venerdì 21 ottobre 2005

Amd batte Intel

Riprendo integralmente l'articolo di Caravita dal sito del Sole. Otellini (CEO di Intel) è preoccupato, ma minimizza con gli analisti.
Un terremoto per l’industria dei Pc? Per la prima volta nella sua storia l’Intel ha perso il primato, nelle vendite di personal computer desktop negli Usa (negli ultimi sessanta giorni), a favore dei personal computer a motore Amd.
È quanto emerge da uno studio di Current Analiys, relativo ai pc desktop venduti sul canale Retail outlets nelgli Stati Uniti a settembre.
Amd, un tempo la cenerentola dei microprocessori, eterna seconda arrancante dietro la regina di Stanta Clara, chiude un trimestre da record. In particolare per il successo dei suoi microprocessori, che le fruttano vendite lanciate al 43% e profitti che svettano al 73%. Cifre che l’Intel, nei suoi rendiconti, non vede che da lontano.
Che cosa è successo tra i due rivali storici nei microchip di punta? Semplice: da un lato Intel, sulla fascia più alta dei microprocessori, ha collezionato due flop consecutivi (L’Itanium e poi il Pentium D, a doppio motore) e dall’altro Amd ha azzeccato la tecnologia, ovvero l’Hyperthreading a 64 bit, che non richiede mutamenti nel software ma accelera comunque, e consistentemente, molte funzioni del pc.
Il sorpasso Amd su Intel delle scorse settimane ha però tratti ancora più interessanti. Si concentra su una fascia di domanda di consumatori di pc molto evoluti, in primis i ragazzi delle comunità di videogiochi tridimensionali in rete, alla costante ricerca di pc di massima potenza, e dei relativi microprocessori.
Qui l’Athlon a doppio motore (dual core) di Amd sembra in netto vantaggio sul concorrente Intel. E per due motivi: innanzitutto, con la sua tecnologia a 64 bit, offer vantaggi di performance (in particolare sui calcoli grafici e tridimensionali in massa) sul Pentium D, ancora fermo a canali interni a 32 bit.
In secondo luogo perché il nuovo processore Intel fa un po’ paura al popolo della rete. Contiene infatti un motore microelettronico, inciso in silicio, che è (almeno potenzialmente) in grado di attivarsi e di controllare da sé ogni file “illegale” (copiato, crakkato, protetto, non pagato…) residente sul pc o proveniente dalla rete. E Microsoft ha già annunciato che questa tecnologia Drm (digital right management) sarà parte integrate del suo nuovo Windows Vista.
Per gli “smanettoni” è una prospettiva piuttosto terrorizzante. Vedersi il computer bloccato perché buona parte dei giochi, dei programmi e dei file non sono esattamente quelli che il duo Intel-Microsoft ammette. E che magari provengono dalle reti peer-to-peer di libero scambio, non esattamente i campioni del pagamento dei diritti digitali.
Per questo la notizia dell’uscita del Pentium D dotato di questi circuiti di controllo si è subito sparsa con toni allarmati nelle comunità di internet. E la decisione degli smanettoni è stata immediata: optare per Amd (che almeno finora non ha adottato alcuna soluzione Drm interna). Morale : nel mondo aperto dei pc non è conveniente presentare prodotti con i lucchetti incorporati.

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