giovedì 6 ottobre 2011

Restiamo affamati e restiamo folli

Il coccodrillo ce l'avevano pronto in tanti.
Un amico, a Cupertino, mi parlava di facce lunghe dietro le
presentazioni dell'altro giorno.
Ora lo sappiamo.
Steve Jobs ha smesso di vivere, ma non ci ha lasciato.
Il suo modo di pensare alla tecnologia ha rivoluzionato l'intera
industria dell'ICT e dell'intrattenimento e, quindi, il suo pensiero
aleggerà, influenzerà e si confronterà con il futuro.
Lungi da me dire "santo subito", ma parlare di Steve Jobs come
capitano d'azienda è riduttivo.
E' stato un esempio, un punto di riferimento, sia nel bene, prima e
ultima Apple, sia nel male, quando, uscito dall'azienda fondava Next.
Ciò che lo ha contraddistinto è stata la visione, che non è mai
mancata, di un futuro diverso, ridisegnato.
Ha imparato tanto dai successi e ha imparato tanto dagli errori: con
Next ha compreso che il marketing e soprattutto l'emozione diventano
elementi fondamentali.
l'iPad l'ha definito magico, l'iPod rivoluzionario, con Pixar, nel
1986(!) ha contribuito a creare un cinema del tutto nuovo.
Se l'ICT è intrattenimento e non solo business, se siamo circondati da
oggetti più o meno morsicati, il merito è in gran parte suo.
E' stato leader, ma è stato anche simbolo, nemico, ma soprattutto stimolo.
Ecco, di Steve Jobs vorrei che restasse questo: uno stimolo continuo
per cercare di migliorare questo mondo della tecnologia, semplificarlo
e portarlo a tutti.
Steve, una promessa: resteremo affamati, resteremo pazzi.


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