giovedì 13 settembre 2007

Wind e Tim e iPhone

In Italia saranno Tim e Wind a vendere l'iPhone. Vodafone no, apparentemente, anche se è presente in un sacco di paesi, anche non europei.
Come mai?

Sarà davvero Sim Free?

Colpa di "Zucchetti"

Il post su Zucchetti è particolarmente piaciuto, tanto che mi sono arrivati messaggi di ogni genere, che meritano un ulteriore approfondimento.
Carla mi segnala, per esempio, che il messaggio subliminale della campagna stampa è la dipartita del Cavalier Mino (“Immaginate cosa potranno fare per il vostro successo quando non saranno più condizionate dai miei limiti...”). Non credo proprio, e comunque l'azienda è brillantemente diretta dai figli.
Marcello, Gabriele e Luca invece mi segnalano la pubblicità radiofonica, con chiare allusioni sessuali in stile film di Boldi e De Sica.
Lui: “Chiedi a tutte le aziende che mi stanno usando…E se hai qualche amica nella Pubblica Amministrazione ho una cosa eccezionale anche per lei”. Voce fuori campo: “Zucchetti... tutto ad altissime prestazioni”.
I riferimenti li ho trovati qui, con commenti e sottolineature che vanno ben oltre i miei limiti. In
Ma il link vincente, quello che probabilmente gli antidolorifici che prendo mi hanno impedito di fare, è con un'altra Zucchetti, quella dei rubinetti (quella specie di idraulico che correva a mettere i rubinetti sul muro di una stanza bianca che sparava acqua. La segnalazione di Stefania mi ha fatto sorridere molto.
E sì, probabilmente fare pubblicità del cavolo è una prerogativa del "nome".
Comunque, diciamo anche un'altra verità: la pubblicità dell'IT non brilla certo né per inventiva né per originalità.

PS Zucchetti ha frequentato questo blog.

martedì 11 settembre 2007

Puzza di bruciato

Siccome la storia del formato standard per le applicazioni d'ufficio non mi piaceva, ho scoperto perché c'era un certo retrogusto sgradevole.
IBM entra in OpenOffice.
Per chi non ha seguito la vicenda, la cosa è di nessuna importanza.
Per gli altri è l'evidenza di interessi di qualcuno, non degli utenti, quindi non c'è solo la "cattiva Microsoft" in mezzo, ma anche altri che vogliono usare uno standard a fini di marketing.
Microsoft lo standard, di fatto, ce l'ha già, anzi è dimostrato dalla scarsissima, per dirla in termini generosi, adozione del nuovo standard di memorizzazione introdotto da Office 2007.
Ricordo che uno standard è tale se viene riconosciuto da tutti, è funzionale e utilizzato.
La storia ci ha insegnato anche che alcuni standard ottimi, non hanno avuto il successo del mercato.
Quindi, di fatto, la discussione diventa automaticamente sterile.
Lo vediamo, senza andare indietro nel tempo, nel nuovi formati DVD...

Imbarazzante

Nell'epoca moderna, è diventato normale fare in modo che un imprenditore diventi il protagonista della pubblicità della propria azienda. I casi italiani vanno dalla Rana a Mediolanum, e potremmo andare avanti (qualcuno dice Scotti, anche lui oggi infatti ha delle partecipazioni nell'azienda).
Devo ammettere che c'è però una pubblicità che riguarda il settore IT che mi ha dato parecchio fastidio per tutta l'estate.
E' questa qui sotto, di un signore che si vanta di non saper leggere le email, di non sapere le lingue e di non sapere usare il computer. Eppure i suoi prodotti sono usati da migliaia di imprese. Che cosa fa? Soluzioni informatiche.

Software per passione, ma che passione avrà mai questo signore per il software se non ha nemmeno idea di quello che può fare?
Da un lato si vanta, e lo capisco, perché ha piazzato le soluzioni a tantissimi pur non capendoci niente. Dall'altra, posso dargliene atto, è riuscito a interpretare i bisogni delle imprese e ad assecondarle.
Ma la domanda che mi ha posto un amico è questa: compreresti un'auto da uno che non ha la patente? Non so.
Se hai un problema medico, ti rivolgi a un professionista o vai dal tuo medico curante o da un mago?
Claudio mi faceva notare anche un'altra cosa: questa presunzione risulta quasi insultante per i propri clienti. Infatti, questi usano (speriamo con successo) le soluzioni che portano il nome di questo signore e lui non ha nemmeno idea di quello che fanno.
Una sola parola: GRANDE Zucchetti, massima stima per una persona che ha avuto successo in un campo per lui, ancora, ignoto. Un vero "cummenda" di una volta
Credo, però, che quell'epoca IT sia finita.
E non spazzata dalle multinazionali, ma dalle competenze anche delle piccole software house e vari partner italiani.

lunedì 10 settembre 2007

L'Italia, le imprese e la PA

Sul Sole di oggi c'è una lettera di un imprenditore toscano che è un caso lampante di come la nostra Pubblica Amministrazione viva in un'altra dimensione e che invece di avvantaggiarsi delle nuove tecnologie le sfrutta per complicare le cose.
Caro direttore, sono un imprenditore agricolo e conduco tre aziende in tre diverse province della Toscana. Assumere un nuovo dipendente non è mai stata una cosa semplice. Ma penso di non esagerare dicendo che, anni fa, si trattava di una “passeggiata” rispetto ai livelli di complicazione raggiunti ora. Si deve, giustamente, combattere il sommerso, questo lo capisco. Capisco un po’ meno perché a pagare il conto debbano essere la mia e le altre aziende, in tutti i settori. Le peripezie alla quali siamo costretti hanno davvero dell’incredibile. Leggere per credere e per capire quanto la burocrazia si sia fatta più assillante. Comunicazione al Centro per l’impiego; denuncia all’Inail denuncia all’Inps. E poi libri, registri, numeri di matricola. Non bastano più due raccomandate al collocamento e all’Inps e un fax all’Inail. Al collocamento la raccomandata va fatta il giorno prima dell’assunzione, all’Inps il giorno dell’assunzione. Al’Inail inviata una e-mail al momento dell’inizio del lavoro. E se il dipendente quel giorno non si presenta (succede anche questo tra gli studenti che si presentano vogliosi di fare la vendemmia, ma magari poi all’ultimo momento ci ripensano). E allora si comincia da capo, con raccomandate di cancellazione. Già questo mi sembrava assurdo, ma non ho parole per descrivere la svolta epocale alla quale abbiamo assistito negli ultimi mesi. L’Inps con la nuova finanziaria non ha più stampato i modelli del registro per fare le assunzioni “Adesso ve li potete anche scaricare da internet”, dicono. Basta avere un Pin di autenticazione. E allora proviamo a chiedere il Pin sul sito dell’Inps. Lunga trafila di registrazione: adesso ci daranno un Pin. Sorpresa il sito fornisce solo “mezzo Pin” (è per la sicurezza, dicono). L’altro mezzo ve lo manderemo in seguito per posta. Poi la sorpresa: il “mezzo Pin” che avevo scaricato dal sito non serviva assolutamente a niente se non a vedere la posizione fiscale della mia azienda. Per quello “operativo’ - mi hanno detto - bisogna andare di persona alla sede dell’Istituto.

venerdì 7 settembre 2007

Internet è come 5 anni fa

Marc Cuban in un suo post sostiene che internet quello di cinque anni fa: morto e noioso.
Dice che il web 2.0 è la dimostrazione del tentativo di una piattaforma di evolversi.
Tutto sommato ha ragione: il web 2.0 è una questione di applicazioni basate su di una piattaforma!
Vedo una differenza però rispetto a 5 anni fa: lì le aziende che si basavano sul web morivano e morivano. Oggi prosperano e prosperano.
Quindi il web come insieme è cresciuto moltissimo, è maturato, anche se la piattaforma è la stessa. Ma Ajax, Voip, Messenger, RSS e Mail sono diventate tecnologie pervasive, nel senso che stanno invadendo ogni spazio.
Certo i commenti, le pagine, i video e quant'altro sono sempre la stessa zuppa, ma a differenza di 5 anni fa, l'utente, anzi, il consumatore, è al centro.
Forse dire al centro non è corretto: è il protagonista.