martedì 11 ottobre 2016

E' arrivato Facebook a pagamento (ma tranquilli, non è quello che conosciamo, bensì Facebook Workplace)

Per la prima volta dalla sua nascita, Facebook mette a disposizione dei servizi a pagamento. Si tratta di un evento storico per l'industry di internet.
Di che cosa si tratta? di Facebook Workplace.



Ma cos'è?
Si tratta di una versione ridotta del social network pensata per migliorare la comunicazione all'interno delle aziende. 
Cerchiamo di capirci, non è una sfida a LinkedIn per trasformare il social network in uno strumento professionale, quanto un livello di comunicazione più pratico e veloce. Workplace consente di collaborare attraverso pagine e gruppi ed è accessibile da computer, tablet e smartphone. 



"L’idea è portare nell'ambito professionale la semplicità di uso di Facebook" ha dichiarato  Nicola Mendelsohn, Vice President EMEA. Il sogno è di sostituire la mail con delle chat evolute, magari con i video e persino le dirette. Un luogo in cui possono trovare posto, nel newsfeed, corsi, informazioni e documenti e dove le discussioni sono aperte e sempre disponibili.
Sono più di mille le organizzazioni che già lo utilizzano e oltre 100 mila i gruppi attivi.


Microsoft col Skype e la suite Office è il primo obbiettivo, ma non è da trascurare nessun potenziale concorrente perché Facebook utilizzerà questa applicazione per portare offerte cloud ai clienti.
I costi? gratis per 90 giorni, gratis a vita per le Onlus, da 3 euro al mese per utente aziendale. Dai 1000 utenti in su il costo mensile scende a 2 euro. 

giovedì 6 ottobre 2016

Samsung e la maledizione del Note 7

Non ce n'è: è nato male.


Per Samsung il Note 7 sarà un incubo che durerà a alungo se è vero che una nuova versione del telefono è esplosa su un aereo (avete letto bene).
A questo punto, per l'azienda, che pare abbia investito nel progetto di riconversione oltre due miliardi di dollari, conviene voltare pagina e cestinarlo, cambiando possibilmente anche il nome la prodotto.
Il danno d'immagine è enorme, bastava salire su un aereo per comprenderne la portata.

La carrozzeria stampata in 3D della Honda elettrica

Honda ha presentato un modello di auto elettrica, una mini car per la città, con la particolarità di avere la scocca in plastica, con parti stampate in 3D.


L'approccio non è certamente rivoluzionario, nel senso che si tratta di parti che si aggiungono e si inseriscono sulla carrozzeria, come questi inserti al fianco delle portiere o il portellone.
In realtà è un primo passo verso la personalizzazione delle auto che potrebbe stravolgere il mercato delle utilitarie (ma non solo) nei prossimi anni.

martedì 4 ottobre 2016

Per capire: Google ha prodotto un simil iPhone, un simil GearVR, un simil Echo e un simil Eero?

Non ci sono dubbi.
Sebbene nel mondo della tecnologia ci si copi con una discreta facilità, l'evento di Google segna un momento importante.



Di fatto arriva un prodotto simile all'iPhone, un prodotto per la realtà virtuale simile al GearVR, un prodotto per il wifi simile a Eero e un prodotto che è la risposta più vicina ad Amazone Echo.
Il tutto in una volta sola!
L'unico non clone è il Chromecast Ultra, ma qui si copiavano in casa visto che è l'unico hardware di successo di Google.
Un fatto certamente storico per l'industry.

giovedì 29 settembre 2016

La piccola guerra nascosta. la nuova guerra fredda USA-Russia è tutta digitale

La Russia non utilizzerà più software Microsoft. Esso verrà sostituito da software russo.

Forse non ce ne stiamo rendendo conto fino in fondo, ma la guerra fredda si è spostata sul digitale, vale per la Cina che chiude il web e Facebook, vale per la Russia che è stata inserita a pieno titolo in tutti gli articoli riguardanti le operazioni di hacking dell'ultimo periodo.
Ormai il confronto è totale e i consumatori, ormai in larga parte digitali, si trovano nel mezzo.
Nessun dato è sicuro, nessun dato è veramente privato.
Prendiamone atto.
Moi Ofis Pochta.

domenica 25 settembre 2016

PlayStationVR Dome: provare la realtà virtuale in salsa Sony

Tutti parlano di realtà virtuale, poi c'è chi si sta impegnando a portarla sul mercato, possibilmente nel salotto dei consumatori come Sony.
Ho potuto testare la #PlayStationVr a Milano, al PlayStationVR Dome e l'esperienza è stata più che positiva. Al di là della presenza di un piccolo museo della PlayStation, dove mi sono accorto di possedere quasi tutto(!), si potevano testare i giochi.



Partiamo dalla tecnologia.

l device è leggero e facile da montare: i ragazzi di Sony (Andrea e Alessio) sono stati gentilissimi nell’aiutarmi. Una volta indossato ti dimentichi di averlo.

Risoluzione: 1.920 x RGB x 1.080 (960 x RGB x 1.080)
Campo visivo: circa 100 gradi
Sensori: accelerometro, giroscopio
Microfono e Audio 3D



Il casco. La visuale è perfetta anche per un vecchietto come me, basta aggiustarlo un attimo. Zero problemi di nausea, cosa che invece mi provocavano altri tipi di realtà virtuale. Il suono.



Le cuffie garantiscono un'esperienza assolutamente immersiva, i giochi riescono ad avere una spazialità necessaria nel momento in cui si è immersi in un mondo tridimensionale.

I controlli. C'è un piccolo problema tecnico: se metti il casco devi sapere dove sono i controller o il game pad, altrimenti non li trovi e inizia un balletto togli e metti. Sarà un problema per i primi giorni, poi diverrà naturale.

I Giochi. Ho potuto testare VR Worlds, Rigs, Until Dawn: Rush Of Blood e Resident Evil, non tutti quelli presenti. Sono tutti ottimi, profondi, magari si può discutere della longevità. Forse quello che ho apprezzato meno è stato Resident Evil, meno immersivo ma certamente quello costruito meglio. Buzzoole Buzzoole