venerdì 30 settembre 2005

Il PC a manovella per bambini?

A pranzo, leggo su City, che ci sarà un Notebook per bamnini.

E pensare che io credevo si trattasse del PC del Mit di Negroponte per portare l'informatica nei paesi in via di sviluppo!
Che ingenuo!

giovedì 29 settembre 2005

Fujitsu Siemens ridimensiona il personale, o no?

Apprendo dalla chiocciola salmonata che Fujitsu Siemens ridimensiona il personale.
Poi oggi ricevo questo messaggio di posta:
Fujitsu Siemens Computers smentisce con decisione le voci, recentemente diffusesi su alcuni organi d’informazione, di imminenti riduzioni dei propri organici e di difficoltà legate agli andamenti di mercato. L’azienda conferma la propria posizione di leader IT europeo, peraltro confermata dai dati di fatturato: infatti nel corso dell’esercizio 2005, compreso tra aprile 2004 e marzo 2005, Fujitsu Siemens Computers ha registrato un utile prima delle imposte di 94,7 milioni di euro, in crescita del 53% rispetto ai 61,7 milioni di euro registrati nel precedente esercizio.
"Nel nostro ultimo esercizio fiscale abbiamo raggiunto un fatturato dell'ordine di 6 miliardi di euro, il valore più alto da sempre e corrispondente alla crescita più alta mai registrata dalla nostra società", ha dichiarato Pierfilippo Roggero, Amministratore Delegato di Fujitsu Siemens Computers Italia. "Questi dati e l’andamento positivo dell’azienda sono dovuti a due elementi principali, la disponibilità di soluzioni tecnologiche complete e di avanguardia e il valore che creiamo nel mercato e che attribuiamo alle aziende nostri clienti. L’impegno verso le specifiche esigenze delle aziende, infatti, è centrale nelle politiche di Fujitsu Siemens Computers, la cui storia si caratterizza non solo per i valori di cui è portatrice verso il mercato, in termini di innovazione tecnologica e progresso economico, ma anche per l’elevata attenzione verso la creazione di valore sociale con l’obiettivo di contribuire a generare sviluppo e crescita in tutti i Paesi in cui opera”.

Non so perché, ma la notizia l'ho sentita anch'io... Poi possiamo, se vogliamo, discuterne.

mercoledì 28 settembre 2005

Stanca, «abbiamo battuto il Botswana»

Mi pare un'opera d'arte, soprattutto nel titolo.
Preso direttamente ed integralmente da 01net.
«Un giorno farò l'analisi delle mie agende di questi 4 anni e mezzo di legislatura, per accorgermi di aver passato tanto tempo, troppo, per convegni, seminari, conferenze. Contributi che servono, quando portano idee nuove. Ma una riduzione dei discorsi in contesti pubblici non farebbe male».
L'attacco del discorso tenuto dal ministro dell'Innovazione, Lucio Stanca, al CiscoExpo di Milano ha il sapore del bilancio di una legislatura, passata a parlare, molto, e a fare, meno.
È salito sul palco in chiusura di un convegno organizzato da Cisco sul tema della competitività, coordinato dal direttore del Sole 24Ore, Ferruccio DeBortoli, e a cui hanno partecipato esponenti dell'offerta di tecnologia e utenti istituzionali e imprenditoriali, ben incarnati da Riccardo Illy.
E proprio di competitività ha voluto parlare Stanca, indicandolo come il tema numero uno, per tutti, dando anche delle notizie di prima mano.
Domani sarà reso noto il nuovo indice di competitività mondiale. Una classifica redatta dal Wef, World Economic Forum, sulla base di indicatori economici e attese di sviluppo dei principali attori economici. In questa speciale classifica, ha rivelato Stanca, l'Italia è ancora al 47esimo posto, come l'anno scorso.
«Ma - ha detto con tono ironico - abbiamo superato il Botswana, che l'anno scorso c'era davanti. E con tutto il rispetto per il paese africano, il problema non è evidenziato e risolto da una classifica siffatta». Ricorda Stanca, infatti, che il 60% dell'indice viene costruito sulla base di dichiarazioni, di attese di imprenditori dei rispettivi paesi. Sono 100 quelli che si sono espressi sulla condizione italiana.
Logico, quindi, pensare, che sul piano della competitività gli attori economici non abbiano mostrato un positivo sentore.
Secondo Stanca il problema della competitività è la strutturalità della riduzione del tasso di crescita, iniziata già sin dai primi anni 90.
«L'innovazione tecnologica - ha detto il ministro - è un motore centrale della crescita. L'Italia non si è avvalsa dell'innovazione hi-tech negli anni in cui questa diventava primaria e i tassi di crescita erano ancora accettabili». Insomma, come Paese abbiamo cominciato a perdere terreno proprio quando l'It cresceva.
Poi c'è la globalizzazione. «Quando si parla di globalizzazione si parla sempre e solo di costi. È un discorso monco, limitativo, insufficiente. Bisogna accoppiare i costi ai modelli di business».
Tema ricorrente, quello dei modelli di business, che Stanca cita anche quando si parla di innovazione scientifica, che da sola non regge: quanto si crea e si inventa, secondo il ministro, andrebbe contestualizzato in un modello di inserimento nel tessuto economico, parlando di fattori abilitanti.
È un discorso, quello di Stanca, che sa di bilancio di una legislatura, e, come tale, contiene anche un mea culpa. Non più disposto a ripetere gli errori del passato «qualche anno fa, in un simile contesto, avrei parlato di legge finanziaria. Ora me ne guardo bene», il ministro ammette, con realismo, che si sarebbe potuto fare di più, ma ricorda che è stata anche la prima volta di un concetto di innovazione sposato al cosiddetto sistema Paese, ovvero famiglie più pubblica amministrazione più imprese. E insieme al suo ministero, secondo Stanca, è tutto il Paese che deve fare di più.
Per dare un senso alla politica di innovazione tecnologica nel nostro Paese, quindi, il ministro ha detto di aver iniziato un discorso nuovo, da proseguire nella prossima legislatura, di qualsiasi colore possa essere il governo. Discorso che ha portato a collaborare con altri dicasteri.
Senza mezzi termini, «Straordinario - ha detto - il lavoro fatto con la collega Moratti, per portare l'informatica nell'insegnamento. Pc nelle scuole, agli studenti, banda larga, alfabetizzazione del corpo docente, nuovi contenuti didattici».
E poi la Pubblica Amministrazione: «non dico che la Pa oggi sia diventata un fattore di competitività. La strada è lunga, ma le premesse per trasformarla ci sono. Firma digitale, raccomandata elettronica, sono due esempi di come abbiamo sposato la tecnologia al fattore giuridico. Abbiamo seminato, creato esempi, segnalato best practice. Abbiamo, in sostanza, portato l'It governance nella Pa».
Ma la strada è lunga e necessita di semplificazione, sempre, ha ammesso. Esaltandosi, poi e ripetendo per tre volte la parola “straordinarie”, per indicare le opportunità di risparmio che ha la Pa con il digitale: «Ho calcolato che solo per la Pubblica amministrazione centrale, quindi i ministeri, senza modificare di una riga l'organizzazione, l'introduzione totale della posta elettronica produrrebbe risparmi di 6-8 miliardi di euro all'anno».
E per le imprese? Finanziamenti allo sviluppo, questa la parola chiave. «Oggi - ha ricordato - abbiamo attivi due bandi, per 630 milioni di euro, per le innovazioni di processo e di prodotto, a cui possono concorrere le imprese con un finanziamento rotativo», che significa il 10% a fondo perduto, l'80% a tasso agevolato (0,5%) e il restante 10% a tasso di mercato.
«E prima o poi - ha detto rivolgendosi a Giampio Bracchi - riavremo anche un fondo tecnologico, di 100 milioni di euro per incentivare il finanziamento nelle intraprese tecnologiche».
Il problema di tutto, alla fine, sono sempre le competenze istituzionali, che mancano, la burocrazia, che esiste e domina e il ritardo. Che comincia dalla classe politica, ma arriva sin nelle case delle singole persone.
Un discorso, quello di Stanca, dolce e amaro. Un bilancio, fatto da chi probabilmente sa già che non sarà più il prossimo ministro dell'innovazione e che ha voluto passare un testimone ammonendo il successore sulle determinanti si, economiche, ma anche culturali, del processo di innovazione.

Il lato oscuro di Xbox: ma siamo sicuri?

Girano in rete vari messaggi e post su quanto ha scritto Forbes in relazione a Xbox e alle perdite che ha causato a Microsoft. Anche Punto Informatico non c'è andato leggero (tanto per punzecchiare un po').
Bisogna fare qualche considerazione reale. Il mercato dell'intrattenimento è attualmente, e lo sarà sempre di più, quello che trainerà i consumi e le abitudini. Xbox è stato un flop, e chi lo scrive lo ha già pubblicato cinque mesi dopo il lancio su di un giornaletto. Ha fatto notizia. Son passati anni, ed è sempre un flop.
Xbox 360 è invece una macchina da gioco, da una parte, ma molto di più dall'altra, perché a Redmond hanno capitalizzato l'esperienza e hanno creato un prodotto significativamente più attraente, non solo in termini di videogiochi, ma proprio di divertimento, pensiamo solo di collegare la fotocamera e vedere le foto, il lettore Mp3, la rete e via di seguito.
Ma il fatto che a Forbes, chissà perché, è sfuggito, è che Microsoft ha in casso circa 45 miliardi di dollari, o Gigadollari per dirla in informatichese. I 4 Gigadollari persi da Xbox fanno ridere, perché è un Gigadollaro all'anno!
Aggiungerei anche che Microsoft per entrare in un mercato è disposta a spendere tanto, tantissimo. Se avesse acquistato SCCE (Playstation) o Nintendo, non avrebbe pagato di più per ritrovarsi dove si ritrova oggi? Non so se è dove voleva andare (parafrasando il claim aziendale), ma di certo l'investimento è stato proficuo per l'azienda. Xbox vale molto più di 4 Gigadollari. E stiamo parlando di un'azienda che da sempre, se non ha delle competenze, se le compra a suon di Megadollari e Gigadollari.

Il riciclo di Fujitsu Siemens

Ieri Fujitsu ha presentato i prodotti per la casa digitale, abbracciando totalmente la strategia Intel Viiv (che loro pronunciano "viv" e non "vaiv").
E' interessante, però, notare che l'azienda è molto attenta al riciclo dei computer, che utilizzano per fare altri prodotti. Un esempio: coltellino multiuso, che era anche il gadget della presentazione.

martedì 27 settembre 2005

Punto Informatico replica

Ricevo, e volentieri pubblico quanto scritto da Punto Informatico, e la mia replica via email.
> ciao
> ho letto ora il tuo post:
> http://misterreset.blogspot.com/2005/09/sul-forum-di-punto-informatico.html
>
> non posso sapere ovviamente a quale post si riferisca la persona che ti ha
> scritto ma posso garantirti che la nostra policy non prevede la
> cancellazione.
> non che possa convincerti a priori che questo e' effettivamente quanto
> avviene, sebbene ne abbia scritto in diverse occasioni aprendo un
> dibattito con chi ci segue proprio su questo punto, sul suo perche' ecc.,
> ma ti invito a leggere i molti messaggi di critica ai nostri articoli o
> alla redazione che sono disponibili online, credo che da soli indichino
> quale sia il nostro atteggiamento. tieni presente che c'e' qualcuno che a
> volte posta senza leggere la policy e allora puo' capitare, a causa di un
> deficit nel ns sistema di moderazione, che non si accorga che il suo
> messaggio, ot nel forum in cui l'ha postato, e' stato reindirizzato
> altrove.
>
> insomma, non e' proprio piacevole leggere " non so perché ma sono convinto
> che sia andata così" ;)
>
> ciao!
> paolo de andreis
> punto-informatico.it
>
La cosa mi è stata provata da più utenti, ma non è questo il punto, perché
io personalmente ho scritto dei messaggi e uno su quattro è stata cancellato
(non spostato).
Che non sia piacevole lo capisco, e quindi ho deciso di pubblicare
integralmente il tuo messaggio nel blog.

Il tono di Mr Reset è sempre provocatorio, volutamente.

Grazie mille per l'attenzione.