lunedì 29 giugno 2026

Dal "cane volante" di Emma all'umanoide da 5000 dollari che balla

https://gigibeltrame.substack.com/p/dal-cane-volante-di-emma-allumanoide ---------------

Nonostante un caldo asfissiante, la tecnologia non smette di proporre qualcosa di nuovo. Qualcosa però non è andato come il previsto o ipotizzato.

Buona lettura.

Qui la versione podcast automatica della puntata.

Allerta terremoto

Apro con la notizia della settimana, ma vi raffreddo subito.
Alcuni terminali Android hanno anticipato con un messaggio di allerta, l’arrivo del terremoto, salvando certamente più di qualche persona.

Vi raffreddo perché da noi non è attiva la funzione, resta attiva invece quella dello stato su tutti i terminali, quella dei test effettuati qualche tempo fa.

Il problema è il tempo per quanto riguarda i terremoti.

Magari ci saranno accelerazioni, visto che il nostro territorio è ampiamente sismico.

Il fallimento di Emma, l’annunciata AI italiana è un caso da studiare

C’è una seconda notizia interessante e anche in questo caso non propriamente positiva. Il 20 giugno Egomnia, la società romana fondata da Matteo Achilli, ha presentato al pubblico Emma con enfasi e un’ambizione enorme: essere l’AI della sovranità tecnologica italiana, il modello “nato in Italia per gli italiani”. La cosa mi suonava strana fin dall’inizio, un po’ fuori dai “miei radar”, ma poteva starci, mica posso essere su tutto.

Alla fine è durata meno di una settimana prima di finire offline, praticamente non ho nemmeno finito il test completo.

Nel giro di 24 ore Emma-5 era già diventata un caso social, inondata di meme e screenshot imbarazzanti: risposte sbagliate a domande elementari, un cane che vola, un chilo di piume che pesa meno di un chilo di pane, e indicazioni rassicuranti davanti a richieste palesemente pericolose. Oltre 60.000 chat in pochi giorni, poi la sospensione temporanea con un comunicato che parlava di “finalità esplorative e sperimentali”, una precisazione che forse andava fatta molto prima…

Oggettivamente, dopo un po’ di test un po’ più seri della differenza di peso, anche se nella logica Emma faceva acqua da tutte le parti, il modello non era malissimo, scriveva in modo decente, ma non era a livello dei modelli top del mercato, soprattutto perdeva nel confronto con Mistral, quella che si fregia come “l’AI europea” e non è una bella cosa.

Il vero problema di Emma non è tecnico, almeno lo è, a mio avviso, ma non del tutto. Un modello da 550 milioni di parametri con una finestra di contesto di soli 2.048 token è, nel 2026 qualcosa di anacronistico, certamente un test, non un modello da sbandierare ai 4 venti. Ma Achilli l’ha comunicato come se fosse la risposta italiana a GPT, Claude e Mistral, costruendo attorno al progetto una narrazione sproporzionata rispetto alla realtà tecnica, con valutazioni miliardarie dichiarate e partnership che diverse aziende coinvolte non hanno più confermato. Il problema non è che Emma non funzionasse, ma che la credibilità del progetto colasse a picco senza il minimo diritto di replica. Tutti possono sbagliare, ma questo non è solo un errore di valutazione o di comunicazione, è un errore strategico che mina la percezione delle capacità digitali del nostro Paese.

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Guardiamo il bicchiere mezzo pieno

La buona notizia è che qualcuno ha provato a fare qualcosa, non è l’unica esperienza, anche al Late Tech Show ne abbiamo parlato. La strada concreta esiste, ed è meno faticosa di quello che sembra vista da lontano.

Il punto di partenza ideale, anche per l’evoluzione di Emma, la 6, sarebbe distillare un modello open source di alto livello già addestrato in multilingua con forte copertura italiana. Pensiamo per esempio all’ottimo Qwen 3 da 7B, forse meglio da 14B di parametri, che parla già molto bene la nostra lingua. A quel punto va addestrato con un dataset di alta qualità in italiano (dati istituzionali, testi giornalistici, documentazione tecnica, conversazioni reali il tutto con una solida validazione e ovviamente accordi di licenza di utilizzo) e a quel punto si esegue il fine tuning, per altro ampiamente spiegato da tanti paper in circolazione. Non servono nemmeno risorse incredibili, io stesso ho realizzato un distillato minimo di Llama per i miei compiti con LLaMA Factory, e posso così assicurare che non sono necessarie infrastrutture di altissimo livello.
Penso che un risultato migliore di Emma sia possibile con uno sforzo limitato, in fondo stanno nascendo un sacco di SML, ossia di small language model che sono specifici per determinati compiti che sono stati creati proprio in questo modo. Ovviamente l’ideale non è un SML, ma un modello che possa anche ragionare, possa avere in input e generare in output contenuto di testo, immagini e suoni.

Conosco almeno 11 tentativi a livello di tesi universitaria che funzionano molto meglio di Emma senza nemmeno aver dichiarato la propria esistenza.

Siamo capaci di fare di meglio, ne sono sicuro, magari anche Egomnia può sorprenderci, anche se d’ora in poi avrà tutti gli occhi puntati addosso.

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L’AI è terreno di dominio tecnologico

Anche questa settimana mi trovo a dover parlare di sovranità digitale.

La Casa Bianca ha limitato l’accesso a GPT-5.6, dimostrando che la politica controlla l’AI. Di fatto, Il governo decide chi può utilizzare il modello di intelligenza artificiale americano prima del suo rilascio.

La Casa Bianca ha chiesto a OpenAI di riservare GPT-5.6 ai partner approvati dal governo, uno alla volta e nel frattempo ha riaperto l’uso, molto ristretto, a Mythos di Anthropic.

GPT 5.6 e Claude Mythos: i modelli per pochi eletti e certamente non europei

OpenAI ha rilasciato GPT 5.6, il suo modello più potente in assoluto. La famiglia comprende tre variantii, Soul, Terra e Luna, con una nuova modalità Ultra che coordina più agenti in parallelo per affrontare workflow molto complessi. Su benchmark di ingegneria del software autonomo (Terminal Bench) stabilisce un nuovo stato dell’arte.

Il problema? Non è disponibile al pubblico: solo un gruppo ristretto di partner autorizzati dal governo USA ci ha accesso, almeno per ora.

La battaglia dei processori per l’AI ha nuovi contendenti

OpenAI e Broadcom hanno presentato Jalapeño, il primo processore di intelligenza di OpenAI, progettato per accelerare l’inferenza dei modelli linguistici. Jalapeño è stato realizzato in nove mesi e offre prestazioni per watt migliori rispetto allo stato attuale. “Jalapeño è parte della nostra strategia a lungo termine per rendere più accessibile l’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Greg Brockman, presidente di OpenAI. L’obiettivo è rendere l’AI più veloce, affidabile e accessibile a più persone.

Anche IBM punta sui chip … piccolissimi

IBM ha annunciato la prima tecnologia a chip sub-nanometrico, con un nodo a 0,7 nanometri (7 angstrom) e un’architettura 3D chiamata Nano Stack. Su un chip grande come un’unghia si possono ora impacchettare quasi 100 miliardi di transistor, quasi il doppio rispetto ai chip a 2 nanometri del 2021, con guadagni fino al 50% in performance e al 70% in efficienza energetica. La legge di Moore, insomma, non è ancora morta.

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Zuckerberg scommette … sulle scommesse

Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta, ha incaricato un gruppo di lavoro di creare un’app per scommesse sugli eventi futuri, chiamata “Arena”, simile a Polymarket e Kalshi, dove gli utenti potranno accumulare punti anziché scommettere con denaro reale, almeno inizialmente.

Video AI: ByteDance detta ancora legge

ByteDance ha presentato Seedance 2.5, il successore del modello video che ad oggi rimane ancora imbattuto nel settore. La nuova versione porta con sé miglioramenti notevoli: clip fino a 30 secondi, supporto a 50 riferimenti multimodali, editing locale preciso con bounding box, risoluzione fino al 4K e audio nativo integrato. Il lancio ufficiale è atteso per i primi giorni di luglio, quindi tieniti pronta.

ByteDance non si è fermata qui: ha anche annunciato Seed 2.1, un agente AI multimodale orientato alla produttività, capace di analizzare video lunghi, creare slide e generare interfacce web partendo da schizzi, con prestazioni paragonabili a Claude Opus e GPT 5.5 su molti benchmark.

Alibaba aggiorna i video pensando al lip-sync

Alibaba ha invece rilasciato Happy Horse 1.1, un aggiornamento del suo modello video con miglioramenti nel realismo del movimento, nella coerenza dei personaggi e nel lip-sync nativo. Supporta fino a nove immagini di riferimento, formati ultra-wide e diverse lingue. Rispetto a Seedance rimane ancora indietro, ma è un’opzione da tenere d’occhio, anche perché offre crediti gratuiti al momento della registrazione.

Modelli e strumenti open source

Sul fronte open source questa settimana è arrivato Ornith 1.0, una famiglia di modelli specializzati nel coding agentico, ovvero nella capacità di pianificare, usare strumenti, debuggare e lavorare su codebase complesse. Il modello da 397 miliardi di parametri supera DeepSeek V4, che ne ha 1.600 miliardi, su numerosi benchmark, e la versione Q4 da 35B è scaricabile in soli 21 GB, compatibile con GPU di fascia media.

Da segnalare anche Un-0, un generatore di immagini con un’architettura completamente diversa dai modelli di diffusione tradizionali: usa oscillatori accoppiati che si sincronizzano progressivamente per formare un’immagine. Per ora è solo un proof of concept, ma apre la porta a possibili alternative più efficienti alla diffusion. Completamente open source sotto licenza MIT.

Anche Meta ha rilasciato questa settimana AutoData (https://facebookresearch.github.io/RAM/blogs/autodata/), un framework agentivo che automatizza la creazione e il miglioramento di dataset di training per modelli AI: l’agente genera, valuta e si auto-corregge in loop, riducendo drasticamente il lavoro umano nella costruzione dei dati.

Robotica: il robot da 4.900 dollari che balla

Unitree ha presentato il suo robot umanoide più economico, R1, al prezzo di partenza di soli 4.900 dollari. Nonostante sia la versione entry-level rispetto al G1, il robot è capace di mosse acrobatiche complesse, breakdance compresa, con stabilizzazione istantanea dopo ogni salto o rotazione. È un segnale concreto di come i robot fisici stiano diventando accessibili non solo alle grandi aziende.

Per chi lavora nella robotica e nel training di modelli fisici, questa settimana è stato rilasciato anche HIW 500, un dataset open source di oltre 500 ore di teleoperation di robot umanoidi in case reali, con più di 10 terabyte di dati su attività domestiche come aprire il frigo, spazzare, raccogliere oggetti e molto altro. Un contributo enorme per chiunque voglia addestrare modelli robotici nel mondo reale.

Il robot dentista in azione

Quando si è seduti dal dentista non si è mai del tutto sereni, almeno per quanto mi riguarda. Qui un video di un robot dentista, realmente all’opera.

Si sconsiglia la visione a chi è molto sensibile.

Una bella intervista

Ovviamente non sono l’unico a fare belle interviste, ma a parte la battuta (e spero me la concediate), per chiudere vi lascio una bellissima intervista di OpenAI a Pietro Schirano, che avevo conosciuto qualche tempo fa. Davvero interessante.

La puntata di questa settimana del Late Tech Show

Agentic AI & Energia: Francesco Meneghetti (Fabbrica Digitale) ci racconta come sciami di agenti intelligenti stiano rivoluzionando la gestione energetica, affrontando complessità normative e finanziarie con un progetto d'avanguardia tutto italiano.

Le nuove AI Factory: Andrea Faeti (Vertiv) analizza la trasformazione dei data center. Dalla densità di potenza al raffreddamento liquido, vediamo come le infrastrutture passino da semplici "centri dati" a vere e proprie fabbriche di intelligenza, capaci di restituire valore alla comunità (come il calore per il teleriscaldamento).

Bitcoin Hub & talenti: Filippo Farenga ci porta dentro Blox space a Torino, un punto di riferimento per la formazione e la community Bitcoin. Scopriamo perché il talento tecnico è la chiave per costruire nuovi servizi sopra il protocollo e come superare i pregiudizi mainstream.

Qui in versione Youtube con i capitoli.

E gli SmartBreak - Podcast Vita da Ufficio

Ovviamente gli ascolti degli SmartBreak sia live sui miei profili social sia su quelli delle associazioni che lo ripropongono, nonché nel podcast “Vita da Ufficio” non sono minimamente paragonabili a quello del Late Tech Show, ma questa settimana c’è stata una puntata che non solo ha avuto un grande riscontro, ma ha scatenato diverse discussioni.

Se ne avete voglia…

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venerdì 26 giugno 2026

Francesco Meneghetti: anteprima su come creare oltre 150 agenti AI

https://www.youtube.com/shorts/btNru9O63KU --------------- In questo Short, un'anteprima esclusiva dell'intervista a Francesco Meneghetti: come è possibile creare e gestire oltre 150 agenti AI? 🤖

Scopri la visione dietro l'integrazione dell'intelligenza artificiale nelle infrastrutture e nella formazione.

Guarda l'episodio completo qui: 👉 Agentic AI per le infrastrutture, formazione e hub per bitcoin - S07e41

#AI #AgenticAI #Innovazione #FrancescoMeneghetti #GigiBeltrame

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giovedì 25 giugno 2026

Teaser creato dall'AI della puntata 41 della stagione 7 del LateTechShow

https://www.youtube.com/shorts/SDI4miYVZVc --------------- #AI e #montaggio #video automatico! Che ne pensate del risultato?
Questa settimana i teaser della puntata sono creati dall'intelligenza artificiale.
Prossimamente, visto anche il caldo, presenterà un #Avatar?
Grazie a Francesco Meneghetti, Andrea Faeti e Filippo Farenga per aver accettato l'invito a raccontare le loro incredibili esperienze!
fabbricadigitale Vertiv Blox Space

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mercoledì 24 giugno 2026

AI e Branding: Perché l'Intelligenza Artificiale non crea un vero Brand | #Smartbreak

https://www.youtube.com/watch?v=x2y1EpyM48w --------------- In questa puntata affrontiamo un tema cruciale per il business moderno: l'Intelligenza Artificiale è davvero in grado di costruire l'identità di una marca?

Mentre l'AI può generare contenuti, loghi e testi a una velocità senza precedenti, costruire un "vero brand" richiede elementi che sfuggono agli algoritmi: empatia, valori condivisi e una connessione profonda con il pubblico. Analizziamo insieme perché affidarsi totalmente all'AI per il branding può essere un rischio per le aziende che vogliono distinguersi nel mercato digitale italiano ed internazionale.

Punti chiave:

Limiti dell'AI nel branding: perché l'automazione non sostituisce l'identità di marca.
Creatività umana vs Generazione Algoritmica: Dove risiede il vero valore aggiunto per un'impresa.
Strategie: come costruire fiducia e posizionamento nell'era della rivoluzione digitale.
Cultura d'Impresa in Italia: l'importanza del fattore umano nel tessuto economico locale.
Segui Gigi Beltrame, riflettiamo insieme sul cambiamento tecnologico e digitale che stiamo vivendo, con un occhio attento alle imprese e alla professionalità.

Capitoli del video: 00:00 Introduzione: L'illusione dell'AI nel Branding
03:30 Cosa manca agli algoritmi: Emozione e Coerenza
07:15 Costruire un brand autentico oggi
09:40 Conclusioni e riflessioni sul futuro del marketing

#AI #Branding #IntelligenzaArtificiale #BusinessItalia #MarketingDigitale #Smartbreak #GigiBeltrame #CulturaDigitale #InnovazioneImpresa #BrandIdentity

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martedì 23 giugno 2026

Agentic AI per le infrastrutture, formazione e hub per bitcoin - S07e41

https://www.youtube.com/watch?v=9W1c27xRVII --------------- In questa puntata del Late Tech Show, esploriamo il futuro delle infrastrutture digitali e fisiche attraverso tre pilastri dell'innovazione: l'Intelligenza Artificiale Agentica, l'evoluzione dei Data Center in AI Factory e il ruolo di Bitcoin come hub di competenze.

Insieme a Gigi Beltrame, scopriamo come la tecnologia stia riscrivendo le regole del business e della sostenibilità:

Agentic AI & Energia: Francesco Meneghetti (Fabbrica Digitale) ci racconta come sciami di agenti intelligenti stiano rivoluzionando la gestione energetica, affrontando complessità normative e finanziarie con un progetto d'avanguardia tutto italiano.
Le nuove AI Factory: Andrea Faeti (Vertiv) analizza la trasformazione dei data center. Dalla densità di potenza al raffreddamento liquido, vediamo come le infrastrutture passino da semplici "centri dati" a vere e proprie fabbriche di intelligenza, capaci di restituire valore alla comunità (come il calore per il teleriscaldamento).
Bitcoin Hub & talenti: Filippo Farenga ci porta dentro Blockspace a Torino, un punto di riferimento per la formazione e la community Bitcoin. Scopriamo perché il talento tecnico è la chiave per costruire nuovi servizi sopra il protocollo e come superare i pregiudizi mainstream.

00:00 Introduzione: quali sono le infrastrutture del futuro?
02:10 Cosa sono gli sciami di agenti AI e perché rivoluzionano l'energia?
04:44 Come nasce un progetto di Agentic AI "Full AI" in Italia?
07:38 Perché le aziende hanno paura dell'AI e come rassicurarle?
09:33 Come gestire la complessità normativa dell'energia con l'intelligenza artificiale?
12:51 Chi è l'Agent Architect? Scopriamo le nuove professioni dell'AI.
17:08 Si può fare innovazione da brevetto internazionale in Italia?
20:55 Dai Data Center alle AI Factory: cosa sta cambiando realmente?
24:12 Quanta potenza serve per far girare l'intelligenza artificiale?
28:44 È possibile raffreddare un data center senza sprecare acqua?
31:51 Come trasformare il calore dei server in una risorsa per la comunità?
34:57 Cos'è il raffreddamento liquido e perché supera quello ad aria?
39:25 Come funziona la manutenzione predittiva nelle AI Factory?
40:43 Bitcoin a Torino: perché creare un hub fisico per una moneta digitale?
43:54 Come si connettono i talenti tecnici italiani con le aziende Bitcoin globali?
47:33 Quali sono i protocolli che rendono Bitcoin scalabile oggi?
51:00 Bitcoin e sostenibilità: il mining inquina davvero come dicono?
54:01 Quale sarà il futuro dell'ecosistema Bitcoin nei prossimi 10 anni?
55:40 Conclusioni: Agentic AI e infrastrutture, cosa abbiamo imparato?

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#AgenticAI #DataCenter #Bitcoin #Infrastrutture #Innovazione #TechShow #GigiBeltrame

lunedì 22 giugno 2026

Con l’AI un’idea vale come prima? Meno di prima? più di prima? - #SmartBreak

https://www.youtube.com/watch?v=to-ceZt1w2k --------------- In questa nuova puntata dello #SmartBreak (era live), esploriamo l'impatto dell'intelligenza artificiale sul valore delle idee. Con l'avvento dell'AI generativa, produrre contenuti e sviluppare concetti è diventato estremamente più rapido, ma questo significa che l'idea in sé ha perso valore o, al contrario, che la capacità di avere l'intuizione giusta è diventata ancora più cruciale?

Analizziamo come cambia la proprietà intellettuale, la creatività e il mercato del lavoro in un mondo dove l'esecuzione può essere delegata agli algoritmi.

In questo video:

L'evoluzione del concetto di "idea" nell'era dell'AI.
Creatività umana vs. Generative AI: chi ha il controllo?
Perché l'esecuzione sta diventando una commodity e l'intuizione un asset raro.
Riflessioni sul futuro del business e dell'innovazione.
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#AI #IntelligenzaArtificiale #Innovazione #SmartBreak #Creatività #Business #GigiBeltrame

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venerdì 19 giugno 2026

Come un distributore crea valore - Vincenzo Bocchi TD Synnex

https://www.youtube.com/shorts/2ys4d-QU_Hs --------------- In questo video, Vincenzo Bocchi di TD Synnex condivide una riflessione profonda sul cuore del business: le relazioni umane. Scopri perché l’empatia, la fiducia e, soprattutto, la capacità di ascolto sono gli elementi fondamentali per costruire una squadra di successo e comprendere i trend del mercato prima degli altri. Un consiglio prezioso per ogni professionista: se non hai raggiunto un risultato, forse è perché ti è sfuggito un pezzetto delle esigenze del tuo interlocutore.
Cosa imparerai in questo Short:

Il ruolo delle relazioni e dell'empatia nel business.
L'importanza di anticipare i trend di mercato.
Perché l'ascolto attivo è la chiave per capire le reali esigenze dei clienti.
Come trasformare un mancato risultato in uno spunto di riflessione.
#Business #Relazioni #Empatia #Leadership #TDSynnex #AscoltoAttivo #GigiBeltrame #VincenzoBocchi #BusinessTips #podcast

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mercoledì 17 giugno 2026

Evoluzione del canale ICT, il retail fisico accellera e risposte agli attacchi cyber - S07e40

https://www.youtube.com/watch?v=sw0p0ZTQhfw --------------- In questa nuova puntata del Late Tech Show, esploriamo le frontiere della trasformazione digitale attraverso tre temi caldi che stanno ridefinendo il mercato ICT: l'evoluzione del canale, il futuro del retail fisico e le nuove sfide della cybersecurity nell'era dell'Intelligenza Artificiale.

Cosa imparerai in questo episodio:

L’Evoluzione del canale ICT: insieme a Vincenzo Bocchi (TD SYNNEX), analizziamo come il ruolo del distributore stia passando da semplice intermediario a vero e proprio centro di competenze, con un focus su modelli a sottoscrizione e specializzazione.
Retail 4.0 e innovazione del punto vendita fisico: direttamente da Praga, Mario Davalli e Marco Gorla (Cegid) ci presentano il concetto di "Super App" per il retail: come il software può semplificare la vita degli addetti alle vendite e migliorare drasticamente la customer experience in negozio.
Cybersecurity e AI specializzata: Marco Rottigni (SentinelOne) ci guida nel complesso scenario del rischio cyber. Scopriremo perché l'AI non deve sostituire l'analista umano, ma potenziarlo (come l'armatura di Iron Man per Tony Stark) per rendere il triage e la risposta agli attacchi più veloci e precisi.

📌 Non dimenticare di iscriverti al canale e attivare la campanella per non perdere i prossimi approfondimenti su business e tecnologia!

Lascia un commento qui sotto: quale di questi temi sta impattando maggiormente la tua realtà aziendale?

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#ICT #Retail #Cybersecurity #ArtificialIntelligence #digitaltransformation
#LateTechShow #GigiBeltrame #TDSYNNEX #Cegid #sentinelone

00:00 Come sta cambiando il mondo del retail e dell'ICT? (Intro)
01:52 Qual è il nuovo ruolo del distributore informatico oggi? (TD SYNNEX)
04:06 Perché il modello "Subscription" sta dominando il mercato ICT?
07:50 Come gestire le competenze digitali tra "Make or Buy"?
11:58 Come si costruisce una squadra vincente nella Digital Transformation?
14:15 Quali sono le sfide future tra AI, Quantum e Automazione?
16:32 Cos'è una "Super App" per il Retail e come migliora le vendite? (Cegid)
25:10 Come si misurano le performance nel punto vendita fisico?
32:00 Perché la Cybersecurity oggi genera "disagio" nelle aziende? (SentinelOne)
38:42 L'Intelligenza Artificiale sostituirà l'analista di sicurezza? (Il caso Iron Man)
44:43 Come si adattano le aziende italiane alle nuove sfide tecnologiche?
48:38 Come misurare i risparmi reali portati dall'AI in azienda?
49:46 Conclusioni e prossimi appuntamenti Late Tech Show

martedì 16 giugno 2026

Customer Experience: l'evoluzione passa dagli agenti? - #SmartBreak

https://www.youtube.com/watch?v=iKOpfK1wyX4 --------------- Un'appuntamento speciale, in occasione di CX Now Cross Industry di domani 16 giugno con Pasquale Borriello di Arkage e Katya Dreon Del Bus di Cx Now Lab per comprendere come sta cambiando il mondo della #CX e come stanno entrando gli agenti di intelligenza artificiale.
Proviamo a discuterne insieme.
In questo appuntamento esploriamo una delle frontiere più calde dell'innovazione aziendale: l'evoluzione della Customer Experience (CX) attraverso l'uso degli agenti intelligenti.
La CX non è più solo una questione di "buona assistenza", ma sta diventando un ecosistema proattivo dove l'intelligenza artificiale non si limita a rispondere, ma agisce. In questa diretta analizziamo come gli agenti AI stiano ridefinendo il rapporto tra brand e cliente, passando da semplici chatbot a veri e propri assistenti capaci di risolvere problemi complessi in autonomia.

Cosa scoprirai in questo video:

Come sta cambiando il concetto di Customer Experience nell'era dell'AI.
Il ruolo degli agenti autonomi: oltre la semplice risposta testuale.
Perché l'evoluzione della CX è un pilastro fondamentale per la competitività aziendale.
Riflessioni pratiche su come integrare queste tecnologie senza perdere il tocco umano.
Non dimenticare di iscriverti al canale e attivare la campanella per non perdere i prossimi appuntamenti.

00:00 - Introduzione e presentazione di Katia Dreone (CX Now Lab)
00:52 - Cos'è C-Hicks Lab: community e formazione nell'Experience Management
02:08 - Benvenuto a Pasquale Borrello, CEO di Arcage
02:20 - L'evoluzione della Customer Experience: dall'IA generativa agli Agenti
04:27 - Oltre le "buzzword": l'impatto dell'IA nella vita lavorativa quotidiana
05:01 - Programma dell'evento: keynote e i 5 workshop tematici
06:12 - La CX Now Challenge finale: un confronto interattivo con il pubblico
07:15 - Gestire l'incertezza e la rapidità dei cicli di innovazione
10:37 - L'importanza del fattore umano e dei workshop fisici
11:25 - IA e Customer Experience: costi, controllo e generazione di valore
12:50 - Conclusioni e appuntamento all'evento

L’alibi dello Human in the Loop, una mail può spegnere il business, Apple e UE

https://gigibeltrame.substack.com/p/lalibi-dello-human-in-the-loop-una ---------------

Una newsletter un po’ diversa dal solito, sempre per fare la cronaca settimanale dell’innovazione, ma cercando di unire dei puntini tra notizie diverse con lo scopo di farvi riflettere. Lo so, ci sono due notizie che hanno determinato l’agenda di qualsiasi media, ma forse vanno lette in modo più completo aggiungendone delle altri. Sono pronto a prendermi tutte le critiche possibili. Anzi partirò proprio da una di queste.

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Parto con un aneddoto personale di settimana scorsa, perché credo che possa spiegare bene il paradosso della situazione che stiamo vivendo con l’arrivo dell’intelligenza artificiale e degli agenti e di come human in the loop sia un meraviglioso alibi.

Sul palco di un evento è stato proiettato uno spezzone di un mio video di uno SmartBreak in cui spiegavo che il concetto di Human in the Loop ha i giorni contati, per prendermi in giro. Ci sta.

Solo che poi è partita una filippica che ha scomodato l’enciclica papale e altri riferimenti che sono chiaramente pretestuosi per la tesi per cui ci sarà sempre un umano a prendere e determinare le decisioni.

Se c’è questa convinzione, mi presto volentieri ad essere preso in giro, ci mancherebbe, mica sono il depositario della verità.

Premetto che per smontare il ragionamento basta parlare di Tomtom (nel passato), di Google Maps o di Waze quando siamo alla guida, ma provo qui ad andare, seppure rapidamente, oltre.

Capisco lo scetticismo. Suona quasi come fantascienza, o peggio, come allarmismo gratuito, ma l’umano è sempre meno rilevante nelle decisioni.

Proviamo a ragionare insieme concretamente. Quando un sistema analizza milioni di righe di codice, identifica vulnerabilità, genera correzioni e le testa autonomamente nel tempo in cui io preparo e bevo un caffè... chi è quell’essere umano in grado di validare ogni singolo passaggio? Semplicemente non esiste.

Non si tratta di eliminare la responsabilità umana. Si tratta di capire che quella responsabilità sta cambiando forma. Da controllore puntuale a supervisore strategico. Da esecutore a decisore dei confini.

La realtà nelle aziende è già questa, ma senza bisogno di scomodare l’intelligenza artificiale. Di fatto un AD non valida ogni decisione presa da tutte le persone in azienda, delega loro le decisioni seguendo delle linee guida, sebbene ne abbia la responsabilità finale.

Il vero problema non è la velocità dell’intelligenza artificiale. È la nostra difficoltà ad ammettere che certi modelli mentali, per quanto rassicuranti, stanno invecchiando male e siano diventati obsoleti.

Chi mi ha deriso probabilmente usa già strumenti AI senza la necessaria consapevolezza, probabilmente anche per trovare gli argomenti per ribattere alla mia tesi. La differenza è che io, almeno, stavo ponendo una domanda: quali decisioni devono essere necessariamente prese da noi?

Non c’è una risposta univoca, non può esserci, e non può esserci un’unica etica in questo.

E qui mi collego alla notizia shock della settimana.

Venerdì 12 giugno, ore 17:21: il mondo dell’AI cambia per sempre.

Un’e-mail.

Bastava un’e-mail per spegnere i due modelli di intelligenza artificiale più potenti mai messi sul mercato. Firmata dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, arrivata ad Anthropic nel tardo pomeriggio di un venerdì, con il peso di una norma sulla sicurezza nazionale: Fable 5 e Mythos 5, i sistemi che tre giorni prima erano stati celebrati come il lancio dell’anno, diventavano improvvisamente inaccessibili a qualsiasi cittadino straniero.

Non in Cina. Non in Russia. Ovunque. Berlino, Tokyo, Milano. Non importava.

Il problema? Anthropic non è in grado di controllare i passaporti in tempo reale. Quindi la scelta era obbligata: spegnere tutto, per tutti. Entro sera, anche Amazon Web Services aveva revocato gli accessi ai clienti aziendali, Microsoft si era già mossa.

Ovviamente Anthropic contesta la decisione, sostenendo che la capacità identificata non è unica e può essere replicata in altri sistemi. Ma tant’è.

Pensateci un momento.

Stiamo parlando di tecnologia commerciale, non di armamenti nucleari. Eppure per la prima volta nella storia è stato uno Stato, non un’azienda, a decidere chi può usare un modello di frontiera di intelligenza artificiale.

Molti lo dicevano da due anni: prima o poi i modelli AI più avanzati avrebbero smesso di essere prodotti ordinari e sarebbero diventati strumenti di potere geopolitico.

Lo dicevano al futuro. Quel futuro è arrivato un venerdì pomeriggio, senza preavviso.

La domanda vera non è tecnica. È politica, economica, strategica: siete pronti a fare business in un mondo dove un’e-mail può resettare tutto?

Forse si è trattato di una mossa per sfruttare la situazione a scopo di promozione, enfatizzando la “pericolosità” dei modelli.

Ma di fatto qualcuno stava cercando di creare del valore da quel modello e di colpo ha visto svanire tutto.

Come se ti togliessero l’energia elettrica o internet.

Questo è il futuro del business, con nuove incertezze da affrontare.

La domanda da porci è: siamo pronti a questa nuova sfida?

Huawei ha un sistema operativo maturo

Proseguo in questo viaggio parlando di un’azienda cinese che era stata di fatto estromessa dal mercato.

Huawei ha presentato HarmonyOS 7, un sistema operativo maturo e costruito da zero, che alimenta oltre 1,3 miliardi di dispositivi connessi. La versione 5 aveva introdotto il microkernel proprietario HongMeng, sostituendo il kernel Linux e i residui di Android. HarmonyOS 7 porta intelligenza artificiale e integrazione multi-dispositivo al centro del sistema, grazie alle fondamenta gettate da HarmonyOS 6, che aveva introdotto l’architettura a microkernel e la sicurezza di livello enterprise con Star Shield, un passaggio incredibilmente potente.

Certo, da noi e negli USA Huawei ha delle difficoltà, ma è chiaro che ci sia stato un passaggio epocale.

Gli USA hanno spinto l’azienda, che è una superpotenza in Cina, ad aguzzare l’ingegno, prima con i processori e poi con il sistema operativo.

La notizia, che sembra totalmente scollegata con quanto ho scritto prima, è in realtà in perfetta connessione: i blocchi si aggirano con l’ingegno e gli argini si superano.

E arrivo a commentare la seconda notizia shock della settimana.

Apple è il principale nemico dell’Unione Europea, non Vannacci

A parte la provocazione nel titolo scomodando le notizie politiche di questi giorni, andiamo a comprendere cosa è successo.

Alla WWDC26 è successa una cosa che aspettavamo da anni: Apple ha smesso di fare aggiornamenti cosmetici e ha rilasciato qualcosa che ridisegna davvero il rapporto tra utente e dispositivo. Siri AI non è un assistente vocale migliorato. È un sistema che capisce il contesto di chi lo usa, legge quello che appare sullo schermo, naviga in autonomia sul web, agisce dentro le app e integra la potenza generativa di Gemini, il modello di Google. In pratica, l’iPhone smette di essere uno strumento che usiamo noi e comincia a essere un agente che lavora per noi. È un salto di paradigma, non un aggiornamento.

Entra in iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, Apple Vision Pro. Ridisegna il modo in cui interagiamo con la tecnologia quotidiana, quella che abbiamo in tasca, sul polso, sulla scrivania. Pensate a quanto è cambiato il telefonino tra il 2007 e il 2015. Ecco, Apple sta provando a fare la stessa cosa in tre anni.

E noi europei? Noi aspettiamo, di nuovo.

Perché se siete in Europa, la storia si ripete con una precisione quasi comica. Apple ha già confermato che Siri AI non sarà disponibile su iPhone e iPad nell’Unione Europea al lancio. Non su dispositivi di nicchia, non su funzioni secondarie: sulla funzione principale.

Il motivo è sempre lo stesso, strutturale, difficile da risolvere in poche settimane: il Digital Markets Act impone ad Apple di aprire le proprie API ad altri sistemi, e Cupertino ritiene che questo sia incompatibile con la sicurezza e la privacy del suo ecosistema. L’effetto domino arriva anche su Apple Watch: poiché Siri AI sull’orologio richiede un iPhone compatibile, gli utenti europei non potranno usarla nemmeno lì, nonostante watchOS la integri ufficialmente.

Non è la prima volta. Era già successo nel 2024, al lancio di Apple Intelligence. Vi ricordate? Stesso copione, stesse ragioni, stesso risultato.

Il punto non è difendere Apple o attaccare Bruxelles. Il punto è molto più scomodo: una legge pensata per tutelare i consumatori europei rischia di diventare lo strumento con cui i consumatori europei vengono sistematicamente esclusi dall’innovazione.

Giusto, sbagliato, non sta a me dirlo.

Il DMA nasce per scardinare i monopoli tecnologici, per democratizzare l’accesso, per dare potere agli utenti. Obiettivi giusti, condivisibili, necessari. Ma se il risultato pratico è che voi, seduti in un ufficio a Milano o a Roma, non potete usare le stesse funzioni di un vostro collega a New York o a Tokyo, allora qualcosa nel meccanismo si è inceppato.

La domanda che il settore si sta ponendo, e che dovrebbe porsi anche il policy making europeo, è brutalmente semplice: fino a quando le Big Tech preferiranno escluderci piuttosto che adattarsi alle nostre regole? E soprattutto: quanto divario tecnologico siamo disposti ad accettare in nome della tutela normativa?

Il rischio vero non è Siri. Il rischio è il precedente.

Ogni volta che un’innovazione esponenziale arriva in ritardo o non arriva affatto in Europa, si allarga una forbice che non riguarda solo i consumatori, ma le imprese, la competitività, la capacità di adattarsi a un mondo che si trasforma a velocità che le normative faticano anche solo a inseguire.

Kodak non è fallita perché qualcuno l’ha attaccata. È rimasta ferma mentre il mondo si muoveva. Ecco il vero rischio per l’Europa: non essere attaccata, ma essere aggirata.

Nel frattempo, l’Italia legifera sull’uso dell’AI senza sicurezza

L’Italia introduce un reato penale per l’omissione di misure di sicurezza nei sistemi AI ad alto rischio e disciplina l’identificazione biometrica remota in tempo reale nel codice di procedura penale.

Questo elemento unisce ulteriori puntini alla questione, entriamo nella zona delle responsabilità e non nei muri alzati a casaccio.

Google e le traduzioni in tempo reale

Google lancia Live Translate in oltre 70 lingue, elaborando il parlato in modo continuo, preservandone intonazione, ritmo e tono, disponibile sull’app Google Traduttore e su Google Meet.

La physical AI di Jeff Bezos

Jeff Bezos ha fondato Project Prometheus, una startup nel campo dell’AI, di cui è anche amministratore delegato. La società si concentrerà sullo sviluppo di sistemi per l’industria automobilistica e spaziale, con l’obiettivo di creare soluzioni innovative e efficienti, come ha riferito il New York Times. Al suo fianco c’è Vikram Bajaj, esperto nel settore tecnologico.

In pratica, macchine che costruiscono macchine, perchè Prometheus è una startup da 41 miliardi di dollari che vuole utilizzare l’intelligenza artificiale per progettare e costruire macchine reali.

Quando ci interroghiamo su Industria 4.0 o 5.0 dovremmo tenere conto di queste notizie che possono cambiare il manifatturiero in modo definitivo.

Anthropic vuole i propri data center

Anthropic passa a controllare i propri data center, firmando accordi per operare centri dedicati anziché noleggiare server. Ha firmato oltre una dozzina di lettere di intenti per oltre 1 gigawatt di capacità, con Google come garante finanziario dei pagamenti. Questo passo ricorda la mega-struttura di OpenAI in Ohio con il sostegno di Nvidia e mostra come i produttori di chip come Google e Nvidia diventino i finanziatori dell’espansione dell’AI.

La Cina punta sul binomio energia nucleare e AI

La Cina sta costruendo centrali con piccoli reattori modulari (SMR). Sono reattori facili da costruire. Si collegano in modo diretto ai centri dati. Questi luoghi hanno bisogno di molta energia pulita. I reattori la forniscono per tutto il giorno senza interruzioni. La Cina ha già preso una decisione: costruire 150 nuovi reattori nucleari entro il 2035. Non è un piano, è un cantiere aperto. Pechino investe 440 miliardi di dollari in energia atomica, un’enormità.

Non voglio giudicare se sia una strada giusta o sbagliata, ma è un dato di fatto: più energia per alimentare l’AI e come ho scritto sopra, l’AI determinerà il futuro del mondo, piaccia o no.

Il piano quinquennale cinese punta sulla robotica

Con il 15° Piano Quinquennale 2026–2030, Pechino ha dichiarato la robotica intelligente infrastruttura portante del sistema industriale nazionale. L’AI applicata ai robot diventa priorità strategica di Stato, con l’obiettivo di integrare sistemi autonomi in ogni settore produttivo. Una mossa che consolida il primato cinese nella corsa globale alla Physical AI.

Startup francese: un modello AI per la manualità dei robot

Genesis AI ha presentato GENE-26.5, il primo modello progettato specificamente per dare ai robot capacità di manipolazione fisica comparabili a quelle umane. Si tratta di un passo significativo verso robot capaci di svolgere compiti manuali complessi in ambienti non strutturati, uno dei principali colli di bottiglia del settore.

Come sfrutto Hermes Agent su un vecchio Android

Non passa giorno senza che parli a colleghi o amici di come utilizzo Hermes-Agent su di un telefono Android (un Pixel 8 che ha un difetto allo schermo) per gestirmi appuntamenti e mail.

Veramente facile e lo utilizzo con Ollama in locale con Llama 3.2 che è più che sufficiente per smistare tutto quanto e scrivermi su Telegram senza dare accesso ai miei dati a nessuno.

Ci sono migliaia di video su Youtube che mostrano l’uso (io addirittura sono passato alla versione Hermes-webui che è e ancora più semplice da usare.

La puntata del Late Tech Show

Anche questa una puntata particolare e fortunata. Con:

Giulia Gasparini (AWS): analizziamo il ruolo degli hyperscaler in Italia, l'adozione dell'AI nelle imprese italiane (ancora sotto la media europea) e l'importanza della sovranità del dato con lo European Sovereign Cloud.
Antonio La Mura (A-Cube): scopriamo come la fatturazione elettronica e le soluzioni basate su API stiano semplificando la compliance fiscale non solo in Italia, ma in tutta Europa e oltre.
Luca Branca di Aveva: un focus sul settore industriale, la resilienza operativa e come l'Industrial Intelligence stia permettendo alle aziende di anticipare i cambiamenti del mercato e migliorare la sostenibilità.
Un viaggio tra innovazione, pragmatismo italiano e nuove sfide geopolitiche che influenzano l'economia globale.

Qui la versione Youtube con i capitoli.

Lo SmartBreak (e il podcast “Vita da ufficio”)

Qui l’ultimo disponibile in formato podcast. Provo a farli #live alle 11 sui miei profili social o in quelli di alcune associazioni manageriali, ma con scarsa assiduità…

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lunedì 15 giugno 2026

Senza dati l'AI e gli agenti non hanno senso - #SmartBreak

https://www.youtube.com/watch?v=kmc5oepZYPs --------------- Proviamo a discutere insieme sul tema dei dati e di come sono fondamentali per alimentare l'intelligenza artificiale e gli agenti.
In questo nuovo appuntamento con lo #SmartBreak, affrontiamo una verità scomoda che spesso viene ignorata nel clamore mediatico sull'intelligenza artificiale: senza dati di qualità, l'AI e gli agenti autonomi sono praticamente inutili.

Immagina di assumere il miglior chirurgo del mondo, ma di portarlo in una sala operatoria senza paziente, senza cartella clinica e senza referti. Cosa può fare? Assolutamente nulla. Lo stesso vale per l'IA: puoi investire miliardi in modelli avanzati, ma se le fondamenta — ovvero i tuoi dati — sono scarse, errate o inesistenti, la tecnologia non potrà mai generare valore reale.

In questo video analizziamo:

Perché i dati sono il vero asset competitivo del prossimo decennio.
Il ruolo dei dati nel funzionamento degli agenti AI (percezione, ragionamento, azione).
Il problema culturale delle aziende che corrono verso l'IA senza aver strutturato i propri dati.
La differenza cruciale tra "dato" e "informazione".
Prima di chiederti quale AI adottare, chiediti: dove sono i miei dati? In che formato sono? Chi li gestisce?

Capitoli del video
00:00 - L'analogia del chirurgo: l'AI senza dati
00:56 - Benvenuti allo SmartBreak e annunci
01:32 - Gli agenti AI e la verità scomoda
02:39 - Perché l'IA è cieca senza pattern di qualità
03:11 - Come funzionano gli agenti autonomi: il ciclo del dato
04:24 - L'errore delle aziende: correre senza fondamenta
05:19 - Chi vince davvero nella rivoluzione AI?
05:49 - Le domande fondamentali da porsi prima di un progetto AI
06:47 - Il dato come informazione abilitante
08:08 - Silos aziendali vs Data Layer unico
09:05 - Dato vs Informazione: cosa abilita davvero l'IA
11:05 - Perché i modelli danno risposte diverse senza contesto
11:43 - Conclusioni e prossimi appuntamenti

Vuoi saperne di più? https://businesscommunity.it/gigi

Solo il 13% delle aziende italiane usa lAI in modo trasformativo: siamo pronti?

https://www.youtube.com/shorts/sJGGSgjgrLc --------------- L'intelligenza artificiale in Italia cresce del 33%, ma siamo davvero pronti alla trasformazione? Ne parla Giulia Gasparini di AWS.

Nonostante l'ottimismo, i dati del report "Unlocking Italy's Ambition" rivelano una realtà complessa: solo il 13% delle aziende italiane utilizza l'IA in modo "trasformativo", contro una media europea del 22%. La maggior parte si ferma a un uso di base.

Quali sono i principali freni? 1️⃣ Carenza di competenze digitali. 2️⃣ Oltre un terzo della spesa IT bloccato dalla compliance. 3️⃣ Frammentazione normativa che ostacola chi esporta.

L'Italia ha l'ambizione, ma la strada per colmare il gap europeo è ancora in salita. Cosa ne pensi? È un problema di cultura aziendale o di troppa burocrazia? Scrivilo nei commenti! 👇

#AI #IntelligenzaArtificiale #Innovazione #Italia #Digitale #Business #Tecnologia #GigiBeltrame

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sabato 13 giugno 2026

Creatività e pragmatismo: perché l'industria italiana non è seconda a nessuno

https://www.youtube.com/shorts/O9Oeue_akhE --------------- In questo estratto dalla puntata del Late Tech Show Luca Branca di Aveva parla del valore reale dell'industria italiana. Per anni l'Italia è stata percepita come un passo indietro tecnologicamente, ma la realtà che vediamo oggi è ben diversa. 🇮🇹

Scopriamo come il mix unico di creatività e pragmatismo permetta alle nostre aziende di affrontare la trasformazione digitale con un approccio concreto: partendo da use case reali e ROI dimostrabili per poi scalare il business. Dalle Utilities al Power Generation, l'attenzione si sposta sempre più sulla condivisione sicura dei dati e sulla resilienza produttiva.

Cosa ne pensi dell'approccio italiano all'innovazione? Scrivilo nei commenti! 👇

#IndustriaItaliana #Innovazione #DigitalTransformation #MadeInItaly #Tecnologia #BusinessStrategy #Resilienza #GigiBeltrame

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mercoledì 10 giugno 2026

Compliace fiscale, hyperscaler e app per la crescita delle imprese - S07e39

https://www.youtube.com/watch?v=6Ju3qVmhxjk --------------- In questa nuova puntata del #latetechshow andoamo ad esplorare le tecnologie che stanno ridisegnando i confini del business moderno: dalla digitalizzazione dei processi fiscali all'impatto trasformativo degli hyperscaler e dell'intelligenza artificiale nell'industria.

Ospiti di questo episodio:

Giulia Gasparini (AWS): analizziamo il ruolo degli hyperscaler in Italia, l'adozione dell'AI nelle imprese italiane (ancora sotto la media europea) e l'importanza della sovranità del dato con lo European Sovereign Cloud.
Antonio La Mura (A-Cube): scopriamo come la fatturazione elettronica e le soluzioni basate su API stiano semplificando la compliance fiscale non solo in Italia, ma in tutta Europa e oltre.
Luca Branca di Aveva: un focus sul settore industriale, la resilienza operativa e come l'Industrial Intelligence stia permettendo alle aziende di anticipare i cambiamenti del mercato e migliorare la sostenibilità.
Un viaggio tra innovazione, pragmatismo italiano e nuove sfide geopolitiche che influenzano l'economia globale.


Contattami per moderazioni, speech e consulenze: https://www.businesscommunity.it/gigi/contattami.php

00:00 - Introduzione
02:13 - Come gli hyperscaler stanno trasformando l'economia digitale in Italia?
03:51 - Qual è lo stato dell'adozione dell'intelligenza artificiale nelle aziende italiane?
05:35 - In che modo l'AI influisce sui ricavi e sul business case aziendale?
06:56 - Perché la libertà di scelta del modello AI e la sovranità del dato sono fondamentali?
08:34 - Quanto è importante la sicurezza hardware e il controllo dei dati nel cloud?
11:27 - Qual è il ruolo dei partner nell'integrazione tecnologica aziendale?
14:08 - Come semplificare la fatturazione elettronica e la compliance fiscale con le API?
16:16 - Quali sono le sfide della fatturazione elettronica nei mercati europei?
18:21 - Perché la burocrazia può diventare un valore aggiunto per l'innovazione tecnologica?
23:00 - Come gestire l'internazionalizzazione del business in mercati regolamentati?
31:23 - In che modo la digitalizzazione sta cambiando il settore manifatturiero italiano?
35:10 - Perché il pragmatismo e la creatività italiana accelerano l'innovazione industriale?
38:54 - Cos'è l'Industrial Intelligence e come migliora la resilienza operativa?
42:02 - Perché la condivisione dei dati con gli stakeholder aumenta il vantaggio competitivo?
45:05 - Qual è l'impatto della sostenibilità e della geopolitica sull'industria moderna?
47:25 - Saluti

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Compliace fiscale, hyperscaler e app per la crescita delle imprese - S07e39

martedì 9 giugno 2026

La trappola dei token, la riscossa di Microsoft e l'AI che si riscrive da sola

https://gigibeltrame.substack.com/p/la-trappola-dei-token-la-riscossa ---------------

Anche la settimana appena terminata è stata ricca di annunci, quella attuale partirà col botto partendo da Apple. Insomma, c’è sempre tanto da raccontare.

Qui trovate la versione podcast automatica.

Il costo dei token non è da sottovalutare se si usano gli agenti

Chi mi ha visto mercoledì scorso sa che sto puntando molto nel raccontare alle aziende che bisogna fare molta attenzione a valutare il costo dei token, per altro crescente, e il vantaggio competitivo o di risparmio dei costi.

L’arrivo degli agenti tende a nascondere i costi reali e se per anni si è parlato di TCO e ROI, sembra che tanti si siano dimenticati di questi elementi.

I costi e i vantaggi sono gli unici elementi da considerare per capire se il cambiamento è sostenibile.

Altrimenti basta quello che si ha a disposizione potenziato dall’intelligenza artificiale “standard” degli LLM per ottenere velocità.

Gli agenti funzionano bene per soluzioni standard, per qualcosa di più complesso è molto più difficile che siano efficaci e lo sforzo per rendenderli tali è decisamente enorme.

Tempi duri per i programmatori

Anthropic ha pubblicato un articolo intitolato “When AI builds itself”, in cui afferma che più dell’80% del codice del proprio sistema è stato scritto da Claude, un modello di intelligenza artificiale. Ciò significa che il lavoro di sviluppo dell’AI è in gran parte automatizzato e che i sistemi stanno facendo gran parte del lavoro per costruire i prossimi sistemi. La destinazione di questa tendenza è chiamata miglioramento autosufficiente ricorsivo, ovvero un futuro in cui un sistema di AI possa progettare, addestrare e perfezionare il proprio successore in modo autonomo e con miglioramenti continui.

Il passaporto nel wallet di Google

L’Italia accoglierà l’ID Pass di Google Wallet, una versione digitale dell’identità basata sul passaporto, entro l’estate 2026. Gli utenti potranno conservarla sullo smartphone dopo una procedura di riconoscimento, permettendo di dimostrare requisiti specifici senza condividere dati sensibili.

Il piano MAI di Microsoft: modelli propri per sganciarsi dai partner

Questa settimana Microsoft ha finalmente mostrato in modo chiaro la sua strategia sull’intelligenza artificiale, mettendo sul tavolo una famiglia di nuovi modelli, agenti personali sempre attivi e un forte spostamento verso l’elaborazione locale su dispositivi Windows.

Dal palco di Build, Microsoft ha presentato sette nuovi modelli sviluppati internamente dal team Microsoft AI, segnando un passo deciso verso la riduzione della dipendenza da fornitori esterni come OpenAI. Al centro dell’annuncio c’è un nuovo modello “thinking”, il flagship per ragionamento, che secondo i benchmark interni è preferito rispetto a Claude Sonnet 4.6, pur non raggiungendo ancora il livello dei modelli più avanzati come Opus 4.8.

Accanto al modello di ragionamento, Microsoft ha introdotto MAI Code One Flash, un modello di coding paragonato a Claude Haiku 4.5, con maggiore accuratezza e un uso di token sensibilmente più efficiente. Sul fronte generazione immagini, MAI Image 2.5 era inizialmente il terzo miglior modello text‑to‑image, ora sceso al quarto posto, ma rimane al secondo posto globale per l’editing di immagini, subito dietro GPT Image 2. L’offerta si completa con MAI Transcribe 1.5, presentato come il miglior modello di trascrizione oggi disponibile per accuratezza e velocità, cinque volte più rapido della concorrenza, e MAI Voice 2, un modello di speech generation multilingua che supporta 15 lingue e avrà anche una versione “flash” più leggera.

L’idea di Microsoft è proporre modelli più puliti (a partire dal training senza usare sistemi di provenienza ignota (per usare un eufemismo), trasparenti e legalmente solidi per convincere sviluppatori e aziende a costruire sopra la piattaforma Microsoft.

Scout: l’agente sempre attivo dentro Windows e nell’ecosistema 365

Ma c’è un’altra notizia da tenere d’occhio nella strategia di Microsoft: l’ingresso deciso nel mondo degli agenti, con Microsoft Scout, definito come “always‑on personal agent”. Scout fa parte di una nuova categoria di agenti che è definita come “autopilot”: entità autonome con identità propria, autorizzate ad agire al posto dell’utente, connessi trasversalmente al cloud, al desktop e al web.

Tecnicamente, Scout è costruito sulla tecnologia open source di OpenClaw, ma con una differenza decisiva: l’integrazione profonda nello stack Microsoft, fino al livello del sistema operativo. L’agente può muoversi dentro Windows, gestire app e finestre, e accedere a Teams, Outlook, OneDrive, SharePoint, email, calendario e contatti, orchestrando attività che spaziano dall’organizzazione del lavoro al tracciamento di task di lungo periodo.

Ci sono stati tanti altri annunci, come GitHub Copilot App, un ambiente desktop “agent‑native” che ricorda da vicino CodeX di OpenAI, ma con una differenza sostanziale: la possibilità di scegliere il modello da qualsiasi provider. E Project Solara, una piattaforma per portare agenti AI dentro dispositivi fisici. L’azienda ha mostrato due device di riferimento: un piccolo dispositivo da scrivania che ricorda un’assistente vocale alla Alexa, pensato per interagire con l’agente e visualizzare informazioni come calendario e attività, e un badge con camera e microfono da portare al collo, simile a un badge aziendale evoluto.

Microsoft continua sul Quantum Computing

Sul versante quantistico, Microsoft ha comunicato progressi significativi nello sviluppo di chip per qubit più affidabili, grazie all’uso esteso di sistemi AI interni per orchestrare workflow, automatizzare misure, individuare difetti difficili da rilevare e suggerire nuove soluzioni di design. Il nuovo stack di materiali risulterebbe mille volte più affidabile rispetto alla generazione precedente di qubit, affrontando uno dei limiti principali nell’evoluzione dei computer quantistici: l’estrema fragilità degli stati quantistici. Con questi avanzamenti, Microsoft ora stima di poter arrivare a un computer quantistico scalabile già nel 2029, dimezzando di fatto le previsioni temporali precedenti e rafforzando l’idea che l’AI stia accelerando non solo il software, ma anche la ricerca hardware più avanzata.

Nvidia si lancia nei computer

NVIDIA ha annunciato RTX Spark al COMPUTEX 2026, un superchip che integra CPU e GPU per far girare AI Agents sul laptop senza cloud, con una potenza di 1 petaflop, sufficiente per modelli da 120 miliardi di parametri. Ciò riduce preoccupazioni legate a GDPR e data residency, e offre un costo fisso, senza dipendenza da API esterne. I laptop con RTX Spark arriveranno in autunno 2026 e rappresenteranno un cambio di passo significativo per la produttività personale, potendo utilizzare l’AI in piena privacy dentro i computer.

Gemma 4 12B: l’AI pensata per girare in locale

Per continuare il discorso sull’AI pensata per girare in locale, Google ha allargato la famiglia Gemma con Gemma 4 12B, un modello multimodale “encoder‑free” che accetta testo, immagini e ora anche audio, eliminando i classici encoder separati per le modalità non testuali. Visione e audio entrano direttamente nel modello principale, con un’architettura progettata per efficienza e capacità agentiche su hardware relativamente modesto: il modello può girare offline con 16 GB di VRAM o memoria unificata ed è rilasciato sotto licenza Apache 2, quindi adatto anche a scenari commerciali. Nei benchmark, Gemma 4 12B si avvicina al fratello maggiore da 24B parametri in compiti di conoscenza generale, ragionamento agentico e analisi di immagini, offrendo un buon compromesso tra potenza e portabilità.

AI video che cambia tutto (dai creatori di Tiktok)

ByteDance ha rilasciato Bernini, un modello video “unificato” che lavora con testo, immagini e clip come elementi di base e permette di modificare video esistenti in modo estremamente controllabile. Partendo da una singola clip puoi aggiungere o rimuovere soggetti, cambiare stagione o atmosfera, manipolare la profondità di campo, sostituire lo sfondo o trasformare il girato in uno stile illustrato coerente. Bernini brilla soprattutto quando gli fornisci molte immagini di riferimento: può fondere più asset visivi in un unico output coerente, oppure generare un’orbita video attorno a una scena a partire da foto scattate da diverse angolazioni.

Musica: l’AI diventa strumento vivo

Google ha presentato Magenta Realtime 2, un generatore musicale pensato non come semplice “prompt to song”, ma come vero strumento da suonare in tempo reale. Il modello risponde in circa 200 millisecondi a input MIDI, audio o testuali, rimanendo sincronizzato con quanto suonato da tastiere o altri controlli, e può girare su un normale computer senza GPU. Il salto dalla generazione offline al plugin utilizzabile in DAW apre scenari in cui l’AI diventa un “coproduttore” musicale reattivo, invece di un servizio batch esterno al flusso creativo.

ChatGPT che “sogna” per avere memoria

OpenAI sta introducendo in ChatGPT una nuova modalità di gestione della memoria chiamata “dreaming”. L’idea è superare il concetto di lista di memorie statiche per costruire in background una sintesi dinamica delle informazioni rilevanti, aggiornata nel tempo. In pratica, il sistema diventa più bravo a mantenere allineate preferenze, obiettivi e contesto dell’utente, riducendo errori dovuti a memorie “stantie” (per esempio, continuare a suggerire ristoranti a Singapore quando l’utente è già rientrato a casa) e migliorando accuratezza, factual recall e coerenza lungo interazioni prolungate.

Un fondo pubblico dai guadagni delle big tech AI

Bernie Sanders ha proposto un disegno di legge per creare un fondo sovrano americano per l’intelligenza artificiale, che prevede di dirottare metà del patrimonio azionario delle principali aziende di intelligenza artificiale in un fondo pubblico, condividendo i guadagni con gli americani. Sanders afferma che “l’AI si sta costruendo su una risorsa pubblica molto più preziosa del petrolio: la conoscenza, la creatività e il lavoro accumulati dell’umanità”.

Gli accordi internazionali sull’AI si moltiplicano

Stati Uniti e Giappone hanno ampliato l’accordo di collaborazione sull’AI, includendo accesso ai calcoli e strategia industriale. Regno Unito e Canada hanno siglato un accordo separato sull’AI, considerando l’accesso alle infrastrutture come un fattore di competitività nazionale, simile alla fornitura di energia. “Compute è il nuovo petrolio, e i governi stanno agendo di conseguenza”.

Martin Scorsese sfrutta l’AI per i film

Martin Scorsese utilizza tecnologie come il 3D e il de-aging per migliorare la narrazione cinematografica. La sua collaborazione con Flux gli consente di condividere le sue idee con il team in modo più chiaro e efficiente, riducendo i tempi di produzione senza sacrificare la qualità. Secondo Scorsese, “il cinema è un mezzo giovane, quindi dobbiamo essere aperti alla sua evoluzione”.

Robot umanoidi e modelli per il mondo fisico

Nel mondo della robotica, Deep Robotics ha mostrato nuove demo del suo umanoide DR02, pensato per ambienti industriali e condizioni meteo difficili. Il robot combina forza bruta (sprint, salti, flip) con fine controllo motorio, riuscendo a gestire compiti delicati come azionare interruttori senza danneggiarli, oltre a muoversi su terreni complessi come colline, scalinate e strutture non strutturate. Il posizionamento punta agli scenari “all‑weather” e alle operazioni outdoor dove serve un mix di mobilità, robustezza e precisione.

La guida autonoma secondo Nvidia

Per abilitare robot e veicoli autonomi, NVIDIA ha introdotto Cosmos 3, un foundation model per “physical AI” che integra testo, immagini, video, audio e azioni in un’unica rappresentazione. Il modello può generare video realistici per simulare scenari di guida, creare scene complesse per training di robot manipulatori o editare sequenze video modificando condizioni meteo, oggetti sulla scena o traiettorie. Cosmos 3 viene rilasciato come progetto open, con modelli, script di training, strumenti di deployment e dataset di interazioni fisiche e scenari di guida, in versioni “super” di grandi dimensioni e “nano” più compatte ma comunque pesanti (circa 35 GB per il solo transformer della versione nano).

A completare il quadro simulativo per la guida autonoma arriva OmniDreams, sempre da NVIDIA, che genera video di guida multi‑camera fotorealistici reattivi alle azioni del veicolo. Il sistema accetta frame iniziali, prompt testuali, informazioni di mappa e traiettorie desiderate, producendo sequenze di guida coerenti nei diversi punti di vista e in condizioni anche estreme, come maltempo o oggetti insoliti sulla carreggiata. Con la possibilità di aggiungere o rimuovere elementi (jaywalker, ostacoli, cambi di colore dei veicoli), OmniDreams si presenta come strumento per colmare il gap di dati reali ad alta variabilità che oggi limita l’addestramento dei sistemi di guida autonoma.

BMW punta sugli umanoidi per la produzione

La BMW utilizzerà per la prima volta robot umanoidi nella produzione di auto in Europa, a partire dall’estate. I due robot, chiamati Aeon e creati da Hexagon Robotics, saranno impiegati per alimentare utensili di produzione e per compiti di raccolta e posizionamento di pezzi. Secondo Michael Nikolaides, head of process management e digitalizzazione della BMW, “questo sarà il futuro della produzione automobilistica”. I robot umanoidi possono lavorare per tre ore prima di dover sostituire la batteria, che può essere fatto in circa tre minuti. La loro introduzione potrebbe aiutare a risolvere la carenza di manodopera e a ridurre i compiti ripetitivi e faticosi per gli esseri umani.

La Cina contro gli influencer ricchi

La Cina ha lanciato una campagna contro gli influencer che esibiscono ricchezza estrema online, mirando a conti che mostrano auto di lusso, ville, abiti firmati, gioielli costosi e jet privati. Come dice il governo, il fine è “creare una cultura online più sana” e fermare la glorificazione del materialismo. Wang Hongquanxing, noto come “la Kim Kardashian cinese”, è stato uno degli influencer più famosi coinvolti, noto per le sue esibizioni di lusso che gli hanno fatto guadagnare milioni di follower, ora il suo account è inaccessibile.

La puntata del Late Tech Show

In questa puntata:
OSINT e Intelligenza Artificiale: Insieme a Gianluigi Bonanomi e Gianluca Boccacci, autori del libro "Il nuovo petrolio online", scopriamo come utilizzare i dati pubblici per generare conoscenza e il ruolo fondamentale dell'ethical hacking oggi.
Strategie Cloud e Modernizzazione: Giovanni Carraro di Kyndryl ci spiega l'importanza delle alleanze strategiche e come liberare i dati "intrappolati" nei sistemi legacy.
Piattaforme e Sovranità dei Dati: Con Albert Zammar di Nutanix, approfondiamo il concetto di piattaforma ibrida, la gestione dei carichi di lavoro e la crescente importanza del cloud sovrano.
Networking Professionale: Andrea Failli di BizzyNow racconta come un'app può trasformare un momento solitario (come una cena in trasferta) in un'opportunità di business grazie al matching intelligente.
Tecnologia e Inclusione: Ernesto Di Iorio di (Vection Technologies) presenta un incredibile avatar capace di dialogare nella Lingua dei Segni (LIS), rendendo servizi come trasporti e sanità finalmente accessibili a tutti.

Oppure su Youtube con i capitoli.

Lo SmartBreak (e il podcast “Vita da ufficio”)

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