giovedì 15 dicembre 2011

Fenomeni italiani

Ieri conferenza stampa di una nota azienda di computer.
Ma non parlerò di loro, quanto di un vero e proprio "fenomeno".
A un certo punto, dalla platea, prende parola una persona che decanta come questi prodotti (si parlava di un personal computer business con schermo touch) rappresentino una svolta culturale, con il vantaggio che si sfogliano come la carta...
Evito, per pudore, di dire il resto.
Il tizio è al timone di un'azienda che ha "inventato" la firma digitale biometrica, un buon esempio di come l'Italia possa rappresentare un'avanguardia tecnologica, nonostante tutto.
Capisco l'eccitazione del momento, capisco il facile entusiasmo, ma come si fa a parlare di un notebook a 1000 euro più iva, che di sfogliabile non ha davvero niente, che in fondo è una rivisitazione nemmeno tanto innovativa di un prodotto che circolava anni fa e che montava Windows (penso a tanti notebook convertibili, ma anche al Samsung Q1).
Il prodotto è ottimo, ma come si fa a parlare di cambiamento culturale oggi che uno smartphone a 80 euro permette di sfogliare davvero? Ma soprattutto, oggi che ci troviamo a due mesi dalla beta di Windows 8 che cambierà il modo di muoversi all'interno dei programmi del computer?
Posso capire che parlare di un PC al posto di un iPad sia interessante in termini di applicazioni aziendali, ma per il resto sarebbe meglio astenersi.
Se poi, questo tizio, avesse dei figli e avesse per caso installato in casa Xbox360 con Kinect che cosa ci diceva? No, perché si sfoglia senza nemmeno toccare lo schermo, e si parla alla TV!
Di certo non ha un iPhone 4s, con cui potrebbe smettere persino di toccarlo e sfogliarlo e parlargli come in Star Trek.
Ma avrà almeno visto un iPad, che la funzione sfoglia è quasi ovunque?
Due questioni: la firma biometrica potrà anche essere utile, ma se prendo un documento pdf, vidimo i campi e firmo con le dita o fotografo la firma apposta a mano sul documento stampato che scansiono o fotografo e lo invio da una casella PEC, non ho lo stesso risultato in termini legali?
Il secondo: complessità e costi non li considera mai nessuno?
D'altronde, il primo ministro della Repubblica che si è occupato di informatizzazione della PA è il tanto bistrattato Brunetta, l'unico a provare a cambiare le cose. E non nel 1995, nel 2009!
 
 

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