mercoledì 8 settembre 2010

Uno, 3D e centomila

3D è la parola d'ordine nell'elettronica di consumo.
Il cinema si è già accorto che siamo lontani da una qualità accettabile per produzioni non faraoniche.
Eppure non manca offerta sul volantino delle catene di elettronica che non "spara" una TV 3D, "svenduta" con un riproduttore blu-ray altrettanto 3D (se volete, parlerò anche del flop blu-ray).
Adesso ci mancavano i telefonini 3D, da usare possibilmente senza occhialini (altrimenti sarebbe una scemata: già perdo i telefoni, figuriamoci gli occhiali) per vedere filmati e giochi.
Ma stiamo parlando di schermi sotto i 4 pollici: ha un senso il 3D su video così piccoli?
Ci si interroga molto sul tema, ma è chiaro che sarà necessario trovare delle strade diverse.
Ultima considerazione sulle TV. Se un amico comprava un plasma e gli altri non ce l'avevano, invitava tutti a vedere un film. Lui se la tirava, ma godevano tutti di uno spettacolo.
Se un amico compra una TV 3D, non invita a casa nessuno.
Il motivo è semplice: non ha occhialini per tutti.
Se consideriamo che le innovazioni più significative per l'uomo riguardano la sfera sociale, la TV 3D come la collochiamo?

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