mercoledì 16 gennaio 2013

Facebook e il macro motore di ricerca

Facebook ha preso una decisione da tempo: diventare un web parallelo.
Il sogno di Bill Gates con il Microsoft Network si sta piano piano realizzando nei servizi di Zuckerberg.
In fondo, il Graphic Search, con lo zampino proprio di Microsoft e il suo Bing, fa proprio questo: cerca nel micromondo di Facebook.
E lo fa non come fa Google sul web, ossia analizzando parola per parola, ma per macro argomenti, potremmo definire per tag.
In pratica, non potendo competere con Google, si è scelto un piano differente, in cui il linguaggio naturale è vincente.
Non è un motore di ricerca tradizionale, che premia i migliori in base al ranking e all'affidabilità, ma lo fa analizzando i contenuti dei propri amici, quindi riducendo sensibilmente le ricerche perché i campi sono ovviamente limitati.
Facebook sta quindi gettando le premesse per creare una piattaforma commerciale formidabile, perché se cerchi moda il messaggio è facilmente collegabile, e così per ogni tipo di interesse umano.
Lascio un filmato che parla più di mille parole, ma di certo Facebook da domani sarà sempre più un mondo a parte, una galassia più o meno chiusa nell'universo internet.
 


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