Una chiacchierata con Andrea Varnier mercoledì scorso, il CEO delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, è stata particolarmente illuminante per capire come la tecnologia sta cambiando tutto: c’è un salto quantico rispetto a Parigi, sotto tutti i profili.
Stiamo parlando delle Olimpiadi in cui l’AI è protagonista (c’è un video in cui ne parlo nella prossima puntata del Late), ma il supporto umano è fondamentale.
Diciamocelo: per il momento è assolutamente determinante!
Proviamo a non dimenticarlo.
Ecco la versione automatica di questa newsletter.
L’AI è ancora percepita in modo confuso
Il mercato percepisce l’AI in modo irrazionale, guidato da notizie virali piuttosto che dalla logica. La vera rivoluzione dell’AI richiederà un immane sforzo e una generazione di imprenditori per costruire il tessuto connettivo necessario. Molto probabilmente, questi imprenditori dovranno essere nuovi, con mentalità diverse. L’AI farà guadagnare molto denaro e causerà anche molti problemi, soprattutto non sarà una rivoluzione immediata e non coinvolgerà tutte le aziende.
Giova ripetere questi concetti.
Anche questa settimana ho sentito “pontificare” sull’AI, sulle scuole e sulla formazione in generale. Ma la verità è che trattandosi di un aspetto culturale, non basta attivare una serie di “trigger” per cambiare tutto, ma intervenire con spinte “dolci”: pensare a cambiamenti drastici credo che non porti reali vantaggi perché, come esseri umani, abbiamo un’innata resistenza al cambiamento. Non basta fare dei corsi per diventare esperti, soprattutto in scenari che cambiano rapidamente come quello che stiamo vivendo. E poi non è tutto intelligenza artificiale e, soprattutto, se i dati che diamo in pasto ai sistemi non sono più che buoni, avremo un risultato molto elegante ma certamente sbagliato e, questo è il problema principale, non sempre si hanno le competenze per comprendere l’errore!
Io non tengo corsi, certo mi vedete in qualche speech o interviste, mi espongo personalmente solo organizzando dei team building, perché credo che non ci sia solo un tema di formazione, ma soprattutto di fare cultura delle opportunità.
Secondo me, non tutte le persone hanno voglia di mettersi in discussione o imparare qualcosa di nuovo, ma in generale sono disponibili, se motivate dalla curiosità, a fare “meno fatica” e da cosa nasce cosa…
La coscienza artificiale fa discutere
La domanda sulla coscienza artificiale è un tema dibattuto ormai da più di settant’anni, quando Alan Turing propose il suo test per valutare la capacità delle macchine di emulare il pensiero umano. Oggi, i grandi modelli LLM sono già in grado di superare il test. Questo è solo l’inizio: LLM hanno ottenuto risultati d’oro agli Olimpiadi di Matematica, collaborato con matematici professionisti per dimostrare teoremi, generato ipotesi scientifiche validate sperimentalmente e risolto problemi di laurea.
Il futuro dell’intelligenza è in progressione: i modelli di intelligenza artificiale sono ormai avanzati e vi lascio un articolo di Nature che spiega molto bene quanto sta accadendo. L’MAA (Association for the Advancement of Artificial Intelligence) ha trovato che il 76% dei ricercatori pensa che non sarà probabile che gli approcci attuali di AI portino allo sviluppo di una intelligenza generale artificiale. Questo “disaccordo” dipende da diversi fattori, come definitioni ambigue di AGI, paura di dislocazione e distorsione di interessi commerciali.
A che punto è l’AI in Italia?
Il mercato italiano dell’Intelligenza Artificiale ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025, con un aumento del 50% rispetto al 2024. Il 71% delle grandi imprese ha avviato progetti di AI, mentre il 41% dei lavoratori utilizza strumenti AI al lavoro, svolgendo attività che non sarebbero in grado di fare senza di essi.
L’uso di AI pronta all’uso sta aumentando nelle aziende, con l’84% delle grandi imprese che ha acquistato licenze di almeno uno strumento di Generative AI nel 2025. La semplicità di utilizzo e il basso costo di accesso sono i principali motivi di attrazione, ma solo il 9% delle grandi imprese ha una governance strutturata dell’AI. I lavoratori percepiscono benefici concreti, come il risparmio di tempo e la possibilità di svolgere attività che non sarebbero in grado di fare senza l’AI. Tuttavia, solo il 19% degli utilizzatori dichiara di fare uso esclusivo di strumenti aziendali, lasciando presupporre fenomeni di Shadow AI.
OpenAI e Anthropic si fronteggiano apertamente
L’attuale scontro tra Anthropic e OpenAI somiglia a una vera e propria battaglia tecnologica e mediatica. Quello che stiamo osservando è un duello senza esclusione di colpi, paragonabile a una sfida tra “Davide e Golia” nel settore dell’AI, dato che ChatGPT vanta numeri di utenti enormemente superiori a Claude.
Il 5 febbraio, Anthropic e OpenAI hanno rilasciato i loro modelli più potenti a soli 15 minuti di distanza, segnando una escalation senza precedenti nella competizione. Claude Opus 4.6 domina nel ragionamento e nel lavoro professionale, mentre GPT-5.3-Codex eccelle nella velocità di codifica e nei compiti autonomi. Nessun modello è un vincitore assoluto.
È indicativo del clima di tensione che Anthropic abbia anticipato la sua uscita per tentare di battere OpenAI sul tempo e catalizzare l’attenzione. Entrambi i modelli mostrano progressi straordinari, specialmente nel coding agentico, con Claude che offre una finestra di contesto da 1 milione di token e GPT che accelera il proprio sviluppo auto-migliorandosi.
Oltre ai modelli, la battaglia si è spostata sul piano pubblicitario con gli spot per il Super Bowl. Anthropic ha sferrato un attacco diretto, suggerendo ironicamente che l’AI di OpenAI inserirà annunci nelle risposte; Sam Altman ha reagito definendo la campagna “chiaramente disonesta”.
La concorrenza, si sa, è positiva per gli utenti. La rivalità non solo accelera l’innovazione tecnologica, ma costringe le aziende a mantenere standard elevati e a restare oneste nei confronti dei consumatori. In questa “guerra”, il pubblico è l’unico vero vincitore. Almeno per ora.
La paura sui mercati dovuta a Claude Cowork
Il nuovo tool di automazione legale di Anthropic, denominato Claude Cowork Legal Plugin, ha spaventato gli investitori al lancio, provocando una crisi nel settore software e dati. La reazione del mercato è stata forte, con un’apprezzabile perdita di valore stimata tra 285 e 300 miliardi di dollari.
Le principali società del settore, come Gartner, Thomson Reuters e Wolters Kluwer, hanno subito crolli significativi. La caduta si è estesa anche alle società di servizi IT in India, che dipendono dalla fatturazione per i clienti.
Il tool di Anthropic si concentra su workflow legali, ma l’azienda sottolinea che non fornisce pareri legali e richiede l’assistenza di un avvocato. I compratori possono beneficiare di una revisione più rapida e costi inferiori, ma le errori aumentano il rischio di nuovi contenziosi legali.
E OpenAI pensa a far costruire Agenti
L’intelligenza artificiale (AI) sta cambiando il modo in cui le aziende lavorano, consentendo loro di eseguire compiti che prima non potevano eseguire. Il 75% dei lavoratori delle imprese afferma che l’AI ha aiutato a svolgere compiti che non potevano fare prima. OpenAI presenta Frontier, una piattaforma che aiuta le imprese a costruire, distribuire e gestire agenti AI che possono eseguire lavori reali. Questo permette alle aziende di superare la lacuna tra la capacità dei modelli e la capacità di deploy effettivo.
Ma Google non sta a guardare
Gemini 3 può gestire compiti come la creazione di siti web personali e contenuti video complessi, come dimostrato all’evento Agent Factory. La nuova interfaccia a linea di comando (CLI) consente agli sviluppatori di interagire direttamente con i modelli Gemini, supportando la creazione di “dipendenti AI” leggeri senza infrastrutture complesse.
I modelli sono troppo limitati e la Physical AI li supererà
Yann LeCun sostiene che l’attuale paradigma degli LLM sia limitato perché privo di modelli del mondo necessari per pianificare e prevedere le conseguenze delle azioni. La vera intelligenza non risiede nel linguaggio, ma nella comprensione della realtà fisica tramite dati sensoriali complessi. Propone l’architettura JEPA per superare i limiti dei modelli generativi e raggiungere un’intelligenza di livello umano. LeCun difende l’open source come vitale per l’innovazione e la democrazia, vedendo nella concentrazione del potere il rischio maggiore rispetto a scenari apocalittici. Prevede un futuro di intelligenza aumentata e suggerisce di studiare discipline fondamentali per navigare l’imminente rivoluzione dell’IA fisica.
Gli agenti AI “noleggiano” gli umani!
Un nuovo servizio, Rent-a-Human, consente ad agenti AI di assumere lavoratori umani per compiti che non possono essere svolti autonomamente, come premere pulsanti fisici o ritirare pacchi. I lavoratori umani possono essere noleggiati a tariffe che vanno da 1 a 2.200 dollari l’ora, con il fondatore che si offre a 69 dollari. Gli agenti AI possono spendere autonomamente denaro per assumere lavoratori umani quando necessitano di aiuto.
In questo contesto, nel servizio che sarà nel Late e in parte nel testo dell’articolo di BusinessCommunity.it di mercoledì, per addestrare l’AI e fornire metadati vengono usati degli esperti degli sport.
Google cresce, soprattutto nei conti con l’AI
Google ha pubblicato il suo ultimo rapporto di guadagno, che mostra un anno straordinario, superando per la prima volta i 400 miliardi di dollari di entrate annuali nel 2025, grazie principalmente all’intelligenza artificiale. La società ha registrato un aumento del 18% delle entrate rispetto all’anno precedente, con un totale di 113 miliardi di dollari nel quarto trimestre. Le entrate pubblicitarie su YouTube sono cresciute del 9%, mentre le entrate del cloud sono aumentate del 48%. Il modello di intelligenza artificiale di Google, Gemini, è stato integrato in vari prodotti, come Search, Cloud e YouTube, e ha contribuito notevolmente alla crescita della società. Il CEO Sundar Pichai ha affermato che l’integrazione di Gemini con gli altri servizi di Google è stata un fattore chiave nel successo della società.
La robotica italiana cresce
L’Italia sta diventando un protagonista nella robotica di nuova generazione, con applicazioni trasversali in settori come l’industria, l’hospitality e la sicurezza. Secondo il professor Bruno Siciliano, ordinario di automatica e robotica all’Università Federico II, i cui manuali sono stati tradotti e vengono studiati negli atenei di tutto il mondo, “l’Italia ha tutte le carte in regola per diventare protagonista nella robotica umanoide”, grazie alla combinazione di eccellenza ingegneristica, tradizione manifatturiera e capacità di innovazione.
Il mercato globale dei robot umanoidi è destinato a raggiungere 70 miliardi di euro entro il 2035.
La puntata del Late Tech Show di questa settimana
🚀 Innovazione, Roma Smart City e l’AI in Azienda e la distribuzione che pensa all'umano: la nuova puntata del Late Tech Show
Come sta cambiando l’Italia attraverso il digitale? In questa puntata esploriamo il volto della trasformazione reale, dalla Capitale alle piccole medie imprese, passando per un nuovo modello di distribuzione tecnologica.
Ecco i tre pilastri della puntata condotta da Gigi Beltrame:
🏛️ 1. Roma diventa "Smart" con Riccardo Corbucci
Non si tratta solo di algoritmi, ma di una visione politica e sociale. Roma sta utilizzando strumenti come i Digital Twin e il 5G per risolvere problemi storici, ridurre le disuguaglianze e restituire tempo ai cittadini.
• L'esempio di Julia: Un'AI istituzionale che guida i cittadini tra i servizi burocratici e offre informazioni in tempo reale, come la fila nei pronto soccorso.
🤖 2. AI Generativa: dai Chatbot agli agenti con Andrea Boscaro
Siamo in una fase a "macchia di leopardo": molti dipendenti usano l'AI, ma le aziende spesso mancano di regole condivise e account professionali.
• Il salto di qualità: Stiamo passando dalla "magia" dei chatbot (produttività personale) all'ingegneria degli Agenti (automazione dei processi).
• Il prerequisito: Senza dati organizzati, puliti e salvati in cloud, gli agenti non possono funzionare.
📦 3. Una distribuzione "Umana" e sovrana con Vito Vona e Antonio Serra
In un mondo che insegue la disintermediazione, Proxima Distribution riporta al centro le persone, lo scouting e la competenza.
• Focus Strategico: Sovranità digitale europea, Cyber Security verticale e una business unit dedicata al GreenTech (hardware rigenerato e riutilizzo di licenze software).
Continua il successo del libro Dati & AI
A febbraio riprenderanno alcune presentazioni di Dati & AI, nel frattempo vi ringrazio per i tanti messaggi che mi state scrivendo.
Gli SmartBreak
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