venerdì 15 maggio 2015

Windows as a service o Windows/Office commodity

Pochi osservatori hanno compreso quelle frasi di Microsoft relative al fatto che Windows 10 sarà l'ultima versione di Windows per come l'abbiamo conosciuto.

Quello che sta succedendo in Microsoft sotto la guida di Satya Nadella è evidente e non è tanto una consumerizzazione dei prodotti/servizi, e nemmeno un passaggio al cloud, quanto un modello di business freemium.
Provo a spiegarmi meglio. La trasformazione di Windows 10, le app universali anche su mobile, le app di Office gratuite per dispositivi con schermo piccolo, non sono altro che un modo per diffondere i servizi, trasformando tutto, dalla produttività ai sistemi operativi, in servizi.
Questo implica che ci saranno servizi di base disponibili a tutti, altri che saranno considerati premium.
Il pensiero a Windows è facile: la versione di base sarà per tutti e gli aggiornamenti, di piattaforma e di sicurezza, saranno impliciti e automatici. Le versioni per le aziende, invece, avranno qualcosa in più, anche in termini di controllo del parco installato, e avranno un costo.
Lo stesso accadrà con Office, con alcuni segmenti che saranno considerati commodity e quindi disponibili a tutti, altri a pagamento.
Questo è un mio pensiero, ma il passaggio che sta avvenendo è davvero evidente.

giovedì 14 maggio 2015

Mangiare a Expo2015: piccola guida ragionata (i ristoranti sono 179!)

Il tema di Expo2105 è il cibo, nutrire il pianeta energia per la vita, ma non si mangia gratis.
Al massimo si "pilucca" qualcosa, si assaggia nei cluster tematici e soprattutto alla Cascina Triulzia.
Per il resto si paga, in certi casi molto, in certi casi il giusto. Poco raramente.

Premesso che se si vuole mangiare etnico ogni occasione è buona, è bene dire subito una cosa: in generale a Expo si mangia il meglio delle cucine di tutto il mondo.
Il più caro è il ristorante giapponese, già alle cronache, ma che offre la qualità del miglior ristorante di Kyoto, fondato nel 1716. In qualsiasi caso ci sono altri 6 ristoranti giapponesi.
Anche la Spagna quanto a prezzi non scherza, ma si può davvero mangiare di tutto, a partire da 5 euro panino e bibita in su.
Si possono gustare piatti che difficilmente sono reperibili da noi e il consiglio principale è cercare di prendere i menu degustazione e dividerselo tra amici. Anche qui i prezzi sono molto variabili, da un 25 euro medi dei padiglioni della Corea del Sud o dell'Indonesia, con prodotti tipici che non sono facilmente reperibili da noi a 100 euro di altre nazioni.
Detto questo, il prezzo del piatto medio dei ristoranti non supera generalmente i 20 euro, con una media che oscilla intorno ai 13 euro.
Si risparmia qualcosina se si punta al take away e il prezzo scende di qualche euro, come per Spagna, Marocco e Malesia tanto per citare qualche esempio.
Si può provare la cucina Iraniana con una ventina di euro, tenendo conto che non sono serviti ovviamente alcolici, oppure una Supaipilla Barros Luco cilena se non i veri ravioli cinesi.
Qualsiasi considerazione, prima di sedersi al tavolo deve essere questa: i ristoranti sono gestiti, mediamente, come quelli stellati, quindi i prezzi, le materie prime e la preparazione sono quasi sempre all'altezza.
Il Gulash ungherese, per esempio, è fatto a regola d'arte (20 euro), ma qui vogliamo spendere qualche parola sui ristoranti italiani.
Senza scomodare Bottura, si mangia divinamente bene ovunque a prezzi abbordabili, ma se siamo italiani e mangiamo "italiano" non avremo mai vissuto l'esperienza di questa Expo fino in fondo.
Passiamo allo street food.
Kebab di Anatra e carote con maionese tartufata a 7 euro nel padiglione dell'Oman (anche le verdure pastellate sono interessanti).
Pizza a 7 euro nel padiglione della biodiversità come non l'avrete mangiata mai, ma siamo in Italia...
Hamburger di Angus nel padiglione USA con patatine e bibita sotto i 10 euro e c'è un classico BBQ, ma la cifra si alza sensibilmente.
Olanda e Francia non si sono risparmiate, a partire dagli hamburger con il fried cheese e cipolle, oppure le bauguette in tutti i modi.

mercoledì 13 maggio 2015

Facebook ci prova sul serio a diventare il giornale per internet



Introducing Instant Articles, a new tool for publishers to create fast, interactive articles on Facebook.
Posted by Facebook Media on Tuesday, May 12, 2015

martedì 12 maggio 2015

Vodafone e quei 300Mbs su mobile

Avendo assistito a un test di velocità di connessione su rete mobile dal vivo, sono meno scettico su questa tecnologia. La rete è quella attualmente in uso, il terminale certamente no. Infatti, è un prototipo in grado di avvalersi delle ultime tecnologie.
In qualsiasi caso, a una distanza ragionevolmente vicina al ponte radio, la velocità è impressionante, per capirci tre volte la velocità massima raggiunta attualmente dalla fibra a casa degli italiani quando funziona bene. 
Diciamo anche un'altra cosa: la velocità è quella del ponte, poi la banda va suddivisa tra gli utenti che vi attingeranno. 
Ma intanto va.

Spotify: la pubblicità vale il 9% dei guadagni

Spotify ha dichiarato che un suo utente su quattro ha un abbonamento premium, francamente pensavo meno, quindi hanno fatto un buon lavoro.
Ma nelle dichiarazioni di Martin Lorentzon e Pär-Jorgen Pärson emerge che questi abbonati generano il 91% del fatturato, da cui si evince che il modello pubblicitario di Spotify non è efficace, generando solo il 9% degli introiti.
Un serio monito per tutti coloro che pensano a un modello di business freemium.