mercoledì 30 novembre 2011

Web e il 2% del Pil? E' Importazione!

Ci è stata raccontata una favola.
Il web vale il 2% del Pil. Ne parla una ricerca Mc Kinsey che poi, non quanti abbiano letto.
Questo è stato il pretesto per chiedere un ministero per il web, visto che poi l'anno prossimo supererà la ricchezza prodotta dall'agricoltura in Italia, e quell'"industry" un ministro dedicato ce l'ha.
Premesso che paragonare internet all'agricoltura mi infastidisce davvero tanto, ci si accorge che il web varrebbe il doppio dell'IT che, inutile negarlo, l'ha generato.
Ma siamo certi che il web valga il 2% del Pil italiano?
No, perché se guardiamo la pubblicità, la raccolta sul web è in gran parte portata all'estero, visto che il mercato è stradominato da Google...
Le agenzie? Non credo che prosperino e navighino nell'oro.
I siti? Si "tirano su" con quattro soldi.
Le applicazioni per gli smartphone? Anche qui buona parte della spesa va all'estero.
Ci piacerebbe capire come è nata la ricerca, su quali basi si fonda perché, se così fosse, bisogna fare ragionamenti diversi.
Il web vale il 2% del Pil, ma sono in gran parte importazioni.
Su questo è necessario riflettere e non c'è bisogno di leggere nessuna ricerca.
 

lunedì 28 novembre 2011

Oggi è il Cyber Monday

Dal 2005 si celebra il Cyber Monday.
Cos'è?
Tecnicamente è il primo lunedì dopo il Giorno del Ringraziamento per
gli USA e viene dopo il Black Friday, ossia l'apertura agli acquisti
dei regali di Natale.
E' una giornata dedicata allo shopping online, con moltissimi siti di
ecommerce che propongono prezzi imbattibili.
Già il black friday 2011 sembra aver segnato un passo importante per
gli acquisti online (per l'informazione si calcola che sono state
visitate oltre 700 milioni di pagine di prodotto solo nella giornata
di venerdì!), un trend ormai consolidato.
Quel che ha stupito gli analisti meno attenti è l'utilizzo degli
smartphone nei centri commerciali al fine di fare un confronto dei
prezzi.
Gli smartphone, quindi, sono destinati a cambiare per sempre
l'esperienza d'acquisto.
Un elemento di cui si deve necessariamente tenere conto.

sabato 19 novembre 2011

Quando Google fa una figura di una Microsoft qualsiasi

Google Music è una delusione.
Un prodotto che nasce vecchio e che non porta novità significative al settore.
Ci si attendeva molto di più dal servizio, visto il nome e soprattutto perché Google arriva solo 10 anni dopo Apple.
Il risultato è un market stile Zune di Microsoft, anzi, per dirla tutta, e molto inferiore: Zune da noi c'è (anche se da poco).
Eppure Youtube oggi è la piattaforma principale per la musica, è di Google e dovrebbero aver imparato qualcosa...
Anche la Fimi si è accorta della musica online, che oggi cuba un quarto del fatturato totale.
Ma Google, forse, è rimasta più a guardare che ad ascoltare.

venerdì 18 novembre 2011

Gmail e le pasword

Non tutti ci hanno fatto caso, ma da qualche ora, aprendo gmail da web, comapre un messaggio che invita a cambiare password.
Siccome oggi non è una giornata in cui sono in buoni rapporti con l'azienda, mi rifiuto di approfondire.
Se chiede di compiere la cosa, un motivo, legato alla sicurezza dei dati, ci sarà!
Fatelo!

mercoledì 16 novembre 2011

I problemi di connessione di Google

Ieri Google ha avuto qualche piccolo problema di raggiungibilità, alcuni hanno segnalato problemi con la posta, altri con il sito creato con Sites, mi riferisco a proprietà di domini a pagamento, non a servizi gratuiti.
Nessuno a questo mondo è perfetto, ma con Aruba si è scatenata una tempesta, mentre qui non si è letto che qualche tweet.
Qualcuno, poi, con gmail da mobile è restato tagliato dal mondo per qualche ora, ma anche in questo caso non si è letto niente.
I servizi sulla cloud, comunque, si dimostrano come sempre poco affidabili, soprattutto in termini di comunicazione agli utenti.
Può anche darsi che il problema non riguardi Google ma la raggiungibilità dei server a partire dai nostri, piuttosto che dalla rete mobile, ma è evidente che ci devono essere formule più strutturate di garanzia per gli utenti.
 

martedì 15 novembre 2011

Il ritorno di Nokia è scoppiettante

Nokia si sposa con Microsoft e nasce il Lumia 800.
Devo ammettere che ero scettico sul prodotto. L'avevo visto qualche tempo fa, un po' di nascosto.
Da una settimana lo sto usando con costanza e posso esprimere un giudizio.
Giudico Windows Phone 7.5 il sistema operativo migliore per i cellulari, anche se è ben lontano dalla perfezione: nasce sicuro, nasce con la mail (anche se il menu del client della posta deve essere migliorato!), nasce con le applicazioni per l'ufficio, nasce con giochi graficamente notevoli.
Nokia punta come sempre sul design del prodotto, davvero curato, con tanto di custodia.
Una scocca unica, schermo arrotondato, linea filante, sottile, con una buona batteria, buona "macchina fotografica", apparentemente molto potente (monta un processore da 1.4 GHz).
Uniche pecche riguardano l'espansione di memoria e l'uso della Micro Sim.
Questi particolari non vi ricordano qualcosa?

venerdì 11 novembre 2011

Grigio chiaro, 63 o 4369?

Il titolo di questo post l'avanno capito in pochi, pochissimi.
Oggi ci sfiniranno tutto con la storia dell'11.11.11, ebbene l'ho trasformato in #111111 come colore, convertito dal binario e convertito in esadecimale.
Tutti elementi che hanno a che fare con i computer e la tecnologia.
Visto che è il gioco del giorno, almeno partecipo in modo creativo.

lunedì 7 novembre 2011

Siri cambierà le regole del search?

Chi ha provato Siri, il servizio di riconoscimento vocale di iPhone e di risposte prese dal web ne ha colto immediatamente la portata.
Non è certo da domande banali come dimmi il tempo o chiamami Pinco o Pallino che si coglie la differenza.
Siri cerca sul web le informazioni, quindi offre una scrematura dei dati e ci propone quello che vuole. Ha un potenziale economico mostruoso (dimmi la farmacia e il ristorante più vicini si può tradurre in un messaggio in vendita) e può veramente mettere in crisi il mercato del search.
Google ci sta provando da parecchio a far usare la voce ma i risultati, oltre che lentissimi, sono ancora troppo approssimativi. Siri è una tecnologia in beta, quindi non ancora definitiva, ma sufficientemente funzionante da spaventare Goggle.
Eric Schmidt da qualche giorno non parla d'altro e questo è un segnale.
Non sarà probabilmente Siri a vincere, ma è evidente che ci potrebbero essere le basi per cambiare le regole del gioco. Un gioco che vale miliardi di dollari!

Qualche elemento su cui riflettere

La tecnologia oggi permette cose fino a qualche anno fa impensabili e nella stragrande maggioranza dei caso lo fa totalmente gratis.
Prendiamo il meteo, anzi ilmeteo.it.
Le precipitazioni vengono determinate con un buon grado di approssimazione sulle diverse giornate, addiruttura nella giornata stessa con precisione inquietante.
Lo so perché utilizzo il sito, ripeto gratuito, per le partite di calcio un paio di volte alla settimana.
Il discorso è valido per tanti altri servizi meteo, ovviamente, oltre a quelli che molti di noi hanno direttamente in tasca, nello smartphone.
Premesso che non è prevenzione automatica alle grandi sciagure che stanno accadendo, è chiaro che dalle alluvioni degli anni settanta ad oggi forse qualcosa si può fare.
Due anni fa, in Garfagnana, c'è stata una grande nevicata seguita da forti piogge che in una notte hanno spazzato via tutto e a valle c'è stata una clamorosa alluvione.
Gestendo la situazione, nonostante i danni ingenti, si è riusciti a scongiurare il peggio.
Informazione, prevenzione, azione.
Ebbene, la tecnologia nelle nostre tasche e nei PC ci diceva chiaramente che la situazione era a rischio, solo la macchina statale non se n'era accorta. Il motivo: i tanti al lupo al lupo che grida ogni volta per potersi poi "mettersi al riparo dai problemi".
Ciò ha portato a sottovalutare la situazione e quindi a quei disastri accaduti. Che sia chiaro, non sto dando una colpa, sto solo cercando di far capire come la tecnologia oggi potrebbe essere di grande aiuto, realizzando sonde intelligenti (sparano i dati all'occorrenza con la rete mobile) che senza intervento umano possano fornire elementi per mettere la popolazione al riparo.
Tutto ciò non ci risparmia di venire travolti dalle onde anomale, ma può essere di grandissimo aiuto.
La sensazione che dagli anni 70 non sia cambiato niente (dal punto di vista ambientale è cambiato tantissimo, ma è un altro discorso) è veramente fastidiosa. 
 
 

mercoledì 2 novembre 2011

Siae diritti sui trailer e il balzello della memoria

In questi giorni impazza una diatriba sul web davvero unica.
La mia discussione ha una premessa: il trailer non deve risiedere nei nostri server o su account a noi collegati ma semplicemente "embeddato", ossia preso il codice da un sito di condivisione e quindi si lasciano i diritti al possessore.
Pare che la Siae bussi alla parta di chi inserisce nel proprio sito/blog i trailer dei film.
Una discussione francamente sterile perché i trailer, di fatto, sono pubblicità! Detto questo, la motivazione della Siae dimostra come certi signori la pensino sul web e sulle nuove tecnologie sia singolare, per non parlare della non conoscenza dei mezzi!
Se una major posta un filmato, poniamo caso, su Youtube, ne trae tutti i vantaggi e gli oneri in quanto si dichiara detentrice dei diritti.
Perfetto.
Tra opzioni di Youtube esiste la possibilità di abilitare o disabilitare "l'incorporamento del filmato su altri siti". Questo significa che se il detentore dei diritti desidera che il filmato circoli liberamente, lo fa esprimendo un consenso, che, tradotto in termini conosciuti dalla Siae, offre una manleva elettronica.
Il fatto che una persona incorpori un trailer nel proprio sito non significa che l'ha scaricato, ma il trailer risiede fisicamente sul sito del proprietario, che in qualsiasi momento può decidere di chiudere il rubinetto o addirittura di cancellare il file.
La motivazione di generare traffico è un'assurdità tecnica e concettuale da non trascurare. I file "embeddati", ossia presi da altri siti, nel 99% dei casi non vengono trovati dai motori di ricerca e quindi non generano traffico, al massimo possono alzare il tempo di permanenza di un visitare sulla pagina.
Se il sito contiene recensioni di film in cui, in maniera "embeddata" ci sono i trailer, mi pare evidente che si tratti di una cronaca e quindi il file video è parte di essa.
Insomma, la questione non regge.
Già noi italiani paghiamo un iPhone e qualsiasi telefono di più perché abbiamo un'assurda tassa sulle memorie da devolvere alla Siae che la gira ai vari artisti ricchi (e sì, perché essendo una suddivisione proporzionale favorisce i ricchi, non i poveri), adesso vorrebbero prendere i soldi dai titolari di siti web perché fanno pubblicità ai film.
Curioso, molto curioso, perché invece di fare la lotta alla pirateria preferiscono prendersela con coloro che le regole le rispettano!
 

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