venerdì 27 ottobre 2017

Il POS senza costi fissi per ogni partita IVA c'è: si chiama myPOS

Dal 2016 la legge di stabilità ha introdotto l’obbligo di possesso del POS per gli esercenti e i professionisti (quindi ogni partita IVA) e ha anche abbassato la soglia entro la quale va accettato il pagamento elettronico: non più 30 euro ma 5. Nonostante tutto, la diffusione è piuttosto bassa e sappiamo che non tutti accettano un pagamento con carta perché "ricevere il pagamento costa".
myPOS viene incontro a tutta questa categoria di professionisti ed esercenti con una soluzione "tutto incluso" di incasso e pagamento che aiuta a ridurre i costi dei servizi bancari eliminando i canoni, costi fissi e bolli e via di seguito.



È un servizio ideato specificatamente per rispondere a tutte le esigenze di pagamento senza contanti, online o in negozio.
In Europa sono già oltre 40.000 le imprese che si affidano ai servizi myPOS, da negozi a palestre, da taxisti a professionisti, perché si paga solo per l'uso e i vantaggi sono molteplici.
Si attiva in pochissimi minuti, non prevede costi di connessione dati, incasso dalle carte istantaneo con accredito su carta Visa gratuita, nessun tipo di canone o costo fisso.
Chi utilizza myPOS ha la disponibilità dei soldi elettronici ovunque si trovi, 24h/7/365 e può controllare lo stato del contro con un'APP Mobile o con l'Home banking per tenere sotto controllo gli incassi e i pagamenti.
Il cliente di #myPOS può utilizzare i fondi incassati fin da subito, senza dover scendere a compromessi con scadenze di pagamento e lunghi tempi di valuta. Ogni pagamento ricevuto tramite myPOS, sia online sia via dispositivo POS, è accessibile all'istante sul conto.
A questi servizi, si aggiungono dei vantaggi interessanti, ossia la possibilità di offrire dei servizi "di ricarica" aggiuntivi, con incasso immediato, come per esempio le ricariche telefoniche, abbonamenti TV, conti gioco online e molto altro.
Per chi ha un sito di eCommerce, myPOS può sostituire i servizi di pagamento immediatamente, myPOS Online consente di accettare pagamenti sui siti web, applicazioni mobile, tramite e-mail o telefono. Accetta facilmente le carte da praticamente qualsiasi posto al mondo.
Non ultimo, myPOS è anche uno strumento di marketing. Infatti, il cliente di myPOS può incrementare le vendite e fidelizzzare i clienti con le Private Label GiftCard. Infatti, tra le tanti opportunità, si può sfruttare myPOS per creare una serie di opportunità con le carte regalo, rendendo unico un evento speciale. Sono molte le carte regalo myPOS disponibili, con varie grafiche tra cui scegliere e possono essere caricate direttamente dal dispositivo POS.

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lunedì 11 settembre 2017

La maledizione del 9

Non mi riferisco al numero della maglia del Milan che apparteneva a Pippo Inzaghi, ma a quella informatica.
Dal funerale del Mac OS 9 celebrato da Steve Jobs, il numero 9 per i prodotti di un certo livello ha sempre avuto problemi seri, fino a sparire.
Microsoft ha saltato il 9 dalle versioni di Windows, per dimostrare un taglio netto con il passato e dare nuovo vigore al sistema operativo.
Ora anche Apple salta il numero 9 per celebrare un proprio cavallo di battaglia, la "X".
Infatti, il prossimo iPhone di punta, si chiamerà iPhone X, un telefono che rompe molti dei legami con il passato.
Costerà molto di più dell'otto e otto plus, ma sarà un prodotto nuovo e diverso, non solo una nuova versione di qualcosa di già conosciuto ma solo mostrato in una versione migliore di sempre.

mercoledì 30 agosto 2017

CartaSì punta ai pagamenti digitali via App, anche per i non clienti (ma con carta di credito)

CartaSi ha deciso di entrare con vigore nel mercato dei pagamenti digitali con il lancio di #MySi.
Si tratta di una soluzione basata su un'app, sia per Android sia per iOS, che permette la gestione delle proprie carte e i pagamenti.
Quando parlo di gestione delle carte, intendo la possibilità di verificare le spese, i pagamenti online, ma soprattutto la creazione di un digital wallet.



MySi è un app scaricabile gratuitamente dagli store, ma che si attiva nel momento in cui l'utente si manifesta come cliente di Carta Sì. MySi è in grado di gestire ogni tipo di carta Visa e Mastercard (carte di credito, di debito e prepagate).
Per i clienti CartaSi, MySi mette a disposizione servizi informativi e dispositivi di CartaSi e pagamenti sicuri tramite smartphone associando le proprie carte; a chi non è cliente CartaSi, MySi consente pagamenti sicuri tramite smartphone associando le proprie carte.

Ma funziona anche se non si è clienti Carta Sì, sebbene con alcune limitazioni.

Se si possiede una CartaSì, attraverso l’app MySì si ha il controllo delle proprie spese online e la possibilità di aumentare i servizi della propria carta di credito anche se non si è clienti di CartaSì.
Su di uno smartphone moderno, dotato di lettore d'impronte digitali, si potrà effettuare il login con "l'imposizione di un dito". Infatti, l’impronta digitale sostituisce completamente la password aumentando la sicurezza e rende vecchi e obsoleti i codici PIN.

Ma quali sono i vantaggi? Per fare acquisti con smartphone, in negozio e online, attraverso MySi Pay, basterà veramente attivare l'App e apporre il dito per avviare il pagamento

Potevano finire qui i vantaggi dell'App moderna? ovviamente no, infatti è possibile ricevere le notifiche sia dei pagamenti sia per eventuali accessi non voluti, quindi più sicurezza, ma anche fare ricariche telefoniche direttamente dall’App, o controllare i punti sul programma fedeltà (IoSi)

Per i non clienti Carta Sì

Accennavamo al fatto che l'App ha una funzionalità avanzata di pagamento anche se non si è clienti. Infatti, gli utenti che non fanno parte del circuito CartaSì possono comunque scaricare l’app e utilizzarla, con differenze sostanziali per utenti iOS e Android.
Per gli utenti iOS, si possono effettuare i pagamenti tramite un codice speciale chiamato QR Code e un altro sistema chiamato WEB Code.
Per gli utenti Android, che non hanno ApplePay per ovvi motivi di piattaforma, possono pagare con un sistema chiamato HCE, che non è altro che una emulazione della carta di credito, una carta virtuale che consente di fare acquisti in negozio tramite lo smartphone.

Ovviamente,gli utenti che non sono clienti Carta Sì non hanno a disposizione i punti fedeltà.

La virtualizzazione della carta e l'utilizzo in negozio attraverso l'uso dell'impronta velocizza le operazioni e le rende intrinsecamente sicure, a tutti vantaggio degli utenti.
Un buon passo in avanti di Carta Sì.
#MySI

Qui i link per scaricare l'app.

- iOS https://itunes.apple.com/it/app/mysi-di-cartasi/id518695175?mt=8


- Android https://play.google.com/store/apps/details?id=it.icbpi.mobile&hl=it
Buzzoole

giovedì 27 luglio 2017

TIM guarda con attenzione agli sviluppatori e Startup

Oggi il mondo del business viaggia ad una velocità impensabile fino a qualche anno fa.
Come se non bastasse, la diffusione delle App sta superando il software anche nel B2B e la proliferazione di applicazioni e soluzioni rende tutto molto difficile.



È la consumerizzazione del software, di cui si parla da anni, che sta coinvolgendo anche le attività lavorative.
Nasce così TIM OPEN, la piattaforma di TIM per il B2B , proprio per creare un ponte tra chi realizza le App, spesso startup con risorse economiche limitate per farsi conoscere, e le aziende.
Su TIM OPEN i servizi a valore aggiunto per le App e un mercato potenziale di clienti si incontrano, sfruttando i canali distributivi di TIM, a partire dal TIM
Digital Store, ma anche dai suoi agenti. La cosa che ho trovato più interessante di TIM OPEN è che sono stati messi a disposizione una serie di strumenti per lo sviluppo software già pronti, che quindi agevolano l'ingresso dello stesso sul mercato.
Sto parlando di risorse che riguardano l'infrastruttura, ma anche l'uso di alcune API (Application Programming Interface) dei servizi di TIM che possono passare dagli SMS alla geolocalizzazione, ma anche l'uso del cloud, il billing, la fatturazione, gli ordini e le promozioni.
TIM Digital Store è già oggi un marketplace importante per le aziende, dove queste possono scegliere, acquistare e gestire in modo semplice e immediato le più avanzate soluzioni ICT, e da questo momento il ventaglio si amplierà notevolmente con offerte sempre più interessanti e innovative di App e software.



Il modello di business si basa sul revenue sharing, e cioè: una percentuale sulle vendite delle App o dei software, è riconosciuta agli sviluppatori in maniera diretta, esattamente come accade per gli store delle App di Apple o Google.Uno sforzo importante, perché TIM OPEN ha messo a disposizione una serie di servizi automatizzati che permettono di ottimizzare i processi, ma anche di renderli scalabili e aggiornabili.Siccome un marketplace moderno non può prescindere da un'apertura social, è stata creata una community, riconoscibile con hashtag  #TIMOPEN, pensata e strutturata per tutto il mondo di soluzioni e strumenti di TIM OPEN. Buzzoole

mercoledì 19 aprile 2017

Dell'intelligenza artificiale di Facebook me ne #f8 (per non parlare della seconda vita di Second Life)

Dalla California arrivano le mirabilanti notizie delle novità succulente di Facebook.

Sviluppi incredibili dell'intelligenza artificiale del social: in due secondi riesce a riconoscere un brano musicale. Peccato che in tre ore non sappia rimuovere, con l'aiuto di un umano, un omicidio in diretta. Certo, ci sono tutte le attenuanti del caso, ma tre ore sono una cifra enorme per qualsiasi contenuto.
Vanno educate le persone a non mettere mi piace o a non condividere contenuti di dubbio valore, in generale, e auspicare che invece questi contenuti vengano segnalati ai social.


Detto questo, è chiaro che l'interesse di Zuckerberg e della sua azienda è trarre profitto dalle abitudini degli utenti, ma qualcosa deve cambiare. L'intelligenza artificiale, quindi, è il perfetto prodotto per questo scopo, purtroppo non per svelare le fake news o i comportamenti indicibili. Chiaro, capire se si tratta di realtà o finzione o se si tratti di un videogioco non è facile, ma qualcosa si potrà fare, no?
Facebook Workplace è il tentativo, un po' più maturo del passato, di portare nel mondo del lavoro la collaborazione in stile Facebook: riuscirà nell'intento o è ancora presto? Il competitor, almeno negli USA, è Slack più che Microsoft ed è un osso molto duro.
L'idea che Oculus Rift diventi il nuovo Second Life mi fa rabbrividire: non sentivamo certamente la mancanza di Second Life e vederla rinascere lascia assolutamente perplessi. La piattaforma è ancora acerba, vedremo le evoluzione, per ora non può essere la ragione per spendere per l'acquisto degli Oculus.
L'unico aspetto forse veramente interessante è la possibilità di creare la realtà aumentata in modo più semplice per i programmatori, ma lo scopo è andare a combattere Snapchat e sembra più un'opportunità per agganciare qualche "bimbominkia", piccolo o grande che sia.
Analytics migliorato e predittivo per la pubblicità è un buon esempio per offrire valore in un mercato, quello sostanzialmente della pubblicità, che il social ha conquistato.
I Bot per Messenger, invece, sono una grande opportunità e anche qui Facebook si sta muovendo bene in un mercato che sta conquistando alla grande. Non so se i bot nei gruppi abbiano davvero senso, ma è interessante poter fornire risposte in modo automatico. E' un mercato agli albori, ma promettente. Per Facebook e per chi vuole sfruttare queste opportunità.


lunedì 27 febbraio 2017

Nokia 3310: una bella idea, ma interpretata male

Nokia rinasce. Oddio, è più corretto dire che è risorto il marchio.
Tralasciando il parere sui due modelli Android, con una scocca e design vecchia di anni, per capirci prima della vendita della divisione a Microsoft, mi soffermerei un secondo a parlare del 3310.


Stiamo parlando di uno di quei telefoni che ha fatto la storia della telefonia. Ma la realizzazione e il prezzo sono fuori mercato.
Non intendo parlare di Snake (come si fa ad avere nostalgia di snake se lo si realizza così male), ma con quelle caratteristiche ci sono prodotti più belli, più pratici e più a buon mercato.



Operazione nostalgia, quindi, riuscita a metà.

domenica 26 febbraio 2017

Il Blackberry torna, anche se del vecchio ha ben poco

Tutti i media celebrano il ritorno del Blackberry che per altro ha inaugurato le notizie dal Barcellona per il Mobile World Congress, la fiera più importante del settore.
In realtà il logo e il design sono oggi in mano ad un'altra società che ne sfrutta la conoscenza presso i clienti finali e infatti è a tutti gli effetti un cellulare Android, ma con tastiera tipica del Blackberry e alcune innovazioni interessanti.



Partiamo da una considerazione personale: in un'epoca di smartphone eccezionali, questo sembra fin troppo tradizionale, nonostante buone prestazioni generali di calcolo e batteria. Il punto di forza del Blackberry è sempre stato il mondo aziendale, ma siamo sicuri che possa riconquistarsi questo spazio? Lo schermo, sostanzialmente piccolo rispetto ai concorrenti, sembra poco adeguato alle esigenze di comunicazione attuale. Ma in questo, il KeyOne è assolutamente nel solco della storia dell'azienda, perché lo schermo più piccolo è un marchio di fabbrica.
Soluzioni d'interfaccia insolite, lettore delle impronte sulla barra spaziatrice non sono sufficienti a convincermi della qualità del prodotto. Magari mi sbaglio.

giovedì 23 febbraio 2017

I taxisti sono miopi e mal consigliati

I taxisti hanno pagato una licenza per poter svolgere il proprio lavoro. Spesso anche salata, e si sono indebitati.
Il problema vero è che da 25 anni si parla di liberalizzazione del settore, non da ieri e il problema delle NCC (perché Uber non esisteva visto che non c'era il web e non c'erano le App su smartphone perché non era stato inventato) è un problema serio che rimandiamo da sempre (Veltroni ha perso la poltrona di sindaco a causa dei taxi) ma che ci chiede l'Europa.


I taxisti si lamentano, tengono famiglia, ma è accaduto a tante categorie. Ogni volta che passo da Viale Papiniano vedo l'edicola chiusa perché a 2 metri l'Esselunga vende gli stessi giornali.
E' un esempio, nulla di più, ma lampante.

Il problema vero, per i taxisti, è che stanno arrivando le auto che si guidano da sole. Ideali per sostituirli, perché non prendono strade alternative ma le più veloci basandosi sui dati reali del traffico. Inoltre avranno auto completamente elettriche, non inquinanti...

A quel punto i taxisti si ribelleranno, ma è chiaro che sarà tardi, così tardi da perdere tutto, non una parte dei privilegi acquisiti.

martedì 14 febbraio 2017

Apple vale quasi 700 miliardi di dollari (e cresce)

Parlare di tecnologia, di prodotti e di servizi probabilmente paga.



Apple sta raggiungendo il prezzo record per azione, quasi 130 dollari (considerando gli split è comunque record da tanto tempo, ma lasciamo stare) eppure qualcuno, qualche mese fa, parlava di crisi, degli iPod, dei Watch e degli iPad.
Visti i dati di vendita, ci sono aziende che disposte a vendere l'anima al diavolo pur di avere questi risultati, perché se questa è una crisi, forse è il caso di non guardare mai i conti pubblici italiani.

venerdì 10 febbraio 2017

La guerra della Boldrini ai social network e l'aria che è cambiata

L'aria è cambiata.
Sparito Renzi, la politica prende le distanze dai social network e li attacca. Laura Boldrini li ha attaccati direttamente durante l'incontro Quali tutele contro ogni discriminazione, hate speech, cyber bullismo e diffusione di false notizie? in occasione del Safer Internet Day.



I social devono rispondere alle regole dei paesi ove operano non è una frase messa lì a caso, ma una presa di posizione che ormai si avverte nel parlamento, e non solo nel nostro.
La partenza sono le fake news, poi c'è l'hate speech, due argomenti che per i polici e poi per cittadini, in rigoroso ordine di importanza nelle stanze del potere, sono oggi più importanti del rapporto debito/PIL.
L'elezione di Trump, l'ascesa di gruppi populisti, il fallimento di un certo tipo di storytelling preoccupa i nostri politici, come preoccupa, e prendo spunto dalle parole della Presidenta, l’odio su web sta marcando il discorso politico ed è giunto il tempo delle responsabilità: per tutti, anche per gli operatori. È in gioco il futuro civile e democratico dei nostri figli. Non possiamo tollerare più le fake news.
Qualche mese fa aveva anche avanzato delle richieste precise a Facebook per far bollare i commenti offensivi, ma eravamo in campagna elettorale e la cosa si è poi persa per strada, ma è chiaro che le Istituzioni hanno dichiarato guerra ai social.
Per vincerla avrebbero a disposizione un'arma imbattibile: le richieste fiscali.
Ma abbiamo visto tutti cos'è successo nel recente passato e tutto finisce in poco di fatto, per non dire nulla.

lunedì 6 febbraio 2017

180 miliardi di dollari in un trimestre

Il digitale di qua, il digitale di là. Tira, funziona, serve? A guardare i fatturati delle principali aziende HiTech, bisognerebbe fare qualche riflessione. Alphabet (che in realtà tutti conosciamo come Google), Amazon, Apple, Facebook e Microsoft hanno superato i 180 miliardi di fatturato nell'ultimo trimestre. Consideriamo anche che si tratta aziende tra le prime per capitalizzazione a New York. Piaccia o no, il digitale non è il futuro, è il presente e queste aziende trainano tante altre, anche non digitali. Sono aziende che offrono servizi, puntando sul cloud, ma non solo, oppure sfruttanto il cloud. Il cloud è qui per restare, ma soprattutto è qui per essere sfruttato. Siri, Amazon Echo e mille diavolerie raccontano una cosa sola: servizi intorno alle informazioni.

Informazioni che sono reperibili in mille modi, ma che devono essere governate. Questa è la sfida di queste aziende, che i dati dimostrano che stanno vincendo, ma anche la sfida di ogni azienda e di ogni professionista. Anche per chi si occupa della produzione di viti o del professionista del fissaggio. Il servizio è gran parte del business, e diventa sempre più legato al digitale, Piaccia o non piaccia, è così.

lunedì 2 gennaio 2017

La valutazione della lira, dell'euro e la tecnologia

Secondo la Fondazione Nens l'euro e questi 15 anni hanno prodotto aumenti di prezzi e rivalutazioni importanti in ogni campo, esclusa la tecnologia.
A parte gli esempi sulle TV, che nascevano, compare il Motorola Startac 130, prezzato al natale del 2001 2milioni e 99 mila lire.



L'esempio è poco calzante, perché non c'è più quel telefono, ci mancherebbe, ma nemmeno Motorola, che è passata anche sotto le mani di Google per essere oggi un marchio all'interno del parco prodotti di Lenovo.
La tecnologia non si è svalutata, diciamo che è entrato un paese con una produzione molto significativa prima (la Corea del Sud) e poi è arrivata la produzione cinese. Nel frattempo, tutte le componenti sono calate di prezzo perché i mercati si sono ingigantiti e la produzione di massa ha giocato pesante.

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