martedì 11 settembre 2007

Puzza di bruciato

Siccome la storia del formato standard per le applicazioni d'ufficio non mi piaceva, ho scoperto perché c'era un certo retrogusto sgradevole.
IBM entra in OpenOffice.
Per chi non ha seguito la vicenda, la cosa è di nessuna importanza.
Per gli altri è l'evidenza di interessi di qualcuno, non degli utenti, quindi non c'è solo la "cattiva Microsoft" in mezzo, ma anche altri che vogliono usare uno standard a fini di marketing.
Microsoft lo standard, di fatto, ce l'ha già, anzi è dimostrato dalla scarsissima, per dirla in termini generosi, adozione del nuovo standard di memorizzazione introdotto da Office 2007.
Ricordo che uno standard è tale se viene riconosciuto da tutti, è funzionale e utilizzato.
La storia ci ha insegnato anche che alcuni standard ottimi, non hanno avuto il successo del mercato.
Quindi, di fatto, la discussione diventa automaticamente sterile.
Lo vediamo, senza andare indietro nel tempo, nel nuovi formati DVD...

Imbarazzante

Nell'epoca moderna, è diventato normale fare in modo che un imprenditore diventi il protagonista della pubblicità della propria azienda. I casi italiani vanno dalla Rana a Mediolanum, e potremmo andare avanti (qualcuno dice Scotti, anche lui oggi infatti ha delle partecipazioni nell'azienda).
Devo ammettere che c'è però una pubblicità che riguarda il settore IT che mi ha dato parecchio fastidio per tutta l'estate.
E' questa qui sotto, di un signore che si vanta di non saper leggere le email, di non sapere le lingue e di non sapere usare il computer. Eppure i suoi prodotti sono usati da migliaia di imprese. Che cosa fa? Soluzioni informatiche.

Software per passione, ma che passione avrà mai questo signore per il software se non ha nemmeno idea di quello che può fare?
Da un lato si vanta, e lo capisco, perché ha piazzato le soluzioni a tantissimi pur non capendoci niente. Dall'altra, posso dargliene atto, è riuscito a interpretare i bisogni delle imprese e ad assecondarle.
Ma la domanda che mi ha posto un amico è questa: compreresti un'auto da uno che non ha la patente? Non so.
Se hai un problema medico, ti rivolgi a un professionista o vai dal tuo medico curante o da un mago?
Claudio mi faceva notare anche un'altra cosa: questa presunzione risulta quasi insultante per i propri clienti. Infatti, questi usano (speriamo con successo) le soluzioni che portano il nome di questo signore e lui non ha nemmeno idea di quello che fanno.
Una sola parola: GRANDE Zucchetti, massima stima per una persona che ha avuto successo in un campo per lui, ancora, ignoto. Un vero "cummenda" di una volta
Credo, però, che quell'epoca IT sia finita.
E non spazzata dalle multinazionali, ma dalle competenze anche delle piccole software house e vari partner italiani.

lunedì 10 settembre 2007

L'Italia, le imprese e la PA

Sul Sole di oggi c'è una lettera di un imprenditore toscano che è un caso lampante di come la nostra Pubblica Amministrazione viva in un'altra dimensione e che invece di avvantaggiarsi delle nuove tecnologie le sfrutta per complicare le cose.
Caro direttore, sono un imprenditore agricolo e conduco tre aziende in tre diverse province della Toscana. Assumere un nuovo dipendente non è mai stata una cosa semplice. Ma penso di non esagerare dicendo che, anni fa, si trattava di una “passeggiata” rispetto ai livelli di complicazione raggiunti ora. Si deve, giustamente, combattere il sommerso, questo lo capisco. Capisco un po’ meno perché a pagare il conto debbano essere la mia e le altre aziende, in tutti i settori. Le peripezie alla quali siamo costretti hanno davvero dell’incredibile. Leggere per credere e per capire quanto la burocrazia si sia fatta più assillante. Comunicazione al Centro per l’impiego; denuncia all’Inail denuncia all’Inps. E poi libri, registri, numeri di matricola. Non bastano più due raccomandate al collocamento e all’Inps e un fax all’Inail. Al collocamento la raccomandata va fatta il giorno prima dell’assunzione, all’Inps il giorno dell’assunzione. Al’Inail inviata una e-mail al momento dell’inizio del lavoro. E se il dipendente quel giorno non si presenta (succede anche questo tra gli studenti che si presentano vogliosi di fare la vendemmia, ma magari poi all’ultimo momento ci ripensano). E allora si comincia da capo, con raccomandate di cancellazione. Già questo mi sembrava assurdo, ma non ho parole per descrivere la svolta epocale alla quale abbiamo assistito negli ultimi mesi. L’Inps con la nuova finanziaria non ha più stampato i modelli del registro per fare le assunzioni “Adesso ve li potete anche scaricare da internet”, dicono. Basta avere un Pin di autenticazione. E allora proviamo a chiedere il Pin sul sito dell’Inps. Lunga trafila di registrazione: adesso ci daranno un Pin. Sorpresa il sito fornisce solo “mezzo Pin” (è per la sicurezza, dicono). L’altro mezzo ve lo manderemo in seguito per posta. Poi la sorpresa: il “mezzo Pin” che avevo scaricato dal sito non serviva assolutamente a niente se non a vedere la posizione fiscale della mia azienda. Per quello “operativo’ - mi hanno detto - bisogna andare di persona alla sede dell’Istituto.

venerdì 7 settembre 2007

Internet è come 5 anni fa

Marc Cuban in un suo post sostiene che internet quello di cinque anni fa: morto e noioso.
Dice che il web 2.0 è la dimostrazione del tentativo di una piattaforma di evolversi.
Tutto sommato ha ragione: il web 2.0 è una questione di applicazioni basate su di una piattaforma!
Vedo una differenza però rispetto a 5 anni fa: lì le aziende che si basavano sul web morivano e morivano. Oggi prosperano e prosperano.
Quindi il web come insieme è cresciuto moltissimo, è maturato, anche se la piattaforma è la stessa. Ma Ajax, Voip, Messenger, RSS e Mail sono diventate tecnologie pervasive, nel senso che stanno invadendo ogni spazio.
Certo i commenti, le pagine, i video e quant'altro sono sempre la stessa zuppa, ma a differenza di 5 anni fa, l'utente, anzi, il consumatore, è al centro.
Forse dire al centro non è corretto: è il protagonista.

giovedì 6 settembre 2007

Sistema operativo maturo dopo due anni e mezzo

Ho letto con attenzione la tesi per cui un sistema operativo si può considerare maturo.
Il tempo necessario è, secondo questi, di due anni e mezzo.
Considerando che la legge di Moore dice che la potenza di calcolo di un computer raddoppia ogni anno e mezzo, significherebbe che il sistema operativo da usare è stato concepito per macchine con un terzo della potenza di quelle utilizzate al momento dell'adozione del sistema operativo.
Strano.
Ma non è l'unica stranezza.
Considerando che la cadenza con cui viene rilasciato un service pack, per esempio da Microsoft, è di circa un anno o un anno e mezzo, da dove si deve iniziare a contare? E sì, perché ogni volta che esce un service pack è come se uscisse un nuovo sistema operativo, con i suoi bug e le sue patch delle patch delle patch.
Allora, due anni e mezzo non sono troppi?
Io direi che un anno è più che accettabile per chiunque.
Io uso i sistemi operativi spesso in beta (non solo Windows) e la cosa non mi preoccupa.
Ultima annotazione: se si seguisse questo ragionamento per la maturità di un sistema operativo, nessuno dovrebbe mai utilizzare Linux, visto che le release sono pressochè continue.

mercoledì 5 settembre 2007

Inadeguatezza

Riprendo a scrivere dopo una lunga pausa (più o meno forzata), parlando di inadeguatezza.
La prima è quella di essermi giudicato inadeguato per dedicare un post a Franco Carlini: cosa potevo esprimere?
La seconda è l'inadeguatezza di un Ministro dell'Istruzione che chiede maggiore spazio a tabelline e grammatica al posto dell'informatica e dell'inglese.
Premesso che ho un figlio che si accinge a frequentare la terza elementare in una scuola statale milanese: il bagaglio della lingua inglese consiste in un vocabolario di circa 400 parole e che i computer, in due anni, li hanno accesi, sì e no, una decina di volte. Il ragazzo, lo devo chiamare così(!), però "smanetta" con familiarità le console di gioco (qualcuno direbbe che da mio figlio non ci si poteva aspettare altro) e naviga su internet e su Encarta con una buona disinvoltura.
L'Italia ha un gap di competenze tecnologiche da colmare rispetto ad altri paesi e devo dire che ammetto che ci sia del buono nell'idea di Fioroni di preferire le tabelline e la grammatica nei primi anni scolastici.
Mi aspettavo, però, un recupero di competenze alle superiori. Una nipote diciasettenne che frequenta lo scientifico mi dimostra tutte le volte gli scarsi insegnamenti sull'uso del PC! E fa lo scientifico!
Leggevo nel blog di Mauro Lupi la frase [..] daltronde è la prima volta nella storia dell'uomo, che un ragazzo di 12 anni ha spesso maggior dimestichezza dei suoi genitori nell'uso delle tecnologie [..] e mi sono posto alcune domande.
Premesso che il post parlava di blog, videogiochi e giornalismo, è stato naturale ripensare a quando ho iniziato a fare una rivista di giochi per PC.
L'intento era quello di proporre una rivista che guardasse al divertimento in modo un po' più intelligente, lasciando spazio anche alla multimedialità.
E' possibile che in 15 anni sia cambiato così poco? Eppure quella generazione di giocatori è cresciuta ed è oggi padre (e madre) di famiglia.
Il mio piccolino, che adesso ha tutte le titubanze dell'ingresso alla scuola elementare, ha frequentato una scuola materna comunale che gli ha permesso di imparare qualche parola d'inglese. L'informatica ancora no.
Non imparerà subito le tabelline (arrivano dalla seconda), ma appena saprà leggere decentemente andrà anche lui a leggersi Gazzetta.it o il sito del Milan per avere informazioni.
Questa generazione ha sete di informazioni, consuma notizie e passa con disinvoltura da un aggeggio tecnlogico all'altro. Senza inibizioni.
Perché frenarli?
E' una generazione che dovrà, per forza di cose, passare da una lingua all'altra con altrettanta disinvoltura. Perché negare l'evidenza?
Non è che il motivo per cui li freniamo sono le nostre paure, la nostra inadeguatezza?
Da genitori freniamo i figli all'uso del Nintendo DS perché non studiano le tabelline a sufficienza, ma soprattutto perché non riusciamo a capire quello che fanno.
Forse, da insegnanti, freniamo l'uso di internet e dell'inglese perché mettono a nudo la nostra impreparazione.
Quindi è un problema di inadeguatezza. Di genitori.
Però non è ammissibile che questo stato si ripercuota su di un ministro e soprattutto sull'istruzione.
Qui stiamo parlando del futuro del nostro paese, della prossima classe dirigente 8perché prima o poi toccherà a loro), non delle nostre paure!