martedì 26 maggio 2015

Quella maledetta schermata bianca dei Mac (parente della schermata blu di Windows)

Per anni si è parlato e si parla ancora della schermata blu di Windows, maledetta perché quando compare non resta altro da fare che riavviare il computer.
Ebbene, anche il Mac ha una schermata simile, perché come tutti i computer e i dispositivi in generale esistono dei meccanismi di protezione della memoria e nel momento in cui avviene qualcosa di inaspettato, si bloccano chiedendo il riavvio.
Apple ha una schermata per questo genere di errore, in questo caso bianca.


A me personalmente non capitava quasi mai di vederla, ma ultimamente con il nuovissimo MacBook 12" mi capita molto più spesso. Non sono ancora riuscito a capire se la ragione è dovuta a qualche applicazione, penso soprattutto a Photoshop, oppure alla gestione di qualche chiavetta USB che viene inserita nell'adattatore USB-C.
In qualsiasi caso, ecco documentata la schermata bianca di Apple. Da notare che Microsoft propone un codice di errore di difficile interpretazione, qui non compare nemmeno quello.

giovedì 21 maggio 2015

Il sole per ricaricare alla grande cellulari e dispositivi vari

Si avvicinano le vacanze, molti andranno in giro e la necessità di avere con se una ricarica è sempre più importante.
Premesso che le batteryry bank funzionano benissimo e ce ne sono di tutti i tipo, volevo segnalarvi un prodotto che costa 50 dollari (+12 di spedizione) che ha il vantaggio di avere una carica potentissima, 20000mAh, circa quattro volte una battery bank tradizionale, che oltretutto si ricarica con l'energia solare.
Un altro vantaggio? Ha due uscite USB per caricare due prodotti contemporaneamente.
Se vi interessa, vi lascio il link

PS non ci guadagno niente, giusto per chiarire se ce ne fosse bisogno.

mercoledì 20 maggio 2015

Pixels, un film pensato per quelli che erano giovani negli anni 80?

Non mi è ben chiaro il target di questo film, visto che si parla di giochi, come dire, un po' datati.


Pixels - Trailer Ufficiale
In esclusiva per voi il trailer ufficiale di #PixelsILFILM. Siete pronti a giocare per salvare il pianeta? Dal 29 Luglio al cinema.
Posted by Pixels on Martedì 19 maggio 2015
Il 29 luglio arriva: sarà un film da spiaggia?

Gli insight spiegati da Vincenzo Salemme

Inutile dirlo, il web è pieno di termini tecnici.
Uno di questi è insight che serve per capire il numero di utenti.


L'apertura del canale di Vincenzo Salemme #12
L'auditel si calcola sommando gli spettatori che frequentano la tv. Non sapevo che l'auditel del web si calcola sommando gli insetti...pardon, gli insait, che sarebbero gli insetti in inglese? (o in puteolano?)video Casa Suracemusica Mariano Bellopede
Posted by Vincenzo Salemme on Mercoledì 20 maggio 2015

venerdì 15 maggio 2015

Windows as a service o Windows/Office commodity

Pochi osservatori hanno compreso quelle frasi di Microsoft relative al fatto che Windows 10 sarà l'ultima versione di Windows per come l'abbiamo conosciuto.

Quello che sta succedendo in Microsoft sotto la guida di Satya Nadella è evidente e non è tanto una consumerizzazione dei prodotti/servizi, e nemmeno un passaggio al cloud, quanto un modello di business freemium.
Provo a spiegarmi meglio. La trasformazione di Windows 10, le app universali anche su mobile, le app di Office gratuite per dispositivi con schermo piccolo, non sono altro che un modo per diffondere i servizi, trasformando tutto, dalla produttività ai sistemi operativi, in servizi.
Questo implica che ci saranno servizi di base disponibili a tutti, altri che saranno considerati premium.
Il pensiero a Windows è facile: la versione di base sarà per tutti e gli aggiornamenti, di piattaforma e di sicurezza, saranno impliciti e automatici. Le versioni per le aziende, invece, avranno qualcosa in più, anche in termini di controllo del parco installato, e avranno un costo.
Lo stesso accadrà con Office, con alcuni segmenti che saranno considerati commodity e quindi disponibili a tutti, altri a pagamento.
Questo è un mio pensiero, ma il passaggio che sta avvenendo è davvero evidente.

giovedì 14 maggio 2015

Mangiare a Expo2015: piccola guida ragionata (i ristoranti sono 179!)

Il tema di Expo2105 è il cibo, nutrire il pianeta energia per la vita, ma non si mangia gratis.
Al massimo si "pilucca" qualcosa, si assaggia nei cluster tematici e soprattutto alla Cascina Triulzia.
Per il resto si paga, in certi casi molto, in certi casi il giusto. Poco raramente.

Premesso che se si vuole mangiare etnico ogni occasione è buona, è bene dire subito una cosa: in generale a Expo si mangia il meglio delle cucine di tutto il mondo.
Il più caro è il ristorante giapponese, già alle cronache, ma che offre la qualità del miglior ristorante di Kyoto, fondato nel 1716. In qualsiasi caso ci sono altri 6 ristoranti giapponesi.
Anche la Spagna quanto a prezzi non scherza, ma si può davvero mangiare di tutto, a partire da 5 euro panino e bibita in su.
Si possono gustare piatti che difficilmente sono reperibili da noi e il consiglio principale è cercare di prendere i menu degustazione e dividerselo tra amici. Anche qui i prezzi sono molto variabili, da un 25 euro medi dei padiglioni della Corea del Sud o dell'Indonesia, con prodotti tipici che non sono facilmente reperibili da noi a 100 euro di altre nazioni.
Detto questo, il prezzo del piatto medio dei ristoranti non supera generalmente i 20 euro, con una media che oscilla intorno ai 13 euro.
Si risparmia qualcosina se si punta al take away e il prezzo scende di qualche euro, come per Spagna, Marocco e Malesia tanto per citare qualche esempio.
Si può provare la cucina Iraniana con una ventina di euro, tenendo conto che non sono serviti ovviamente alcolici, oppure una Supaipilla Barros Luco cilena se non i veri ravioli cinesi.
Qualsiasi considerazione, prima di sedersi al tavolo deve essere questa: i ristoranti sono gestiti, mediamente, come quelli stellati, quindi i prezzi, le materie prime e la preparazione sono quasi sempre all'altezza.
Il Gulash ungherese, per esempio, è fatto a regola d'arte (20 euro), ma qui vogliamo spendere qualche parola sui ristoranti italiani.
Senza scomodare Bottura, si mangia divinamente bene ovunque a prezzi abbordabili, ma se siamo italiani e mangiamo "italiano" non avremo mai vissuto l'esperienza di questa Expo fino in fondo.
Passiamo allo street food.
Kebab di Anatra e carote con maionese tartufata a 7 euro nel padiglione dell'Oman (anche le verdure pastellate sono interessanti).
Pizza a 7 euro nel padiglione della biodiversità come non l'avrete mangiata mai, ma siamo in Italia...
Hamburger di Angus nel padiglione USA con patatine e bibita sotto i 10 euro e c'è un classico BBQ, ma la cifra si alza sensibilmente.
Olanda e Francia non si sono risparmiate, a partire dagli hamburger con il fried cheese e cipolle, oppure le bauguette in tutti i modi.