lunedì 17 agosto 2026

La democrazia del silicio, AI e trasparenza o ipocrisia, il "momento ChatGPT" della robotica

https://gigibeltrame.substack.com/p/la-democrazia-del-silicio-ai-e-trasparenza ---------------

Versione agostana della newsletter, settimana prossima probabilmente salterà, ma c’erano un po’ di cosette da dire e quindi eccomi qui.

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Il panorama dell’intelligenza artificiale ha vissuto un paio di settimane incredibilmente dense di novità. Non le elencherò necessariamente tutte, ma quelle che mi sembrano significative per il prossimo periodo.

La prima notizia è che OpenAI inizierà a proporre la pubblicità per gli abbonati Free e Go, avendo inviato a tutti gli utenti la proposta di cambiamento per la privacy. Sarà un cambio significativo nell’uso?

Vedremo.

Nel frattempo, il mio numero di robottini che seguono le cose che mi interessano e da tenere in considerazione è cresciuto, anche se qualcuno ormai è spento o invecchiato male.

Non uso sistemi di risposte ad email automatizzate, ho un’AI che mi permette di leggere i messaggi lasciati in segreteria in tempo reale e di dare brevi risposte con un tap sullo schermo (grazie al Google Pixel), quello sì, ma, almeno per il momento, non mi serve niente che scriva o risponda per me, mi piace tenere tutto sotto controllo. Il problema è che testando costantemente modelli e agenti, finisco di innamorarmi di qualche sistema e perdere di vista il contorno. Siccome mi chiedete sempre cosa sto usando, principalmente sto usando OpenCode (su computer, in cloud e sullo smartphone con una versione Debian) e diversi modelli, poi sto sfruttando Manus e infine Accio Work, con una trentina di skill specifiche, ovviamente non utilizzate contemporaneamente e non tutte presenti su tutti i tool e piattaforme.

La trasparenza dei contenuti AI è diventata chiave

Senza entrare nel merito dell’uso più o meno consapevole dell’AI, il tema della trasparenza dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale è diventata un tema centrale. Vi siete accorti che sto postando principalmente su Linkedin e Instagram con immagini marcate AI? Sto conducendo questo esperimento, vediamo cosa succede, ma vi ricordo che dal 2 agosto è obbligatorio marcare i contenuti creati con l’AI (anche se per il diritto d’autore non è necessario farlo, segui qui la puntata in cui ne parlo).

Per altro, essendo obbligatorio, non vedo molte scritte sui siti… Abbiamo proprio un problema di alfabetizzazione di base sul digitale e sull’AI e lo dico io che trovo queste regole assurde nel momento in cui non vengono spiegate correttamente. Ma sinceramente, avete visto qualche segnalazione di contenuti generati dall’AI in giro? Noi su Business Community segnaliamo che l’ultimo miglio, quello della pubblicazione, è assistito dall’AI che ottimizza i contenuti in chiave SEO/Geo, nonché qualche manipolazione di immagini, perché anche una semplice correzione ortografica con l’AI va segnalata!

Ma siamo tra i pochi. Pochissimi.

Tornando al tema, Anthropic sta introducendo filigrane invisibili nei testi prodotti da Claude, come riportato in Claude AI Content Labels, ma anche Suno e Spotify stanno implementando sistemi di etichettatura e nuove limitazioni per identificare e gestire la musica generata da macchine, dettagliati rispettivamente in Suno Music Responsibility e Spotify AI Artist Labels.

Anzi, il mondo della musica si sta ribellando al concetto di canzoni generate dall’AI, vi lascio la lettura del post di Enzo Mazza che parla dei cambiamenti delle classifiche musicali e delle programmazioni radiofoniche.

L’AI personale deve essere per tutti

Mark Zuckerberg schiude le porte a un futuro in cui la superintelligenza personale non è un privilegio per pochi, ma un diritto per tutti. La sua visione è chiara: l’intelligenza artificiale deve essere strumento di empowerment, non di controllo. “L’empowerment individuale è la fonte della prosperità” è il principio cardine, dove l’invenzione supera l’automazione e la sicurezza poggia su pesi e contrappesi. Un mondo in cui l’IA non domina, ma serve.

Il modello di Meta per risolvere i problemi complessi

Muse Glimmer, un modello di intelligenza artificiale innovativo, progettato per essere autonomo. Può eseguire attività in più fasi senza bisogno di guida, elaborando piani, utilizzando strumenti e correggendo errori. Funziona interamente sul dispositivo dell’utente, senza necessità di connessione al cloud, e richiede un hardware potente. La versione include pesi a piena precisione e quantizzati, e il codice di inferenza è disponibile su Hugging Face. Come dice il proverbio, “il tutto è più della somma delle parti”, e Muse Glimmer è la dimostrazione che Meta continua a rendere open source il proprio lavoro, alimentando l’innovazione e la creatività nel campo dell’intelligenza artificiale.

Grok inizia a fare sul serio

Un’altra grande protagonista è stata xAI con il lancio di Grok Bot, un assistente agentico versatile che permette di automatizzare compiti complessi attraverso computer nel cloud, di cui si possono approfondire le funzionalità leggendo l’annuncio ufficiale su Introducing Grok Bot.

L’ho installato da poco e non mi sono fatto ancora un’idea chiara, prima di tutto perché ho già agenti al lavoro, ma soprattutto perché bisogna dedicare del tempo a comprendere quali sono le peculiarità.

Come per ogni sistema agentico, lo so che chi mi segue l’ha sentito dire ripetutamente, ha senso solo se riesce a fare il 100% del lavoro, non il 98/99. Quindi, per fare un test serio, bisogna dargli dei compiti e vedere il risultato. Tornerò sul tema. Sul fronte dei modelli linguistici, SpaceX ha presentato Grok 4.6 ha mostrato prestazioni eccellenti nel coding e nei benchmark di conoscenza (Introducing Grok 4.6), il prezzo è estremamente competiti

Google estende i modelli flash a Gemini 3.7

L’azienda l’ha definito come il modello più intelligente e potente mai creato per coding e agenti. Questa nuova release rappresenta un balzo in avanti, grazie ai miglioramenti sostanziali nella progettazione del software, nella gestione della conoscenza e nello sviluppo web. Con un prezzo di introduzione dimezzato rispetto al precedente modello, Gemini 3.7 Flash offre una maggiore intelligenza per workflow complessi, migliorando notevolmente la precisione e la velocità di esecuzione. La sua capacità di generare codice produttivo e di completare workflow aziendali con efficacia lo rende uno strumento indispensabile per gli sviluppatori e le aziende.

Altri modelli appena usciti (e meritevoli di menzione)

Altre uscite rilevanti includono Nemotron 3.5 Lightning di NVIDIA, progettato per agenti specializzati a lunga esecuzione che sto utilizzando in locale su OpenCode con Ollama in locale sullo Zbook di HP, ma ne parlerò prossimamente.

Molto interessante anche il rilascio di DeepSeek-V4-Pro perché promette molto, ma per il momento l’ho testato troppo poco per farmi un’idea precisa, siamo pur sempre in vacanza.

Merita certamente una mezione particolare il velocissimo modello per il coding MAI-Code-1.1-Flash di Microsoft. L’azienda ha anche presentato MAI-Image-2.6, un sistema innovativo per l’analisi delle immagini,

E Google DeepMind sviluppa un’intelligenza artificiale per la traduzione della lingua dei segni, unendo mondi distanti in un unico linguaggio universale.

Ollama diventa un po’ più grande e si evolve. Infatti, si integra con DeepSeek Harness, un potente strumento open-source. Con un semplice “ollama launch dsh”, i modelli locali e cloud sono pronti all’uso, senza configurazioni aggiuntive. Il motore di ricerca web è già incluso, restituendo risultati senza bisogno di server o chiavi API. Anche qui ho appena iniziato la fase di test.

La prossima sfida degli LLM si sposta sulla velocità

Se gli agenti funzionano inviando costantemente richieste agli LLM, è evidente che la velocità di risposta diventa chiave, anche se probabilmente è più interessante che il compito sia portato a termine correttamente rispetto alla velocità. Ma ci sono casi in cui la velocità di risposta è tutto, ce ne siamo già accorti con le risposte vocali.
Ora OpenAI ha mostrato in anteprima la modalità Ultrafast per GPT-5.6 Soul, capace di generare ben 750 token al secondo (GPT-5.6 Ultrafast Mode).

L’evoluzione delle suite di lavoro

Anche le suite di lavoro si sono evolute, con Claude che introduce la modalità automatica di default (Claude Code Auto Mode) e aggiornamenti per il pannello laterale di Chrome (Cowork Chrome Side Panel).

Ma la ricerca sul web non doveva morire con l’AI?

La rivoluzione dell’AI ha fatto gridare a molti che Google stava morendo, ma in realtà la piattaforma ha raggiunto il record assoluto di ricerche in un giorno. La quota di mercato di Google è cresciuta dall’89,5% all’91,30% in un anno. I dati rivelano, però, che le persone cercano risposte rapide e se ne vanno, senza più cliccare sui siti web. Le aziende vincenti si concentrano sull’essere presenti nelle risposte, nei risultati in evidenza e nei contenuti visibili sopra i link blu. Un cambiamento inesorabile.

Perché gli agenti hanno bisogno di più modelli?

Un video di Nvidia che spiega in modo semplice perché per gli agenti è necessario avere a disposizione più modelli. Non vi anticipo niente.

Il mercato Saas è davvero in crisi?

Molti osservatori internazionali si stanno prodigando nel dire che la resa dei conti per chi sviluppa soluzioni Software as a services è arrivata. Per dirlo, si basano su quanto è accaduto ad Airtable, SaaS di workflow, venduto a solo il 10% del suo valore massimo di mercato. Questo sembrerebbe essere un segno che alcune aziende, duramente colpite dal crollo del mercato SaaS, stanno inchinandosi alla realtà e accettando qualsiasi offerta. Per me non è così, prima di tutto perché ci sono così tanti rivali di Airtable anche su Github che dicono che la soluzione è importante ma forse l’offerta non è adeguata. Airtable è stata acquisita da Bending Spoons, l’azienda che cerca di creare valore da soluzioni tecnologiche “fuori moda”, non è stata comprata gratis, ma il suo valore è stato di 1.3 miliardi di dollari, mica noccioline. Per altro, se lo valutiamo in equity value, siamo a circa 2,25 miliardi di dollari. Un’azienda, che per altro ha fatturato quasi mezzo miliardo di dollari in abbonamenti ricorrenti, non mi pare sia esattamente un esempio di azienda che mostra la crisi del SaaS…

Partnership strategica NVIDIA e LG per robot umanoidi

NVIDIA e LG hanno siglato un accordo strategico per co-sviluppare una nuova generazione di robot umanoidi bipedi. La collaborazione punta a integrare l’architettura NVIDIA Blackwell e le librerie Isaac per la simulazione fisica con l’hardware robotico di LG. L’obiettivo è creare macchine capaci di operare in ambienti umani senza modifiche architettoniche, accelerando l’adozione della Physical AI nel settore industriale e domestico.

Inoltre, nelle ultime dichiarazioni, il CEO di NVIDIA ha confermato che la convergenza tra visione artificiale, LLM e robotica sta accelerando più del previsto e che il “momento ChatGPT” per la robotica (il punto in cui un unico modello potrà controllare diversi tipi di hardware robotico) potrebbe verificarsi entro la fine del 2026, grazie ai progressi nella simulazione “Foundation Pose” e nel trasferimento sim-to-real.

Studio sulla “Simbiosi tra Hardware Meccanico e Physical AI”

La rivista Science Robotics ha pubblicato un’importante ricerca che definisce come l’hardware meccanico stia diventando il fattore abilitante primario per la Physical AI. Lo studio evidenzia che la prossima generazione di umanoidi non dipenderà solo dai modelli di linguaggio (LLM), ma da una nuova classe di attuatori “AI-native” capaci di percepire e reagire alla forza fisica in modo simile ai muscoli umani, permettendo operazioni in spazi complessi dove gli attuali robot rigidi falliscono.

Scopri, riascolta o riguarda le puntate del Late Tech Show

Sono sicuro che ti sei perso qualche puntata, con l’estate hai la possibilità di recuperare, tempi più rilassati e voglia di imparare qualcosa.

Trovi tutte le puntate qui.

Gli SmartBreak e il podcast “Vita da ufficio”

Sto facendo pochissime puntate live sui miei canali social e su quelle delle associazioni, ma vedo che continuate a scrivermi con grande assiduità. Grazie, vedrò come rimediare.

Qui trovate invece i miei libri

Inutile che vi dica che sono sempre molto grato a voi!

Per altro è uscito un opuscolo su “AI Act per giornalisti, creator e influencer”, il cui scopo è spiegare cosa cambia da ieri (2 agosto) per chi crea contenuti con l’intelligenza artificiale.

Techy e oltre

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