mercoledì 5 marzo 2008

Lotus spinge in avanti la collaborazione

Devo ammettere che è difficile che, andando a una presentazione, riesca a sorprendermi.
Eppure quelli di IBM Lotus ce la fanno sempre.
Hanno presentato oggi alla stampa tutta la produzione attuale e un po' di quella in arrivo per i prossimi mesi.
La parola d'ordine è collaborazione, ma coniugata in ogni sua possibile forma.
SameTime mi sembra una piattaforma solida, così come il resto.
Ma vedere usare dentro Notes un Sap mi ha lasciato un po' interdetto.
Le applicazioni, quindi, torneranno centrali, sebbene le aperture e gli standard sembrano tracciare una strada inversa?
IBM Lotus ha fatto un gran lavoro, ma come mi ha detto Alessandro Chinnici, gran parte del software che circola in ambienti interni IBM ha trovato collocazione nei prodotti Lotus, che significa che la ricerca si sposa perfettamente con le applicazioni "pacchettizzate".
Lotus va in direzione di soluzioni integrate con quello che è già presente nelle aziende, e come ha detto Monica Tassinari, Lotus pensa a ridurre i costi, ma anche a fornire strumenti che siano facilmente controllabili dal "centro delle aziende".
Lotus Italia sarà il pilota del progetto Lotus Foundation, iniziativa per le PMI da 0 (esistono?) a 500 dipendenti, che copre le principali esigenze di un'azienda (mail, collaborazione, server, firewall, backup, produttività in stile Office).
Segnali importanti, di investimenti e di una nuova linfa per chi vende soluzioni per i problemi delle imprese.
Come sempre, Microsoft e IBM faranno da traino alla ripresa di questo mercato.
E IBM ha decisamente qualche argomento in più rispetto al passato.

martedì 4 marzo 2008

Google Transit

Un nuovo servizio: Google Transit.
Attivo solo a Firenze e Genova, permette di verificare via web i mezzi pubblici da prendere.
Un servizio che reputo intelligente.
Speriamo si allarghi, anche se io i mezzi pubblici non li prendo quasi mai e preferisco la bici.

La sconfitta del plasma

Non bastava la resa dell'HD-DVD, ci voleva anche quella del plasma.
Le tecnologie, ormai, si "mangiano" l'una con l'altra con una velocità impressionante.
E' di queste ora la notizia che Pioneer non produrrà tv al plasma.
Una bella botta al mercato, ormai dominato dall'Lcd.
Eppure stiamo parlando di fabbriche, ricerche, studi, filosofie e di qualità.
Probabilmente il rapporto qualità prezzo non ha retto il confronto con la concorrenza.
Ma in qualsiasi caso, pensiamo vagamente a quanti investimenti sono andati in fumo.
E sarà sempre così in futuro? Le aziende potranno ancora permettersi di sbagliare?

Oggi: il Cebit

Oggi inizia il Cebit.
Me ne stavo dimenticando.
E' che è un evento molto urlato e poco reale.
Sarà il trionfo del touch, quindi per me il tripudion degli UMPC.
Ma lo guarderò distante, molto distante.
E come sempre senza esserci, perché significa fare delle fatiche che non merito.
Sarò vecchio?

Bonaventura

Quello che sta accadendo tra Bonaventura Di Bello (che conosco da diversi lustri ma che lui direbbe da qualche decennio) e Wikipedia italiana è qualcosa che fa un certo effetto.
Ho l'email di protesta e ho visto che su Punto informatico di oggi c'è anche la risposta: non so se sia convincente.
Ma è chiaro che il peso dell'autorevolezza inizia a farsi sentire...

Il NYT segna la strada

Per chi ha scritto sui giornali praticamente da sempre come me, il futuro appare strano.
Eppure nel web ci sono nato e ci sguazzo, ma il pensiero di non vedere un New York Times cartaceo mi lascia uno strano sapore.
Il NYT è probabilmente il quotidiano più "avanti" nel panorama internazionale: ha articoli interessanti, dorsi strabilianti, allegati incredibili, un sito web che non teme confronti.
Eppure si sta muovendo verso il web, con una grandissima forza, tanto che non nascondono la voglia di passare alla sola edizione on line.
Ma cosa si nasconde dietro questa voglia?
Per ora il giornale ha vissuto (e bene) grazie alle vendite e alle pubblicità.
Ma i lettori on line ormai sono molti di più dell'edizione cartacea, quindi fanno molta gola ai pubblicitari.
Peccato che un giornale non viene letto solo dal suo acquirente, ma anche da altre persone, per cui non si parla tanto di tiratura di un giornale, ma di readership, ossia numero di lettori.
E' corretto quindi parlare di lettori in numero esorbitante sul web rispetto all'edizione cartacea?
Sì, questa è la mia risposta.
Perché io sono un lettore dell'edizione on line ma non cartacea (che mi arriverebbe con due giornidi ritardo), e come me ce ne sono tanti altri.
Il sistema NYT è replicabile?
Per me no, perché pochi giornali possono essere considerati autorevoli e universalmente riconosciuti, quindi per i nostrani la strada è tutta in salita.
Per chi vende pubblicità, questo concetto è chiarissimo. Per chi è on line da sempre un po' meno. Ma è un dato di fatto.
I nostri giornali cartacei raggiungono 5 volte tanto il bacino d'utenza dei lettori sul web.
E' tanto?
E' poco?
Di certo sono numeri su cui riflettere.
Il successo delle edizioni on line dipenderà sempre più dalla capacità di coinvolgere i lettori.
Per cui i giochi, secondo me, non sono ancora fatti.
Anzi, sono tutti da fare!