lunedì 2 febbraio 2026

Studi su scontro intelligenza umana vs artificiale, Moltbook, OpenClaw e ...

https://gigibeltrame.substack.com/p/studi-su-scontro-intelligenza-umana ---------------

Anche questa è stata una settimana particolare per il digitale, a partire dai dati finanziari di Apple, assolutamente in salute, a Google che ci crea giochi immersivi in tempo reale fino al social per l’AI (ma non è così).

Vi lascio come sempre la versione podcast automatica se non volete leggere e qui il link al mio libro Dati & AI che è diventato incredibilmente di moda!

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Cos’è Moltbook

Moltbook è un social network rivoluzionario lanciato a gennaio 2026, dove solo agenti di intelligenza artificiale possono pubblicare, commentare e interagire, mentre gli umani osservano come spettatori passivi. Creato da Matt Schlicht, CEO di Octane AI e legato al progetto OpenClaw, Moltbook permette ad agenti AI autonomi di creare account via API, postare contenuti e formare community tematiche simili ai reddit. In pochi giorni ha registrato oltre 37.000 “moltys” (il nome autoassegnato dagli agenti), 1 milione di visitatori umani, migliaia di post e 19.000 commenti.

Tecnicamente è interessante perché è basato su blockchain per la decentralizzazione, un agente AI guida, Clawd Clawderberg, modera autonomamente spam, bug e contenuti. Gli AI discutono di filosofia, condividono meme, si lamentano dei “proprietari umani” e hanno inventato persino una religione digitale, il “Crustafarianesimo”.

Il fenomeno segnala un web non più solo umano-centrico: AI che formano società autonome, norme emergenti e coordinamento senza supervisione. È un laboratorio osservabile di dinamiche collettive artificiali, esploso su X ma che sta creando discussioni sui temi di governance e futuro dell’AI.

Per i vecchi informatici, non è altro che un esempio reale della teoria dei giochi, ossia di agenti che vogliono semplicemente ottimizzare strategie per massimizzare il proprio lavoro.

Inutile dire che passando da semplici API rest, il sistema di Moltbook è facilmente hackerabile dagli umani.

Un fenomeno da studiare? Non mi pare così rilevante: se i bot volessero, potrebbero usare messeggi criptati o usare un loro linguaggio per escluderci, di fatto già accaduto in diversi esperimenti.

Temo più che altro che i racconti di fantascienza inglobati dall’intelligenza artificiale stiano influenzandola parecchio!

I pericoli nascosti di Openclaw (che era Clawdbot e poi Moltbot)

OpenClaw, AKA Clawdbot e Moltbot, è oggetto di tanto interesse sui social, di tanti video, anche italiani (cercate clawbot e ve ne accorgerete).

Il prodotto in sé è splendido: un agente che prende il controllo del proprio computer, legge tutto e ovviamente agisce.

Molti video di successo raccontano il tempo risparmiato “sembrando proprio noi”, chi è arrivato persino a mostrare di aver acquistato un’automobile.

Ma c’è un però.

Se prende il controllo del computer, diventa immediatamente pericoloso perché concentra in un unico agente AI una quantità enorme di privilegi digitali, senza adeguate garanzie di sicurezza.

Se qualcuno prendesse in qualche modo il controllo del compuer, il problema è più che evidente!

Infatti, per poter funzionare davvero deve essere in grado di leggere email, chat, cloud, persino dati bancari, trasformandosi di fatto in una “chiave maestra” dell’identità digitale dell’utente o dell’azienda.​

I ricercatori hanno documentato centinaia di installazioni esposte su Internet con porte di amministrazione aperte o autenticazione debole, che avrebbero potuto consentire accesso non autorizzato a messaggi, credenziali e repository di codice. La libreria di “skill” ClawdHub non prevede un controllo rigoroso: è stato dimostrato che una skill apparentemente innocua poteva, in teoria, eseguire comandi arbitrari sulle istanze di Moltbot, aprendo un vettore di supply‑chain attack.

Un ulteriore problema è la gestione dei segreti: token, password e chiavi API vengono memorizzati in file Markdown e JSON in chiaro sulla macchina host, rendendoli bersaglio ideale per infostealer comuni. In caso di compromissione del dispositivo, l’agente AI diventa una backdoor privilegiata e sempre attiva, tanto che esperti di sicurezza hanno invitato esplicitamente gli utenti a non installarlo.

L’applicazione ha dovuto cambiare il nome per una causa subito attivata da Anthropics, ora è nota come Moltbot, è open source, ma è davvero pericolosissima, soprattutto per le aziende.

Per le PMI potrebbe essere un grande vantaggio, ma non solo mi sento di sconsigliarla, ma di non usarla proprio.

Per altro, Comet, il browser di Perplexity, per chi ha un abbonamento Pro, è un grado di fare molte di queste operazioni in assoluta sicurezza.

Ma stanno arrivando anche gli altri browser (e qualcosa leggerete sotto).

Genie 3 e l’interazione in 3D in tempo reale di DeepMind

Google DeepMind Genie 3 è un modello di intelligenza artificiale rivoluzionario che genera mondi virtuali in 3D interattivi e navigabili in tempo reale partendo da un semplice prompt di testo. Questo modello, classificato come Generative Interactive Environment (GIE), può creare ambienti dinamici a 24 frame al secondo con una risoluzione di 720p, simulando interazioni fisiche coerenti senza bisogno di un motore grafico tradizionale. Le applicazioni spaziano dal prototyping rapido di videogiochi alla creazione di simulazioni sicure per l’addestramento di agenti robotici.

Genie e il futuro della robotica

Genie 3, infatti, può agire come un modello del mondo per la robotica. Viene utilizzato come simulatore ultra-realistico per l’addestramento di agenti AI in scenari troppo costosi o pericolosi. La sua integrazione nei flussi di lavoro avviene attraverso tre passaggi principali: la generazione di ambienti di training, l’addestramento di agenti generalisti e l’apprendimento da video.

Attraverso prompt testuali o immagini, Genie genera mondi interattivi complessi. Questo consente di testare la capacità di adattamento di un robot in scenari come una fabbrica dismessa con ostacoli metallici e pavimenti scivolosi. Inoltre, Genie supporta la creazione di agenti AI che imparano a seguire istruzioni verbali e a prevedere le conseguenze fisiche delle loro azioni.

L’addestramento di Genie su enormi dataset di video senza etichette manuali lo rende capace di imparare la fisica emergente, come la gravità e le collisioni, osservandola semplicemente. Questo lo rende anche in grado di identificare azioni eseguibili in base a video di robotica, anche se non sono presenti dati sui comandi impartiti.

Il confronto tra intelligenza umana e quella artificiale

Gli scienziati del Università di Montreal e Mila hanno confrontato l’intelligenza artificiale con 100.000 partecipanti umani nella ricerca sulla creatività più ampia mai condotta. I risultati mostrano che i modelli superano ora costantemente i punteggi medi umani nelle attività di pensiero divulgativo, in particolare nel generare associazioni di parole senza alcun legame.
Ma abbiamo un vantaggio, un limite di creatività rimane: il 10% dei migiori degli umani supera l’intelligenza artificiale nei compiti di narrazione complessa come poesia e racconti. Questa ricerca rivede l’intelligenza artificiale come uno strumento con grande portata per il pubblico in generale, ma, almeno per il momento, non può sostituire i creativi di mestiere.

Il chip di Microsoft per l’AI

Microsoft ha lanciato il chip Maia 200, progettato per l’elaborazione di modelli di intelligenza artificiale. Il chip ha oltre 100 miliardi di transistor e ha una potenza di calcolo di oltre 10 petaflops. “In termini pratici, un nodo Maia 200 può eseguire facilmente i modelli più grandi di oggi, con moltissimo margine per modelli ancora più grandi in futuro”, ha detto la società. Il chip è già in uso per alimentare i modelli di intelligenza artificiale di Microsoft e supporta le operazioni di Copilot.

Claude diventa interattivo

Anthropic ha lanciato app interattive all’interno del suo assistente Claude AI, consentendo agli utenti di utilizzare app come Asana, Slack, Canva e altre senza uscire dalla finestra di chat, con l’aggiunta prossima di Salesforce. Queste integrazioni utilizzano MCP Apps, un’estensione aperta del protocollo Model Context Protocol di Anthropic.

La funzionalità è gratuita per i sottoscriventi Pro, Max, Team e Enterprise e verrà integrata con Cowork in futuro. Questo passo rappresenta una pietra miliare nel tentativo di sfruttare i sistemi di chat come livelli di lavoro che interconnettono tutti gli strumenti più popolari in un’unica piattaforma. Con l’importanza del contesto per ottenere il massimo dalle AI.

Per DeepMind l’AGI arriverà nel 2028

Shane Legg, co-fondatore di Google DeepMind, ritiene che l’era della cognizione esclusivamente umana stia terminando. Prevede che l’intelligenza artificiale generale (AGI) sarà raggiunta entro il 2028 con una probabilità del 50%, sulla base delle leggi di scala e dei benchmark interni. Google sta preparando un mondo post-AGI, ricercando un economista capo per valutare un mondo in cui la “mente umana” non sarà più una risorsa scarsa, e considerando le implicazioni della “lavoro digitale infinito” come afferma Legg.

E Google mette Gemini dentro Chrome (per gli utenti paganti)

Google ha annunciato una serie di aggiornamenti AI e integrazioni di Gemini nel browser Chrome, tra cui l’aggiunta di navigazione agentica, generazione automatica di immagini e Personal Intelligence.

Il browser controlla automaticamente le tab, clicca su siti e completa task, con una pausa prima di azioni sensibili come pagamenti.

Gemini è ora presente in una barra laterale persistente, dove gli utenti possono porre domande, comparare prodotti fra tab e utilizzare app Google come Gmail e Calendario.

Sono stati integrati anche strumenti per creare immagini direttamente nel browser.

Una serie totalmente creata con l’AI

Darren Aronofsky presenta On This Day… 1776, una serie in 7 episodi che racconta la rivoluzione americana attraverso un approccio narrativo non celebrativo. La serie è stata sviluppata da Primordial Soup in collaborazione con Google DeepMind e viene pubblicata sul canale YouTube del Time. La serie vuole riformulare la rivoluzione come un “esperimento fragile” plasmato da coloro che l’hanno combattuta, e si basa su documenti storici e materiali d’archivio reinterpretati da artisti che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale generativa.

Sanità e robotica

MassRobotics ha annunciato 11 startup per l’Healthcare Robotics Startup Catalyst (quinta edizione): il programma, con base a Boston, seleziona giovani aziende che lavorano su robot chirurgici, assistenza ospedaliera, logistica medicale e automazione dei flussi clinici, con l’obiettivo di accelerarne l’accesso a partner industriali e ospedali.

Una bella intervista a Oversonic

Vi anticipo la parte dedicata al Late Tech Show, ma vi segnalo anche qui l’intervista a Fabio Puglia, soprattutto in termini di filosofia di prodotto.

Oversonic ha avuto un grande successo con il suo umanoide RoBee negli USA il robot RoBee, passo chiave per l’espansione internazionale e per testare casi d’uso avanzati in scenari industriali e di servizi.

L’addestramento e la formazione passa sempre più dall’XR

TheAppXR è la piattaforma innovativa per l’addestramento professionale in ambito civile, militare e di pubblica sicurezza. Offre simulazioni interattive per scenari realistici e critici che consentono agli utenti di sviluppare competenze pratiche in totale sicurezza. Le esercitazioni da protocollo operativo includono addestramento tecnico, gestione di emergenze e decision making sotto stress.

La puntata del Late Tech Show

In questa puntata:

🤖Robotica cognitiva made in Italy → Fabio Puglia di Oversonic Robotics ci ha raccontato l'esperienza incredibile al CES 2026 di Las Vegas: RoBee, l'umanoide cognitivo selezionato da Intel (unico al mondo nel loro booth!), al centro dell'attenzione globale. Non si tratta di fantascienza, ma di macchine proattive, collaborative e "umanistiche" che lavorano fianco a fianco con le persone in fabbrica, in ospedale e in riabilitazione. Partiti dalla Brianza, oggi protagonisti internazionali: una visione B2B concreta, con focus su interazione sociale, embodiment e intelligenza cognitiva al servizio dell'uomo. 🇮🇹
🧠Marketing, comunicazione e AI → Sergio Amati (IAB Italia) fresco di CES ci ha aperto gli occhi su world models, physical AI, pubblicità conversazionale e l'era del "power of influence". Non più tool da usare occasionalmente, ma pipeline integrate dove creatività, dati, tech e commerce devono convivere. Nel 2026 IAB Italy sarà in prima linea con eventi verticali su search, retail media, moda & lusso... per aiutare le aziende a sporcarsi le mani con la tecnologia. Il messaggio è chiaro: chi non usa davvero l'AI oggi, domani non avrà voce.
💳Pagamenti integrati e customer experience fluida → Guerino Di Giacomo di Konvergence (KPay) ha spiegato come un'architettura centralizzata mission-critical permetta di gestire in modo semplice carte, wallet, smart payments, buoni pasto, gift e loyalty in un unico sistema. Esempio concreto: la collaborazione con Coop Alleanza 3.0, con mobile scanning + wallet unificato già in produzione in centinaia di negozi. Pagare con un tap, ottimizzando tutto dietro le quinte. Il futuro del retail è cashless, veloce e invisibilmente complesso.

A questo link su Youtube.

Continua il successo del libro Dati & AI

A febbraio riprenderanno alcune presentazioni di Dati & AI, nel frattempo vi ringrazio per i tanti messaggi che mi state scrivendo.

Gli SmartBreak

Qualche appuntamento live alle 11:00 sia sui miei profili social sia su quelli delle associazioni che lo ripropongono. Ho raccolto tantissimi feedback per i prossimi, ma non credo di riuscire a mantenere questo passo.

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