giovedì 29 giugno 2006

Riflessione su Excel

Excel è probabilmente il programma più usato in ambito business.
Contiene tre aspetti fondamentali: una buona interfaccia grafica, buoni strumenti di analisi, è un mini data base.
Dove fa acqua Excel?
Sulla condivisione dei dati.
Da qui nasce la fortuna dei vari vendor che proponono prodotti da cui ogni personaggio, dall'amministratore delegato all'impiegato di 5 livello, attinge, manipola, propone analisi.
Tutti si occupano di salvare i dati da condividere in qualche data base e gli utenti, sui loro PC usano Excel per estrarre le informazioni.
Esiste qualcosa che è migliore di Excel, con una diffusa capacità di analisi?
Manca la condivisione, quindi.
Ma, ora, qual è lo strumento ideale per la condivisione?
Il web.
Da qui l'idea di Google di andare a scalfire il regno di Microsoft.
Ma a Redmond non mi pare stiano a dormire.
Credo che chi riuscirà a fare compiere a Excel quel passo in più, avrà il controllo delle applicazioni in ufficio per un buon periodo, forse per più di un lustro.
In fondo, Excel, più di ogni altro prodotto, è la killer application in ufficio. In fondo, per scrivere si può usare anche Wordpad, senza scomodare altri nomi e restare in Microsoft. E le presentazioni non sono per tutti.

I giochi di Messenger

Messenger nuovo, quello integrato in Windows Live, tanto per intenderci, porta con sè anche alcune novità
Una, ad esempio, è quella di poter creare giochi che sfruttano le capacità di messenger in modo più intelligente che in passato.
Un esempio è il gioco creato per promuovere il nuovo film "Pirates of Carabean" (in Italia il primo l'hanno chiamato La maledizione della prima Luna, ora penseranno alla seconda), che trovate qui.
Si aprono nuove possibilità e nuove frontiere. Iniziano i giochi, poi arriveranno le applicazioni.

mercoledì 28 giugno 2006

CODEX ALPE ADRIA 2006

Quasi me ne stavo dimenticando!
Scusa Claudio, ma non riesco più a stare dietro a tutto.
E' disponibile il programma della manifestazione CODEX ALPE ADRIA 2006, punto di incontro tra programmatori e appassionati di informatica creativa, di sistemi alternativi e retrocomputing che si terrà per il primo fine settimana di luglio a Branco di Tavagnacco (Udine).
Tra le personalità internazionali che parteciperanno alle presentazioni, segnaliamo
- Bernd Schmidt che racconterà la storia di UAE (Emulatore Amiga)
- Dennis van Weeren terrà la presentazione di Minimig (un Amiga completo raccolto in un solo processore FPGA)
- Jens Schönfeld (Individual Computers) terrà la presentazione di Keyrah (trasforma computer storici in tastiere USB) e altre novità
Saranno inoltre mostrati gli ultimi sviluppi di AmigaOS 4.0, saranno presentate competizioni per la demo-scene e cultura retrocomputing.
Il programma completo della manifestazione è presente sul sito internet http://0xaa.org/italiano/

I servizi mobili di Google

Google offre i servizi mobili, per i cellulari con wap (ma qualcuno non diceva che era una tecnologia morta?), come gmail e la pagina personalizzata.
Servizi, ovviamente, gratuiti.
Gmail, permette di aprire gli allegati, come per la visualizzazione su PC, ed è davvero pratico.

Adobe Flash 9

Siccome la parte "Macromedia" di Adobe non sta portando i risultati ecnomici desiderati, è stata rilasciata la versione 9 del player di Flash, che integra il nuovo ActionScritp 3, una versione rivista del linguaggio di programmazione di Flash.
Il link è qui.
Adesso aspettiamo Studio 9 e le versioni per Linux del Player...

Java Open Source: pochi mesi ancora

Mi ero dimenticato di un fatto dichiarato da Gosling: Java dievrrà a tutti gli effetti un prodotto totalmente Open Source tra pochi mesi, comunque entro la fine dell'anno.

MS Office web based

Mentre dilaga nei DVD delle riviste tecniche italiane la beta 2 di Office 2007, Microsoft ha lanciato la bente della versione su web, quello che definiscono come test drive.
Il link è qui.
La versione è realizzata in collaborazione con Citrix, che da sempre remotizza gli applicativi Microsoft e vanta un'esperienza notevole in questo campo.
Il prerequisito, oltre alla banda larga, è avere un accounto Windows Live.
Sulla rete molti si sono già sperticati in critiche per il semplice fatto che funziona solo sui PC e solo con explorer: l'ingenuità è una caratteristica di molti personaggi. Questo prodotto nonè Office Live, per cui è inutile stare a discuterne.
Provando e riprovando (tra errori Java e Apache, che non fanno certo fare bella figura a Microsoft, visto che fa sistemi operativi per i server e fior fiore di applicativi) si riesce ad entrare, ma poi si inceppa... E' una beta 2 al primo giorno di vita!

martedì 27 giugno 2006

Intel a fumetti?

Notizia: Marvell e Intel hanno annunciato oggi la firma di un accordo che prevede la vendita da parte di Intel del proprio settore Comunication e dei processori applicativi a Marvell al prezzo di acquisto di 600 milioni di dollari, più l’assunzione da parte di Marvell di alcune passività. La prevista vendita conferirà a Marvell una forte presenza nel segmento di mercato in crescita dei processori impiegati nei dispositivi palmari intelligenti. La vendita permetterà al contempo a Intel di focalizzare i propri investimenti sui core business dell’azienda, tra cui i processori basati su Architettura Intel ad elevate prestazioni e basso consumo energetico e le tecnologie emergenti per l’elaborazione mobile, come le tecnologie wireless Wi-Fi e WiMAX a banda larga. Si prevede che la transazione, soggetta a revisione da parte degli enti regolatori e ad altre normali condizioni di chiusura, venga finalizzata in quattro o cinque mesi circa.
La Marvell non è la Marvel Comics, ovviamente, ma un'altra società e il titolo è volutamente provocatorio.
Intel è quindi, di punto in bianco, uscita dal segmento dei processori per palmari, cellulari e piccoli dispositivi.
Intel, per altro, si è affrettata a comunicare che questa vendita pianificata non avrà impatto sulla capacità di altri settori di Intel nei segmenti di mercato del networking e dello storage di continuare ad impiegare processori Intel XScale basati su ARM. Questi settori di Intel potranno continuare ad avere in licenza progetti di chip direttamente da ARM Holdings PLC e potranno modificare tali progetti in base alle loro necessità.
Insomma, si chiama fuori. E' un buon segnale?

James Gosling e un caffè

Non potevo resistere. Chiacchierare con chi ha creato Java davanti a una tazza di caffè...
Abbiamo parlato di molte cose, di quello che lui pensa di Java oggi, ossia un abilitatore di risorse, e di quello che sarà domani, ossia un serbatoio di pezzi di codice da riutilizzare.
Ma soprattutto abbiamo parlato di comunità, visto che è quello che muove Java. Poche differenze tra USA - Europa, il browser e la connessione sono simili in ogni continente, più attenzione in Usa per le grandi aziende, più attenzione allo SMB (PMI da noi) in Europa.

Una "javata"

Oggi incontrerò James Gosling, l’ideatore di Java, Vice President e Sun Fellow.
Sono curioso di incontrare un tizio che aveva una visione della programmazione che ha travolto tutti.
Sono curioso di capire dove andrà a parare in futuro.
Prenderò un caffè con lui: si può resistere?

La comunicazione secondo Microsoft

Ieri sera, in contemporenea con la partita dell'Italia, Microsoft ha presentato la sua strategia di comunicazione integrata, posta voip e messenging e molto di più.
L'annuncio in sé non mostra nulla di nuovo, se non la naturale convergenza di prodotti.
All'interno di Office, i messaggi di qualsiasi natura, dal fax alla telefonata, avranno un solo modo di essere visualizzati e trattati. Tecnologia che non è sui client, ovviamente, ma sui server, dove vuole andare a spostare la battaglia avviata da Sun e Google per combattere Word ed Excel.
In pratica, è la rivinvita dei buddies di Messenger, visto che ogni documento potrebbe essere accompagnato da un'icona che ci dice come è possibile contattare il creatore dello stesso.
Produttività in azienda che aumenta, dicono a Redmond. Staremo a vedere: anche le revisioni di Word dovevano servire a questo scopo, ma all'atto pratico creano solo un casino inenarrabile. Non sono le software house il driver delle novità, ma l'uso delle potenzialità dei programmi che nasce dai clienti. Quindi, più novità, più possibilità.
Ma non è certificato.

lunedì 26 giugno 2006

Vista: per Corriere Economia e AF

Araba Fenice: questo è quanto dichiara il Corriere Economia di oggi, a pagina 30.
All'interno, per altro, di un articolo imperdibile sui notebook ultraleggeri.
L'ha definito "logorroico sistema operativo". Eppure c'è un inviato mandato a New York per sentire proprio Microsoft.
Curioso.

24 luglio: Opera sul Nintendo DS

La data è prossima... L'annuncio era qui.

venerdì 23 giugno 2006

Adozione di tecnologia

Vado a memoria, per cui quel che scrivo potrebbe essere sbagliato.
Venturi di Cisco, Vice President della corporation e AD italiano, ha mostrato una slide del US Boreau o Labour Statistics e di McKinsey da cui emerge una ricerca interessante svolta sul 25% di aziende che vanno bene e sul 25% di quelle che vanno male e l'adozione di tecnologia (che è una conseguenza).
Insomma, una statistica che si occupa delle parti laterali dei grafici, visto che la concentrazione è al centro.
Che cosa emerge?
Per quanto riguarda la produttività, il delta percentuale tra quelle che vanno bene e quelle che vanno male è del 20%.
Per chi si occupa di transazioni, che vanno dalla cassa di un supermercato a chi si occupa di tenere tracccia di operazioni bancarie, il delta è già molto interessante: 170%. Come dire, la differenza tra andare a gonfie bene e la bancarotta.
Il terzo punto riguarda le aziende che si occupano di interazione con i clienti, leggono i dati e rispondono ai clienti in modo preciso, dettagliato, spesso anche anticipando le richieste. Il delta, in questo caso, è del 540%.
Questo per dire che la nostra non è più una società industriale, o lo è sempre meno, e che dal 1900 le aziende che si occupano di interazione sono passate dal 5 al 40% del PIL mondiale.
La tecnologia è il fattore trainante delle aziende che si occupano di interazione con i clienti. E sono quelle in cui la differenza tra chi va bene e chi va male è più evidente.
Investendo nelle tecnologie giuste, adatte ai propri processi di business, si possono trarre vantaggi consistenti.
Ma non è sempre facile investire nelle tecnologie adatte alle reali esigenze delle aziende aziende.
Una nuova stagione per le consulenze?

giovedì 22 giugno 2006

Il web in crisi per Moggiopoli

Il web in ginocchio per il fatto che tutti cercano notizie sui deferimenti calcistici.
Segnalo critica rossonera, sito che sta spopolando con un'iniziativa che gira in molte caselle email degli italiani (o forse milanisti).

Ancora su Bill Gates e la sua uscita da Microsoft

Visto che continuano ad arrivare email a riguardo della fuoriuscita di Bill Gates da Microsoft, è bene che scriva ancora qualcosina, in modo da condividere i pensieri con tutti e non solo nelle risposte ai messaggi.
Qualcuno sostiene che Microsoft non abbia inventato niente, soprattutto dal punto di vista dell'architettura software. Di fatto, architettura software non significa niente, ma secondo me, per Microsoft, significa saper mettere insieme le cose, come fanno gli architetti che coniugano design alle colonne portanti, ai tetti, alle finestre e ai balconi, ai mattoni e via di seguito. Quindi, anche polemiche sterili su che cosa abbia fatto Microsoft non hanno grande senso, visto che è uno dei brand più conosciuti in ogni parte del mondo.
Quello che ai più manca è una cultura di programmazione software, che cosa significa programmare.
I passi da gigante fatti dall'industria dell'hardware sono sotto gli occhi di tutti, e in pochi anni si vedono raddoppiare le prestazioni, a ritmi vertiginosi, tanto che si pensi che negli anni 50 un super PC negli usa era in grado di leggere e catalogare 10 schede perforate al secondo, mentre oggi un PC scadente in casa fa almeno un milione di operazioni al secondo!
Il software, invece, non ha ricevuto una spinta simile, perché non è automatizzabile e, come ho già detto, non esiste un sistema di controllo automatico della bontà di un'applicazione.
Un problema, quindi, importante, che implica un aspetto interessante: non c'è economia di scala per chi produce software. La fatica, il tempo e l'impegno per realizzare un programma di 1000 righe è di gran lunga superiore al doppio di quanto richiesto per un programma di 500 righe, e più le righe aumentano, più le cose si complicano.
L'architettura software, quindi, diventa fondamentale, ossia riuscire a governare la complessità delle connessioni, delle chiamate alle Api, alle Dll, ai vari moduli, è la cosa più difficile che si sia.
Nell'industria del software, lasciatemi finire prima di impallinarmi, il supporto che contiene il programma ha un costo ridicolo. Questo cosa significa? che l'industria del software, quella che commercializza i prodotti, vede il costo di un'applicazione decrescere in base al numero di copie vendute. Se faccio un'applicazione e la vendo a un cliente, la vendo a 10mila euro, quanto mi è costata più il mio margine. Se la vendo a cinque clienti, la posso vendere a 2mila euro, a 100 clienti la vendo a 100 euro.
Il ragionamento è banale e dimostra quanto Microsoft abbia potuto creare un mercato e prosperare. Però, c'è un altro discorso da fare, relativo allo sviluppo del software.
Il costo di una nuova versione di un programma è molto superiore rispetto alla versione precedente. Per cui, per mantenere lo stesso livello di prezzo, è necessario aumentare la base installata di parecchie volte.
Per sviluppare del software, quindi, è necessario continuare ad aumentare gli investimenti, in modo esponenziale. Chi ha sviluppato software negli anni passati, ha portato a casa un tasso di valore aggiunto pari al 100%, cosa che non ha eguali nella storia dell'economia, ma probabilmente questo modello sta entrando un po' in crisi, grazie a internet, all'Open Source o alla "commoditizzazione" o standardizzazione delle soluzioni.
Per questo, per me, l'uscita di Bill Gates rappresenta la fine di un'epoca. Le chiacchiere sui risultati di Microsoft, i ritardi di Vista, l'ascesa di Google o di Firefox lasciano il tempo che trovano.

mercoledì 21 giugno 2006

Ma andiamo così male (come ICT)?

Prendo dal blog di ".ICT & tech solutions", il supplemento de Il Sole 24 Ore, un commento sulla situazione dell'informatica italiana alla luce di quanto è emerso dall'ultimo rapporto Aitech-Assinform.
In un mare di dati qualche volta conviene sentire anche la voce delle aziende, che non sempre è d'accordo con le analisi di mercato, anche se autorevoli. I dati del Rapporto Assinform (www.assinform.it) illustrano un panorama che non sempre rispecchia la realtà. E non tutti gli operatori del settore si accodano al mainstream del pensiero unico del tutto-va-male. Questo ne è un esempio.
“E’ di ieri la notizia – emersa dalla presentazione del rapporto Assinform 2006 - che l’Italia è in coda nel mondo per investimenti IT, perché ha perso la sua capacità di innovare. I dati parlano chiaro: in Italia il Pil è rimasto quasi fermo e l’Information Technology è cresciuta dello 0,9 per cento rispetto al 2005 e le previsioni per il 2006 non sono entusiasmanti”, ha affermato Gian Luca Sacco, Direttore Markting di UGS Italia, società leader nella fornitura di software PLM.
“Questa congiuntura di mercato particolarmente sfavorevole a livello nazionale, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti in innovazione tecnologica, rischia di lasciare indietro le aziende che non sono in grado, ad esempio, di comprimere il time-to-market e che si focalizzano invece sul controllo dei costi. Riteniamo che la situazione tuttavia stia migliorando, in Europa ma anche in Italia, se è vero, come molti analisti sostengono, che la crescente domanda di sistemi PLM (product lifecycle management) è un ottimo indicatore della propensione all'innovazione. La nostra azienda ha commissionato di recente una ricerca condotta su 105 aziende europee (di cui 23 italiane, 40 tedesche e 42 inglesi), con un fatturato superiore ai 100 milioni di dollari. La ricerca ha evidenziato che l’innovazione è l’aspetto su cui le imprese si stanno focalizzando maggiormente, allo scopo di sviluppare prodotti migliori e accelerare i tempi di rilascio sul mercato (time-to-market), e che l’asset chiave per raggiungere tale obiettivo è la tecnologia. Quasi il 90% degli intervistati ritiene che la tecnologia sia un elemento importante se non critico per raggiungere gli obiettivi legati all’innovazione”.

Sono perplesso.

ICT: ci vuole RC

La presentazione di ieri di Aitech Assinform non ha portato nessuna novità, se non un trend di crescita che oscilla intorno all'1%. Delle 3 c del Ministro ne ho già parlato, ma vorrei dire qualcosa al riguardo.
Parlando con un amico, Francesco Oldani, mi faceva riflettere su una cosa: questo paese ha bisogno di RC.
Cosa significa RC? Regole Certe.
Le aziende hanno bisogno di regole certe, non è possibile combattere sempre contro qualche competitor che non rispetta le regole.
In effetti è vero, è un male italiano. Non solo nell'ICT, ma nel calcio, nella Tv, nella politica, nel lavoro e in tutti gli affari.
Quindi non è solo un tema etico.

martedì 20 giugno 2006

Dalle 3 i alle 3 c

Cambia il governo, cambiano le lettere.
Mr B parlava delle 3 i, Mr P, attraverso il suo ministro, parla delle 3 c.
Ma quali c?
Conoscenza, Competenza e Concorrenza.
Ci si chiede se l'errore non sia nel numero invece della lettera.

Windows "Live" Messenger

OK, Messenger di Microsoft è diventato un prodotto maturo, tanto da cambiare nome.
Qui è possibile scaricare la versione definitiva (più di 14 mb)
Da notare che usa Live ID, l'erede di Passport.

Funzioni principali: Chiamate da PC a PC e anche chiamate telefoniche, Videochiamate, Cartelle condivise, SMS e Windows Live Alerts.

Idee chiare

La Stampa è un quotidiano strano. Fa un inserto di tecnologia sontuoso, Universo informatica (quando esce), e poi cade nella tecnologia spicciola, come è accaduto sulla prima pagina di oggi.
Parla della fusione Nokia-Siemens, la join venture di ieri. Non avendo capito, cosa mettono come foto? due cellulari. La fusione riguarda le infrastrutture, le reti e i sistemi che permettono di collegarsi. Siemens ha di fatto ceduto i cellulari a Benq un po' di tempo fa. Se fossero esperti di calcio, lo saprebbero avendo visto cambiare lo sponsor nelle maglie del Real. Che poi non capiscano di calcio lo si evince sempre dalla prima pagina, in cui si parla di Juve, Lazio, Fiorentina e Milan in serie B: hanno già sentenziato? non ci sono, a oggi, i deferiti!
La notizia dell'affare Siemens-Nokia è della mattinata. Quindi l'errore non è figlio della fretta...

lunedì 19 giugno 2006

Fusione Nokia Siemens

Le reti di Nokia e di Siemens, ossia l'infrastruttura di rete delle due aziende europee si fonderà nella giornata di oggi.
Annuncio in una conferenza stampa in mattinata.
Quello delle infrastrutture è un mercato difficile, in cui i prodotti sono diventati realmente delle commodity e serve concentrazione di nomi al fine di mantenere quote di mercato e revenue.
A questo punto, si costituisce un grande polo europeo, che va a contrastare gli altri colossi, Cisco in primis.
Reuters dice: La nuova società genererà 20 miliardi di ricavi consolidati, più o meno come Cisco Systems o Alcatel e Lucent, che hanno deciso di fondersi ad aprile.
Siemens ha preferito non commentare. Il Wsj scrive che l'accordo vale circa 31,6 miliardi di dollari e che la nuova compagnia verrà partecipata pariteticamente dalle due società.

sabato 17 giugno 2006

Il mio post su Bill Gates

Non avrei mai pensato di avere attirato tanti insulti con un post che, tutto sommato, non era nemmeno acido come il solito.
Il fatto che sia andato su Liberoblog, probabilmente ha aiutato.
L'appunto che sta più a cuore è che ho definito Bill Gates come l'inventore dell'industria del software.
A parte il fatto che non si può parlare di industria del software, visto che il software è frutto dell'intelletto e non esiste nulla di automatizzabile o meglio, è impossibili verificare la correttezza delle applicazioni, volevo sinteticamente dire che aveva inventato un lavoro a milioni di persone nel mondo.
Non è vero che grazie all'espansione dei PC, o meglio, dei software per PC, hanno trovato lavoro milioni di persone in questo pianeta? Forse qualcuno il posto l'ha anche perso a causa di un PC, ma questo è innegabile.
Il ruolo di IBM nulla centra con Gates, visto che ha fatto un PC ma non sapeva a che cosa servisse e oggi non li produce più.
Il mio post voleva solo essere un tributo ad un'epoca che, nel bene e nel male, sta finendo.
Il resto è chiacchiera da bar o poco più.

venerdì 16 giugno 2006

Bill Gates: disimpegno da Microsoft

La notizia è di quelle bomba: dal 1 luglio 2008, Bill Gates lascierà Microsoft, in termini prettamente operativi, e come dice il comunicato ufficiale, si dedicherà a tempo pieno alle attività della sua fondazione “Bill & Melinda Gates Foundation”, continuando a mantenere la carica di Chairman di Microsoft Corporation e a offrire consulenza all’azienda per alcuni progetti strategici.
Insomma, è ricco sfondato e si è un po' stufato. Ci sta.
L'azienda, d'altronde, cammina con le sue gambe e fin troppo bene.
Non credo che vi siano grandi scossoni, almeno nell'IT, mentre nel mondo del bridge potrebbe succedere qualcosa (avete letto l'intervista sulla Gazzetta di lunedì del buon Diego Antonelli?).
Microsoft ha anche annunciato il piano di transizione e individuato le figure di alto rilievo che all’interno dell’organizzazione affiancheranno Bill Gates in questo periodo. Ray Ozzie assume la carica di Chief Software Architect con la responsabilità delle architetture tecniche e dello sviluppo dei prodotti. Craig Mundie assumerà la caricà di Chief Research and Strategy Officer e affiancherà Bill Gates in questa fase con la responsabilità di coordinare la ricerca e le attività innovative. Oltre a loro, tutto il Leadership Team di Microsoft sarà focalizzato alla gestione del periodo di transizione.
L'informatica, da luglio 2008, ossia dal prossimo anno fiscale di Microsoft (anzi, visto che quello attuale chiude il 30 giugno, quello ancora successivo) sarà orfana, in fase di progettazione dei prodotti, di uno dei "padri fondatori di quest'industria".
Di fatto, finisce un'epoca, che la cosa piaccia o no, e l'annuncio, come sempre, lascia un po' di amaro in bocca.
A chi interessa, il blog multimediale di Microsoft, Channel 9, offre un'intervista di 3 minuti a Bill Gates e Steve Ballmer.









giovedì 15 giugno 2006

Vincenzo Novari non ha un tivufonino

Beccato a Heathrow, Vincenzo Novari, con tanto di zainetto aziendale, non utilizzava un tivufonino, quello tanto reclamizzato in questi giorni. "Io preferisco un terminale per i dati" è stata la risposta, che giudico molto intelligente.
Qui mi ricollego ad alcune considerazioni di Enrico Bianchessi.
Ma davvero ch ha acquisito una licenza 3G ha nel suo business plan niente più che queste amenità tecno-masochistiche ? (giusto un masochista può pensare di guardare qualsiasi cosa su un videofonino..)
I masochisti esistono.
Percentuali in crescita.
Qualcuno ha provato a ricordare ai succitati possessori di licenze 3G l'esistenza di un potenziale mercato di traffico dati business? Con le tariffe che ci sono oggi questa modalità di connessione non può che essere utilizzata solo in casi di estrema urgenza e drammaticità. Quando lavoravo per Sierra Wireless, (5 anni fa almeno) ricordo di aver preparato una case history sul servizio assistenza della società inglese del gas che aveva dotato di notebook con scheda GPRS qualche migliaio di tecnici che scambiavano informazioni in tempo reale col sistema centrale. Mi spiegarono che in Italia questo genere di business era assolutamente impensabile dati i costi del traffico. Fatto sta che lo è anche adesso.Boh....
Attendo illuminazione.

Primo: non ti posso illuminare (ma è un problema di distanza, se eri vicino un riflettore te lo recuperavo!).
Secondo: il wap è inutilizzabile per la lentezza, gli altri fanno applicativi Java per scaricare dati dalla rete e sopperire ai problemi. Bypassando il costo dei dati, visto che un kb wap costa un quinto del traffico dati.
Qual è la differenza? non chiederlo a me, anche se ho delle certezze.
Su questo aspetto, credo che gli operatori si stiano muovendo proprio in questo periodo, con Vodafone che lancia le offerte e gli altri che si troveranno a rincorrere.
Vedremo.
Una considerazione. Gartner ha detto che le revenue dalle chiamate voce nel 2010 verrà eroso dal Voip per il 60%. Forse è per questo che 3 si è accordata con Skype per i cellulari?

I blade di HP

Ieri ho scritto un messaggio un po' critptico sui nuovi server Blade di HP, la classe C.
La promessa di HP è di ridurre i costi per i clianti di qualche milione di dollari. prodotti che sono stati pensati per 3 anni, fanno risparmiare il 41% sul costo (stessa macchina), 60% per la connessione in un datacenter, 96% di risprmio per il setup iniziale.
Andare a Londra per un annuncio del genere, direte voi, valeva la pena? Certo che sì, perché HP ha deciso di diventare leader indiscussa nel segmento, facendo diventare di colpo vecchie tutte le soluzioni e tecnologie, ma soprattutto picchiando duro su IBM.
La risposta sarà, come sempre, nei servizi di quest'ultima, ma anche i server balde, di fatto, diverranno delle commodities.

mercoledì 14 giugno 2006

Attaccare Turani

Molti mi hanno chiesto lumi sull'articolo marchetta di Turani su Affari e finanza di lunedi'.
In realta', l'ho trovato onesto, nemmeno troppo smaccatamente pacchiano e di parte. Non mi piace quanto ha scritto Leonardo, dicendo che la funzione che cambia in tempo reale la font di caratteri del testo mentre si sta scorrendo la lista di quelli disponibili: non sara' la feature che ti fara' cambiare il WordProcessor, ma e' almeno qualcosa di innovativo in Word... Ci puo' davvero essere qualcosa di innovativo in Word?

eBay e Skype me

eBay Usa ha lanciato il servizio per cui, durante un'asta, si puo' conversare con il venditore grazie a Skype, possibilmente gratis...
C'hanno impiegato un po', o sbaglio, per fare qualcosa senza un eccessivo valore aggiunto.

HP e i server

Sono a Londra per la classe C. Non ho capito cosa accade se vede un'alce, di altro non posso parlare fino alle 18.45...
Non e' che manchi molto...

martedì 13 giugno 2006

Microsoft Forefront

La sicurezza di Microsoft, le sue soluzioni, prenderanno il nome di Forefront, e si parte dal Forefront Client Security è il vecchio Client Protection.
Insomma, i player del settore hanno finalmente un nome e non un fantasma a cui riferirsi.

La fine di Windows 98

Lungi da me giudicare la bontà dei sistemi operativi, se non altro perché sono figli dei tempi e dell'hardware, mi coglie un po' impreparato vedere che molti utenti sono preoccupati della fine degli aggiornamenti e assistenza da parte di Microsoft su Win 98 e Me.
Premesso che 98 era un sistema operativo acerbo e Me perlomeno un po' più stabile, avere macchine con questi sistemi operativi oggi significa avere dei PC lenti. Il fatto che siano obsoleti non è significativo, ma la lentezza si paga in operatività.
Consideriamo il prezzo dei PC, che ormai è in caduta libera, e consideriamo il fatto che ogni PC che si rispetti viene venduto con un sistema operativo.
Per un attimo, scordiamoci che esistono altri sistemi operativi.
Perché tenere una macchina vecchia e usurata per fare le cose che si possono fare in attimi impiegando minuti? Questo vale per l'ufficio.
Perché non potersi permettere di montare il filmato della prima comunione e masterizzarlo su Dvd?
A meno che non si usi il PC per scrivere e leggere l'email, 98 e Me non hanno davvero senso. Se invece si usa il PC come terminale (il caso delle banche è sotto gli occhi di tutti), il sistema operativo diventa davvero un optional.
In qualsiasi caso, non capisco il problema: se usi 98 o Me, di certo non si è tipi da facili upgrade, navigazioni folli e rischiose, installazioni di software spregiudicate e via di seguito. Quindi, di default, il problema non sussiste.
Andrete avanti così, come siete andati avanti finora.

venerdì 9 giugno 2006

Una colletta per Conti e i mondiali del 2006

Bruno Conti, nella pubblicità di 3, dice del tivufonino, come al TV di casa.
Proponiamo una colletta per il vecchio campione, in mod di avere almeno un LCD a 15 pollici.
La Rai non ci ha dato indicazioni di tempo e di risultato a video, le riprese sono davvero molto lontane (tanto che la grafica ha dei caratteri illeggibili). L'idea era non di "stratch-are" l'immagine 16:9, quanto ritagliare il centro del video per una ripresa 4:3 a schermo intero. Il motivo è semplice: la sorgente video è ad alta definizione, quindi non si tratta di un'ingrandimento, ma di un "rimpiscciolimento" dell'immagine, in qualsiasi caso.
Rai batte Sky 4-0, ossia i goal si vivono sulle partite Rai quattro secondi prima che su Sky, magnificenza del satellite.
I mondiali sono inguardabili su di uno schermo a 15 pollici, è inutile parlare di una partita vista da cellulare: nemmeno gli omini di Sensible Soccer erano così piccoli.
Sempre per restare su 3, si parla di far portare allo stadio il cellulare per vedere se il rigore c'era o no. Quindi se la gente deve entrare in campo e protestare o battere le mani all'arbitro.
Da italiani sappiamo come andrà a finire.

I giochi e i giornali

I quotidiani, di solito, quando parlano di videogiochi o fanno sensazionalismo facile, o dicono cose insensate.
Questa settimana, prima su La Stampa e poi su Nòva, sono comparsi articoli di gaming non solo sensati, ma che fanno un po' di chiarezza.
Mi soffermo su quanto ha scritto Giuseppe Granieri (sì è quello lì) su WoW (World of Warcraft) e similanza.
Parlare di giochi on line persistenti non è facile: o si utilizza un linguaggio da addetti ai lavori, quelli che si leggevano The Games Machine o PC Game Parade, oppure si usa un linguaggio troppo scadente per essere interessante.
Quella generazione di giocatori, diciamo di 12-15 anni fa, sta raggiungendo la quarantina, o comunque ha di gran lunga superato la trentina, per cui si tratta di persone mature, che cercano giochi interessanti, intelligenti, ma che soprattutto svaghino.
WoW fonda il proprio successo proprio in qui: target, giocabilità, intrigo, ma anche facilità e un po' di sana spensieratezza.
Come mai nessun sociologo serio studia approfonditamente questi giochi on line, che, lo ribadisco, non sono ad appannaggio dei ragazzini?

giovedì 8 giugno 2006

Windows Vista Beta 2: istruzioni per l'uso

La beta 2 di Vista è pubblica, quindi scaricabile gratis.
Qui il link al sito.
Istruzioni per l'uso.
Installatela solo perché volete davvero vedere il nuovo Windows, altrimenti lasciate perdere. La beta è molto stabile, il PC non lo spengo da quindici giorni e continua a funzionare, ma se dovete usarlo per lavoro è bene non farlo.
Vista è in inglese (o tedesco, o giapponese), e crea un boot che permette di avere ancora la possibilità di lanciare XP. Il consiglio, però, è di avere un disco nuovo su cui montarlo, perché la disinstallazione non è così agevole.
Inoltre, usando Vista su di un PC con dual boot, porta alla condivisione, o meglio all'accesso dei dati dai due sistemi operativi. Non sempre la cosa è efficiente, perché Vista indicizza tutto secondo i suoi criteri (cambia il file system) e tutto funziona perfettamente se non si utilizza il back up di Windows. Ancora non è chiaro il motivo tecnico, ma il back up crea problemi sui file e li rendi inutilizzabili. Quindi occhio ai documenti di lavoro (basta copiare i file invece di usare il back up di Vista o di XP).
Buona fortuna e soprattutto divertitevi.
A proposito, vi accorgerete che funzionano praticamente tutti i programmi scritti erp XP senza nessun problema, a meno che non utilizzino funzioni multimediali di Media Player, che è cambiato in modo radicale e alcune Api non sono più corrispondenti (soprattutto per applicazioni che bypassavano il controlle del DRM, ora totalmente integrato).
Sempre per divertirsi, se avere un tuner video, provate il nuovo media center, che è molto più funzionale di prima.

Prodi e la Urbani

Prendo la notizia da 01net.it.
Il presidente del consiglio Prodi si è pronunciato invece su un altro tema scottante: la legge Urbani. Secondo il nuovo premier vi sarebbero squilibri nella legislazione approvata dal precedente Governo "con atteggiamenti fortemente punitivi verso alcuni tipi di reati ed un inspiegabile lassismo verso altre pratiche illecite". "Invece di punire e basta - ha proseguito Prodi -, bisognerebbe capire come affrontare il tema dell'accesso alla cultura e all'intrattenimento, completamente ridefinito dall'avvento di Internet, in modo da ampliare il bacino degli utenti salvaguardando i diritti dei produttori".
Siamo tornati al problema del capire... Insomma, un passo in avanti perché si capisce che la legge è sbagliata. Un passo indietro, perché si riparte dal principio.
Poi, caro Presidente del Consiglio, la dichiarazione contiene un errore: la Legge è stata proposta dal Governo, ma approvata in larga parte anche con i voti dell'attuale maggioranza.
Questo non posso dimenticarlo e di conseguenza sono qui per fare in modo che nessuno se lo possa dimenticare.

mercoledì 7 giugno 2006

Vista: usare la memoria USB come RAM

Una delle feature di Vista che mi hanno più sorpreso è la possibilità di usare una memoria USB come RAM, nel caso di bisogno.
Basta infilare la scheda, e il sistema chiede se si vuole accelerare il PC.
Qui sotto e su TecnoAttack a dimensioni decenti, il video.







martedì 6 giugno 2006

The Last Supper by Leonardo da Vinci High quality picture

Per chi volesse visitare Milano, segnalo il sito del Comune, in lingua inglese con panorami 3D davvero notevoli (compresi i suoni d'ambiente), e per gli appassionati dell'ultima cena, lascio questo link.

Google, MS ed Excel

Google oggi mostra il suo foglio di calcolo.

La battaglia al patrimonio di Microsoft si apre così, per arrivare poi al word processor on line, atteso già nei prossimi mesi.
Ma ha senso usare un foglio di calcolo on line? Probabilmente sì, solo se si potrà visualizzare il file su qualsiasi tipo di apparecchio/browser, perché se è per il PC, basta una chiavetta e Portable OpenOffice.org.
Sono più che altro curioso di veder come farà a leggere i dati all'interno del foglio di calcolo per piazzare la pubblicità "contestuale".
Staremo a vedere.
il link per GoogleSpreadsheets è qui.

Musica on line

Basta la lettera di un provider per alzare una polvere pazzesca sulla musica on line.
Non si capisce, davvero, perché ci debba essere differenza tra Europa e Usa, mentre la Fimi dichiara candidamente che i maggiori proventi arrivano dalle suonerie dei cellulari, cosa che farà scoppiare di gioia gli artisti.
Il paladino della battaglia in Parlamento contro la Urbani è fuori non solo dal Senato, ma anche da Comune di Milano.
Sono segnali evidenti di una volontà politica di non occuparsi di questi problemi e di una volontà popolare di non schierarsi.
Peccato (non tanto per Cortiana, che si rifarà).
La rete ha bisogno di nuove regole. Di fatto ha creato una nuova economia che prima non c'era. Ora deve cambiare delle regole che hanno un sapore feudale, di novità che vengono travolte dalla "restaurazione".
Ci si domanda come mai non sia possibile trovare un modello di business che sia soddisfacente per tutti. La risposta è semplice: i clienti/utenti sono da sempre abituati a subire, quindi non propongono. Le Major sono da sempre attente a raggiungere il massimo risultato (economico) con il minimo sforzo.
Quindi, gli unici attori di questo cambiamento devono essere gli artisti: una rivolta non dal basso, non dall'alto, ma dal cuore del business.
Qualcosa si muove. Poco, ma si muove.

lunedì 5 giugno 2006

Tiscali, le major, l'america e le marce

Tiscali ha deciso di chiudere il suo Juke Box, scrivendo una lettera aperta alle major discografiche europee.

Oggetto: l’impossibilità di lavorare con l’industria discografica europea per
la promozione della musica legale online

Gentili Signori,è con estremo rammarico che oggi ci troviamo costretti a “spegnere” il nostro servizio Tiscali Juke Box, lanciato lo scorso 26 aprile in Italia e Regno Unito, con il preciso obiettivo di fornire agli utenti la possibilità di ascoltare in p2p streaming milioni di pezzi legalmente, selezionandoli per autore, genere, o semplicemente scegliendo playlist già definite e messe a disposizione da altri utenti. Il servizio, sviluppato sulla piattaforma di Mercora, che da oltre un anno sta offrendo per altro con grande successo la stessa possibilità di ascolto legale negli Stati Uniti, è stato giudicato dalle major discografiche “troppo interattivo” per il solo fatto che permette agli utenti di Internet (mezzo interattivo per antonomasia) di effettuare ricerche per “autore”, oltre che per genere. Va spiegato ai lettori, che i diritti musicali online si differenziano in due macrocategorie: “diritti non interattivi”, che possono essere negoziati con le collecting society, e “diritti interattivi” che devono invece essere negoziati con le singole case di produzione. Oggi, dopo aver siglato un accordo sperimentale della durata di un anno basato su una gestione di diritti non interattivi, Tiscali riceve la richiesta da parte delle case discografiche di modificare il servizio togliendo la modalità di ricerca per artista o,alternativamente, di negoziare con le singole case i diritti ritenuti interattivi.Tutto questo va evidentemente contro lo spirito dell’iniziativa che per Tiscali, da sempre in prima linea nella promozione della distribuzione e vendita di musica legale online, rappresentava un ulteriore importante passo nella propria politica di incentivazione all’acquisto legale di musica via Internet. Un passo per altro dimostratosi nella pratica estremamente efficace per la promozione musicale dal momento che dalla messa online del servizio le vendite legali di brani sul Tiscali Music Club (collegato al servizio di streaming Tiscali Juke Box) hanno registrato una crescita fino al 30%.Stupisce che, ad un solo mese dal lancio del servizio, nonostante il lavoro congiunto effettuato durante la fase di test e messa a punto, l’industria discografica decida di avanzare inaspettate richieste di modifica. Ancor più stupisce la miopia con la quale agiscono le major, non facendo alcuno sforzo per comprendere le basilari necessità di chi fruisce di musica tramite Internet. Infatti l’utente difficilmente potrebbe rinunciare ad uno strumento di ricerca che gli permetta di identificare i brani quanto meno per “genere” e “artista” se non per singolo titolo. Nemmeno la discografia coglie, è evidente,il potenziale di business che risiede dietro a un servizio come Tiscali Juke Box che, prevedendo il riconoscimento e il pagamento dei diritti per ogni canzone ascoltata in streaming, consente di tutelare gli interessi dell’industria e degli artisti.Un fatto ancor più grave se si considera che lo stesso servizio, ancora più completo e con tutte le funzioni oggi qui contestate, viene offerto da Mercora negli Stati Unitied in Canada dove è ritenuto perfettamente legale. Non possiamo non considerare che le obiezioni avanzate a Tiscali in questa occasione rappresentano da parte dell’industria discografica la delineazione di un netto confine discriminante tra gli utenti Internet americani e quelli europei.E’ di fronte a questa totale mancanza di lungimiranza che Tiscali, pur avendo lavorato al meglio nella messa a punto del servizio, e in totale trasparenza e collaborazione con l’industria discografica, si vede oggi costretta a interromperlo.E’ importante sottolineare che tutta la vicenda non impatta solo sul Tiscali Juke Box ma sull’intero mercato della distribuzione di musica legale online perché l’atteggiamento conservativo assunto dall’industria rende difficile qualsiasi collaborazione volta a commercializzare efficacemente qualsiasi servizio legale innovativo. E’ purtroppo l’ennesima dimostrazione della completa chiusura ad ogni ipotesi di utilizzo legale della musica in rete su sistemi aperti, a tutto vantaggio del proliferare dei servizi di pirateria musicale.Ne prendiamo atto, rammaricandocene nuovamente, e non resta che augurarci che questo episodio possa divenire spunto di ulteriori riflessioni.

L'america ha una marcia in più. Forse a noi sono rimasti i marci...

Chip(s e ciaps)

Parafrasando una vecchia battuta di Teocoli, ho voluto un po' sdrammatizzare una situazione difficile.
Chip passa di mano, nel senso che cambia editore e quindi staff. Ammesso che di fronte ai passaggi di proprietà di un giornale, i giornalisti dovrebbero seguire la testata, resta un po' di amaro in bocca.
Le testate tecniche sono in evidente stato di difficoltà. Non nego di aver attaccato da questo blog Chip per alcuni articoli un po' azzardati, ma quando si chiude un'epoca non è mai bello. E lo dico per esperienza vissuta sulla mia pelle.
In bocca al lupo a Silvia, a Dario e a tutti i ragazzi.

Riconoscimento della scrittura

Lo so, One Note 2003 lo uso solo io, con pochissimi altri.
Il Tablet lo uso solo io, e pochissima altri.
Comunque, dalla beta di Office 2007, ho scoperto che finalmente One Note riconosce la scrittura a mano in modo decente.
Ne ho fatto un video, su Tecnoattack, che trovate a questo link in dimensioni normali.








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