lunedì 13 giugno 2011

Il rapporto PA-servizi ICT dopo l'incidente "poste"

Poste Italiane ha dichiarato che i problemi all'infrastruttura ICT sono riconducibili a IBM.
Siccome la frase di Sarmi non lascia adito a dubbi, mi incuriosisce il fatto che Poste sia così certa che i problemi riguardino solo IBM.
Le mie perplessità sono semplicissime: a quanto mi risulta, IBM aveva sconsigliato una rapida migrazione (non ho fonti IBM, ma ho raccolto dei sentito dire piuttosto precisi) perché c'era il ragionevole dubbio che non tutto fosse a posto per reggere un grande carico di lavoro.
La seconda è altrettanto semplice: nei progetti non è coinvolta solo IBM, anche qui senza prova ma per dei semplici sentito dire, pare che anche HP sia in qualche modo coinvolta, tanto per fare un nome, poi partner vari e a vario titolo.
Terzo: se IBM fosse il "danno", potevamo aspettarci un'azione corposa verso BigBlue, soprattutto annunciandola alle associazioni dei consumatori, ma fino ad oggi non c'è traccia, vedremo al prossimo incontro del 17 giugno.
Considero molto seria la risposta di IBM in questi giorni, ossia, sistemiamo il problema e poi parliamone, che mi fa capire che IBM è parte del problema e che responsabilmente risponde direttamente.
Ma non è che qualcuno ha forzato la mano? Il vendor, il consulente e il partner ICT hanno una responsabilità diretta?
Il problema, che sembra banale, ci fa capire quanto oggi un'infrastruttura ICT sia complessa e tende a raggruppare competenze diverse con il coinvolgimento di aziende diverse.
Il peso della consulenza sta cambiando?
Ma, soprattutto, come cambierà il rapporto PA, servizi e aziende ICT dopo il disastro Poste Italiane?
Siamo di fronte a una svolta, sebbene non voluta, nei rapporti tra PA e aziende di servizi.
Piaccia o non piaccia, i rapporti con l'ICT per la PA non saranno mai più gli stessi.
Purtroppo, però, senza regole o regolamenti già scritti.

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