giovedì 29 luglio 2004

Office 2K3 Service Pack

Lo so che non sono tantissimi gli utenti di Office 2003, ma è possibile aggiornare la suite al service pack 1. La home page di office italiana ancora non annuncia la presenza del service pack, mentre con Officeupdate è già possibile scaricarla, insiema ad una patch di Outlook (totale circa 20 Mb).
Per quanto mi riguarda, devo dire che questo service pack mi aggiunge una funzionalità vitale a OneNote: la possibiltà di inserire negli appunti direttamente i documenti word ed excel e non devo più selezionare i testi per incollarceli dentro!
Se benissimo di essere tra i pochissimi utenti di OneNote in Italia, ma è uno dei pochi programmi davvero intelligenti presenti nel mondo del PC. E per chi deve prendere appunti e memorizzare velocemente pagine, dati e interventi, è una vera manna. Certo, è ampiamente migliorabile. Non disponendo di un TabletPC mi perdo tutte le funzionalità di appunti a mano, ma mi posso accontentare.
Sempre sul fronte degli aggiornamenti, va sottolineato che anche WindowsUpdate del service pack 2 (quindi la versione 5 di WindowsUpdate) è stato aggiornato. Quindi, nonostante il service pack 2 sia in candidate release, alla Microsoft lavorano anche sul contorno.
E dato che ci sono, visti i numerosi attacchi di virus e la quantità industriale di messaggi contenenti virus che mi arrivano, fate un bell'aggiornamento dell'antivirus (o scaricatene uno aggiornato da Tecnoattack).
E poi, ora che molti andranno in vacanza, consiglio al rientro di aggiornare Windows e l'antivirus prima di tentare di navigare su qualsiasi sito e scaricare la posta. Inoltre, fate un bel backup prima di partire e soprattutto staccate fisicamente il cavo dell'alimentazione dei PC, che vi risparmierà da possibili "botte" ricevute da fulmini. Insomma, sto spiegando i consigli minimi per proteggersi ed evitare di spendere soldi e tempo.

Piemonte on air

Il Piemonte è la prima regione ad usufruire del digitale terrestre per portare contenuti e servizi a casa dei cittadini. Sviluppato dalla rai, offre ad esempio la possibilità agli anziani di richiedere l'aiuto dimiciliare o prenotare le visite mediche. In realtà il sistema è un po' complicato, visto che bisogna usare il telecomando come quando col telefonino scriviamo un sms per inviare le richieste, ma è un buon viatico per applicazioni future. In questa fase sperimentale, i decoder digitali serviranno anche per monitorare i 100 anziani di Torino selezionati e quindi studiarne i comportamenti. Il segnale è accessibile nella zona di Torino, dove si sono contati circa 13.000 decoder digitali presenti. Si tratta di gocce in un mare, ma di fatto sta nascendo qualcosa, un mercato anche per chi deve gestire i contenuti e presentarli, per non parlare di chi li vuole creare.
In Italia sono troppo poche le aziende che stanno credendo in questo mercato, che, lo ripeto spesso, sarà per il commercio elettronico più importante di Internet già dal 2008. Avere un box interattivo in casa fa decisamente la differenza.
Il problema è che il decoder digitale si connette con un modem. Con la diffusione della banda larga, non potevano pensare di inserire una scheda di rete (che costa anche meno di un modem?).
I decoder digitali, è giusto dirlo al fine di evitare polemiche sterili, funzionano con Java.

mercoledì 28 luglio 2004

La musica, i diritti e i brevetti

La pirateria è un problema? Facciamo delle leggi? Mettiamo in vendita dei prodotti per lo scaricamento e l'ascolto di musica digitale?
In queste domande si riassumono i problemi di un sacco di aziende, persone e attività intorno alla musica. Se il P2P è visto malissimo dall'industria, è visto benissimo dai consumatori e da chi distribuisce software libero. Per cui ci deve essere, necessariamente, una via di mezzo.
La vicenda di Real Networks che ha trovato un sistema per infilare la propria musica coperta da drm (diritti digitali) sugli iPod è un esempio di come si possa sfruttare, credo legalmente ma non non ho la certezza, un sistema di qualcun'altro per vendere musica. In pratica, anche sistemi apparentemente chiusi possono essere aperti, per non dire craccati (termine in gergo informatichese per dire che è stata forzata una protezione). C'è un danno per Apple? Sì. C'è un danno per le case discografiche? No, anzi.
Lo stesso accadrà con la musica sui cellulari e poi con i film. Tre ci propone la TV sul cellulare, fra un po' ci metterà uno sceneggiato, poi passerà ai film. Alice di Telecom lo fa già. Insomma, siamo invasi dal digitale, dal drm e non se ne è accorto nessuno. O meglio, le major e i discografici fanno finta di niente.
Segnalo un lungo post di Beppe Caravita sul tema, del quale condivido moltissimi punti e molte preoccupazioni.
I legislatori sono più preoccupati a bloccare la pirateria spicciola che quella al dettaglio e in grande stile, basta passare per un qualsiasi mercato di strada a Milano per rendersi conto di come sia tornato a fiorire quel commercio illegale (addirittura adesso trovi, oltre ai dischi e ai dvd, anche software come antivirus, fotoritocco, montaggio video...).
Che il fenomeno avesse assunto connotati preoccupanti non vi erano dubbi. Che sia un bene per il sistema è tutto da discutere.
Leggo in questi giorni un sacco di articoli e ricerche che dimostrano che lo scaricamento medio dei file è sopra i 100 Mb. Questo significa almeno una cosa: non è la musica il motore del P2P. In secondo luogo, però, non vedo necessariamente che si tratti di prevalentemente di film, piuttosto di sistemi operativi di grosse dimensioni, che stanno fiorendo e prosperando. Pensiamo ai service pack di Microsoft (oltre 400 Mb per Windows Xp sp2 in beta da scaricare) e via di seguito.
La pirateria c'è, esiste, c'è sempre stata. Va controllata. Ma è fisiologica come insegnano i furti nella grande distribuzione. Pensiamo ad un nuovo problema per le major e per i cantanti. Decollano i sistemi Drm. Ma sono, ovviamente, craccabili. Se arrivasse sul mercato un'azienda che distribuisse i file, regolari, e non passasse l'intero numero ai produttori. Che cosa accadrebbe? Non è un caso ipotetico: nella distribuzione dei giornali avviene normalmente, l'editore deve riprendersi i resi per contarli e quindi fare le pulci alla fatturazione sbagliata (sempre a danno dell'editore!). Sui diritti digitali, cosa ci vuole a truccare i dati? In fondo, ci sono delle transazioni economiche, ma non legate al file stesso. Vedi che un utente ha pagato 1 euro per qualcosa, che poi sia stata una mia canzone-suoneria o di un altro fornitore non è dato sapersi.
Insomma, le case discografiche e le major, non disponendo del know how in casa, si affidano a delle strutture esterne. E pensare che acquistare quel know how sarebbe stato facilissimo ed economico, di fronte agli investimenti faraonici a cui sono abituati. Per cui, questi signori, tra un po' piangeranno per altri problemi. E così via. Sony è l'unica che si sta attrezzando per chiudere il cerchio della distribuzione digitale.
Fanno bene i cantanti che alla fine dei concerti si vendono i dischi. Lo facevano già negli anni 60 e 70. Adesso hai addirittura il Cd del concerto a cui hai assistito! Per il cinema un sistema del genere non è possibile, ma The Passion ha insegnato qualcosa...

martedì 27 luglio 2004

Scontornare con Paint Shop Pro

Un piccolo filmato per vedere come fare gli scontorni delle immagini con Paint Shop Pro.
http://active.macromedia.com/flash5/cabs/swflash.cab#version=5,0,0,0" id=robodemo>http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash" swLiveConnect=true>
Fatemi sapere.

Ac Milan, la maglia e l'E-commerce

Caspita! La nuova maglia del Milan doveva essere presentata il 30 luglio a New York dalla squadra e dall'Adidas. Invece eccotela comparire sul sito di commercio elettronico ufficiale. Ieri era nella home page. Oggi è sparita.
Quando la strategia è tutto... all'Adidas mancava solo questa!
A proposito del sito della squadra: non sono stati aggiornati gli sponsor. Mica male!

Dal 18 Maggio sono passati 70 giorni...

Quando è stata promulgata la Legge Urbani, avevo detto che saremmo andati in doppia cifra per vedere le modifiche annunciate in Parlamento dal Ministro Urbani (qui potrete trovare molti rifermineti a quanto sto dicendo, oppure usate il motore di ricerca di Google sul sito).
In molti mi hanno scritto dicendo che ero un pazzo, che bastavano poche settimane, che c'era un accordo e una parola data.
Siamo all'ultima settimana prima della chiusura estiva delle camere, e non si vede niente. Anzi, si vedono solo i soliti noti che difendono il provvedimento e qualche sparuto gruppo di persone che cerca di sollecitare l'opinione pubblica. C'è poi che abilmente ci sta marciando.
Comunque, io resto della mia idea. Protesta silenziosa: non acquisto musica e non vado al cinema, non noleggio film. Lo so che la mia protesta non cambia le sorti della Fimi e delle case cinematografiche, ma basta che lo facciano anche altri e credeo che le cose possano cambiare. E' un sogno. Ogni tanto è bello anche fare dei sogni con gli occhi aperti. Magari cercando di realizzarli...