giovedì 18 febbraio 2016

Come utilizzare account multipli su Instagram in modo facile

Se la vostra applicazione è stata aggiornata, potrete utilizzare gli account multipli sul vostro smartphone / tablet Android/iOS.
Seguite questo video di Life Hax per capire come sia veramente facile e alla portata di tutti!


mercoledì 17 febbraio 2016

Quel che pochi hanno compreso di Apple, iPhone e il terrorismo

Si è parlato in lungo e in largo di come Tim Cook si sia tenacemente opposto a fornire i codici per entrare nella memoria di un iPhone giudicato vitale dalla sicurezza nazionale statunitense.
Tanti hanno colto nel segno l'operato di Cook, ossia preservare il rapporto di fiducia con i consumatori, ma hanno guardato un lato differente della vicenda.


Apple è terrorizzata al pensiero che qualcuno possa entrare nella memoria dei propri dispositivi mobili e quindi mettere in serio pericolo la privacy degli utenti.
Ma non lo è da oggi, ma da sempre, tanto che iOS, pur essendo craccabile e quindi aperto alle mani degli hacker di ogni tipo che pongono nelle app non ufficiali ogni sorta di malware, non permette di entrare nei meccanismi più intimi del sistema.
Da sempre, non da oggi, e questo è un baluardo giudicato insormontabile perché si traduce in un fattore concorrenziale inavvicinabile dai rivali. Poi si pensa ai dati, e ci si limita a giudicare questi. In realtà Apple sta puntando molto sui servizi, quindi acquisti di beni (musica, film), ma, udite udite, ai pagamenti.
Se dicesse che qualcuno può mettere mano ai dati dei terminali, chi si fiderebbe di Apple per i pagamenti?
Siccome a Cupertino sono dei geni del marketing, hanno cavalcato questa vicenda per affermare con forza che i propri sistemi sono intoccabili anche dai federali, quindi i dati sono al sicuro.
Sarà vero?
Non conta, il mercato ha recepito in un attimo la differenza sostanziale tra i sistemi operativi dei terminali mobili. Questo è il punto.

lunedì 15 febbraio 2016

sabato 13 febbraio 2016

giovedì 11 febbraio 2016

mercoledì 10 febbraio 2016

Il digitale in Italia "non conta un cazzo" e chi se ne occupa lo fa sempre a titolo gratuito: ma dove vogliamo andare?

Il titolo, crudo, è uno sfogo.
Se hai bisogno di un imbianchino, lo paghi.
Se hai bisogno di un architetto, lo paghi.
Se hai bisogno di un commercialista, lo paghi.
Se hai bisogno di un avvocato lo paghi.
Potrei andare avanti nell'elenco, dimostrando che la competenza si paga.
In Italia invece c'è un mondo che apparentemente non costa: l'ICT.
Hai un problema col computer? ma che vuoi che sia per te, ti pago un caffè e siamo a posto è un classico delle PMI italiane.
Ti occupi di social? dai, mi fai un paio di post su Facebook al giorno gratis? Ti offro in cambio visibilità!
E via fino a scalare alle più grandi, dove il digitale, che ci si racconta come determinante per il futuro prossimo delle imprese, non vale molto e non è nemmeno considerato molto.
Taglio la storia per arrivare al punto: Diego Piacentini è stato nominato da Renzi come Commissario del governo per il digitale e l'innovazione.



Il super manager torna in Italia per due anni, a partire da quest'estate, per lavorare per il nostro paese a titolo gratuito.
Avete letto bene, Piacentini molla Amazon da cui ricava uno stipendio milionario per lavorare gratis per l'Italia.
Gesto nobile, per carità, ma purtroppo vedo per l'ennesima volta la grande ipocrisia italiota verso il digitale, quello che fa risparmiare costi, quello che migliora l'efficienza delle aziende e della PA, non costa e non prevede un giusto compenso per le attività svolte.
Troverò mai qualcuno che mi spiegherà perché il digitale fa rima con gratis?
Ma soprattutto, chi lavora gratis ha credibilità?
Scusate lo sfogo a caldo. Tornerò sul tema.


PS la teoria dell'economia del dono non funziona in questo contesto, dove chi si occupa di digitale sposta o cancella milioni, se non miliardi, di euro