Questa settimana si è tenuta a Milano una manifestazione, “AI Festival”, ma impegni precedenti non mi hanno consentito di esserci e andare per toccate e fughe non aveva senso, ma ho comunque visto diversi amici.
L’intelligenza artificiale sta cambiando passo, al di là di tutto, ma molto storytelling è rimasto un po’ indietro, ma c’è tempo, siamo solo all’inizio"!
Nel frattempo, nel mondo digital continuano a succedere tante cose che mi appunto e che poi seleziono qui.
Qui trovate la versione podcast automatica.
Come viene usata l’AI?
Proseguono le uscire relazioni sull’uso dell’AI, nonché presentazioni come a Davos al World Economic Forum dove, dopo la Groenlandia e la geopolitica, è stato l’argomento più discusso.
Larry Fink, CEO di BlackRock, sostiene che l’Intelligenza Artificiale non è una bolla speculativa, ma una necessità di investimenti infrastrutturali che fungerà da volano per la crescita globale, con centinaia di miliardi di dollari di investimenti previsti. Secondo Fink, ci saranno fallimenti e vincitori, ma l’AI porterà benefici nella scienza, medicina e sviluppo di nuove fonti energetiche, migliorando la vita umana.
Il World Economic Forum a Davos ha visto un’intensa discussione sull’intelligenza artificiale con ospiti come Dario Amodei, Demis Hassabis e Satya Nadella. Amodei ha criticato la politica di Trump di vendere chip AI alla Cina (video), paragonandola a “vendere armi nucleari alla Corea del Nord”. Nadella afferma che nessuna azienda può “cavalcare” l’era dell’IA senza innovare, altrimenti sarà “superata da qualcuno di più piccolo”. Amodei prevede che entro 6-12 mesi potremmo avere modelli che eseguono “la maggior parte, forse tutto” del lavoro degli ingegneri software.
L’AI non è una moda, ma un nuovo sistema operativo del business. Secondo Satya Nadella, l’Intelligenza Artificiale sta riscrivendo le regole del gioco, richiedendo una trasformazione radicale. Il potere non è più nei dati, ma nel contesto, e chi possiede la capacità di orchestrazione sarà il vero vincitore. L’adozione dell’AI impone un ripensamento dei flussi di lavoro e la diffusione capillare e democratica di questa tecnologia è la vera sfida.
I modelli di intelligenza artificiale saranno in grado di eseguire quasi tutte le attività di ingegneria del software entro dodici mesi, secondo Dario Amodei. La recente uscita di Claude Code, uno strumento che consente di gestire interi codebase come problemi di ragionamento unificati, ha portato a una immediata caduta del valore di mercato per le aziende che si affidano allo sviluppo guidato da esseri umani. “La produzione è aumentata di 5 volte” mentre il Morgan Stanley SaaS index è sceso del 15% quest’anno. Tuttavia, come afferma Dario Amodei, “i fasti presuppongono che l’IA possa risolvere bug rari e gestire la manutenzione a lungo termine come gli esseri umani”.
L’uso dell’AI sembra essere concentrato su pochi tipi di attività, come coding e scrittura tecnica. In qualsiasi caso, negli Stati Uniti l’adozione si sta diffondendo velocemente, con una possibile distribuzione uniforme in 2-5 anni.
A livello globale, l’uso dell’AI è correlato al reddito medio dei Paesi. L’AI garantisce accelerazioni notevoli, ma la percentuale di successo cala con la difficoltà del compito. L’impatto sulla produttività è significativo, ma più realistico se consideriamo l’affidabilità reale. La collaborazione tra umano e AI, che ormai viene definita internazionalmente come “augmentation”, è fondamentale per trarre il massimo beneficio dalla tecnologia, come dimostra l’uso di Claude.ai, dove la collaborazione prevale sull’automazione pura.
Le competenze umane determinano l’efficacia del tool e interazioni di maggior qualità portano ad output di maggior qualità. L’AI non livella automaticamente le competenze, ma amplifica ciò che già c’è, quindi chi sa strutturare problemi, ipotesi, contesto ottiene molto di più.
L’AI, quindi, amplifica le competenze esistenti, favorendo chi sa strutturare problemi e ipotesi in modo da ottenere risultati migliori. I task complessi danno maggiori guadagni di produttività, ma anche maggiori fallimenti dell’AI. La soluzione è iterare meglio, riportando il capitale umano al centro, come dimostrato da Claude che mantiene un 50% di successo anche in task stimati in 19 ore di lavoro umano con conversazioni multi-turno.
La ricerca di OpenAI
L’intelligenza artificiale (AI) sta avanzando a un ritmo straordinario, ma molti paesi non stanno ancora sfruttando appieno il suo potenziale per beneficare le persone e stimolare la crescita economica. Una nuova ricerca mostra che il divario tra chi utilizza l’AI in modo avanzato e gli altri è già notevole. Alcuni paesi utilizzano l’AI per risolvere problemi più complessi e avanzare più velocemente, indipendentemente dalle risorse disponibili. Per aiutare i governi e le istituzioni a sfruttare l’AI, è stata lanciata l’iniziativa OpenAI for Countries, che include programmi di educazione, formazione e certificazione per sviluppare competenze AI.
Uno sguardo alle imprese
Nonostante l’incertezza macroeconomica, le imprese non rallentano sull’intelligenza artificiale. Il 94% dei CEO continuerà a investire in AI, con investimenti medi che saliranno all’1,7% dei ricavi aziendali. L’intelligenza artificiale è ormai una priorità non negoziabile per le imprese, con il 72% dei CEO che ne guida le decisioni e il 50% che lega la propria stabilità professionale alla capacità di farla funzionare concretamente.
Le contestazioni all’AI negli USA si diffondono
Negli Stati Uniti, movimenti come StopAI e ControlAI contestano la corsa all’intelligenza artificiale, temendo impatti sulla occupazione e sui consumi energetici. Il 55% degli americani chiede maggiori controlli, mentre Bill Gates e Geoffrey Hinton esprimono preoccupazioni su rischi e governance.
Il dispositivo di OpenAI per l’AI sempre con noi
OpenAI sta sviluppando un dispositivo hardware con la collaborazione di , probabilmente un paio di auricolari noti come “Sweet Pea”, che potranno gestire compiti AI complessi senza il cloud, grazie a un chip a bordo. Il dispositivo verrà svelato nella seconda metà di quest’anno, come confermato da Chris Lehane, Chief Global Affairs Officer di OpenAI.
La clonazione della voce open source
Una cattiva notizia per gli utenti che saranno sempre più facilmente vittime di truffe con la voce, ma anche di non rendersi conto di parlare con delle macchine al posto degli umani nei call center!
Infatti, Qwen3-TTS è una serie di potenti funzionalità di generazione del parlato sviluppata da Qwen, che offre supporto completo per clonazione vocale, progettazione vocale, generazione di discorso umano di alta qualità e controllo vocale basato su linguaggio naturale. Il modello, disponibile in due taglie (1,7B e 0,6B), supporta 10 lingue e vari dialetti, e presenta una forte comprensione contestuale, adattando tono, ritmo ed espressione emotiva in base alle istruzioni e alla semantica del testo.
Dovremo stare molto attenti.
Amd pensa alle immagini e ai video in locale
Amuse è uno strumento gratuito di AMD per la generazione di immagini e video AI, progettato per creatori di tutti i livelli. Consente di generare immagini o brevi video da prompt di testo, schizzi o media esistenti senza login o connessione internet. Utilizza CPU, GPU e NPU per un output creativo veloce, privato e di alta qualità. Può anche creare video con modelli AI avanzati e ingrandire immagini con tecnologia AMD XDNA. È completamente gratuito e locale, quindi tutte le elaborazioni rimangono private.
L’elemosina via App
La cosa si sta diffondendo, all’estero è una realtà da tempo con chioschi per raccogliere offerte.
Ora, la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore introduce un innovativo sistema digitale per la raccolta delle offerte, con un HUB informativo interattivo in otto lingue, emissione di ricevute immediate e un’interfaccia accessibile anche per persone con disabilità.
La realtà aumentata e il metaverso sono morti?
Beh, non ditelo a Zara, tanto per fare un esempio, o a Ikea: le loro App permettono in modo semplice e a tantissime persone di indossare vestiti virtualmente o di inserire mobili nel proprio spazio. Per chi dovrebbe essere morto, direi che sta benissimo, ma è sempre bene ribadirlo.
Certo, il metaverso pensato da Zuckemberg qualche anno fa non è mai esistito e ora non è nemmeno nelle priorità di Meta, ma i digital twin delle aziende funzionano benissimo e crescono costantemente i casi di formazione in realtà aumentata.
La posta arriverà con la guida autonoma
Poste Italiane lancia BOXi, un “postino-robot” elettrico e autonomo per la logistica urbana. BOXi è un veicolo a quattro ruote con una velocità massima di 25 km/h e un’autonomia di 60 km. È equipaggiato con telecamere stereo, sensori Lidar e un sistema di localizzazione di precisione. Il progetto, sviluppato con l’Università di Modena e il Politecnico di Milano, mira a rafforzare la mobilità sostenibile e migliorare la consegna di lettere e pacchi in ambito urbano.
L’Europa si sta svegliando su AI e robotica: ecco i bandi.
La Commissione Europea ha lanciato due bandi nell’ambito di Orizzonte Europa (Horizon Europe), con 307 milioni di euro per AI, robotica avanzata e tecnologie emergenti. Il bando AI e dati finanzia robotica collaborativa e sistemi autonomi, con scadenza il 15 aprile 2026, mentre il progetto ARISE supporta 13 PMI/startup in robotica collaborativa con fino a 200.000€ per prototipi e test industriali, scadenza 4 febbraio 2026.
La puntata del Late Tech Show
Con Natale Vinto, Technical Director di Red Hat, che ci ha raccontato come l'AI agentica, il cloud ibrido e il PNRR stiano accelerando la digitalizzazione in Italia, con un focus su community open source e AIOps.
Con Giorgio Tomassetti, CEO di Octopus Energy Italia che ci ha fatto immergere nel futuro dell'energia rinnovabile e dell'uso del digitale, con innovazioni come Kraken e Intelligent Octopus per ottimizzare consumi e risparmiare, trasformando il mercato dall'interno.
Con Ferdinando Traversa, Presidente di Wikimedia Italia, che ci ha condotto in un viaggio nei 25 anni di Wikipedia, dalla conoscenza condivisa dal basso all'impatto dell'AI, con un appello a sostenere questa risorsa libera e neutrale.
Continua il successo del libro Dati & AI
A febbraio riprenderanno alcune presentazioni di Dati & AI, nel frattempo vi ringrazio per i tanti messaggi che mi state scrivendo.
Gli SmartBreak
Settimana scorsa ho fatto 5 appuntamenti live alle 11:00 sia sui miei profili social sia su quelli delle associazioni che lo ripropongono. Ho raccolto tantissimi feedback per i prossimi, ma non credo di riuscire a mantenere questo passo. Nel frattempo anche oggi ne ho fatto uno.
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