mercoledì 13 marzo 2019
mercoledì 6 marzo 2019
venerdì 21 dicembre 2018
La caduta di Apple e la scalata di Microsoft
Un mesetto fa scrivevo un post su come Microsoft fosse tornata ad essere la regina delle aziende quotate.
Non è durata molto, ma le considerazione di base sono tutt'ora valide.
Poi in questi giorni, complice anche una guerra sui microprocessori, non solo Microsoft è toranata ad essere regina, ma ha distanziato Amazon del 10% del valore.
MSFT 772
AAPL 744
AMZN 701

Non è durata molto, ma le considerazione di base sono tutt'ora valide.
Poi in questi giorni, complice anche una guerra sui microprocessori, non solo Microsoft è toranata ad essere regina, ma ha distanziato Amazon del 10% del valore.
MSFT 772
AAPL 744
AMZN 701

venerdì 7 dicembre 2018
La guerra dei chip e dell'AI, ma soprattutto del 5G
Possiamo dirlo con cognizione: gli USA stanno cercando di bloccare lo sviluppo della Cina per quanto riguarda la tecnologia.
Se con i coreani si è trovato sostanzialmente un accordo, coi cinesi la questione diventa più complessa.
E sì, perché oltre ai cellulari che tutti conosciamo di Huawei, l'azienda ha una visione molto più ampia per quanto riguarda l'AI, intelligenza artificiale, ma soprattutto è uno dei driver principali per lo sviluppo delle reti mobili di prossima generazione: il 5G.
Inizia, quindi, a fare davvero paura questa Cina che ha la possibilità di spostare l'innovazione dalla Silicon Valley e quindi, di fatto, buona parte del controllo del nostro futuro.
Fermati i dazi, momentaneamente, Trump si concentra sulla tecnologia, comparto che sta permettendo agli USA di "controllare" buona parte del tempo delle persone intorno al mondo.
E sì, perché l'ecosistema di Google e Facebook controllano dispositivi e il tempo delle persone da qualche anno.
Se il problema fossero i chip, la discussione sarebbe sterile, oltre il 95% degli smartphone è prodotto in Cina.
Vogliamo parlarne?
Se con i coreani si è trovato sostanzialmente un accordo, coi cinesi la questione diventa più complessa.
E sì, perché oltre ai cellulari che tutti conosciamo di Huawei, l'azienda ha una visione molto più ampia per quanto riguarda l'AI, intelligenza artificiale, ma soprattutto è uno dei driver principali per lo sviluppo delle reti mobili di prossima generazione: il 5G.
Inizia, quindi, a fare davvero paura questa Cina che ha la possibilità di spostare l'innovazione dalla Silicon Valley e quindi, di fatto, buona parte del controllo del nostro futuro.
Fermati i dazi, momentaneamente, Trump si concentra sulla tecnologia, comparto che sta permettendo agli USA di "controllare" buona parte del tempo delle persone intorno al mondo.
E sì, perché l'ecosistema di Google e Facebook controllano dispositivi e il tempo delle persone da qualche anno.
Se il problema fossero i chip, la discussione sarebbe sterile, oltre il 95% degli smartphone è prodotto in Cina.
Vogliamo parlarne?
martedì 27 novembre 2018
Perché si parla di FAANG quando Microsoft è l'azienda più capitalizzata al mondo
Ci sono cose che non capisco.
Vado ad eventi in cui si continua a parlare di FAANG, Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google, come il motore dell'economia digitale.
Poi guardo i dati di borsa, la capitalizzazione delle imprese, e vedo che Microsoft è al primo posto.
Il nuovo avanza, certo, ma se guardiamo le FAANG, qualche nuovo non è più così nuovo e Microsoft ha sempre veleggiato in queste due decadi nelle posizioni che contano. Con alti e bassi, certo, ma vogliamo confrontare il titolo con altre aziende?
Per questo, quando sento dire FAANG mi agito, e parecchio, perché non tenere conto del leader, che per altro da sempre trae profitto dai servizi, è qualcosa di incredibile.
E' come se ci si riferisse al mercato dell'auto facendo riferimento a Tesla, ma dimenticandosi GM o Nissan.
Vado ad eventi in cui si continua a parlare di FAANG, Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google, come il motore dell'economia digitale.
Poi guardo i dati di borsa, la capitalizzazione delle imprese, e vedo che Microsoft è al primo posto.
Il nuovo avanza, certo, ma se guardiamo le FAANG, qualche nuovo non è più così nuovo e Microsoft ha sempre veleggiato in queste due decadi nelle posizioni che contano. Con alti e bassi, certo, ma vogliamo confrontare il titolo con altre aziende?
Per questo, quando sento dire FAANG mi agito, e parecchio, perché non tenere conto del leader, che per altro da sempre trae profitto dai servizi, è qualcosa di incredibile.
E' come se ci si riferisse al mercato dell'auto facendo riferimento a Tesla, ma dimenticandosi GM o Nissan.
lunedì 12 novembre 2018
Perché Amazon vince e i concorrenti, in questo caso Mediaworld, perdono e perderanno sempre
Quelli di Amazon sono bravi nel vendere i prodotti e nel consegnarli.
Ma c'è un motivo per cui le persone prediligono questo servizio e non i concorrenti, nonostante i prezzi non siano sempre i migliori.
Il motivo è l'esperienza d'uso.
Ieri Mediaworld si è inventata gli sconti 11+11, sostanzialmente una buona idea di marketing.
Anzi, a giudicare dal numero di persone coinvolte, ottima e geniale.
Ma poi guardate questa foto e capite che molto probabilmente ieri Mediaworld avrà anche vinto, ma la guerra la continua a vincere Amazon.
Il rispetto per il cliente dov'è? Come si può scrivere che la tua prenotazione per l'ingresso nel negozio virtuale ha 40.000 persone davanti a te in coda e che il tempo stimato di risposta è di un'ora?
Come si fa, nel 2018, ad avere la coda dei clienti virtuali e averli tutti probabilmente compratori, ma scontenti e stressati?
Ma tutte le regole auree della customer journey dove sono andate a finire? Possibile che Mediaworld non le conosca minimamente?
Un'operazione che probabilmente nessuno al quartier generale immaginava potesse raggiungere un successo simile, nel 2018 non è accettabile, perché le tecnologie permettono di scalare e di accontentare tutti con una spesa irrisoria.
Il rispetto del cliente non esiste, eppure l'online ci insegna che tutti hanno gli stessi diritti e che il merchant ha una serie di doveri.
Amazon insegna a tutti, mentre Mediaworld e tanti altri non solo inseguono, ma prendono spunto da pessimi esempi: la cosa è tipica dei biglietti di TicketOne, un'altro esempio di chi fa l'online molto male.
Replicare l'esperienza frustrante della coda in un negozio online è una delle cose più imbecilli che si possano fare.
Ma se lo fanno, qualcuno vende loro i servizi e riesce persino a farsi pagare.
Ma c'è un motivo per cui le persone prediligono questo servizio e non i concorrenti, nonostante i prezzi non siano sempre i migliori.
Il motivo è l'esperienza d'uso.
Ieri Mediaworld si è inventata gli sconti 11+11, sostanzialmente una buona idea di marketing.
Anzi, a giudicare dal numero di persone coinvolte, ottima e geniale.
Ma poi guardate questa foto e capite che molto probabilmente ieri Mediaworld avrà anche vinto, ma la guerra la continua a vincere Amazon.
Il rispetto per il cliente dov'è? Come si può scrivere che la tua prenotazione per l'ingresso nel negozio virtuale ha 40.000 persone davanti a te in coda e che il tempo stimato di risposta è di un'ora?
Come si fa, nel 2018, ad avere la coda dei clienti virtuali e averli tutti probabilmente compratori, ma scontenti e stressati?
Ma tutte le regole auree della customer journey dove sono andate a finire? Possibile che Mediaworld non le conosca minimamente?
Un'operazione che probabilmente nessuno al quartier generale immaginava potesse raggiungere un successo simile, nel 2018 non è accettabile, perché le tecnologie permettono di scalare e di accontentare tutti con una spesa irrisoria.
Il rispetto del cliente non esiste, eppure l'online ci insegna che tutti hanno gli stessi diritti e che il merchant ha una serie di doveri.
Amazon insegna a tutti, mentre Mediaworld e tanti altri non solo inseguono, ma prendono spunto da pessimi esempi: la cosa è tipica dei biglietti di TicketOne, un'altro esempio di chi fa l'online molto male.
Replicare l'esperienza frustrante della coda in un negozio online è una delle cose più imbecilli che si possano fare.
Ma se lo fanno, qualcuno vende loro i servizi e riesce persino a farsi pagare.
Un blog per parlare di cultura digitale, prodotti, servizi e molto, molto di più.


