giovedì 21 maggio 2015

Il sole per ricaricare alla grande cellulari e dispositivi vari

Si avvicinano le vacanze, molti andranno in giro e la necessità di avere con se una ricarica è sempre più importante.
Premesso che le batteryry bank funzionano benissimo e ce ne sono di tutti i tipo, volevo segnalarvi un prodotto che costa 50 dollari (+12 di spedizione) che ha il vantaggio di avere una carica potentissima, 20000mAh, circa quattro volte una battery bank tradizionale, che oltretutto si ricarica con l'energia solare.
Un altro vantaggio? Ha due uscite USB per caricare due prodotti contemporaneamente.
Se vi interessa, vi lascio il link

PS non ci guadagno niente, giusto per chiarire se ce ne fosse bisogno.

mercoledì 20 maggio 2015

Pixels, un film pensato per quelli che erano giovani negli anni 80?

Non mi è ben chiaro il target di questo film, visto che si parla di giochi, come dire, un po' datati.


Pixels - Trailer Ufficiale
In esclusiva per voi il trailer ufficiale di #PixelsILFILM. Siete pronti a giocare per salvare il pianeta? Dal 29 Luglio al cinema.
Posted by Pixels on Martedì 19 maggio 2015
Il 29 luglio arriva: sarà un film da spiaggia?

Gli insight spiegati da Vincenzo Salemme

Inutile dirlo, il web è pieno di termini tecnici.
Uno di questi è insight che serve per capire il numero di utenti.


L'apertura del canale di Vincenzo Salemme #12
L'auditel si calcola sommando gli spettatori che frequentano la tv. Non sapevo che l'auditel del web si calcola sommando gli insetti...pardon, gli insait, che sarebbero gli insetti in inglese? (o in puteolano?)video Casa Suracemusica Mariano Bellopede
Posted by Vincenzo Salemme on Mercoledì 20 maggio 2015

venerdì 15 maggio 2015

Windows as a service o Windows/Office commodity

Pochi osservatori hanno compreso quelle frasi di Microsoft relative al fatto che Windows 10 sarà l'ultima versione di Windows per come l'abbiamo conosciuto.

Quello che sta succedendo in Microsoft sotto la guida di Satya Nadella è evidente e non è tanto una consumerizzazione dei prodotti/servizi, e nemmeno un passaggio al cloud, quanto un modello di business freemium.
Provo a spiegarmi meglio. La trasformazione di Windows 10, le app universali anche su mobile, le app di Office gratuite per dispositivi con schermo piccolo, non sono altro che un modo per diffondere i servizi, trasformando tutto, dalla produttività ai sistemi operativi, in servizi.
Questo implica che ci saranno servizi di base disponibili a tutti, altri che saranno considerati premium.
Il pensiero a Windows è facile: la versione di base sarà per tutti e gli aggiornamenti, di piattaforma e di sicurezza, saranno impliciti e automatici. Le versioni per le aziende, invece, avranno qualcosa in più, anche in termini di controllo del parco installato, e avranno un costo.
Lo stesso accadrà con Office, con alcuni segmenti che saranno considerati commodity e quindi disponibili a tutti, altri a pagamento.
Questo è un mio pensiero, ma il passaggio che sta avvenendo è davvero evidente.

giovedì 14 maggio 2015

Mangiare a Expo2015: piccola guida ragionata (i ristoranti sono 179!)

Il tema di Expo2105 è il cibo, nutrire il pianeta energia per la vita, ma non si mangia gratis.
Al massimo si "pilucca" qualcosa, si assaggia nei cluster tematici e soprattutto alla Cascina Triulzia.
Per il resto si paga, in certi casi molto, in certi casi il giusto. Poco raramente.

Premesso che se si vuole mangiare etnico ogni occasione è buona, è bene dire subito una cosa: in generale a Expo si mangia il meglio delle cucine di tutto il mondo.
Il più caro è il ristorante giapponese, già alle cronache, ma che offre la qualità del miglior ristorante di Kyoto, fondato nel 1716. In qualsiasi caso ci sono altri 6 ristoranti giapponesi.
Anche la Spagna quanto a prezzi non scherza, ma si può davvero mangiare di tutto, a partire da 5 euro panino e bibita in su.
Si possono gustare piatti che difficilmente sono reperibili da noi e il consiglio principale è cercare di prendere i menu degustazione e dividerselo tra amici. Anche qui i prezzi sono molto variabili, da un 25 euro medi dei padiglioni della Corea del Sud o dell'Indonesia, con prodotti tipici che non sono facilmente reperibili da noi a 100 euro di altre nazioni.
Detto questo, il prezzo del piatto medio dei ristoranti non supera generalmente i 20 euro, con una media che oscilla intorno ai 13 euro.
Si risparmia qualcosina se si punta al take away e il prezzo scende di qualche euro, come per Spagna, Marocco e Malesia tanto per citare qualche esempio.
Si può provare la cucina Iraniana con una ventina di euro, tenendo conto che non sono serviti ovviamente alcolici, oppure una Supaipilla Barros Luco cilena se non i veri ravioli cinesi.
Qualsiasi considerazione, prima di sedersi al tavolo deve essere questa: i ristoranti sono gestiti, mediamente, come quelli stellati, quindi i prezzi, le materie prime e la preparazione sono quasi sempre all'altezza.
Il Gulash ungherese, per esempio, è fatto a regola d'arte (20 euro), ma qui vogliamo spendere qualche parola sui ristoranti italiani.
Senza scomodare Bottura, si mangia divinamente bene ovunque a prezzi abbordabili, ma se siamo italiani e mangiamo "italiano" non avremo mai vissuto l'esperienza di questa Expo fino in fondo.
Passiamo allo street food.
Kebab di Anatra e carote con maionese tartufata a 7 euro nel padiglione dell'Oman (anche le verdure pastellate sono interessanti).
Pizza a 7 euro nel padiglione della biodiversità come non l'avrete mangiata mai, ma siamo in Italia... Hamburger di Angus nel padiglione USA con patatine e bibita sotto i 10 euro e c'è un classico BBQ, ma la cifra si alza sensibilmente.
Olanda e Francia non si sono risparmiate, a partire dagli hamburger con il fried cheese e cipolle, oppure le bauguette in tutti i modi. 

mercoledì 13 maggio 2015

Facebook ci prova sul serio a diventare il giornale per internet



Introducing Instant Articles, a new tool for publishers to create fast, interactive articles on Facebook.
Posted by Facebook Media on Tuesday, May 12, 2015

martedì 12 maggio 2015

Collegare un android wear a un iPhone è possibile!

Molti possessori si sono chiesti se sia possibile collegare un iPhone o un iPad a un orologio Andoid.
Questo video dimostra che è possibile.

Vodafone e quei 300Mbs su mobile

Avendo assistito a un test di velocità di connessione su rete mobile dal vivo, sono meno scettico su questa tecnologia. La rete è quella attualmente in uso, il terminale certamente no. Infatti, è un prototipo in grado di avvalersi delle ultime tecnologie.
In qualsiasi caso, a una distanza ragionevolmente vicina al ponte radio, la velocità è impressionante, per capirci tre volte la velocità massima raggiunta attualmente dalla fibra a casa degli italiani quando funziona bene. 
Diciamo anche un'altra cosa: la velocità è quella del ponte, poi la banda va suddivisa tra gli utenti che vi attingeranno. 
Ma intanto va.

Spotify: la pubblicità vale il 9% dei guadagni

Spotify ha dichiarato che un suo utente su quattro ha un abbonamento premium, francamente pensavo meno, quindi hanno fatto un buon lavoro.
Ma nelle dichiarazioni di Martin Lorentzon e Pär-Jorgen Pärson emerge che questi abbonati generano il 91% del fatturato, da cui si evince che il modello pubblicitario di Spotify non è efficace, generando solo il 9% degli introiti.
Un serio monito per tutti coloro che pensano a un modello di business freemium.

martedì 14 aprile 2015

Asus Zenfone 2: ottimo non solo nel prezzo

Una linea di prodotti, con un top di gamma splendido



Asus ha deciso di andare ad abbattere le barriere nel mondo degli smartphone, cosa che ha fatto già con successo qualche anno fa con gli eeePC. I modelli Zenfone 2, infatti, coniugano design, facilità d'uso, potenza e prezzo che non hanno paragoni con i riferimenti di mercato.
Un passo in avanti sostanziale rispetto alla versione precedente, con un miglioramento importante in tutte le componenti ma con dei prezzi assolutamente incredibili, soprattutto per il top di gamma.
Le dimensioni sono decisamente importanti (77.2 x 152.5 x 3.9 e uno spessore di 10,9 mm), un peso di 170 grammi. Materiali e forma leggermente curva nella zona posteriore lo rendono facilmente impugnabile, anche se difficile da gestire con una sola mano. Hardware molto spinto, avendo scelto la tecnologia derivata dai PC di Intel Atom, sfruttanto il supporto ai 64 bit e ben 4 GB di RAM, necessari per gestire il numero sempre crescente di applicazioni che vengono usate e installate sugli smartphone. Lo schermo è HD 1280×720, con tecnologia IPS, protetto da Gorilla Glass 3.

La fotocamera principale è da 13 megapixel ed è stata affiancata da due led flash di colorazione differente per avere foto migliori in condizione di luce critica.
La connettività è garantita 4G solo sulla prima SIM fino a 150 Mbps, c'è la connessione wi-fi due bande, Bluetooth è 4.0 e NFC. L?audio è nella media.
Il punto di forza è la ZenUi, che permette di toccare lo schermo due volte per accenderlo, oppure scrivere con un dito una lettera per attivare alcune funzioni (una grande C e si accende immediatamente la camera).
Un prodotto certamente importante, facile da usare, molto riconoscibile, potente ma senza eccessi. Punti di forza la camera, con ormai l'imperdibile bottone per i selfie, e un rapporto qualità prezzo che non ha paragoni. Asus è un'azienda leader nel settore dell'elettronica di consumo, garantisce quindi una presenza importante a livello di assistenza ai propri clienti e questo è un elemento fondamentale per capire l'impatto che lo Zenfone 2 può avere sul mercato.
Notevole la possibilità di ricaricarlo molto rapidamente.
Unico difetto: in Italia stanno arrivando pochi modelli, quindi la disponibilità limitata sarà, almeno in questa primavera, un vero problema per vederlo da vicino.

lunedì 6 aprile 2015

L'economia del possesso e l'economia dell'accesso

La rivoluzione è in atto.
C'è chi se n'è già accorto, c'è chi non vuole vedere cosa sta accadendo, ma la rivoluzione miete vittime da tempo.
E il digitale è l'abilitatore di questa rivoluzione.
Pensateci.
Uber è il più grande servizio taxi al mondo, ma non possiede nemmeno un'auto.
Airbnb è il più grande albergo del mondo, ma non possiede nemmeno una stanza.
Alibaba è lo store più grande al mondo, ma non possiede un magazzino.
Provate a fare una riflessione: a cosa serve possedere un libro se posso cercarlo e leggerlo quando voglio e come voglio?
A cosa serve possedere i CD se posso cercare le canzoni e ascoltarle quando e dove voglio?
A cosa serve possedere una macchina se prendo il telefono e ne prenoto una a due minuti dal luogo in cui mi trovo?
A cosa serve possedere decine di programmatori se posso fare una richiesta e in poche ore ho a disposizione il codice con una spesa veramente limitata?
A cosa serve avere i server di posta elettronica se sul cloud ho un servizio più efficiente e meno costoso?
A cosa serve vedere un programma in TV quando posso vedermelo, con calma, quando voglio e quando ho più tempo a disposizione?
Solo alcuni esempi, ma si potrebbe andare avanti elencando come il mondo e l'economia stanno cambiando. Certo non vale per tutti i settori (nel food il prodotto ha sempre la stessa vita).
L'economia del possesso era contraddistinta da beni più o meno durevoli ma da qualche inefficienza, l'economia dell'accesso, invece, è determinata dall'immaterialità, o materialità digitale, e da un costo per utilizzo.
Ricostruire il possesso, mentre il concetto di disponibilità di un bene diventa qualcosa di relativo.
Su questa rivoluzione in atto ci sono resistenze, spesso determinate da status symbol. Ma le rivoluzioni come queste sono inarrestabili. 
Lottare contro o partecipare determinerà vincitori e vinti nei prossimi vent'anni.

venerdì 3 aprile 2015

Office 365 avrà davvero un'alternativa (gratis) online?

Ci sono programmi che ci seguono quasi da sempre, pensiamo alla suite Office di Microsoft e soprattutto Word, Excel e PowerPoint. In tanti hanno provato a entrare in quel mercato, non ultimo Google con la suite Docs, ma non è mai facile fare cambiare le abitudini delle persone.



Nemmeno Apple è mai riuscita davvero a scalfire l'impero di Microsoft. LibreOffice, che è la risposta in chiave open source dopo l'acquisto di Oracle di OpenOffice, ha deciso di fare il grande passo ed entrare nel "mercato" delle applicazioni di produttività sul cloud. Là dove anche Google si è dovuta arrendere, ossia alla schiacciante supremazia tecnologica di Office e all'abilità di restare fedeli al proprio passato, quindi rendere l'esperienza confortevole agli utenti, LibreOffice cerca di andare all'attacco.
Il progetto chiaramente parte da lontano, dal 2011, ma sta iniziando a mostrare solo adesso le potenzialità reali.

A questo link trovate l'annuncio ufficiale http://blog.documentfoundation.org/2015/03/25/libreoffice-to-become-the-cornerstone-of-the-worlds-first-universal-productivity-solution/

Basterà?

Non sappiamo se potrà essere sufficiente per contrastare il predominio di due colossi, ma è chiaro che la concorrenza fa sempre bene. Bisognerà valutare il reale impatto di queste tecnologie di produzione di contenuti nei prossimi anni, perché il proliferare di dispositivi per la creazione, nonché lo sviluppo di applicazioni dedicate a piccole parti della produzione.

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