mercoledì 19 aprile 2017

Dell'intelligenza artificiale di Facebook me ne #f8 (per non parlare della seconda vita di Second Life)

Dalla California arrivano le mirabilanti notizie delle novità succulente di Facebook.

Sviluppi incredibili dell'intelligenza artificiale del social: in due secondi riesce a riconoscere un brano musicale. Peccato che in tre ore non sappia rimuovere, con l'aiuto di un umano, un omicidio in diretta. Certo, ci sono tutte le attenuanti del caso, ma tre ore sono una cifra enorme per qualsiasi contenuto.
Vanno educate le persone a non mettere mi piace o a non condividere contenuti di dubbio valore, in generale, e auspicare che invece questi contenuti vengano segnalati ai social.


Detto questo, è chiaro che l'interesse di Zuckerberg e della sua azienda è trarre profitto dalle abitudini degli utenti, ma qualcosa deve cambiare. L'intelligenza artificiale, quindi, è il perfetto prodotto per questo scopo, purtroppo non per svelare le fake news o i comportamenti indicibili. Chiaro, capire se si tratta di realtà o finzione o se si tratti di un videogioco non è facile, ma qualcosa si potrà fare, no?
Facebook Workplace è il tentativo, un po' più maturo del passato, di portare nel mondo del lavoro la collaborazione in stile Facebook: riuscirà nell'intento o è ancora presto? Il competitor, almeno negli USA, è Slack più che Microsoft ed è un osso molto duro.
L'idea che Oculus Rift diventi il nuovo Second Life mi fa rabbrividire: non sentivamo certamente la mancanza di Second Life e vederla rinascere lascia assolutamente perplessi. La piattaforma è ancora acerba, vedremo le evoluzione, per ora non può essere la ragione per spendere per l'acquisto degli Oculus.
L'unico aspetto forse veramente interessante è la possibilità di creare la realtà aumentata in modo più semplice per i programmatori, ma lo scopo è andare a combattere Snapchat e sembra più un'opportunità per agganciare qualche "bimbominkia", piccolo o grande che sia.
Analytics migliorato e predittivo per la pubblicità è un buon esempio per offrire valore in un mercato, quello sostanzialmente della pubblicità, che il social ha conquistato.
I Bot per Messenger, invece, sono una grande opportunità e anche qui Facebook si sta muovendo bene in un mercato che sta conquistando alla grande. Non so se i bot nei gruppi abbiano davvero senso, ma è interessante poter fornire risposte in modo automatico. E' un mercato agli albori, ma promettente. Per Facebook e per chi vuole sfruttare queste opportunità.


lunedì 27 febbraio 2017

Nokia 3310: una bella idea, ma interpretata male

Nokia rinasce. Oddio, è più corretto dire che è risorto il marchio.
Tralasciando il parere sui due modelli Android, con una scocca e design vecchia di anni, per capirci prima della vendita della divisione a Microsoft, mi soffermerei un secondo a parlare del 3310.


Stiamo parlando di uno di quei telefoni che ha fatto la storia della telefonia. Ma la realizzazione e il prezzo sono fuori mercato.
Non intendo parlare di Snake (come si fa ad avere nostalgia di snake se lo si realizza così male), ma con quelle caratteristiche ci sono prodotti più belli, più pratici e più a buon mercato.



Operazione nostalgia, quindi, riuscita a metà.

domenica 26 febbraio 2017

Il Blackberry torna, anche se del vecchio ha ben poco

Tutti i media celebrano il ritorno del Blackberry che per altro ha inaugurato le notizie dal Barcellona per il Mobile World Congress, la fiera più importante del settore.
In realtà il logo e il design sono oggi in mano ad un'altra società che ne sfrutta la conoscenza presso i clienti finali e infatti è a tutti gli effetti un cellulare Android, ma con tastiera tipica del Blackberry e alcune innovazioni interessanti.



Partiamo da una considerazione personale: in un'epoca di smartphone eccezionali, questo sembra fin troppo tradizionale, nonostante buone prestazioni generali di calcolo e batteria. Il punto di forza del Blackberry è sempre stato il mondo aziendale, ma siamo sicuri che possa riconquistarsi questo spazio? Lo schermo, sostanzialmente piccolo rispetto ai concorrenti, sembra poco adeguato alle esigenze di comunicazione attuale. Ma in questo, il KeyOne è assolutamente nel solco della storia dell'azienda, perché lo schermo più piccolo è un marchio di fabbrica.
Soluzioni d'interfaccia insolite, lettore delle impronte sulla barra spaziatrice non sono sufficienti a convincermi della qualità del prodotto. Magari mi sbaglio.

giovedì 23 febbraio 2017

I taxisti sono miopi e mal consigliati

I taxisti hanno pagato una licenza per poter svolgere il proprio lavoro. Spesso anche salata, e si sono indebitati.
Il problema vero è che da 25 anni si parla di liberalizzazione del settore, non da ieri e il problema delle NCC (perché Uber non esisteva visto che non c'era il web e non c'erano le App su smartphone perché non era stato inventato) è un problema serio che rimandiamo da sempre (Veltroni ha perso la poltrona di sindaco a causa dei taxi) ma che ci chiede l'Europa.


I taxisti si lamentano, tengono famiglia, ma è accaduto a tante categorie. Ogni volta che passo da Viale Papiniano vedo l'edicola chiusa perché a 2 metri l'Esselunga vende gli stessi giornali.
E' un esempio, nulla di più, ma lampante.

Il problema vero, per i taxisti, è che stanno arrivando le auto che si guidano da sole. Ideali per sostituirli, perché non prendono strade alternative ma le più veloci basandosi sui dati reali del traffico. Inoltre avranno auto completamente elettriche, non inquinanti...

A quel punto i taxisti si ribelleranno, ma è chiaro che sarà tardi, così tardi da perdere tutto, non una parte dei privilegi acquisiti.

martedì 14 febbraio 2017

Apple vale quasi 700 miliardi di dollari (e cresce)

Parlare di tecnologia, di prodotti e di servizi probabilmente paga.



Apple sta raggiungendo il prezzo record per azione, quasi 130 dollari (considerando gli split è comunque record da tanto tempo, ma lasciamo stare) eppure qualcuno, qualche mese fa, parlava di crisi, degli iPod, dei Watch e degli iPad.
Visti i dati di vendita, ci sono aziende che disposte a vendere l'anima al diavolo pur di avere questi risultati, perché se questa è una crisi, forse è il caso di non guardare mai i conti pubblici italiani.

venerdì 10 febbraio 2017

La guerra della Boldrini ai social network e l'aria che è cambiata

L'aria è cambiata.
Sparito Renzi, la politica prende le distanze dai social network e li attacca. Laura Boldrini li ha attaccati direttamente durante l'incontro Quali tutele contro ogni discriminazione, hate speech, cyber bullismo e diffusione di false notizie? in occasione del Safer Internet Day.



I social devono rispondere alle regole dei paesi ove operano non è una frase messa lì a caso, ma una presa di posizione che ormai si avverte nel parlamento, e non solo nel nostro.
La partenza sono le fake news, poi c'è l'hate speech, due argomenti che per i polici e poi per cittadini, in rigoroso ordine di importanza nelle stanze del potere, sono oggi più importanti del rapporto debito/PIL.
L'elezione di Trump, l'ascesa di gruppi populisti, il fallimento di un certo tipo di storytelling preoccupa i nostri politici, come preoccupa, e prendo spunto dalle parole della Presidenta, l’odio su web sta marcando il discorso politico ed è giunto il tempo delle responsabilità: per tutti, anche per gli operatori. È in gioco il futuro civile e democratico dei nostri figli. Non possiamo tollerare più le fake news.
Qualche mese fa aveva anche avanzato delle richieste precise a Facebook per far bollare i commenti offensivi, ma eravamo in campagna elettorale e la cosa si è poi persa per strada, ma è chiaro che le Istituzioni hanno dichiarato guerra ai social.
Per vincerla avrebbero a disposizione un'arma imbattibile: le richieste fiscali.
Ma abbiamo visto tutti cos'è successo nel recente passato e tutto finisce in poco di fatto, per non dire nulla.

lunedì 6 febbraio 2017

180 miliardi di dollari in un trimestre

Il digitale di qua, il digitale di là. Tira, funziona, serve? A guardare i fatturati delle principali aziende HiTech, bisognerebbe fare qualche riflessione. Alphabet (che in realtà tutti conosciamo come Google), Amazon, Apple, Facebook e Microsoft hanno superato i 180 miliardi di fatturato nell'ultimo trimestre. Consideriamo anche che si tratta aziende tra le prime per capitalizzazione a New York. Piaccia o no, il digitale non è il futuro, è il presente e queste aziende trainano tante altre, anche non digitali. Sono aziende che offrono servizi, puntando sul cloud, ma non solo, oppure sfruttanto il cloud. Il cloud è qui per restare, ma soprattutto è qui per essere sfruttato. Siri, Amazon Echo e mille diavolerie raccontano una cosa sola: servizi intorno alle informazioni.

Informazioni che sono reperibili in mille modi, ma che devono essere governate. Questa è la sfida di queste aziende, che i dati dimostrano che stanno vincendo, ma anche la sfida di ogni azienda e di ogni professionista. Anche per chi si occupa della produzione di viti o del professionista del fissaggio. Il servizio è gran parte del business, e diventa sempre più legato al digitale, Piaccia o non piaccia, è così.

lunedì 2 gennaio 2017

La valutazione della lira, dell'euro e la tecnologia

Secondo la Fondazione Nens l'euro e questi 15 anni hanno prodotto aumenti di prezzi e rivalutazioni importanti in ogni campo, esclusa la tecnologia.
A parte gli esempi sulle TV, che nascevano, compare il Motorola Startac 130, prezzato al natale del 2001 2milioni e 99 mila lire.



L'esempio è poco calzante, perché non c'è più quel telefono, ci mancherebbe, ma nemmeno Motorola, che è passata anche sotto le mani di Google per essere oggi un marchio all'interno del parco prodotti di Lenovo.
La tecnologia non si è svalutata, diciamo che è entrato un paese con una produzione molto significativa prima (la Corea del Sud) e poi è arrivata la produzione cinese. Nel frattempo, tutte le componenti sono calate di prezzo perché i mercati si sono ingigantiti e la produzione di massa ha giocato pesante.

sabato 17 dicembre 2016

Poste fa un passo verso la digitalizzazione, partendo dal bollettino

Non se se vi sia capitato mai di trovarvi a dover pagare un bollettino postale e siete in ritardo, la posta sta chiudendo e vi stanno aspettando per uno degli appuntamenti più importanti di sempre, per dirlo al modo della Apple.
Lo so che c'è qualcuno che storce il naso, pensando che i bollettini siano una "roba" antica, ma in realtà rappresentano il 35% del totale delle operazioni di incasso effettuate in Italia!

Ebbene, sappiatelo, esistono dei sistemi creati da Poste Italiane, che permettono di pagare direttamente da smartphone o tablet (ma non solo), in modo pratico e sicuro. Basta registrarsi al sito!

Le Poste si stanno digitalizzando, e già questa sarebbe una notizia, ma lo fanno soprattutto aprendosi al mercato, perché il bollettino si può pagare con Postepay, come era logico, ma anche con Visa e MasterCard.

Direte voi che ci sono le ricevitorie, i bancomat, le banche e compagnia cantante, ma qui stiamo parlando di Poste.it, l'originale, il sistema per cui i bollettini sono nati.
Tra i vantaggi, una volta registrati sul sito Poste.it, c'è la possibilità di conservare la ricevuta del pagamento anche via mail.



Quindi più digitale (si spiega da solo), più comodo (come e quando vuoi), più sicuro (la ricevuta te la salvi come vuoi).

Poste è diventata un'azienda multicanale, perché si paga in modo tradizionale negli uffici postali, via web dal computer di casa) o via App, sempre a portata di tasca

Buzzoole

giovedì 15 dicembre 2016

Econocom, tra scienza e fantascienza

Bella serata di Econocom a Milano, con ospiti d'eccezione per parlare di presente e futuro.


Da astronauti a geologi (Guidoni e Tozzi), il padrone di casa Enrico Tantussi, Country Manager di Econocom Italia ha guidato la platea in questo viaggio tra fantasia e realtà, con le Double X, le ambasciatrici del futuro.
Buzzoole

"La prima riga delle tastiere è quellacdelle macchine da scrivere, credendo di fare in fretta. In realtà era per rallentare, eppure la tastiera è rimasta quella" ha detto Tozzi.
L'evoluzione nella tecnologia non premia sempre l'evoluzione stessa.


Per maggiori informazioni, clicca qui.


Mario Tozzi: Il rischio con l’innovazione è confonderla con la fantascienza. E così sembra che il futuro non arrivi mai: un giorno faremo, un giorno potremo… Il bello di Econocom è che ogni giorno trasforma in un’esperienza reale e concreta il futuro che stavamo immaginando.
Econocom ha recentemente acquisito Asystel Italia, società che opera nell'integrazione IT e continua la propria crescita in Italia. Il concorso ON Challenge ha rappresentato un'occasione di apertura verso il mondo consumer e alla ricerca dei talenti.

Il vincitore del concorso ON Challenge è stato Daniele Ge con i braccialetti "Solo Noi". Si tratta di prodotti pensati per le coppie per inviarsi messaggi criptati per proteggere la privacy.

lunedì 5 dicembre 2016

Vuoi essere pagato per recensire prodotti e servizi? diventa un crowder!

Crowdville è una community di utenti disposti a testare prodotti, app e siti web. In pratica, una parte dei mio lavoro!
Buzzoole

L'idea è quella di fornire, in modo autonomo, feedback all'azienda sui prodotti che vengono testati. Lo scopo è poter migliorare, con l'opinione, i prodotti e servizi offerti ai consumatori.

CrowdVille offre agli utenti che fanno parte della community una serie di vantaggi.
Non trascurabile e quindi il primo da citare, è quello di poter guadagnare.
Poi c'è la gratificazione di poter aiutare a migliorare i prodotti.
Non si diventa ricchi, potete già immaginarlo, ma arrotondare fa sempre comodo.
Crowdville chiede in cambio un po' de vostro tempo e un feedback reale.
Arriviamo alla domanda: ma quanto si guadagna?

Per le campagne di testing, dove l’utente deve cercare bug e malfunzionamenti in prodotti, siti web o app fornite dal cliente, ricerca di bug e via di seguito, il compenso è fino a 20 euro.

Per le campagne di esperienza utente, quindi uso di un’app, servizio, sito web o prodotto non ancora commercializzato con lo scopo di fornire feedback di miglioramento e sviluppo all'azienda il pagamento dipende dalla compilazione del questionario e varia da caso a caso.

Per le campagne end to end, dove l’utente è portato a testare tutto il ciclo di utilizzo del prodotto, anche in questo caso dipende.

Crowdville è una community, quindi si discute con gli altri crowder per confrontarsi, partecipare a corsi di formazione e iniziative di co-creazione.

Se vi interessa, registratevi subito cliccando qui.

venerdì 2 dicembre 2016

Le TLC e il Virtual Cloud corrono con Mitan Telematica

Mitan Telematica è un'azienda che si sta affermando nel mondo dell'ICT italiano.


Buzzoole
Nonostante il nome telematica suoni antico, l'azienda è moderna, anzi, offre servizi all'avanguardia, tanto che si afferma per l'offerta fibra ottica aziendale!
Si parla tanto di digital divide, di costi delle TLC e delle connessioni, delle velocità di quest'ultime e infine dei costi nascoti di gestione dei sistemi.

Mitan si rivolge al mercato business e si occupa di tutte quelle tematiche di comunicazione e connessione dati, dal traffico dati telefonico al servizio voce, dalle reti LAN alla realizzazioni di reti private VPN.
L'offerta è così ampia che l'azienda oggi si occupa dalla connessione a banda larfa su fibra fino alla gestione del Cloud Computing, ma anche la Green Energy e la sicurezza ambientale e dei dati.



Mitan analizza le esigenze di ogni suo interlocutore nei minimi particolari prima di procedere ad una proposta vantaggiosa e all'eventuale fornitura dei servizi richiesti.
Quando facevo un esempio di come un'azienda possa oggi essere competitiva sul mercato delle telco in una città come Milano, mi riferivo proprio a come Mitan sia capace a portare valore.
Internet, i servizi voce, la fibra ottica, ma soprattutto installazione e gestione dei sistemi, della costruzione della rete, della messa in sicurezza fino arrivare al virtual Cloud.
Andando sul concreto:
  • Ottenere sconti del 15% sulle linee attive con Telecom Italia (ISDN, linee analogiche e linee fax)
  • Ottenere mediamente sconti del 50% sui costi di traffico verso telefoni cellulari (TIM, Vodafone, Wind, H3G) e verso direttrici nazionali e internazionali
  • Azzerare e ripulire la bolletta telefonica di tutti i canoni, servizi ed accessori non più utilizzati
  • Mantenere lo stesso numero telefonico e le stesse configurazioni
  • Nessun costo di attivazione
  • Nessun intervento tecnico essendo una migrazione amministrativa
  • Internet Dati Illimitato in Fibra ultra veloce fino a 100M


Se oltre diecimila aziende hanno scelto di affidare la gestione della propria rete telefonica a Mitan, un motivo ci sarà, e non è solo una questione di prezzo o offerta in generale.

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