.

Gli umanoidi di Bezos crescono

Prometheus, startup di intelligenza artificiale fisica co-fondata da Jeff Bezos e Vik Bajaj, ha raccolto 12 miliardi di dollari con una valutazione di 41 miliardi. Bezos afferma che “una significativa produttività nell’economia migliorerà il tenore di vita” consentendo alle famiglie di passare da due a un unico reddito.

Gli umanoidi da compagnia

Ubtech Robotics produce umanoidi che lavoravano in magazzini e catene di montaggio, ora si occupano di gestire la solitudine delle persone, un settore in crescita. I loro robot svolgevano compiti come controlli di qualità e selezione di prodotti, oltre a cambiarsi la batteria da soli.
Da 17mila dollari in su.

Sempre per tornare al futuro che stiamo costruendo.

OmniContact: robot umanoidi che eseguono compiti di 40 minuti

OmniContact introduce il concetto di “contact flow”, una rappresentazione compatta di come il corpo del robot deve muoversi e dove deve creare contatto nel tempo. Nei test, i robot raggiungono quasi il 100% di successo nel trasporto di scatole e alte percentuali in task complessi multi‑step (spingere valigie, calciare palloni), mantenendo l’esecuzione per circa 40 minuti e recuperando da errori senza fermarsi.

NVIDIA e agenti che “debuggano” il proprio codice motorio

Aspire, una soluzione Nvidia, applica il paradigma delle skill e dell search alla robotica: scrive programmi di controllo in codice, li esegue, osserva i fallimenti, corregge il codice e salva il nuovo comportamento come skill riutilizzabile. È un sistema loop chiuso e auto‑migliorante, pensato per accumulare competenze nel tempo più che ottimizzare una singola policy.

La puntata del Late Tech Show

In questa nuova puntata del Late Tech Show:

AI Neuro-simbolica e business: Sergio Ajani (CTO di Innovaway) spiega il superamento dei limiti probabilistici dei modelli LLM attraverso la logica simbolica per garantire processi aziendali ripetibili e trasparenti.

Agenti AI nel customer care: l'esperienza di Safilo (con Matteo Simoni ed Elena Facco) sull'adozione degli agenti di Salesforce per ottimizzare le risposte B2B e migliorare l'efficienza operativa.

Connettività e sicurezza europea: Luca Venturi (Fritz!) approfondisce l'importanza di reti stabili e del Digital Networks Act, presentando soluzioni per la continuità di servizio e la protezione dei dati.

La metamorfosi del viaggio: Carsten Bernhard (CTO di eDreams ODIGEO) racconta come l'AI stia rivoluzionando l'esperienza utente nel turismo, dai centri assistenza vocali alla personalizzazione estrema tramite modelli di abbonamento.
Un viaggio tra tecnologia, etica e sfide future per capire come l'innovazione stia ridefinendo il modo in cui lavoriamo e viviamo.

Qui la versione Youtube con i capitoli.

Qui trovate invece i miei libri

Techy e oltre

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Più persone la leggono, meglio è, quindi, per favore, condividilo con la tua famiglia, amici e colleghi per far sì che gli effetti di rete si diffondano.

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Grazie per aver letto questa newsletter, le trovi tutte a questo link.

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Mattia Berti: L'AI non è un'alternativa al talento negli studi professionali

https://www.youtube.com/watch?v=0PbJwVhFPzE --------------- In questo video, Mattia Berti approfondisce il ruolo dell'intelligenza artificiale all'interno degli studi professionali. Nonostante l'IA sia uno strumento potentissimo e ormai indispensabile, non può e non deve essere considerata un'alternativa ai giovani brillanti e preparati.

Scopriamo insieme come l'integrazione tecnologica debba valorizzare le competenze umane piuttosto che tentare di sostituirle, e quale sia la vera sfida per i professionisti del futuro.

Cosa imparerai in questo video:

Il vero impatto dell'AI nel lavoro di studio.
Perché il talento umano resta insostituibile.
Come bilanciare tecnologia e competenze professionali.
Se il video ti è piaciuto, lascia un Mi piace, iscriviti al canale e attiva la campanellina per non perdere i prossimi approfondimenti su tecnologia e innovazione!

#StudioLaCroce #IntelligenzaArtificiale #MattiaBerti #Innovazione #Professionisti #LavoroEGiovani


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lunedì 6 luglio 2026

Giovanni La Croce: lo standard dei professionisti del futuro

https://www.youtube.com/watch?v=cPDCxz3gSr8 --------------- Giovanni La Croce con Mattia Berti raccontano come si sta evolvendo il ruolo dei professionisti all'interno degli studi con l'arrivo dell'intelligenza artificiale.

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Studio La Croce e la nascita del progetto

https://www.youtube.com/watch?v=pR-YklXI21Q --------------- Giovanni La Croce: La strategia dietro un progetto unico in Italia

In questo video, Giovanni La Croce, con Mattia Berti, racconta la genesi di un progetto del tutto innovativo nato per rispondere a una sfida complessa: la gestione di due fallimenti. Grazie a un approccio visionario e alla capacità di comprendere le dinamiche del mercato, è stata realizzata per la prima volta in Italia un'asta unitaria.

Scopriamo come l'intuizione di unire i beni di due diverse procedure abbia attirato l'interesse di un fondo francese, aprendo nuove strade nel settore della produzione di cavi elettrici e dimostrando l'importanza di saper guardare oltre gli schemi tradizionali.

Cosa scoprirai in questo video:

L'idea alla base dell'asta unitaria: un caso unico in Italia.
La collaborazione strategica per realizzare il progetto.
Come trasformare una crisi in un'opportunità di investimento internazionale.
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#GigiBeltrame #GiovanniLaCroce #StudioLaCroce #Innovazione #Business #AsteUnitarie #Fallimenti #CaviElettrici

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sabato 4 luglio 2026

venerdì 3 luglio 2026

giovedì 2 luglio 2026

I rischi degli Agenti AI nel business - Sergio Ajani di Innovaway - #LateTechShow

https://www.youtube.com/shorts/rHI7vg529N8 --------------- In questo estratto dal #LateTechShow, Sergio Ajani (Innovaway) esplora le sfide e i rischi legati all'adozione degli Agenti di Intelligenza Artificiale nel mondo del business.

L'intelligenza artificiale non è solo calcolo probabilistico: quando passiamo ai sistemi di "Agentic AI", entriamo in un mondo dove modelli autonomi coordinati devono gestire la complessità e l'entropia del reale. Quali sono i limiti della logica umana rispetto alla capacità di calcolo delle reti neurali? E come cambiano i processi aziendali quando il "dato" non è più solo una cifra, ma viene interpretato da agenti capaci di analizzare testi e immagini su scala enorme?

In questo video scoprirai:

La differenza tra logica deterministica e logica probabilistica dell'IA.
Cos'è l'Agentic AI e come coordina entità autonome.
I limiti dell'uomo nel gestire grandi quantità di informazioni.
Perché l'IA neurale sta rivoluzionando l'analisi dei dati non strutturati (testi e immagini).


#IA #IntelligenzaArtificiale #AgenticAI #BusinessTech #Innovazione #LateTechShow #SergioAjani #MachineLearning #DigitalTransformation


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mercoledì 1 luglio 2026

Introduzione alla puntata 42 della stagione 7 del Late Tech Show

https://www.youtube.com/shorts/mcksXlANJcc --------------- Contattami per moderazioni, speech e consulenze: https://www.businesscommunity.it/gigi/contattami.php

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lunedì 29 giugno 2026

Dal "cane volante" di Emma all'umanoide da 5000 dollari che balla

https://gigibeltrame.substack.com/p/dal-cane-volante-di-emma-allumanoide ---------------

Nonostante un caldo asfissiante, la tecnologia non smette di proporre qualcosa di nuovo. Qualcosa però non è andato come il previsto o ipotizzato.

Buona lettura.

Qui la versione podcast automatica della puntata.

Allerta terremoto

Apro con la notizia della settimana, ma vi raffreddo subito.
Alcuni terminali Android hanno anticipato con un messaggio di allerta, l’arrivo del terremoto, salvando certamente più di qualche persona.

Vi raffreddo perché da noi non è attiva la funzione, resta attiva invece quella dello stato su tutti i terminali, quella dei test effettuati qualche tempo fa.

Il problema è il tempo per quanto riguarda i terremoti.

Magari ci saranno accelerazioni, visto che il nostro territorio è ampiamente sismico.

Il fallimento di Emma, l’annunciata AI italiana è un caso da studiare

C’è una seconda notizia interessante e anche in questo caso non propriamente positiva. Il 20 giugno Egomnia, la società romana fondata da Matteo Achilli, ha presentato al pubblico Emma con enfasi e un’ambizione enorme: essere l’AI della sovranità tecnologica italiana, il modello “nato in Italia per gli italiani”. La cosa mi suonava strana fin dall’inizio, un po’ fuori dai “miei radar”, ma poteva starci, mica posso essere su tutto.

Alla fine è durata meno di una settimana prima di finire offline, praticamente non ho nemmeno finito il test completo.

Nel giro di 24 ore Emma-5 era già diventata un caso social, inondata di meme e screenshot imbarazzanti: risposte sbagliate a domande elementari, un cane che vola, un chilo di piume che pesa meno di un chilo di pane, e indicazioni rassicuranti davanti a richieste palesemente pericolose. Oltre 60.000 chat in pochi giorni, poi la sospensione temporanea con un comunicato che parlava di “finalità esplorative e sperimentali”, una precisazione che forse andava fatta molto prima…

Oggettivamente, dopo un po’ di test un po’ più seri della differenza di peso, anche se nella logica Emma faceva acqua da tutte le parti, il modello non era malissimo, scriveva in modo decente, ma non era a livello dei modelli top del mercato, soprattutto perdeva nel confronto con Mistral, quella che si fregia come “l’AI europea” e non è una bella cosa.

Il vero problema di Emma non è tecnico, almeno lo è, a mio avviso, ma non del tutto. Un modello da 550 milioni di parametri con una finestra di contesto di soli 2.048 token è, nel 2026 qualcosa di anacronistico, certamente un test, non un modello da sbandierare ai 4 venti. Ma Achilli l’ha comunicato come se fosse la risposta italiana a GPT, Claude e Mistral, costruendo attorno al progetto una narrazione sproporzionata rispetto alla realtà tecnica, con valutazioni miliardarie dichiarate e partnership che diverse aziende coinvolte non hanno più confermato. Il problema non è che Emma non funzionasse, ma che la credibilità del progetto colasse a picco senza il minimo diritto di replica. Tutti possono sbagliare, ma questo non è solo un errore di valutazione o di comunicazione, è un errore strategico che mina la percezione delle capacità digitali del nostro Paese.

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Guardiamo il bicchiere mezzo pieno

La buona notizia è che qualcuno ha provato a fare qualcosa, non è l’unica esperienza, anche al Late Tech Show ne abbiamo parlato. La strada concreta esiste, ed è meno faticosa di quello che sembra vista da lontano.

Il punto di partenza ideale, anche per l’evoluzione di Emma, la 6, sarebbe distillare un modello open source di alto livello già addestrato in multilingua con forte copertura italiana. Pensiamo per esempio all’ottimo Qwen 3 da 7B, forse meglio da 14B di parametri, che parla già molto bene la nostra lingua. A quel punto va addestrato con un dataset di alta qualità in italiano (dati istituzionali, testi giornalistici, documentazione tecnica, conversazioni reali il tutto con una solida validazione e ovviamente accordi di licenza di utilizzo) e a quel punto si esegue il fine tuning, per altro ampiamente spiegato da tanti paper in circolazione. Non servono nemmeno risorse incredibili, io stesso ho realizzato un distillato minimo di Llama per i miei compiti con LLaMA Factory, e posso così assicurare che non sono necessarie infrastrutture di altissimo livello.
Penso che un risultato migliore di Emma sia possibile con uno sforzo limitato, in fondo stanno nascendo un sacco di SML, ossia di small language model che sono specifici per determinati compiti che sono stati creati proprio in questo modo. Ovviamente l’ideale non è un SML, ma un modello che possa anche ragionare, possa avere in input e generare in output contenuto di testo, immagini e suoni.

Conosco almeno 11 tentativi a livello di tesi universitaria che funzionano molto meglio di Emma senza nemmeno aver dichiarato la propria esistenza.

Siamo capaci di fare di meglio, ne sono sicuro, magari anche Egomnia può sorprenderci, anche se d’ora in poi avrà tutti gli occhi puntati addosso.

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L’AI è terreno di dominio tecnologico

Anche questa settimana mi trovo a dover parlare di sovranità digitale.

La Casa Bianca ha limitato l’accesso a GPT-5.6, dimostrando che la politica controlla l’AI. Di fatto, Il governo decide chi può utilizzare il modello di intelligenza artificiale americano prima del suo rilascio.

La Casa Bianca ha chiesto a OpenAI di riservare GPT-5.6 ai partner approvati dal governo, uno alla volta e nel frattempo ha riaperto l’uso, molto ristretto, a Mythos di Anthropic.

GPT 5.6 e Claude Mythos: i modelli per pochi eletti e certamente non europei

OpenAI ha rilasciato GPT 5.6, il suo modello più potente in assoluto. La famiglia comprende tre variantii, Soul, Terra e Luna, con una nuova modalità Ultra che coordina più agenti in parallelo per affrontare workflow molto complessi. Su benchmark di ingegneria del software autonomo (Terminal Bench) stabilisce un nuovo stato dell’arte.

Il problema? Non è disponibile al pubblico: solo un gruppo ristretto di partner autorizzati dal governo USA ci ha accesso, almeno per ora.

La battaglia dei processori per l’AI ha nuovi contendenti

OpenAI e Broadcom hanno presentato Jalapeño, il primo processore di intelligenza di OpenAI, progettato per accelerare l’inferenza dei modelli linguistici. Jalapeño è stato realizzato in nove mesi e offre prestazioni per watt migliori rispetto allo stato attuale. “Jalapeño è parte della nostra strategia a lungo termine per rendere più accessibile l’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Greg Brockman, presidente di OpenAI. L’obiettivo è rendere l’AI più veloce, affidabile e accessibile a più persone.

Anche IBM punta sui chip … piccolissimi

IBM ha annunciato la prima tecnologia a chip sub-nanometrico, con un nodo a 0,7 nanometri (7 angstrom) e un’architettura 3D chiamata Nano Stack. Su un chip grande come un’unghia si possono ora impacchettare quasi 100 miliardi di transistor, quasi il doppio rispetto ai chip a 2 nanometri del 2021, con guadagni fino al 50% in performance e al 70% in efficienza energetica. La legge di Moore, insomma, non è ancora morta.

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Zuckerberg scommette … sulle scommesse

Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta, ha incaricato un gruppo di lavoro di creare un’app per scommesse sugli eventi futuri, chiamata “Arena”, simile a Polymarket e Kalshi, dove gli utenti potranno accumulare punti anziché scommettere con denaro reale, almeno inizialmente.

Video AI: ByteDance detta ancora legge

ByteDance ha presentato Seedance 2.5, il successore del modello video che ad oggi rimane ancora imbattuto nel settore. La nuova versione porta con sé miglioramenti notevoli: clip fino a 30 secondi, supporto a 50 riferimenti multimodali, editing locale preciso con bounding box, risoluzione fino al 4K e audio nativo integrato. Il lancio ufficiale è atteso per i primi giorni di luglio, quindi tieniti pronta.

ByteDance non si è fermata qui: ha anche annunciato Seed 2.1, un agente AI multimodale orientato alla produttività, capace di analizzare video lunghi, creare slide e generare interfacce web partendo da schizzi, con prestazioni paragonabili a Claude Opus e GPT 5.5 su molti benchmark.

Alibaba aggiorna i video pensando al lip-sync

Alibaba ha invece rilasciato Happy Horse 1.1, un aggiornamento del suo modello video con miglioramenti nel realismo del movimento, nella coerenza dei personaggi e nel lip-sync nativo. Supporta fino a nove immagini di riferimento, formati ultra-wide e diverse lingue. Rispetto a Seedance rimane ancora indietro, ma è un’opzione da tenere d’occhio, anche perché offre crediti gratuiti al momento della registrazione.

Modelli e strumenti open source

Sul fronte open source questa settimana è arrivato Ornith 1.0, una famiglia di modelli specializzati nel coding agentico, ovvero nella capacità di pianificare, usare strumenti, debuggare e lavorare su codebase complesse. Il modello da 397 miliardi di parametri supera DeepSeek V4, che ne ha 1.600 miliardi, su numerosi benchmark, e la versione Q4 da 35B è scaricabile in soli 21 GB, compatibile con GPU di fascia media.

Da segnalare anche Un-0, un generatore di immagini con un’architettura completamente diversa dai modelli di diffusione tradizionali: usa oscillatori accoppiati che si sincronizzano progressivamente per formare un’immagine. Per ora è solo un proof of concept, ma apre la porta a possibili alternative più efficienti alla diffusion. Completamente open source sotto licenza MIT.

Anche Meta ha rilasciato questa settimana AutoData (https://facebookresearch.github.io/RAM/blogs/autodata/), un framework agentivo che automatizza la creazione e il miglioramento di dataset di training per modelli AI: l’agente genera, valuta e si auto-corregge in loop, riducendo drasticamente il lavoro umano nella costruzione dei dati.

Robotica: il robot da 4.900 dollari che balla

Unitree ha presentato il suo robot umanoide più economico, R1, al prezzo di partenza di soli 4.900 dollari. Nonostante sia la versione entry-level rispetto al G1, il robot è capace di mosse acrobatiche complesse, breakdance compresa, con stabilizzazione istantanea dopo ogni salto o rotazione. È un segnale concreto di come i robot fisici stiano diventando accessibili non solo alle grandi aziende.

Per chi lavora nella robotica e nel training di modelli fisici, questa settimana è stato rilasciato anche HIW 500, un dataset open source di oltre 500 ore di teleoperation di robot umanoidi in case reali, con più di 10 terabyte di dati su attività domestiche come aprire il frigo, spazzare, raccogliere oggetti e molto altro. Un contributo enorme per chiunque voglia addestrare modelli robotici nel mondo reale.

Il robot dentista in azione

Quando si è seduti dal dentista non si è mai del tutto sereni, almeno per quanto mi riguarda. Qui un video di un robot dentista, realmente all’opera.

Si sconsiglia la visione a chi è molto sensibile.

Una bella intervista

Ovviamente non sono l’unico a fare belle interviste, ma a parte la battuta (e spero me la concediate), per chiudere vi lascio una bellissima intervista di OpenAI a Pietro Schirano, che avevo conosciuto qualche tempo fa. Davvero interessante.

La puntata di questa settimana del Late Tech Show

Agentic AI & Energia: Francesco Meneghetti (Fabbrica Digitale) ci racconta come sciami di agenti intelligenti stiano rivoluzionando la gestione energetica, affrontando complessità normative e finanziarie con un progetto d'avanguardia tutto italiano.

Le nuove AI Factory: Andrea Faeti (Vertiv) analizza la trasformazione dei data center. Dalla densità di potenza al raffreddamento liquido, vediamo come le infrastrutture passino da semplici "centri dati" a vere e proprie fabbriche di intelligenza, capaci di restituire valore alla comunità (come il calore per il teleriscaldamento).

Bitcoin Hub & talenti: Filippo Farenga ci porta dentro Blox space a Torino, un punto di riferimento per la formazione e la community Bitcoin. Scopriamo perché il talento tecnico è la chiave per costruire nuovi servizi sopra il protocollo e come superare i pregiudizi mainstream.

Qui in versione Youtube con i capitoli.

E gli SmartBreak - Podcast Vita da Ufficio

Ovviamente gli ascolti degli SmartBreak sia live sui miei profili social sia su quelli delle associazioni che lo ripropongono, nonché nel podcast “Vita da Ufficio” non sono minimamente paragonabili a quello del Late Tech Show, ma questa settimana c’è stata una puntata che non solo ha avuto un grande riscontro, ma ha scatenato diverse discussioni.

Se ne avete voglia…

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