venerdì 19 febbraio 2016

Se anche gli operatori mobili diventano degli ad-blocker...

Prima di tutto riporto il comunicato integrale.



3 UK e 3 Italia hanno collaborato con successo con Shine Technologies per l’implementazione sulle proprie reti delle tecnologie Shine per il blocco della pubblicità sui dispositivi mobili. Questa iniziativa permetterà una rapida distribuzione della tecnologia di “ad-blocking” anche agli altri operatori del Gruppo 3.
Rispetto ai servizi basati su App, il servizio di “ad-blocking” integrato nelle reti mobili rappresenta una soluzione più efficiente per i clienti, poiché riesce ad intervenire su un numero maggiore di banner pubblicitari senza alterare l’esperienza e la velocità di navigazione.
La collaborazione con Shine non ha l’obiettivo di eliminare la pubblicità, che è spesso interessante e porta benefici ai clienti, ma di dare agli utilizzatori la possibilità di scegliere se e quando ricevere pubblicità sul proprio dispositivo mobile.
Gli obiettivi principali del Gruppo 3 sono:
1. che i clienti non dovrebbero pagare per l’utilizzo dei dati consumati per visualizzare la pubblicità sul dispositivo mobile. Questi costi dovrebbero essere a carico degli inserzionisti.
2. che la privacy e la sicurezza dei clienti debba essere completamente protetta. Alcuni inserzionisti utilizzano infatti la pubblicità per appropriarsi dei dati clienti senza che questi ultimi ne siano a conoscenza o abbiano dato il proprio consenso.
3. che i clienti dovrebbero essere in grado di ricevere solo la pubblicità di loro interesse, senza che la loro esperienza e velocità di navigazione venga condizionata da una pubblicità spesso eccessiva, intrusiva e quindi non desiderata.

Premesso che i tre punti siano condivisibili, non si capisce davvero come i contenuti, quelli di qualità, possano sopravvivere se l'ad-blocker diventasse uno standard.
La risposta è semplice: non è nemmeno nel native advertising, ma l'articolo stesso diventa pubblicità. A quel punto l'utente non saprà se un articolo è redazionale o pubblicitario e quindi chi ci perde è solo il fruitore. 
Non venitemi a parlare di leggi, di deontologia o quant'altro.
Ah, ma un'altra strada c'è, anzi due: la prima è pagare il fornitore del servizio affinché lasci "passare" i miei banner pubblicitari, mentre la seconda è fare in modo che i contenuti a pagamento si diffondano ampiamente.
Secondo voi, quale sarà la direzione e quindi come si evolverà il modello di business?

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