venerdì 31 ottobre 2003

Uno su cinque non naviga!

E' uscita, da parte di Amd, una ricerca che ci dice che 5 miliardi di uomini non navigano, ma che gli utenti sono 600 milioni. Su internet stanno nascendo tediose discussioni in merito al digital divide, ossia tra chi è connesso e chi no.
Pensare che molti di questi che non sono connessi, non lo siano per scelta e non per possibilità è così sbagliato? Un amico che lavora in una grande azienda di computer, mi dice che la maggior parte dei computer per i sedicenni sono venduti a famiglie che hanno già il computer. Ma non è una maggioranza, è un plebiscito. Se non ci sono ragioni per collegarsi ad internet, oppure bisogni o opportunità, perchè farlo?
Mi piacerebbe che qualcuno finanziasse uno studio di questo tipo. Purtroppo in Italia quel qualcuno è difficile da trovare.

Napster 2.0

E' arrivato, anzi è tornato Napster. Lo provo, e poi ne parlo. Di certo, c'è una serie di accordi con altri, tra cui Microsoft, per bloccare iTunes.

giovedì 30 ottobre 2003

Office 2003: dov'è?

Ieri avevo un po' di tempo, così sono andato per negozi e per centri commerciali. Ci fosse stato un posto con Office 2003. Nemmeno MediaWorld li aveva, un posoto che di solito è attento ai prodotti nuovi e innovativi. Solo all'interno dell'Iper stavano approntando lo scaffale ed etichettando le copie di Office.
Insomma, è passata più di una settimana dal lancio e i prodotti latitano. Non è proprio da Microsoft.

Gli utenti internet italiani

L'uscita dei dati Nielsen sui siti web mi fa sempre fare delle considerazioni, non necessariamente interessanti o intelligenti. Siamo diventati 14 milioni di navigatori (+2% rispetto agli utenti 2002). Le sessioni effettuate sono aumentate del 26% e il navigatore medio naviga oltre 8 ore e mezzo in un mese (+16%). Come vado dicendo da un po', gli italiani, grazie alla diffusione della banda larga, ma soprattutto di servizi un po' più seri e reali, usano maggiormente il computer per reperire informazioni, comunicare e fare acquisti. Parlando con un responsabile di un sito di commercio elettronico, mi diceva che oltre all'incremento di vendite si è registrato un fortissimo interesse di navigatori che entrano nel sito, guardano i prezzi e simulano l'acuisto riempiendo il carrello. Significa che tutto quanto si muove e ora, a differenza di qualche annno fa, esiste un mercato di utenti e una infrastruttura solida. Non mi sento molto d'accordo con chi sostiene che il momento del b2c (business to consumer) non sia arrivato ancora: ma aveve visto i servizi di Amazon che permettoni di fare delle ricerche non solo sugli autori e sui titoli dei libri, ma anche dentro i testi che li compongono. E Amazon è b2c per definizione. Sebbene la crescita degli utenti web italiana sia lenta, io non mi lamenterei, visto che in Italia ci sono circa 30 milioni di soggetti attivie con discrete disponibilità economiche e che quindi si è raggiunta quasi la metà degli utenti potenziali.

mercoledì 29 ottobre 2003

L'industria dei videogames

Qualche tempo fa ho scritto un post su come quelli dei videogames non capisacano niente. Oggi mi trovo in una situazione in cui potrei scrivere di peggio oppure cantare il de profundiis a CTO. Propendo per la seconda ipotesi, senza però dare per morta l'azienda.
Non voglio più parlare di quanto è accaduto, di Electronic Arts e delle Virtus. Voglio parlare di XTechnologies e del mondo delle periferiche di gioco. I player sono rimasti pochi perchà Xtechnologies (CTO) è in difficoltà, Microsoft ne è uscita (come vedete ogni tanto ne sbaglia palesemente una anche Bill) e restano poche aziende. La cosa sconcertante è questa: sono tutti prodotti praticamente identici, magari con alcuni aspetti più spinti per un prodotto piuttosto che per per un altro. Ma all'occhio del cosnumatore che li trova in scatole chiuse sono tutti inesorabilmente identici. Tranne un prodotto di Ims per PS2, che ha il gusto dei primi joypad per PC e un design carino. E basta con le licenze Ferrari, Ducati, fichi secchi e via dicendo. Mi piacerebbe sapere se uno gioca con un volante per il marchio sopra o per il gusto di giocare.
Perchè CTO non vende il marchio Xtechnologies in modo da avere una boccata d'ossigeno?

I dvd da due giorni

Mi sono fatto mandare un dvd di quelli che durano due giorni dalla Buena Vista (leggi Disney). L'ho fatto gratis da questo sito (http://video.movies.go.com/ez-d/): basta avere un puntello negli Usa.
Mi è arrivato Signes in una busta sigillata. La apri e da quel momento hai due giorni di tempo (circa) per vedere il film. l'ho aperto ieri sera e vi farò sapera quanto dura. Per ora posso dire che ha un puzzo orrendo e che funziona in tutto e per tutto come un dvd. Un paio di osservazioni. Leggendo la documentazione, scopro che i dvd a tempo costeranno circa 6.99 dollari (tasse escluse come conviene per gli states). Io noleggio i dvd, di base, a 3-4 euro per tre giorni. Non cososco il prezzo del noleggio negli Usa, ma credo non si discosti molto. Che senso hanno questi dvd a tempo? Mi spiego. Volendo, ho tutto il tempo per copiarlo come i dvd normali. E' di fatto un prodotto a noleggio. Inquina (la documentazione sostiene che è riciclabile, ma è plastica...) e andrebbe inviata per posta una volta messo fuori uso!
Non mi sembra una bella trovata.