venerdì 31 ottobre 2003

Uno su cinque non naviga!

E' uscita, da parte di Amd, una ricerca che ci dice che 5 miliardi di uomini non navigano, ma che gli utenti sono 600 milioni. Su internet stanno nascendo tediose discussioni in merito al digital divide, ossia tra chi è connesso e chi no.
Pensare che molti di questi che non sono connessi, non lo siano per scelta e non per possibilità è così sbagliato? Un amico che lavora in una grande azienda di computer, mi dice che la maggior parte dei computer per i sedicenni sono venduti a famiglie che hanno già il computer. Ma non è una maggioranza, è un plebiscito. Se non ci sono ragioni per collegarsi ad internet, oppure bisogni o opportunità, perchè farlo?
Mi piacerebbe che qualcuno finanziasse uno studio di questo tipo. Purtroppo in Italia quel qualcuno è difficile da trovare.
Napster 2.0

E' arrivato, anzi è tornato Napster. Lo provo, e poi ne parlo. Di certo, c'è una serie di accordi con altri, tra cui Microsoft, per bloccare iTunes.

giovedì 30 ottobre 2003

Office 2003: dov'è?

Ieri avevo un po' di tempo, così sono andato per negozi e per centri commerciali. Ci fosse stato un posto con Office 2003. Nemmeno MediaWorld li aveva, un posoto che di solito è attento ai prodotti nuovi e innovativi. Solo all'interno dell'Iper stavano approntando lo scaffale ed etichettando le copie di Office.
Insomma, è passata più di una settimana dal lancio e i prodotti latitano. Non è proprio da Microsoft.
Gli utenti internet italiani

L'uscita dei dati Nielsen sui siti web mi fa sempre fare delle considerazioni, non necessariamente interessanti o intelligenti. Siamo diventati 14 milioni di navigatori (+2% rispetto agli utenti 2002). Le sessioni effettuate sono aumentate del 26% e il navigatore medio naviga oltre 8 ore e mezzo in un mese (+16%). Come vado dicendo da un po', gli italiani, grazie alla diffusione della banda larga, ma soprattutto di servizi un po' più seri e reali, usano maggiormente il computer per reperire informazioni, comunicare e fare acquisti. Parlando con un responsabile di un sito di commercio elettronico, mi diceva che oltre all'incremento di vendite si è registrato un fortissimo interesse di navigatori che entrano nel sito, guardano i prezzi e simulano l'acuisto riempiendo il carrello. Significa che tutto quanto si muove e ora, a differenza di qualche annno fa, esiste un mercato di utenti e una infrastruttura solida. Non mi sento molto d'accordo con chi sostiene che il momento del b2c (business to consumer) non sia arrivato ancora: ma aveve visto i servizi di Amazon che permettoni di fare delle ricerche non solo sugli autori e sui titoli dei libri, ma anche dentro i testi che li compongono. E Amazon è b2c per definizione. Sebbene la crescita degli utenti web italiana sia lenta, io non mi lamenterei, visto che in Italia ci sono circa 30 milioni di soggetti attivie con discrete disponibilità economiche e che quindi si è raggiunta quasi la metà degli utenti potenziali.

mercoledì 29 ottobre 2003

L'industria dei videogames

Qualche tempo fa ho scritto un post su come quelli dei videogames non capisacano niente. Oggi mi trovo in una situazione in cui potrei scrivere di peggio oppure cantare il de profundiis a CTO. Propendo per la seconda ipotesi, senza però dare per morta l'azienda.
Non voglio più parlare di quanto è accaduto, di Electronic Arts e delle Virtus. Voglio parlare di XTechnologies e del mondo delle periferiche di gioco. I player sono rimasti pochi perchà Xtechnologies (CTO) è in difficoltà, Microsoft ne è uscita (come vedete ogni tanto ne sbaglia palesemente una anche Bill) e restano poche aziende. La cosa sconcertante è questa: sono tutti prodotti praticamente identici, magari con alcuni aspetti più spinti per un prodotto piuttosto che per per un altro. Ma all'occhio del cosnumatore che li trova in scatole chiuse sono tutti inesorabilmente identici. Tranne un prodotto di Ims per PS2, che ha il gusto dei primi joypad per PC e un design carino. E basta con le licenze Ferrari, Ducati, fichi secchi e via dicendo. Mi piacerebbe sapere se uno gioca con un volante per il marchio sopra o per il gusto di giocare.
Perchè CTO non vende il marchio Xtechnologies in modo da avere una boccata d'ossigeno?
I dvd da due giorni

Mi sono fatto mandare un dvd di quelli che durano due giorni dalla Buena Vista (leggi Disney). L'ho fatto gratis da questo sito (http://video.movies.go.com/ez-d/): basta avere un puntello negli Usa.
Mi è arrivato Signes in una busta sigillata. La apri e da quel momento hai due giorni di tempo (circa) per vedere il film. l'ho aperto ieri sera e vi farò sapera quanto dura. Per ora posso dire che ha un puzzo orrendo e che funziona in tutto e per tutto come un dvd. Un paio di osservazioni. Leggendo la documentazione, scopro che i dvd a tempo costeranno circa 6.99 dollari (tasse escluse come conviene per gli states). Io noleggio i dvd, di base, a 3-4 euro per tre giorni. Non cososco il prezzo del noleggio negli Usa, ma credo non si discosti molto. Che senso hanno questi dvd a tempo? Mi spiego. Volendo, ho tutto il tempo per copiarlo come i dvd normali. E' di fatto un prodotto a noleggio. Inquina (la documentazione sostiene che è riciclabile, ma è plastica...) e andrebbe inviata per posta una volta messo fuori uso!
Non mi sembra una bella trovata.

martedì 28 ottobre 2003

I Weblog awards

Mi è stato segnalato che su Gnueconomy sono iniziate le nomination per i premi dei bloggers. Qualcuno mi ha segnalato che mi ha votato come miglior fonte di spunti e che poi il voto è stato cancellato. Non c'è problema, a me non interessano i premi. E poi se c'è di mezzo Gnueconomy ancora meno del solito e non mi sorprende che tutto sia, come dire, un po' edulcorato. Di certo non mi voto per vedere se cancellano il mio nome!
Bill e Steve

Le leggende metropolitane narrano di due acerrimi nemici: Bill Gates e Steve Jobs (Microsoft e Apple). Non c'è niente di più campato per aria di questo. Da sempre Apple ha avuto bisogno di Microsoft e viceversa. Il gioco delle parti, il marketing e alcuni mensili hanno spostato l'attenzione su ciò che fa contrastare le due aziende più che sui punti in comune. Qualcuno oggi sostiene che le due aziende vadano d'amore e d'accordo. Ma per favore. Le due aziende fanno il loro business, come sempre. E continuano ad esserci gli invasati per Windows e gli invasati per i Mac.
Il futuro, e lo ripeto, è il web come piattaforma e un client per accedere ai dati. Che sia un PC, un Mac, un palmare, un cellulare o un forno non conta granchè. Gli applicativi per i mercati verticali non spariscono, ma saranno sempre più per nicchie. E coltivarsi le nicchie potrebbe tornare ad essere interessante, come in passato.

lunedì 27 ottobre 2003

La pantera del Mac

Per la nuova versione di Mac Os X vi rimando al link diretto. Interessante l'uscita di eMac, l'ultimo Mac con monitor a tubo catodico, pensato per studenti e scuole (la e sta per educational).
Amd e Intel al taglio dei prezzi

Voci non confermate sostengono che sia Amd sia Intel hanno intenzione di praticare un taglio dei prezzi nei prossimi giorni, in vista della corsa all'acquisto di computer attesa per natale. Sempre questi bene informati danno anche le cifre, su grande quantità, dei processori: Pentium 4 3.2GHz da 637 dollari dovrebbe andare a 417 (35% di sconto) e il Pentium 4 3.0GHz con il bus a 800MHz da 417 a 278. Per Amd è difficile definire dei prezzi. Ma in qualsiasi caso, nessuna delle due aziende ha mai parlato espressamente delle politiche di prezzo future. Di solito, con l'ingresso di un nuovo processore, i prezzi scalavano, ma con un ristagno evidente (arrivati a 3.2 GHz non si va granchè avanti) il taglio di prezzo deve essere effettuato comunque.
I premi www

Un premio che ha detto molto in passato, ma che dice pochino in questi ultimi anni è stato assegnato sabato ai migliori siti web.
Tanto per cambiare, www.deejay.it si è portato a casa un premio anche quest'anno (e bravo a Karim e agli altri ragazzi), e gli altri premi sono stati: www.borse.it, www.mamma.it, www.disabili.it, un premio speciale a www.google.it. Il sito più votato è stato www.ingdirect.it e il miglior spot www.alitalia.it.
Segnalo anche il premio al sito dell'Inter: uno dei pochi dell'era Moratti.

sabato 25 ottobre 2003

La trovata di Tim per fregare 3

Si chiama Sim Card 128, la sim card di TIM per le prepagate con ben 128kbyte di memoria. Tra le peculiarità spicca, oltre alla memoria, la compatibilità con i cellulari Umts. Caso vuole che ci sia una campagna per migrare a Tim, indirizzata verso gli scontenti di 3...
Sempre per 3, ci sono problemi per la tariffa TUA, quella che non fa pagare il cellulare. Troppe formule poco chiare, insieme ad una pubblicità non dettagliata, stanno mettendo in ginocchio l'azienda. L'attivazione, solo per fare un esempio, costa 189 euro! Un gratis un po' costoso.
Il virus è catartico!

Circola una email, che rimanda ad un salvaschermo ispirato a Zelig. In realtà è un programma che cambia, ogni tanto è un dialer, ogni tanto un messaggio di posta. Il dialer, diciamolo, è uno di quei programmi che cambia la chiamata al provider internet e fa spendere un sacco di soldi agli utenti (come per quelli per scaricare le suonerie dei cellulari, tanto per intenderci).
Il messaggio di posta elettronica arriva con un rimando al sito www.francescone.com, registrato all'estero per cui fuori dalla giurisdizione della nostra polizia postale. Fate circolare l'informazione. Magari inviando direttamente la notizia con segnala ad un amico che trovare qui sotto. L'hanno beccato in tanti. Anche a Guida computer.

venerdì 24 ottobre 2003

N-Gage a 199 euro e news sui games

Si tratta di voci, ma sembra che Nokia sia disposta a scendere già di prezzo per N-Gage, sicura che sia il regalo del 2003.
Al tempo stesso, Microsoft ha realizzato un'offerta per il Natale con Xbox, due giochi e due mesi di abbonamento a Xbox Live a 199 euro. E' in uscita Max Payne 2, Fifa (così e così e c'è in giro la demo scaricabile) e Halo per PC è probabilmente il gioco del momento.
Un articolo pungente

Ho trovato sul Corriere un articolo interessante di Gaspare Barbiellini Amidei, che se la prende anche con Bill Gates (tanto per cambiare). Ecco uno stralcio.
... disavventura di navigatori involontari.L'umanità si sta dividendo in «inforicchi» e «infopoveri» non per capitale e profitto, ma per maggiore o minore controllo del nuovo panorama che il progresso telematico va disegnando. Una bolletta invasa dai pirati informatici, un assalto di virus al computer appena acquistato dall'apprendista telenauta marcano tutta l'attuale fragilità dell'analfabetismo informatico, che non è una colpa ma quasi sempre una condizione anagrafica. [...] La polizia ha dovuto allestire una serie di stanze con un cartello alla porta: Stanza internet 701, Stanza 702, 703, 709. Sono gli stessi numeri che appaiono nelle bollette. Ne ho una sotto gli occhi. Una signora che non ha mai navigato in vita sua né su una nave né sulla Rete, fra il 5 e il 6 agosto è stata virtualmente prigioniera dei pirati tante ore da spendere quasi 3 milioni di vecchie lire. Ha firmato un esposto prestampato dove garantisce di non aver «mai volontariamente» effettuato collegamenti. [...] Un po' di paura, o almeno un'ombra di nervosismo, assilla in questi giorni anche tanti telenauti della domenica cui un baco o un virus particolarmente cattivo stanno guastando gli weekend. A una certa ora di un sabato sera ricevere in dono un Symantec.W32.Blaster antivirus può essere più dolce di un mazzo di fiori.
Sullo sfondo si intravede una questione per nulla marginale, l'esigenza che tecnologia, cultura diffusa, strategie di mercato, innovazioni di punta procedano con un minimo di sintonia, non lasciando dietro a troppa distanza la moltitudine depressa dal «Digital divide»

giovedì 23 ottobre 2003

Appunti di viaggio

Il post di ieri, come per Diario Tecnologico interamente incentrato su Office 2003, non sono uno spot per Microsoft, tanto che non è pagato il post e non è pagato da Microsoft Diario. Sono semplicemente un tramite per spiegare che cosa ha fatto Microsoft e come la nuova versione impatterà, nel bene e nel male, nel modo di usare i computer nel futuro. Secondo me è un bene che tutti quanti sappiamo quello che vuole fare Microsoft e in questo blog abbiamo tentato di spiegarlo, mentre su Diario c'è buona parte della presentazione alla stampa senza mediazione alcuna: questo era quello che voleva dire l'azienda con il lancio.
Ripeto la mia impressione (OneNote escluso, ma il prezzo è un po' proibitivo): prima che Office 2003 si imponga ci vorrà parecchio tempo, tanto che anche in Microsoft si sono dati tempi lunghi e alcune fonti sostengono che non abbiano nemmeno duplicato molte copie della suite. Carlo Malaguzzi, responsabile di quella sezione di Microsoft denominata Information worker, si è dato nove mesi di tempo per avere dei risultati. Io alzerei a dodici mesi almeno. I motivi sono semplici: la prima fase coinvolgerà gli entusiasti della tecnologia, che sfruttando la licenza studente installeranno Office 2003 classica. Poi ci sarà qualche azienda che migrerà verso le soluzioni vere e proprie di Office System, utilizzando SharePoint e Infopath in prima battuta e integrando la posta elettronica con OutLook. Ma qui il compito di Microsoft è limitato: se è vero che ha un buon marketing, è altrettanto vero che per raggiungere le aziende sono necessari i partner, quindi chi realizza e confeziona su misura le soluzioni per le aziende e credo che per fare abbracciare una nuova filosofia di lavoro (il gruppo per molte aziende italiane è un concetto che deve ancora passare), ci vorrà del tempo.
Devo una risposta a chi critica Office mettendolo a confronto con OpenOffice.Org. Microsoft ha spostato la battaglia su altri orizzonti, l'ha alzata e quindi strumenti per la produttività personale sono diventati, sarebbe meglio dire stanno diventando, di fatto superati. In questo blog sposiamo OpenOffice e Linux (Knoppix ne è il sunto estremo) e quindi rigetto le critiche che sono giunte via email, anche se sono state tante e quindi devo fare un minimo di chiarezza. OpenOffice è perfetto per scrivere, fare calcolo e presentare: ha un rapporto qualità prezzo che batte infinite volte Office 2003, XP, 2000, ... perchè è gratis, in italiano ed è abbastanza stabile. Se Microsoft avesse voluto cancellare in un colpo OpenOffice, ma anche la suite in java di Ibm e gli altri software liberi che utilizzano i file .doc, .xls, ppt e via di seguito avrebbe potuto cambiare il formato di salvataggio dei file, per cui in ufficio si sarebbe salvato un file illeggibile o comunque incompatibile con i succitati programmi usati a casa. Ma non l'ha fatto, e anzi ha deciso di adottare Xml per fare passare i dati tra le applicazioni, un altro standard, leggibile dai programmi di Office Suite ma anche da una miriade di software liberi e da server OpenSource e da prodotti di terze parti (Macromedia Flash è un esempio ecclatante).
Devo anche una risposta a chi mi sta criticando sulla mia attenzione ai 64 bit e, facendo uno più uno con il post di Microsoft, mi accusa di essere servo del marketing delle aziende (una settantina di messaggi ricevuti ieri, mica pochi). L'evoluzione informatica, dal punto di vista dell'hardware, va in questa direzione e il post di qualche giorno fa aveva il compito di spiegare pechè saranno necessari i 64 bit. Oggi non sono necessari, ma dovendo acquistare un computer, è bene sapere che i 64 bit proteggeranno meglio l'investimento rispetto ad un computer potente a 32 bit. Niente di più di questo. Tanto che non esiste una versione di Windows a 64 bit che non sia una beta e Office, sempre per rimanere in tema, non è previsto in uscita a 64 bit (è in fase di sviluppo). Che poi il post in cui si parla degli Athlon 64 sia un po' forte è un altro paio di maniche, ma ogni tanto serve qualche provocazione per attirare l'attenzione.
Lo scopo di questo blog è sempre stato quello di parlare di tecnologia dalla parte dell'utente, ma anche cercare di spiegare e interpretare i cambiamenti in atto. Nella storia dell'informatica abbiamo visto di tutto, e volendo fare i pignoli, con un Commodore Amiga 500, datato 1985, potremmo fare ancora molte cose che oggi fanno i PC attuali (era addirittura multitasking, cosa che gli altri ci sono arrivati un bel decennio dopo e chi dopo ancora!). Alla fine Internet è l'infrastruttura (da noi si è imposta all'attenzione di molti solo dopo il 1995 e il boom è avvenuto nel 1997, sei anni fa) e l'accesso ai dati si potrà fare con una serie di dispositivi più o meno intelligenti. L'hardware avrà sempre meno importanza, o meglio, sarà più importante di oggi in termini di volumi di pezzi e di diffusione, ma avrà sempre meno la forma degli attuali PC.

mercoledì 22 ottobre 2003

Office 2003, oltre le marchette che troverete in giro

Il marketing di Microsoft è potentissimo. Per questo troverete in giro un sacco di articoli, più o meno approfonditi su cos'è Office 2003 e perchè acquistarlo (d'altronde nei giornali c'è sempre un occhio di riguardo agli inserzionisti!).
Vorrei fare, in queste poche righe, qualche riflessione. Se Office ha 400 milioni di utenti, un motivo ci sarà. Ma c'è da considerare una cosa fondamentale avvenuta ieri, durante il lancio più imponente della storia dell'informatica (mai tanti prodotti erano stati presentati insieme da parte di un'azienda): non si parla più di produttività individuale, ma di lavoro collaborativo.
Office non significa più Word, Excel e PowerPoint per creare documenti, ma una serie di strumenti per lavorare profiquamente in gruppo, sia all'interno dell'azienda che con partner esterni.
Al di là della retorica, Office permette di lavorare in modo diverso, con procedure snelle, veloci e intuitive e avrete modo di vedere degli esempi su Diario Tecnologico a breve (almeno credo). Oggi per scrivere basta addirittura il solo client di posta elettronica (quanti post ho scritto per questo blog da OutLook o addirittura dal palmare!). Per fare calcoli basta davvero una versione qualsiasi dei fogli di calcolo OpenSource.
Per lavorare servono, invece, parecchi strumenti che, se ben strutturati, fanno risparmiare tempo, denaro e incazzature.
Microsoft ha alzato il tiro, andando, secondo me, verso una giusta direzione che è quella di lavorare meglio (ma non parlatemi di lavorare di più perchè la gente vuole lavorare meno, non conosco nessuno che voglia lavorare di più, a meno di necessità economiche s'intende). Non so se Office 2003 sia il sofware adatto e non sono in grado di avere un'opinione se non tra qualche mese. Di certo Microsoft ha fatto una bella scommessa, sul suo futuro e sul nostro. Ha scommesso interamente su Xml, come linguaggio universale per fare parlare le applicazioni, aprendo la porta verso prodotti di terze parti.
Con altrettanta certezza, credo che la Suite di programmi per l'ufficio Office 2003 non sarà un successone in termini di vendite nel breve termine, perchè già oggi usiamo i programmi al 10% delle potenzialità e non avvertiamo il bisogno di funzionalità aggiuntive. A meno che in azienda non vengano implementate le soluzioni di Office System, come SharePoint o InfoPath, che sono prodotti potenti in termini assoluti.
Un piccolo disappunto: OneNote, il programma che permette di prendere appunti in piena libertà, non fa parte di nessuna delle Suite di Office 2003, nemmeno per la versione studenti e docenti (159 euro è il prezzo del pacchetto). Va acquistato a parte con un costo di 239 Euro. Ne sono un po' meno entusiasta, ma visto che dopo l'uso che ne ho fatto con la beta, non potrò fare a meno di installarlo (anche perchè sarà in italiano). Se vi interessa, fate una ricerca su questo blog per sapere qualcosa in più di OneNote usando il riferimento a Google qui a fianco. Toshiba, comunque, installa OneNote su tutti i portatili a catalogo. Non sono l'unico che si è innamorato del prodotto.


martedì 21 ottobre 2003

Il giorno di Office System

Oggi pomeriggio è previsto il lancio di Office System 2003, la suite di prodotti Microsoft per la produttività in ufficio che, come preannunciato, dovrebbe rappresentare qualcosa in più di una semplice nuova versione di Word, Excel, PowerPoint, ...
Infatti, sul lato server, back end e via di seguito, questo Office dovrebbe garantire semplicità, velocità di realizzazione di contenuti e integrazione.
Sono ansioso di installare la versione definitiva di One Note, visto che con la beta in inglese ho fatto davvero grandi cose. Speriamo che siano compatibili.
Per chi invece è per prodotti freeware e OpenSource, segnalo OpenOffice.org, che nella versione rc5 è già molto stabile in italiano, o StarOffice. Questi sono due ottimi prodotti, ma non sono compatibili al 100% con Office di Microsoft e restano, di fatto, degli ottimi surrogati di Office. Come la saccarina lo è dello zucchero e via di seguito.

lunedì 20 ottobre 2003

Se la Legge non prevede ignoranza, ci può essere ignoranza della Legge?

Provocazione: la legge sul brevetto software che sta esaminando la commissione europea è molto restrittiva, grazie alle proposte della Bsa.
Ma il fatto più interessante sulla questione è questo: non conta quanti si stiano battendo per evitare tale Legge, ma alcune aziende (Nokia e Microsoft solo per citare dei nomi) che fanno parte di Bsa si dicono contrarie alle restrizioni, perchè bloccherebbero la crescita e l'innovazione.
I maligni sostengono che l'interesse di Microsoft è dovuto al fatto che copia software da altri (è partita così l'azienda, è stata colta con le mani nel sacco anche di recente, ma mi pare che abbia sempre pagato), mentre per Nokia il problema è che non avrebbe le necessarie competenze per contrastare i costruttori asiatici. In qualsiasi caso Bsa sta facendo di tutto per mettere dei freni alla copia del software. E chi scrive le leggi, non capendo un ca..volo, si fida di questa lobby, magari anche pagata profumatamente come consulente. L'interesse di pochi, come sempre, per scoraggiare l'interesse collettivo.
Un conto è combattere la pirateria, che è una piaga sociale che deriva da mancanze di cultura informatica (e questo era un compito di Bsa), un conto è mettere in ginocchio un settore in forte espansione come quello informatico applicando leggi che aumentano il digital divide tra europa-usa-oriente. Se qui varranno determinate regole, si riempiranno i tribunali di cause complessissime. In altri paesi faranno ciò che vogliono. E non mi sembra questa la missione della Bsa.
Un italiano Campione Mondiale di Unreal Tournament 2003

Per la prima volta un italiano vince i World Cyber Games. Si chiama Nicola Geretti, sulla rete conosciuto come ForresT (tratto dalla frase film "corri Forrest"), diciottenne di Udine, ed è il campiona in carica di uno dei giochi on line più amati e giocati nel mondo. Ho già trovato in rete un paio di articoli (uno che è una marchetta spudorata per qualcosa che non c'entra). Intervista ufficiale qui, come avviene per la formula 1, il calcio, MotoGp, ... e da cui qualche furbacchione ha fatto il pezzo!
Vi rimando a www.ngi.it per leggere le cronache e le notizie, o www.worldcybergames.it.
In qualsiasi caso, complimenti a Sol_ForresT che ha portato da noi una medaglia d'oro per la prima volta, ma ricordo anche che un paio di anni fa ci fu usurpato il titolo di Fifa a favore dei coreani (padroni di casa e che quest'anno hanno preso una bella lezione). Un fatto: la Germania l'ha fatta da padrona e il prossimo anno si giocherà a San Fransisco. Siccome in Corea i videogames sono una cosa seria (tra gli sponsor il governo!), senza i campioni coreani le arene erano deserte. E sì, perchè era prevista anche una diretta televisiva (pensate un collegamento con Maurizio Gerundio Show o Domenica In). Insomma: qui ci si interroga se fanno male, se vanno limitati (Buona Domenica ieri) e là vanno in TV al posto di questi... Interessante.
iTunes e la guerra PC-Mac

Non ci credevo. E non credo ancora ai miei occhi. L'uscita di iTunes ha riacceso una vecchia polemica tra chi sostiene che sia meglio il Mac e chi preferisce il PC. E se avessero fatto la versione anche per Linux cosa saltava fuori? Il finimondo.
In qualsiasi caso, l'uscita di iTunes per PC ha visto anche un ritocco di QuickTime (v6.4) che è significativa. Due cose: iTunes per Windows è una brutta copia con qualche cosina in più della versione Mac. E' lento, macchinoso e non sempre immediato. Il PC, con il freeware e l'Open Source ci sta abituando a ben altro.

sabato 18 ottobre 2003

Concento: che fine ha fatto?

Doveva essere il portale della Rcs, poi della Hdp. Avrebbe contenuti a sfare e ... andate a vedere la pagina. Non ci sono parole. Meglio dire che si è in manutenzione, soprattutto se si tratta di un gruppo grande e grosso e, perchè no, quotato in borsa...
Se Libero non è più libero...

Gli utenti di Libero, ossia coloro che hanno una casella di posta su Libero.it si sono visti recapitare una email che dice, in pratica, che la casella è consultabile con i programmi (eudora, outlook, ...) solo se si chiama con Libero (free e adsl). Altrimenti resta solo il web (quella chiaramente non la chiudono).
Cosa non si fa per avere un accesso in più alle proprie pagine web e quindi scalare le classifiche. Gli utenti: echissenefrega se devono sbattersi un po'. E poi magari qualcuno si connette con Libero e quindi l'azienda guadagna (ricordo che anche con le chiamate dal telefono l'azienda si vede recapitare da Telecom una parte, seppur minima, ma che su grandi numeri diventa significativa).
Liberi si nasce, imprigionati si diventa. E poi, ora che Wind è praticamente in vendita, se fosse inghiottita da 3, o meglio, da Hutchinson Winphoa come la metterebbe il governo, che vede un prodotto italiano (enel) ceduto all'ennesimo straniero?

venerdì 17 ottobre 2003

Information service e non telecommunications service

Gira da qualche ora in rete una faccenda, anzi una sentenza di un giudice del Minnesota, che farà drizzare i capelli a molte aziende di telecomunicazioni. Infatti, un provider Voip (voice over ip) offre a 39,99 dollari al mese telefonate in ogni posto Usa. Il sistema è talmente semplice da fare impazzire: una scatoletta, una presa di rete e una presa per il telefono! Basta che ci sia una connessione internet attiva in rete (ci sono dei parametri da settare, ma non fermiamoci sui dettagli). Il servizio non è stato definito telefonico, ma di tipo informatico. Una rivoluzione, perchè a questo punto anche Fastweb potrebbe trasformare il proprio business, Cisco aprire reti telefonice wi-fi negli hot spot e via di seguito. Costi bassi. Concorrenza infinita.
Yahoo e lo shopping ricercato

Yahoo! Shopping si è rinnovato, presentando un motore di ricerca di prodotti al fine di effettuare un confronto immediato dei prezzi e dei servizi. Questo sì che è un valore aggiunto di internet. Bravi. Ricordo che c'è anche Froogle (in beta dai creatori di Google, tanto per fare un altro esempio e per motivare la bravura di Yahoo.
iTunes per Windows

Apple ha lanciato la versione del suo servizio di musica online iTunes anche per Windows. Steve Jobs ha promesso più canzoni e nuovi servizi, perchè nel PC esiste una concorrenza agguerrita. Clicca qui.
Vendite dei PC in crescita

Sebbene si continui a parlare di crisi, nel mondo sono stati venduti oltre il 15% di PC nel terzo trimestre di quest'anno. Come ho già detto, però, il mercato traino, quello statunitense, deve per forza ripartire quest'anno perchè è fermo da due anni, e lì la vita media di un PC è due/tre anni al massimo. Da noi quest'onda difficilmente ripartirà, sebbene l'iniziativa Vola con Internet stia portando grandissimi risultati, per molti inattesi.

giovedì 16 ottobre 2003

Mozilla e Opera: nuove versioni

In questo blog si parla spesso di alternative ai prodotti Microsoft, anche se si ripete il discorso della piena compativbilità, che è fondamentale e anche recentemente ne abbiamo parlato per Flash. Comunque è bene sottolinerare l'uscita di Mozilla 1.5 e di Opera 7.21.
Se il secondo ha visto solo dei ritocchi tecnici (e la reintroduzione della modalità chiosco per chi deve fare applicativi per negozi, centri commerciali, ...) Mozilla ha introdotto qualche novità.
La più ecclatante è la presenza di un software di chat, oltre ai miglioramenti al brwser, al programma per la posta elettronica e per la creazione di pagine html.
Nuova patch Microsoft

Coperti cinque buchi di Windows. Fate WindowsUpdate.

mercoledì 15 ottobre 2003

Msn e il free video

Lanciato negli Stati Uniti, il servizio pervede la visione gratuita di alcuni canali televisivi on line, previo inserimento di messaggi pubblicitari ogni 6 minuti (circa). Insomma, la TV gratis sul web e sul cellulare è sempre più una realtà.
Number Portability in Australia

Ho scoperto che in Australia, per legge statale, la number portability deve essere fatta in 3 ore e 10 minuti. Pena sanzioni pesantissime. La cosa interessante è che ce la fanno. La cosa drammatica che c'è un operatore presente anche nel nostro mercato. Che qui impiega giorni e giorni, settimane e settimane....

martedì 14 ottobre 2003

Wind PensaciTu

Wind sta introducendo il sistema di addebito della chiamata al ricevente. Come funziona? Si può addebitare il costo della chiamata sul conto telefonico o sul credito del cliente mobile Wind che si vuole chiamare. Vale per chi dall'Italia chiama verso l'Italia o dall'estero verso l'Italia, se il richiedente si trova all'estero e il destinatario della chiamata in Italia.
Per chi ha la carta ricaricabile e ha zero disponiobilità, può premere 1 fare la chiamata facendola pagare al ricevente (previa accettazione).
I costi di Wind.it - Scheda Servizio - PensaciTu: 30 eurocent/min, IVA inclusa con tariffazione al secondo e 30 eurocent di scatto alla risposta.
Xbox in difficoltà

Xbox probabilmente non pubblicherà i titoli annunciati da Sega, Outrun 2 e Virtua Cop 3, perchè Sega ha dei dubbi sulla domanda dei consumatori relativa ai titoli per la console. Un duro colpo per zio Bill.
Amd per i server

AMD ha introdotto l’iniziativa Validated Server Program (VSP) e l’immediata disponibilità di sistemi server basati sul processore AMD Opteron anche in Europa. Nuova potenza per i siti web e nuove potenzialità da sfruttare, quindi nuove soluzioni e nuovi servizi saranno possibili.
E se rinascesse il futurshow (a Milano)?

Basta il titolo.
Del web

Sul web nascono e muoiono storie. Continuamente. Ed è un'estensione del post di quello che penso del web di domenica, anzi ne è una dimostrazione pratica. Il web fa cultura e controcultura contemporaneamente. Eccoci.
Non so se tutti sanno della storia di un libro, quello scritto da Melissa P. e in testa alle classifiche di vendita (Fazi Editore e articolo su Panorama).
Di dubbio gusto, di dubbia paternità. Tanto che sul web si scatenano da giorni discussioni infinite. Fino a che Giuseppe Genna, romanziere e critico, scrive un pezzo in cui sostiene di essere Melissa P. E' una provocazione, come si leggerà in un intervento sempre di Genna. Contro il sistema e per la letteratura.
Indipendentemente da quello che si pensi, è uno dei migliori esempi di come si evolvono le idee e di come funziona il marketing sul web. Anche questo post, seppure breve, grazie ai commenti e ai rimandi a link esterni, è un esempio di come il web cambia il modo di approcciare i problemi e i discorsi. Ho un'informazione (Melissa P. è un caso letterario). Non ne so niente. Ho i collegamenti per comprendere meglio la vicenda (editore e un articolo di un settimanale). Poi ho una campana diversa, una provocazione che mi fa aprire gli occhi verso altri orizzonti. E ho la smentita, che necessariamente non significa la chiusura della vicenda. Infine ho un prodotto che si è fatto una gran pubblicità da solo e gratis (purchè se ne parli va bene tutto).
Se non bastasse, faccio un salto su Google e cerco "Melissa P.". Provate a fare lo stesso con qualsiasi altro medium. Non solo per la ricerca, ma per l'immediatenza, la partecipazione di chiunque alla discussione.
Questo riazzera molti interventi che mi sono giunti ieri su cosa sia il web. Ma andiamo avanti.
Novità alla ITU Telecom 2003 di Ginevra

Nonostante la crisi coinvolga anche il settore della telefonia e della comuincazione mobile, grazie all'avvento del wi-fi, c'è un'evodente crescita.
Nokia detiene quasi il 50% di quota di mercato in Europa, e questo è il primo dato della conferenza. Il secondo è l'interesse di molti operatori verso Microsoft. Il segnale più importante è del gruppo Vodafone, che ha siglato un 'intesa per la realizzazione di web services per i cellulari. Se da una parte questo viene visto come un nuovo campo di invasione di zio Bill, dall'altro lato prevede l'estensione dello standard Xml anche in ambiti diversi da quelli dei computer e quindi, come dico sempre, l'adozione di standard favorisce il mercato, le opportunità e la concorrenza.
Bill Gates ha tenuto il discorso di apertura della manifestazione. Oggi sarà la volta di Fastweb con Guido Roda.
Anche dal punto di vista del Wi-fi si vedono ancora grandi opportunità nei prossimi mesi. La connessione ad internet senza fili, grazie anche a tecnologie come Centrino che le integrano nei portatili, sono destinate a diventare un qualche cosa di irrinunciabile, sebbene il numero di hotspot (punti di accesso) e di opertaori sia ancora davvero limitato non solo in Italia ma in quasi tutta l'Europa.

lunedì 13 ottobre 2003

Idee che circolano

Cosa implica internet sta scatenando una discussione, che raccoglierò in un messaggio nei prossimi giorni. Di messaggi ne sono arrivati già 373, e tutti, devo dirlo, piuttosto significativi, me ne mancano da leggere una cinquantina.
Qualche puntualizzazione su quanto scritto su questo blog.
La radio è gratuita per tutti e registrandosi a Yahoo! la può fare davvero chiunque, scelgliendo un elenco di artisti.
I siti Flash si vedono sui browser che certifica Macromedia. Il resto è chiacchiera inutile.
Qualcuno copia quanto scritto su questo blog e vi premurate di segnalarmelo. Ebbene, chissenefrega, anche questo blog copia quanto scritto da altri siti e blog. L'importante non è tanto che si citi MrReset, visto che non mi interessa, quanto che le informazioni e le idee circolino. Più circolano, se sono buone, più diventano patrimonio di tutti. Non mi sembra una cosa sbagliata. O no?
Siti in flash

Molti scrivono sui siti fatti esclusivamente in flash, che diventerebbero illeggibile con alcuni browser. Su questo discorso, e in generale sugli standard avevo aperto una polemica tempo fa. Explorer di Microsoft è lo standard de facto. Mozilla Firebird è una beta.
Diario tecnologico, solo per fare un esempio che mi vede protagonista, è visibile sia su Ie che su Mozilla e da Opera senza problemi.
Il problema della visibilità dei siti è davvero grande e sentito. Ma il problema è usare un browser non standard...

domenica 12 ottobre 2003

Internet, per me

Sono stato invitato a preparare una intervento per un convegno in Svizzera su cos'è stato internet fino ad oggi e quello che verrà. Ero l'ultimo relatore, prima del break e della tavola rotonda aperta agli interventi di tutti.
Devo ammettere che ho sentito di tutto: dal fatto che senza la posta elettronica non vivremmo più all'inutilità dello spamming, dalla spesa on line all'uso dei motori di ricerca. Ho sentito dire che alcuni navigavano da una ventina d'anni e più (è già la seconda volta quest'anno) e che internet è una potenza economica.
Mi ero preparato la mia bella presentazione, un bel po' di tempo speso a mettere insieme delle pagine di PowerPoint per occupare i venti minuti di tempo. Ma alla fine non ho resistito.
Ho preso la parola, ho ringraziato, ma sono andato a braccio. Un intervento breve.
Internet per me non altro che un mezzo con il quale ognuno di noi, indipendentemente dalla classe sociale, nazione, cultura e qualsiasi altra infrastruttura, ne è il protagonista. Ognuno sceglie di cercare delle informazioni, che possono diventare sue se ripubblica le rielaborazioni, di comunicare nei vari modi con gli altri, e di apprendere. Abbatte le barriere dello spazio, nel senso che internet permette di comunicare a basso costo e in tempo reale con una o più persone in ogni luogo del mondo (ove vi sia una connessione) e stravolge tutte le regole economiche e sociali. Oggi una multinazionale può essere racchiusa in una stanza oppure parcellizzarsi a tal punto da avere tanti computer che la compongono in ogni angolo del globo e non avere un luogo fisico (se non un server web in una web farm, in un qualsiasi luogo del mondo). Posso consultare internet con il computer, ma anche con i meno costosi palmari o i cellulari che costano ancora meno. Faccio la spesa on line e vado comunque nei centri commerciali. Internet allarga i contatti delle persone e non li riduce, perchè basta una riga (gli sms insegnano) per restare in contatto con gli altri e la posta elettronica permette di spedire anche le emozioni (foto, audio, video, documenti, ..). E' un mezzo pratico ed economico, crea aggregazioni di persone che dibattono sugli argomenti più disparati. E come ogni mezzo, ha una faccia buona e una faccia cattiva.
Internet sta rendendo l'umanità libera, nel senso che oggi è possibile, per parlare di aziende, di scegliere un partner indipendentemente dal luogo in cui opera. Se durante la rivoluzione industriale la barriera era la citta, con internet il mondo è un unico paese e io, per un certo servizio, posso servirmi di tecnici in India, del marketing statunitense, della forza vendite attuale e del customer care in Polonia. E lo faccio senza muovere un dito. Al tempo stesso, se devo imparare qualcosa, con il web ho buone possibilità di apprendere l'indispensabile con pochi click. E di porre delle domande sull'argomento a qualcuno, lasciando un messaggio in un forum, dove a rispondermi non sarà un professore ma probabilmente un altro studente o utente. Questa è internet per me. Un'estensione dei miei occhi, delle mie orecchie e della mai bocca. Il cervello però è qui con me. E non venitemi a dire che impigrisce: se sto a casa davanti al computer tolgo il tempo alla televisione e alla musica, di certo non alla mia famiglia o ai miei amici. Se ho voglia entro in internet, se no ne resto fuori. Ma internet sarà lo strumento che renderà i paesi più poveri competitivi verso le potenze economiche attuali. Restare indietro in questa corsa rischia di autoescludersi dal futuro. Perchè i vari comparti economici attuali resteranno, ma la competizione del terziario sarà più aggressiva. La Cina oggi fa paura per i prezzi di produzione. Se però si sfruttano questi prezzi, è possibile fare quattrini muovendo scatole dalla Cina ad ogni angolo del globo potenzialmente senza alzarsi dalla sedia di Lugano. Fino a che anche i cinesi non si adegueranno anche informaticamente. Perchè poi la battaglia per gli altri sarà davvero dura. Ma con gli strumenti adeguati ci si può attrezzare per combatterla, almeno limitando i danni. Internet è un'opportunità, è semplice per tutti perchè le cose da sapere sono poche. Se il PC funziona, navigo e sono parte del mondo. Non me ne frega niente del sistema operativo e dei vari strumenti. Sono dei finti problemi. I problemi veri sono la sicurezza e i virus. Il resto è chiacchiera di marketing.

Si è poi discusso per tre ore sul mio intervento, senza che io abbia più preso la parola.
Accetto commenti, attacchi compresi. Ma può essere una discussione interessante.

venerdì 10 ottobre 2003

E' nata MrReset Radio

Usando la piattaforma di Yahoo! Launch, ho lanciato oggi la mia radio personale. C'è la pubblicità, in inglese, la musica che si lega al mio umore (ogni giorno credo che cambierò qualcosa nella programmazione).
Il tutto perchè? Ma per dimostrare come con internet è possibile personalizzare tutto! E cliccando qui potrete realizzare anche la voi la stazione radiofonica dei vostri sogni senza infrangere nessuna legge sul copyright!
Carly Fiorina nella squadra di Schwarzenegger?

E' la donna più potente nell' ICT. Comanda HP, ha preso e debellato Compaq. Ora entrerà, probabilmente, nella squadra di Terminator. Pensavo che i politici improvvisati fossero una prerogrativa italiana.
Montaggio video professionale gratis

Avid è da sempre l'azienda che produce il software di montaggio video più usato dai professionisti.
Ora ha realizzato una versione, denominata Avid Free DV che offre molte funzionalità gratuitamente. Da non lasciarsi sfuggire. Per utenti PC e Mac.

giovedì 9 ottobre 2003

La Psx svelata (ma cara)

Non ho molta voglia di parlare della console Psx di Sony, visto che l'ho già fatto in passato (Ps2, lettore DVD, videoregistratore digitale su dvd e disco fisso, decoder satellitare, ...) ma per dimostrare quanto i giornali generalisti non capiscano un tubo.

Per l'Unità addirittura Psx è una risposta a N-Gage, oltre confondere la dimensione dell'hard disk con la durata delle registrazioni! Va bene usare i lanci d'agenzia, ma se poi ci si mette un commento giusto per dire che sono pagato per scrivere notizie senza capo ne coda non fa un gran bene al giornale.
Per bilanciare, segnalo un pezzo su La Stampa esaustivo e preciso.
Se non avete voglia di cercare l'informazione in giro, vi dico che il prezzo, sarà circa di circa 800 - 1000 Euro, ma la strategia europea non è decisa.

mercoledì 8 ottobre 2003

Demo Ps2 a pagamento con la Gazzetta

Per la prima volta un gioco per una console viene venduto in edicola. E' la demo di Pro Evolution Soccer 3 e il tramite è la Gazzetta dello Sport. Una bella scommessa, a 5,90 euri per una demo con quattro squadre (ma che almeno non ha limitazioni di tempo).
CD Audio protetti? premi SHIFT (o maiuscolo, o il tasto con la frecci in su,...)!

La protezione dei CD Audio è spesso software, nel senso che i PC leggono delle informazioni e rendono i dati, perchè sebbene siano canzono, sono degli zeri e uno messi insieme per formare una sequenza che viene capita dal lettore, illeggibili.
Per ovviare il problema, uno studente di Princeton ha suggerito, con successo, di premere Shift per disabilitare la funzione di autocaricamento dei dati. Gli utenti Mac e Linux, infatti, non avevano grossi problemi. Il sistema non funziona con tutti i CD protetti, ma con quelli che usano la SunnComm Technology.
Te pensa: spendo una paccata di soldi per evitare le copie e un tasto stupido, che se usato da solo non serve a niente, rende inutile ogni mio sforzo. Altro che hackers e crackers (non sono parolacce, sono quelli che entrano nei siti per scopi illegali e chi sprotegge il software).
Apache surclassa Microsoft Iis

Il web server survey di Netcraft di ottobre 2003 evidenzia la crescita del 2% dei server Apache rispetto a Microsoft IIS che ha perso cira il 4% da marzo 2003. Il panel è di circa 44 milioni di siti!
Apache 64,61% del mercato contro Microsoft IIS 23,46%.
Eppure Windows 2003 doveva migliorare le performance di mercato della soluzione Microsoft...
OpenOffice.org 1.1 non è in italiano

Faccio seguito a molti messaggi che mi stanno giungendo. OpenOffice.org ha rilasciato la versione 1.1 in lingua inglese ma non in italiano! Quindi, prima di installare un programma che diventa poi difficile da gestire, aspettate qualche giorno. La 1.1 RC5 in italiano è abbastanza stabile, ma ha ancora qualche bug che stanno risolvendo. Ricordo che OpenOffice è gratis, Open Source e quindi chiunque può partecipare al progetto portando codice, idee, soluzioni...
Oracle: la pirateria non è così nociva

Secondo uno dei suoi massimi dirigenti di Oracle, la lotta contro la pirateria è inutilmente stressante. Punire le imprese non è la filosofia di Oracle, ha dichiarato Woods all'evento californiano di Oracle, perchè i clienti ci vogliono pagare. D'altra parte non possiamo sapere cosa fanno i nostri clienti e non possiamo spiarli.
Noi non veniamo a spegnere i tuoi computer se hai installato il nostro software su più postazioni di quante sono previste dalla tua licenza. Oracle si dimostra quindi tollerante verso il fenomeno dell'underlicensing, considerato da entità come la Business Software Alliance una delle maggiori calamità per i produttori di software. La linea è educare il cliente nella convinzione che la maggior parte dei clienti è in buona fede.
C'è comunque chi ci marcia.
Anche tra i partner...



N-Gage nei negozi

N-Gage è nei negozi da oggi al prezzo di 339 euro.
Ricordo che è cellulare, Gprs, Bluetooth, ripreoduttore Mp3, su piattaforma S60 che è quella del 7650 tanto per capirci, e in più una console di videogiochi.
I giochi costano da 39 a 49 euro e sono: Tony Hawk's, Tomb Raider, Supermonkeyball, Pandemonium, Puzzle Bubble, SonicN e Puyo Pop e Nokia Game. Molto attesi, per la fine del mese, Moto GP, Virtua Tennis e MLB Slam.
Explorer costretto a cambiare

Avevo già segnalato che Microsoft aveva perso una causa su di una tecnologia adottatta da Internet Explorer tempo fa. Ora, dovendo adeguare il browser, Microsoft si sta accrodando con Macromedia al fine di ridurre i disagi agli utenti e al tempo stesso garantire la compatibilità con le applicazioni web.
In pratica, nel momento in cui verrà caricato un ActiveX, un programma pensato per essere eseguito in una pagina web, apparirà un pannello che indicherà chiaramente che un programma sta per essere caricato.
Solo per citare alcuni di questi Activex, indico: QuickTime, RealOne e RealPlayer, Acrobat Reader, Java Virtual Machine e addirittura Windows Media Player.
Acquistare su Amazon da Word e PowerPoint

Amazon.com e Microsoft hanno annunciato una teconologia che permetterà agli utenti di Office 2003 di fare acquisti direttamente dai programmi più utilizzati al mondo. Staremo a vedere, visto che si promette che leggendo una bibliografia sarà possibile andare ad acquistare un libro, e sarà possibile anche aggiungere informazioni, facilmente da Word, ai commenti di Amazon.

martedì 7 ottobre 2003

Grazie

Non so se riuscirò mai a leggere tutti i messaggi che ho ricevuto in questi giorni e di certo non mi aspettavo un successo simile del post sulle inutilità di Smau. Infatti, credo che sia l'unica ragione per cui si sono impennate le visite Mister Reset di ieri, tanto che in un giorno ho avuto il 182,71% degli unic user di un mese! Ora siete davvero tanti.
Grazie di cuore per la stima ed è bello pensare di aver strappato un sorriso a qualcuno.
Alice free contro Alice libre

Telecom è un'azienda strana. Telecom Italia offre Alice free a 2 euro all'ora, ma Telecom Italia France offre l'analoga Alice Libre (qui non avrebbe potuto chiamarla Alice Libera per la concorrenza) a 1,5 euro. Mille lire in meno. La differenza qual è? In Italia l'infrastruttura è di Telecom, in Francia paga il traffico a France Telecom. O in Francia lavora in perdita secca, o in Italia ha un margine esagerato.

lunedì 6 ottobre 2003

Le inutilità di Smau

A Smau ci sono un sacco di prodotti del tutto inutili, nel senso che invece di portare la convergenza tra tecnologie ed oggetti creano solo un po' di casino o generano traffico.
Il massimo è rappresentato da bticino che ha presentato un citofono che, se non rispondiamo, manderà un'email o un video messaggio. Se non vogliamo farci trovare dalla vecchia zia, saremo certi che lei saprà che sappiamo che ci ha cercato, come avviene sulle chiamate ai cellulari. Ma almeno spero che qui i messaggi si possano disabilitare. Se non vogliamo l'email, ci manda un videomessaggio sul cellulare, che è una trovata geniale: non sono in casa, vengono a rompermi le scatole e io pago pure un euro per sapere chi è stato!
La cyclette con Dvd incorporato non ha molto senso, perchè difficilmente stiamo un paio d'ore ad esercitarci a meno che, al posto degli anabolizzanti e delle porcate varie, abbiamo deciso di prendere sul serio il giro d'Italia. Diverso il discorso di collegare la PlayStation: la partita dura pochi minuti, per cui si lega bene alla cyclette. Copiare idee fa sempre bene (microsoft docet), ma bisogna migliorarle e non peggiorarle.
Altra inutilità, che purtroppo temo che si riveli un successo, è l'Adsl senza canone. Ad un costo all'ora di 2-3 euro, è possibile avere in casa la rete a banda larga. Le cose sono due: o si usa un paio d'ore nel week end e basta o è una spesa folle, nel senso che non si aveva bisogno di una connessione ad internet veloce! L'adsl ha senso per chi scarica file o per chi ha la necessità di essere collegato a lungo. Pensate di farlo con l'orologio in mano, spendendo alla fine la stessa cifra che ssi spenderebbe per avere una connessione 24/7.
Scopriamo, tutto d'un tratto che l'asterisco dei nostri telefoni si chiama STAR. Chiama 4 STAR è il claim di Telecom Italia. Pensa che scemo, pensavo a Clooney, Pitt, Roberts e Stone. O alla nonna/zia che fa i manicaretti ai tre uomini single impegnati con il dado (in effetti mi sarei chiesto chi fosse il quarto). Per chi non ha capito la battuta, era l'azienda del doppio brodo...
Pagare con il cellulare per fare decollare l'ecommerce è un qualcosa che sarà realizzabile, ma tra un po'. Altrimenti non posso credere che in Telecom, piuttosto che Fastweb, Wind o altro operatore non abbia creato un servizio di pagamento delle bollette centralizzato. Se devo pagare 5 euro forse può andare bene il cellulare, ma per il resto esistono sistemi certamente più comodi che andare su un sito, trovare il prodotto, accettare le condizioni, mettere dentro i dati per la spedizioni, fare una telefonata con il cellulare e digitare un codice che ci è stato inviato. Ma volete dire che Visa e American Express non possono fare questo servizio anche loro, ma senza passare dal cellulare e direttamente sul web?
Il rilevatore di bugie su cellulare. Pensate alla killer application: il venditore va dal cliente, mette lì il cellulare sul tavolo e chiede Mi pagherai regolarmente?. Se mente, si avrà un cliente insolvente in meno. Un aiuto concreto alle aziende. Piuttosto che, parlando di telefoni: mi ami, ma quanto mi ami? Qui non si scappa e la coppia scoppia.
Cy Motion, la tastiera ad energia solare. E' wireless e le batterie si ricaricano con la luce. Peccato che ci dicano che per l'ergonomia bisognerebbe essere in uffici semi bui con una lampada che illumina parte della scrivania...
La televisione sul cellulare è una novità fantastica: vedi male quello che puoi vedere praticamente ovunque meglio e spenderai (è gratis fino a dicembre) pure. Se potessero farci pagare anche per le radio, quelli dei telefonini inventerebbero qualche diavoleria di sicuro.
Nintendo porta il GameCube a 99 euro. Ma chi vuole fregare, visto che ora è praticamente impossibile trovare i giochi?
E poi, in ordine sparso.
Chi presenta nel 2003 le radio in miniatura per ascoltare la musica e non sono nemmeno Dab (digital Audio Boradcasting).
Chi vuole venderci, per la casa, una connessione wireless a 50 o 100 Mbit, quando Fastweb, che è la più veloce offre internet a 10 Mbit.
Chi vuole vendere telefonini con fotocamera 640x480 che scattano foto che mettono i brividi anche ai fotografi di Novella 2000 che riprendono i Vip a 3 chilometri di distanza e fanno foto sgranate e rendono le persone, volutamente irriconoscibili.
Chi fa stampanti a getto d'inchiostro. Sempre più belle e meno costose, tanto che conviene comprare una stampante nuova rispetto all'acquisto di una cartuccia. Ma gli ambientalisti non li hanno ancora smascherati e quindi prosperano.
La telefonia Umts: basta con le chiacchiere, siamo arrivati addirittura a vedere una simulazione di videotelefonata. Per forza, le videotelefonate vere non le vede quasi nessuno!
I televisori Lcd. Belli, costano una cifra abbordabile, ma come mai nessuno indica la durata di vita dei pannelli? Non hanno un tubo catodico, si consumano.
Gli stand che hanno musica a manetta o con ballerine scosciate: ma che ci vengono a fare queste aziende, visto che non fanno conoscere il marchio perchè ci ci bada al marchio alle spalle o sulla maglietta della donna dei nostri sogni? Ma almeno regalano qualche emozioni ai quindicenni...
Potrei andare avanti per ore e ore...
Qualcosa in più su Smau

Aggiungo qualcosa su Smau dopo il decalogo dell'altro giorno, per cui ho ricevuto un centinaio di messaggi:belli, ma non avete altro da fare? :)
Non sono d'accordo con chi dice cxhe Smau quest'anno è una schifezza e non concordo sulla decisione di chi non fa Smau e invita i giornalisti in feste e presentazioni a parte allungando gadget preziosi al fine di poter parlare dei propri prodotti.
Smau ha decretato il successo del Divx per i filmati, con molti riproduttori, anche con funzioni di connessione in rete e wireless. Segnalo, solo per citare due prodotti e fare torto ad altri (in fondo non me li regalano, non mi pagano per scrivere e quindi chissenefrega), di Mustek (stand Rs spa) e Pinnacle, entrambi al padiglione 11.
Poi ci sono diversi cellulari Umts in bella mostra e pronti ad entrare nel mercato, tra cui cito Nokia con un prodotto dal designe particolare (credo 7600 ma non sono sicuro del numero) e un modello Lg davvero carino. Sui cellulari segnalo anche Quax (o qualcosa del genere) e Telit, due società italiane che si mettono in corsa per gli Smartphone Microsoft con ottimi prodotti.
Moltissime sono le opportunità per le Pmi, addirittura mi riesce difficile tenere il conto, per cui un giro a Smau, se fossi un imprenditore lo farei.
E basta con la storia dei giovani: sono i primi acquirenti di prodotti tecnologici, quindi trainano il mercato, solo che se li si vede in giro per la fiera si storce il naso. Come se i cellulari come nGage vadano in mano all e massaio, piuttosto che i lettori Mp3 o i PC con i processori pompati. Questa ipocrisia deve finire! Si può parlare di aprire, in Smau, spazi per tutti e spazi per operatori. Ma per il resto non prendiamoci per i fondelli.

sabato 4 ottobre 2003

Rubato il sorgente di Half Life 2

Quella che può sembrare un burla, o una buona iniziativa marketing, si sta trasformando in un dramma. Half Life 2, il gioco più atteso quest'anno, il seguito di uno dei maggiori titoli del 1998, non avrà il codice sorgente in esclusiva perchè è stato sottratto, a quanto pare, direttamente all'amministratore delegato!
Questo significa che, tra un po' vedremo uscire Total Life o Complete Life...

venerdì 3 ottobre 2003

Il mio decalogo di Smau

Poche considerazioni su uno Smau scialbo. Pochissime le novità, e questo si sapeva da tempo, visto che mancano molti grandi nomi e che ormai non ci sono più annunci a Smau da anni (l'ultimo è stato, a mia memoria, Vodafone Live!).
La divisione consumer/business mi lascia un po' perplesso. A parte il fatto che gli avventori possano comprendere la definizione consumer, non capisco come mai PlayStation Experience, che segna il ritorno della console Sony in Smau, anche se non in un padiglione, non sia di fianco all'area cosnumer ma all'area business. Anzi, peggio ancora, è di fianco all'ingresso tirato a lucido dell Ist Event 2003, convegno di rilevanza europea dedicato alle Pubbliche Amministrazioni e all'e-government e organizzato dalla Direzione Generale della Commissione Europea, dal Ministro per l'Innovazione e dalla Regione Lombardia. Si prevede un afflusso per Ist Event 2003 di 4000 delegati da tutto il mondo. Ed entraranno di fianco a PlayStation e davanti allo stand Ibm (guarda un po che caso).
Qualche nota di colore visto che parlerò di Smau per parecchi giorni ancora.
Primo punto: il martello gonfiabile, tormentone per i ragazzini di Smau (lo danno al padiglione 11, se vi interessa, così non perdete tempo). Il secondo: la minore affluenza generale e quindi la possibilità di trovare posto nei vari teatri di dedicati alla presentazione di prodotti complessi (Macromedia, Micreosoft, ...) che rappresenta una vera e propria opportunità. Terzo: il padiglione ecommerce sembra una barzelletta. Ora che il commercio elettronico sembra essere una realtà, ci troviamo prodotti che chiaramente non hanno nulla da spartire con Smau in bella mostra, che quindi di internettiano non ha niente. Quarto: Amd ha in bella mostra gli Athlon 64, ma in sala stampa, e da qualche parte è comunque possibile ammirare questi gioielli (Olidata). Quinto: andate a vedere, anche se non vi interessano i videogiochi, lo Smau Ilp. Vedrete un'infrastruttura di rete impressionante a cielo aperto, che quindi dimostra come soluzioni mission critical come lo scambio dei dati dei giochi on line non siano proprio un gioco da ragazzi (Adso lo sa bene). Sesto: Tim ci porterà la TV nel cellulare. Idea che mi traumatizza, perchè oltre al canone Rai devo spendere molto di più per vedere poco o niente... Sesto: “Dobbiamo avere fiducia: il settore IT ha delle potenzialità straordinarie di sviluppo ha dichiarato il ministro Stanca al convegno d'apertura. E non è una battuta, come quelle che abbiamo sentito per tutto il resto del tempo. Settimo: Smau Shop merita una visita anche se gli sconti non sono quelli praticati lo scorso anno. Ottavo: 802.11g è la nuova frontiera del Wireless. Anche Us Robotics ha un hub adsl wireless a 54 kbit a meno di 200 euro al pubblico. Nono: approfittate dei chioschi Symantec all'uscita della metropolitana. Avrete informazioni gratis a vita sui virus e molta sicurezza in più. E non vi obbligano ad acquistare niente. Decimo: shock Apple. Annunciata e segnalata, è presente con una parete, un iMac e un poveraccio che risponde che tutto quello che c'è di Apple è lì.
Ps. quando per primo ho detto che zdnet.it chiudeva, qualche mese fa, qualcuno voleva intentare una causa e farmi cancellare il post, non mi sono mai tirato indietro di un passo: oggi si chiama http://tech.virgilio.it/.

giovedì 2 ottobre 2003

Nuovo intervento su Diario Tecnologico

Segnalo un mio nuovo intervento video su Diario Tecnologico. La piattaforma è leggermente migliorata, nel senso che con una Adsl a basso costo i video partono in pochi secondi, ma permangono problemi di sincronizzazione e di qualità dell'audio. I tecnici dicono che dipende un po' da Flash e un po' dal Player di Flash, che risponde in modo diverso a seconda della macchina su cui è installato.
Oggi apre Smau

Apre Smau ed è possibile che ci si incontri in giro per la fiera. Qualche mese fa ho scritto che a Smau quest'anno ci saranno poche aziende per vari motivi che non voglio rielencare, ho ricevuto una serie di improperi e accuse.
Oggi parlano finalmente i dati. circa 700 operatori (erano 1700 nel 2001).
Visto che ne mancano circa 1000, le ragioni sono da dividere tra la crisi economica del settore, lo sgonfiamento di internet (mai come oggi ci sono utenti che stanno collegati, lo usano e fanno acquisti on line ma non è più di moda) e gli organizzatori. Tanto per cambiare, questi ultimi hanno messo in piedi un convegno d'apertura con una pletora di relatori di gran cassa. Mi piace segnalare la definizione di un amico giornalista: vecchi tromboni che si parlano addosso e qualche incompetente che ricopre un ruolo importante e pontifica su di un futuro prossimo senza aver studiato il passato e aver compreso il presente. Strepitosa.
A cosa servono i 64 bit

Siccome mi accusate, come si dice a Milano, di menare il tollone sull'Athlon 64, scriverò questo post per spiegare, brevemente, a cosa servono 64 bit.
Ci stiamo accorgendo che i nostri computer hano un crescente bisogno di memoria. Basti pensare che tre anni fa i Dvd si affacciavano sul mercato e che oggi sono una realtà tanto consolidata da esserci dei portatili con masterizzatore Dvd. I sistemi a 32 bit sono in grado di indirizzare 4 Gb di memoria (che equivale precisamente a 2 alla 32 esima (2 perchè i bit sono due, 0 e 1 e 32 sono i biti di indirizzamento). Se per il momento la quantità di 4 Gb può essere più che sufficiente, già sui server, manipolando una grande mole di dati, questo non è sufficiente. Con 64 bit si possono raggiungere diversi Terabyte di memoria, 2 alla 64, per cui già risulta evidente il vantaggio. Ma ce n'è un altro che è molto più evidente: elaborando 64 bit di dati ad ogni ciclo di clock del processore, è come se elaborasse due operazioni da 32 bit (teoria e non rispettato sempre nella pratica perchè i dati vanno memorizzati dalla ram alla cach, dalla cache ai registri, elaborata e riscritta nei registri, e rispedita fuori, per cui qualche colpo di clock lo si perde fisiologicamente). E' chiaro che per il momento i 64 bit erano qualcosa per i server, mentre proprio per le capacità di svolgere operazioni complesse più rapidamente si creeranno applicativi a 64 bit per la grafica e il fotoritocco, per il montaggio video e per la manipolazione dell'audio e soprattutto per i videogiochi. Come si evince, si tratta di applicazioni che stanno sempre più entrando nelle nostre case, con software a basso costo. Che svolgeranno questi compiti sempre più rapidamente, tanto da elaborare i dati in tempo reale.

mercoledì 1 ottobre 2003

SuSE Linux supporta 64 e 32 bit

Suse, una delle distribuzioni storiche di Linux, ha annunciato di supportare sul kernel 2.6 sia applicativi a 32 che a 64 bit, appositamente per Amd Athlon 64 dalla versione 9.0, un uscita in questo mese, supportando anche le partizioni Ntfs e quindi favorendo la migrazione da Windows. In questa versione, viene messa a frutto l'esperienza di Suse nei sistemi operativi a 64 bit, creati già dal 1999.
Un sito contro Microsoft

Michael Robertson, creatore di Lindows, ha realizzato MS free PC, un sito per spiegare come l'Antitrust americana ha accusato Microsoft e come l'azienda si è accordata per pagare 1.1 miliardi di dollari. I legali di Microsoft si sono mossi per fare chiudere il sito, ma il creatore di Lindows, a sua volta in causa con Microsoft per il sistema operativo omonimo, per il momento non ne vuole nemmeno sentire parlare. Un altro caso divertente da seguire in queste battalgie legali intorno all'information tecnology.

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