martedì 28 febbraio 2006

L'ultima diavoleria Microsoft?

Il video parla da solo. Cliccate sul link.


Fa parte del progetto Origami, su cui Microsoft sta investendo, per creare un prodotto che è un po' tutto un insieme tra palmare, Mp3 e video player, tablet, PC, telefonino, GPS, ...
Gli sviluppi li conosceremo il 2 marzo 2006.

lunedì 27 febbraio 2006

Lanciare un monitor

E' da stamattina che mi continua a rimbalzare questo titolo del Corriere Economia in testa. L'articolo parla di accessori per vedere la TV con il PC. Il monitor, davvero, mi sfugge. Poi perché si debba lanciare ancor meno.
Peccato che non sia nell'edizione on line (per pudore?, per errore?), comunque è l'ennesimo capolavoro.
Un amico mi ha scritto che lui ha una biblioteca ipermediale la vorrebbe tanto. Ma non sa che cosa sia, e quindi si accontenta di una multimediale...

L'anticipo di Telecom

Da più parti è scattata la rabbia nei confronti di Telecom Italia.
Il gestore ex monopolista ha pensato bene di fare un prelievo forzato di 100 euro dalle bollette degli italiani che non hanno provveduto alla domiciliazione bancaria.
Un fatto interessante, legale, ma assolutamente fuori dal mondo.
Mi spiego: senza andare nella facile demagogia di che cosa significa prelevare, fuori dal campo iva perché è un anticipo, una cifra così generosa da una bolletta, basta fare una considerazione.
Un pensionato da 516 euro, si trova questo mese un prelievo di 100 euro, oltre al canone (bimestrale) e le poche telefonate che si può permettere.
Questo mese il pensionato non mangia. Si è anche appena beccato il canone TV da pagare.
Invece di fare un'operazione simpatia, abbassando il canone, Telecom pensa bene di mettersi in cascina 100 euro ad abbonamento, così da prendere un po' di fiato finanziario. In cambio, toglie il contributo d'attivazione alla nuove linee (tanto si becca poi l'anticipo chiamate).
Idee poche, ma mica tanto conduse.

venerdì 24 febbraio 2006

Wi-Max problems

Quello che chi sta cercando di realizzare reti Wi-Max non dice è la reale portanza delle connessioni. A fronte di dichiarazione esaltanti (70-100 KM), sembra che la velocità di connessione abbia un decadimento sensibile dopo circa cinque chilometri.
Qualcuno sostiene che Km siano ancora meno. A questo punto, è lecito domandarsi se sia intelligente investire su questa tecnologia piuttosto che potenziare le reti Wi-fi, visto che gli hot spot hanno un costo sensibilmente inferiore e reggono un traffico adeguato su ciascuno. E sì, perché il secondo problema del Wi-Max è rappresentato dal numero di connessioni sul ponte, che ne pregiudicano la banda e quindi la capacità di rispondere a velocità adeguate alle richieste.
Sembrava la manna dietro l'angolo per l'ICT, ma in relatà si sta dimostrando una tecnologia molto immatura. C'è da fare, non c'è da disperare, ma non è detto che abbia ricadute consumer, ma piuttosto potrebbe essere una buona tecnologia B2B.
Staremo a vedere.

giovedì 23 febbraio 2006

Un milione di PC

Il dato presentato ieri è di quelli ecclatanti.
Sommando tutti i computer che sono assimilabili a PC, quindi anche una parte di server, HP ha venduto un milione di PC nell'anno solare. La crescita è stata del 66% di media, quindi significa che ogni tre "scatole" vendute nel 2004, ne sono state vendute 5 nel 2005.
Detta così, l'informazione ha un significato relativo. In realtà, parlando con Agostino Santoni, direttore della divisione, si scopre che la performace di HP Italia è la migliore a livello mondiale e non ha paragoni in Europa!
A questo punto, era lecito chiedere che cosa attenderci per il 2006. La risposta è stata semplice: non possiamo ripetere il risultato, dovremo accontentarci di mantenere le quote di mercato raggiunte quest'anno, e per fare questo dovremo fare davvero dei grossi sforzi.
Siccome tutti i principali vendor hanno dichiarato buoni risultati nel 2005, la crisi che molti hanno dipinto e continuano a dipingere non c'è stata, anche perché le crescite dei volumi hanno compensato i fatturati in calo.
Insomma, il mercato dei computer continua a prosperare.
Le cose sono due: o come italiani eravamo particolarmente indietro nell'avere PC aggiornati, oppure abbiamo capito che con un PC e internet si può fare qualcosa di buono. A casa e al lavoro.

mercoledì 22 febbraio 2006

La TV di 3

3 crede molto nella Tv sul cellulare. Tanto da comprarsi un'emittente, e quindi le frequenze, per trasmettere in standard digitale terrestre per telefonini (DVB-H).
La cosa interessante non è tanto che ci provino, quanto che pensino a qualcosa di più che non il semplice calcio: sono previsti canali per la PA e comunque di servizio, che dovrebbero essere di tipo gratuito, pagate dalla pubblicità e dalla possibilità di effettuare acquisti interattivi, all'inizio con MediaShopping.
Personalmente, fa un po' ridere che i tre canali del gestori si chiameranno La3, in pieno spregio alla TV di proprietà Telecom: un po' di fantasia, please!

Il post segue il filone de "tanto il digitale terrestre è finito!", così per gettare un po' di benzina sul fuoco delle polemiche.

martedì 21 febbraio 2006

Windows Vista Ultimate

Amo già quel nome. E' il top dell'offerta Microsoft, la più completa delle otto versioni (in realtà due sono la versione senza Media Player solo per l'Europa).
La cosa divertente sarà sentire dire frasi del genere che versione hai di Vista? e vedere sorrisetti se dici Home Basic o Home Premium. Noi avremo l'ultimate!
Mi vedo già Ultimate Ubuntu o Ultimate Novell. E poi non ci mettiamo la versione live?

Italia, banda larga e cellulari

Prendo spunto da un articolo apparso su 01net.
Anticipazioni sull'undicesimo Rapporto d'implementazione della Commissione europea sul settore delle comunicazioni elettroniche. Ultimo miglio e telefonia di terza generazione i motori della crescita.
Un rapporto che, stando alla anticipazioni al momento pubblicate, vede l'Italia giocare un ruolo di primo piano, sia per quanto riguarda la diffusione della banda larga, sia per quanto concerne le comunicazioni mobili.
L'Italia ha chiuso il 2005 con oltre 6 milioni di connessioni a banda larga e oltre 1 milione di linee in unbundling, cifra che rappresenta un incremento del 53,7% rispetto all'anno precedente e che cosente al nostro Paese di collocarsi al secondo posto dopo la Germania.
Per di più, sempre in base alle anticpazioni sul rapporto, il costo del Local loop Unbundling in Italia sarebbe tra i più bassi di tutta l'Unione Europea, cosa che consente non solo una più forte presenza di operatori diversi dall'incumbent, ma crescite significative sul mercato retail.
Bene anche la telefonia mobile, che vede di nuovo l'Italia al secondo posto, con un tasso di penetrazione del 111% e un totale di 65 milioni di abbonati, in crescita del 10% rispetto all'ottobre del 2004.
Significativa la crescita del mercato della telefonia di terza generazione, con oltre 7 milioni di abbonati ai servizi Umts.
In questo scenario, guadagna terreno H3g, che porta la propria quota dal 2,8 al 7,3%, mentre Telecom, scende dal 44,3% al 40,1%, segno del successo della portabilità del numero, con 5 milioni di utenti che hanno cambiato operatore.

Credo che qualche considerazione sia necessaria. Sui prezzi della banda larga, ogni commento è del tutto inutile. Sulla diffusione della stessa, abbiamo delle differenze notevoli, visto che da noi si sta sviluppando l'Adsl a consumo che in altri paesi manca.
L'Umts è una realtà, sebbene sia prevalentemente usato per telefonare o poco più, ossia non sfuttiamo i servizi e le capacità della rete. Significatia la caduta in quota di mercato di Telecom, un po' grazie alla portabilità, un po' grazie a differenziazioni delle tariffe tra gli operatori, che finalmente si fanno un po' la guerra sul serio, e non di facciata.
Ogni italiano possiede 1,1 cellulare attivo, o eglio, 1,1 sim telefonica, perché di cellulari nei cassetti ce ne saranno sicuramente di più!

lunedì 20 febbraio 2006

Microsoft su ".ICT & tech solutions"

".ICT & tech solutions", supplemento de Il Sole 24 Ore in edicola oggi, offre un'intervista a Marco Comastri, Amministratore Delegato di Microsoft Italia.
Il titolo è chiaro: il software è il vero motore dell'innovazione.
Tra le tante cose, parla delle peculiarità di Microsoft, del suo approccio al software, all'open source, ai partner, all'open source e a Vista.
Ma soprattutto parla di Live per le PMI e di come l'informatica può essere d'aiuto per le aziende.
Credo che sia un'intervista che farà discutere, visto che mette in luce alcuni aspetti dell'azienda sconosciuti ai più. Un esempio, il premio Great Place to 2005, ossia la migliore azienda in Italia dove lavorare. A detta dei suoi dipendenti.

Presentazione MS CRM 3

Qui il filmato della demo della presentazione del CRM 3.0 di Microsoft.

Ho utilizzato la piattaforma Stickam, che mi sembra abbastanza affidabile, sebbene abbia cinque giorni di vita.

Podcasting e radio

Sabato mattina. Sede di una radio importante. Si stanno parlando un dj affermato, un autore radiofonico e blogger, un autore e ora direttore tecnico, un direttore artistico. Aperta la pagina di Nova (inserto de Il Sole 24 ore) di giovedì scorso sulle radio e il podcasting.
L'avanzata di un certo network preoccupa. Si cercano nuove strade sfruttando il web, che ha portato risultati eccellenti in altre aree.
A che punto è il podcasting? Maturo.
Può il podcasting aiutare le radio? Sono due cose ben diverse. Si accendono i volti. E perché? E' come la diretta e la replica di una trasmissione. Funziona, ha la sua funzione, ma non è mai come sentire la trasmissione in diretta. Sembra la diretta. Ma non lo è.
Per spiegare meglio, bastava girare il coltello nella piaga: è come il CD che ti danno al semaforo della trasmissione radiofonica e la diretta. Il podcasting è valido, ma deve essere ben selezionato, quindi solo il meglio del meglio. Non ha molto senso replicare la trasmissione per scaricarla. Come hanno poco senso i podcasting lenti, in cui si lascia spazio alla musica, al titolo, alla sigla...
E' solo un parere, ovviamente. Come sempre.

domenica 19 febbraio 2006

La pubblicità on line

Prendo il comunicato stampa della IAB. Con l'occasione segnalo che la Presidente IAB Italia e IAB Europa, nonché membro del Consiglio di Amministrazione Audiweb, Layla Pavone, ha aperto un blog.

INTERNET:
l’anno chiude a 137 milioni di Euro e mette a segno un +18% di crescita

Nielsen Media Research, in collaborazione con Iab Italia e Assointernet, rileva che nel 2005 la spesa online è stata pari a 137 milioni di euro con una crescita del 18% rispetto al 2004. Questa crescita risulta particolarmente positiva soprattutto nel confronto con il totale mezzi classici (tv, stampa, radio, affissioni e cinema) che chiudono l’anno al +2,8%. Il primo settore per investimento è quello delle Telecomunicazioni che, con una spesa di circa 16,6 milioni di euro, rappresenta il 12,1% del totale advertising in rete. Seguono Finanza/Assicurazioni (11,3%), Media/Editoria (10,8%), Servizi Professionali (8,9%) e Tempo Libero (8,7%). E’ marginale invece la presenza del Largo Consumo: Alimentari, Bevande/Alcoolici, Prodotti per Gestione Casa e Toiletries sui mezzi classici rappresentano il comparto più importante (29,5%) mentre sulla rete raggiungono solo il 4%. La tipologia pubblicitaria più utilizzata è quella dei banner, che coprono il 38,9% della comunicazione su internet per un valore di circa 53 milioni di euro. Elevato anche l’interesse per sponsorship e bottoni (18,2%) e per le keywords (13,1%). Per quanto riguarda i banner, il settore che ne fa più uso è quello delle Tlc, con circa 4,4 miliardi di impression. Seguono il Tempo Libero con circa 4,1 miliardi e Finanza/Assicurazioni con 3,5 miliardi. La tipologia pubblicitaria delle newsletters/e-mail viene usata prevalentemente per comunicazioni del settore Turismo/Viaggi che con i suoi quasi 4,4 miliardi di invii rappresenta il 26,1%. I settori Enti/Istituzioni e Toiletries si distinguono per l’utilizzo dell’sms: nel 2005 ne hanno inviati rispettivamente 1,3 e 1,2 milioni, mentre gli altri settori non superano i 600 mila. Circa il 50% del numero di click ottenuti dalle keywords si spartisce tra i settori Finanza/Assicurazioni e Servizi Professionali. Le Tlc sono, per numero di giorni pianificati, ancora al primo posto per sponsorship e bottoni; seguono, a distanza, Media/Editoria, Finanza/Assicurazioni e Servizi Professionali. Le aziende che fanno comunicazione su internet sono 1.762 con un investimento medio di circa 78mila euro. «Un risultato quello del 2005 in linea con le nostre aspettative e comunque davvero soddisfacente – ha dichiarato Layla Pavone, Presidente di Iab Italia. Credo sia anche importante a chiusura di un anno davvero interessante per lo sviluppo dei media interattivi fare un focus sul comparto relativo ai motori di ricerca e quindi al keyword advertising, che, grazie alle logiche legate ad un modello di business “pay per click”, si è rivelato un mezzo di grande appeal per le campagne con obiettivi di direct response. Infatti la piccola e media impresa italiana ha immediatamente compreso le opportunità di comunicazione di questo veicolo pubblicitario, al quale è possibile accedere con budget molto piccoli, e che per questo motivo ha generato volumi di investimento molto importanti. Isolando gli investimenti in keyword advertising rilevati da NMR pari a circa 18 milioni di euro e sommando ad essi la raccolta diretta dei principali tre operatori specializzati in questo ambito, che quindi non viene intermediata dalle concessionarie di pubblicità/editori online attraverso rapporti di partnership, si arriva ad una stima di circa 80 milioni di euro. Quindi volendo avere un’overview più ampia del mercato la stima totale degli investimenti pubblicitari online arriva a circa 200 milioni di euro. Nonostante il nostro mercato presenti dei livelli di crescita relativamente agli investimenti online nettamente inferiori agli altri principali Paesi europei, il trend di crescita inizia ad essere rilevante soprattutto se confrontato con le crescite dei media tradizionali. La stima di crescita degli investimenti online che faccio per il 2006 è di circa il 30 per cento ad esclusione del comparto motori di ricerca che, per le motivazioni precedentemente addotte, cresceranno presumibilmente più del 50%. Insomma, un quadro decisamente positivo. Nel nostro settore c’è oramai un grande ottimismo e la fiducia, dopo tante fatiche per promuovere le grandi potenzialità dell’online e dei media interattivi in generale, che finalmente le aziende non solo abbiano compreso tutto il valore aggiunto di internet ma che più concretamente stiano cominciando a spostare in suo favore quote di budget sempre più importanti. Non credo ci siano proprio più dubbi sul fatto che il ritorno dell’investimento sui media interattivi possa essere realmente misurato sia per campagne con obiettivi di “brand awareness” che di “call to action” – conclude Pavone - ».

venerdì 17 febbraio 2006

Follia verde

Ieri sera presentazione di un'azianda che produce computer (anche per terze parti).
Ometto il nome per decenza.
Ci presentano un notebook verde, ecologico. Con il guscio in pelle. Vera pelle.
Non ci potevo credere.
Per evitare la plastica, usiamo il metallo e la vera pelle, che, al di là degli aspetti che riguardano gli animali, per conciarla si usano schifezze di ogni tipo.
Pazzesco.

giovedì 16 febbraio 2006

Update del Motorola Rokr

Sembra che sia possibile aggiornare dal sito iTune il Rokr, per abbattere la barriera delle 100 conzoni memorizzabili.
Non sono riuscito a trovare il link, ma può essere un problema di firewall.
Link iTunes qui. Sul sito Motorola non c'è nulla.

mercoledì 15 febbraio 2006

Nintendo DS, Opera e il web

Ricevo la notizia e la ripubblico al volo.
Opera Software ha annunciato oggi che lancerà per gli utenti giapponesi Nintendo DS il servizio World Wide Web. Grazie alla collaborazione tra Opera e Nintendo, infatti, gli utenti DS potranno ora navigare sull’intera rete internet dalle loro console usando il browser Opera. Il servizio sarà disponibile sotto forma di una normalissima cartuccia per Nintendo DS che gli utenti dovranno semplicemente inserire nella console, abilitata al Wi-Fi, per connettersi alla rete ed iniziare un’incredibile navigazione a due schermi.
Con 150 euro si potrà navigare wi-fi e usare anche una tastiera decente (rispetto a quella della PSP) visto che c'è la penna e il touch screen.
Il web in wi-fi è davvero arrivato a tutti.

Wi-fi in ogni lampione

Parlando qualche tempo fa com Marco Zamperini, eravamo giunti alla conclusione che mettere un accesso Wi-fi per una città come Milano non avrebbe rappresentato una cifra insostenibile e che probabilmente ci sarebbero stati dei buoni ritorni.
Credo che di questo si parli venerdì sera, a Milano, nel corso di un incontro con Davide Corritore, a cui parteciperanno, oltra a Zamperini di Etnoteam, Beppe Caravita e Fiorella De Cindio (tutto in famiglia) e Herman Zampariolo di iLight Powerline Communications, con Alberto Biraghi in qualità di moderatore.
L'incontro si terrà alla Libreria Archivi del '900, in via Montevideo 9 a Milano, alle ore 18.
Mi chiedo sempre una cosa: ma la rete, la sua libertà, le sue espressioni, le sue contraddizioni, sono temi che interessano solo la sinistra? Non mi è ancora capitato un incontro con la destra, o almeno, un incontro che mi sia in qualche modo segnalato. Eppure all'epoca dell'Urbani, qualcuno a destra si era mosso, si era interessato, aveva tentato di capire.
Poi faccio sempre lo stesso ragionamento: ma a quelli di sinistra, tolti due o tre nomi, interessano davvero questi problemi?
La conclusione è poi sempre la stessa: ai politici della rete non frega niente, se non occupare degli spazi con blog fittizi fatti da professionisti.
A proposito, mi è giunta ora, mentre scrivevo il post, l'ennesima offerta via email da parte dell'ufficio di un politico per fare da ghost writer (... data la sua comprovata esperienza nel settore ...) al suo blog. Come se si potesse tenere un blog per interposta persona.
Oddio, molti politici parlano sempre per interposta persona.
Ma poi si vedono i risultati.

martedì 14 febbraio 2006

Il calcio in streaming è tornato on line

Il sito di CalcioLibero.com è già o line, CoolStreaming tra un po'. SKY sconfitta, qualcuno sta dicendo sul web, in realtà non credo che si potesse provare poco o nulla. Se poi i server erano in un altro stato, le leggi vigenti da noi non sono valide. Resta la faccenda brutta e triste, un fatto di censura automatica. Questo il problema. Quello che pensavo l'ho già detto.
Ci sono questioni che sono ben più importanti dei casi specifici.

Ancora su Martin Taylor e Microsoft

Dai miei post un po' velenosi di ieri, sembrava che trasparisse il mio disappunto nei confronti del manager Microsoft.
In realtà non miravo a questo signore che dopo svariati media training sa fare benissimo il suo mestiere, ma su come i blogger abbiano dimostrato poca maturità, oppure poca dimestichezza alla comunicazione aziendale.
Lo scopo del viaggio a Milano di Martin Taylor era spiegare a chiare lettere l'approccio Microsoft relativo ai sistemi operativi, in pieno contrasto con Linux.
A Redmond hanno capito che non si può fare a meno di altri sistemi operativi, non è un fatto nuovo, e stanno spiegando che la tecnologia Microsoft deve lavorare bene, in modo sicuro e funzionale, sia con ambienti Windows che non Windows. Una visione che porta l'azienda a impegnarsi sugli "Open Standards" e sullo "shared source", con 80 progetti, 600 non Microsoft e una comunità di due milioni di sviluppatori. La parola d'ordine è "Networking Integration" utilizzando gli standard.
Un altro obiettivo di Taylor era quello di presentare Live come un nuovo approccio alle applicazioni, frutto dell'avvento del broadband e del modo di vivere "always on". L'idea di Microsoft non è sbagliata: offrire dei servizi a valore aggiunto che diano la sensazione di un ambiente conosciuto, solido, sicuro, efficiente, indipendentemente dal dispositivo utilizzato per la connessione.
Per fare questo, l'azienda si è ridisegnata al suo interno, individuando con certezza gli asset, sia in termini di tecnologie sia in termini di prodotti, per creare nuove opportunità, che non sono però così dietro all'angolo.
Se OfficeLive potrebbe essere un grosso successo, sia per aziende grandi che per le PMI, WindowsLive mi lascia un po' perplesso, ma questo è un problema mio. Bisogna poi fare i conti, ossia vedere quanto costerà la versione Live rispetto all'edizione "in scatola", o forse sarebbe meglio definirla "a licenza", con cui Microsoft ha campato in questi anni. Un modello di business nuovo, che per questo viene accolto da me e da altri osservatori con un certo scetticismo, ma sicuramente a Redmond sanno fare i loro conti.
La sfida di Microsoft, però, è sulla sicurezza, puntando a ridurre il numero di patch e a offrire strumenti integrati semplici e funzionali per tutti gli utenti.
Il primo passo è concentrarsi sullo sviluppo dei prodotti, che nascano il più possibile sicuri, e si parte con Vista, ma anche con gli aggiornamenti degli altri prodotti. Qui Microsoft ha voluto precisare che rispetto a Linux ci sono delle differenze sostanziali, proprio sulla sicurezza, dimostrando che il numero di attacchi è in crescita (il sito di Suse hackerato ne è un esempio), ma non solo, andando a smitizzare, uno a uno, le varie credenze su Linux, come la non necessità di una patch mensile, che i problemi vengono risolti rapidamente dalla comunità o dalle aziende e che Open Source significa codice sicuro (intrinsecamente sicuro).

Tre e la Borsa

Tre non si colloca in Borsa. Sorpresa e sconcerto (soprattutto per i commerciali dei giornali che si sfregavano le mani). Qualcuno aveva insinuato che i 12-13 miliardi di eruo di valore fossero eccessivi. Ora l'azienda è stata valutata 9 miliardi di euro, un bello scarto. Ma non è significativo, per il semplice motivo che per un collocamento in Borsa si tende sempre a gonfiare un po' il titolo, diciamo tra il 10 e il 15% e poi si opera in modo da sostenere quel prezzo.
In realtà, mi pare significativa una cosa: si sta sgonfiando, lentamente, il mercato delle TLC, che ha tirato la volata in Borsa in questo periodo, per il semplice fatto che nei paesi occidentali il mercato è maturo e quindi stagnante, non essendoci novità significative sulle reti fino al 2010 (4G, checché ne dica qualche quotidiano che le novità sono alle porte) se non la TV sul cellulare, cosa di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno. Su questo fronte, da Barcellona è giunta la notizia di un accordo Microsoft, British Telecom e Virgin, per cinque canali in abbonamento. Staremo a vedere.
Abbiamo visto, negli ultimi tempi, molti scossoni in questo settore, senza scomodare la vicenda Rim/BlackBerry, Benq che si prende Siemens Mobile, Nokia che rilancia, ma in qualsiasi caso un'esplosione dei costruttori asiatici a fronte di posizioni arroccate degli operatori. Insomma, un mercato che viaggia di conserva e in cui i colossi faticano a entrarci (vedi Microsoft che ha pur una soluzione interessante o Palm che offre integrazione a prezzi modici).

lunedì 13 febbraio 2006

Lo stupore dei Blogger su Microsoft

Non capisco davvero se basta andare in un'enoteca per cambiare opinione su Microsoft (per altro sotto casa mia!), o se basta far vedere che l'azienda non ti vuole vendere o convincere di niente per fare simpatia.
E' chiaro che i blogger vanno tenuti buoni, ormai tutte le aziende negli Usa lo stanno facendo da tempo, ma non è che ci si trasformi in zerbini.
Martin Taylor è uno di quei personaggi ben istruiti che sono capacissimi di non rispondere a nessuna domanda, e che anzi iniziano a rispondere alla domanda riproponendola, ovviamente con qualche limatura: "se ho ben capito, mi hai chiesto ...".
Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Ma a qualcuno è piaciuto.
Non è che se una cosa riguarda i blogger è perfetta. Ci si potrebbe accontentare di vedere i blogger consacrati a fonti di informazione, a fonte di ispirazione, a fonte di discussione.
Basterebbe questo. Comunque ricordo a tutti che Microsoft ha un marketing efficientissimo. Poi a qualcuno è piaciuta l'idea dell'agenzia (Hill & Knowlton) e la incensa. Buon per Paolo, per Anna e via di seguito. Tenerseli buoni può servire.
Io passo per "il cattivo" (e ho usato un eufemismo), quello che li massacra costantemente. Ma al tempo stesso so riconoscerne i meriti. Sia dell'azienda, sia dell'agenzia. Senza secondi fini.

Un po' di insulti ricevuti

Nella mi acasella ho ricevuto un po' di insulti gratuiti da parte di lettori di questo blog, anche blogger, che hanno detto che io non ho incontrato Taylor di Microsoft.
Peccato, un'occasione persa per evitare di fare una brutta figura. Qualcuno si diverte a dire cose senza senso, io mi limito a prenderne atto. Non mi piacciono le guerre, figurati quelle tra blogger. C'è qualcuno che si è sobbarcato un bel viaggio per incontrare Taylor, ritenendosi così famoso e consacrato.
Cosa giusta e, diciamolo tranquillamente, corretta.
Io conosco il lavoro che facciamo, e lo rispetto. Anche se non la si pensa come me.
Fine.

venerdì 10 febbraio 2006

Devo una risposta ad Amazon

Sul Il Sole 24 ore è stato intervistato Diego Piacentini, italianissimo numero due di Amazon.com. Ha spiegato, a modo suo, il motivo per cui l'azienda non avrà un sito italiano.
[...]la prima, interna ad Amazon, è la priorità che l'azienda Usa ha assegnato agli investimenti e alla crescita in Asia. La seconda è il cronico ritardo tecnologico che affligge il mercato italiano, dove la banda larga e l'e-commerce sono ancora agli albori e dove, secondo Piacentini, due fattori frenano la crescita del sistema Italia: la scarsa volontà di fare ricerca e innovazione, ma anche e soprattutto la quasi inesistente propensione di chi investe a rischiare con progetti nuovi.
Mi faccio una domanda: la prima motivazione è ridicola, ma ha un legame con il business, la seconda non sta in piedi. Sta cercando investitori italiani con quella frase, qualcuno che divida con Amazon il rischio? Ma si rende conto di quanto ha dichiarato? Banda larga ed ecommerce agli albori? Ma per favore.
Io vedo una terza: avere rapporti con le case editrici italiane potrebbe essere un problema, a meno di non limitarsi alle più grandi.
Che venga più spesso da noi, magari si riconcilia con il mondo!

Una domandina a Intel

I processori Duo sono a 64 bit, ma nessuno si è curato di dare il benché minimo annuncio o approfondimento a riguardo. Infatti, vi gira Vista beta a 64 bit, installata erroneamente.
O sono matti, o hanno qualcosa da nascondere.
Comunque è pazzesco.

Microsoft in una nuova era?

Ieri cho incontrato Martin Taylor, General Manager Platform Strategy di Microsoft Corp.
A dire la verità, visto il tema dell'incontro, mi aspettavo qualcosa di più: MS Vs Open Source.
Di fatto, niente di nuovo sotto il sole per l'azienda di Redmond, che tira dritta per la sua strada portando motivazioni per molti versi assolutamente condivisibili.
Il problema che Microsoft evidenzia rispetto a Linux, per esempio, è quello degli aggiornamenti, della stabilità delle piattaforme, degli standard, dell'assistenza, problemi tristemente noti anche a chi utilizza distribuzioni Linux commerciali come Red Hat.
Quindi qui è inutile soffermarsi.
Invece, Taylor ha fatto un intervento slle piattaforme Live, prospettando uno scenario nuovo, difinito come una nuova era per Microsoft (l'ultima era quella dei webservices!), in cui per il target consumer i servizi sostituiranno i prodotti e gli introiti arriveranno principalmente dalla pubblicità.
Il modello di business bizzarro, mi ha portato a qualche considerazione ad alta voce: com'è possibile che la diffusione del broadband possa portare ad un modello così differente al passato per la diffusione del software? E ancora, come è possibile che le revenue delle scatole siano in parte sostituibili dalle revenue pubblicitarie da inserire nei programmi?
Alla domanda diretta, "in quanti anni avrete il 10% del fatturato da Live rispetto alle scatole", non ho ricevuto una risposta esaustiva.
Come colleghi non hanno ricevuto risposta esaustiva sulla vicenda MS-Europa, ma quello è un esercizio assolutamente sterile. Non sanno cosa accadrà. Punto.

giovedì 9 febbraio 2006

WinPenPack per portarsi in giro le applicazioni

Si fa un gran parlare di applicazioni da usare su chiavetta Usb. Ebbene, il miglior sito italiano che offre questo tipo di servizio, in modo assolutamente gratuito, è WinPenPack.
Qui si trovano le immagini dei software da scaricare sulle chiavette in tagli da 128, 256 e 512 Mb, con una cura delle sezioni notevole e un programma di interfaccia per l'accesso piuttosto semplice.
Esiste anche una soluzione denominata Flash School che contiente software didattico, con software per imparare a scrivere sul PC, per disegnare, per le scienze, la matematica, la musica, le suite per scrivere e un traduttore.
L'idea di avere software su di una chiavetta presenta diversi vantaggi per l'utente: non è necessario portarsi dietro un PC, ma si possono usare i programmi da un PC di un amico, a scuola, in un internet point.
Mi fa piacere che qualcuno stia realizzando raccolte di questo tipo: è un vantaggio per tutti gli utenti e un incentivo a chi realizza software a farne una versione portabile, senza troppi (e inutili) fronzoli.

Creative Zen Micro in assistenza

Inizio a pensare che il prodotto Creative abbia dei problemi seri. Io l'ho mandato in assistenza, Pandemia anche, un paio di amici hanno fatto altrettanto. L'assistenza tecnica Creative funziona, ma probabilmente il prodotto aveva qualche problema tecnico.
Un bel danno economico per l'azienda, che almeno sta sfruttando per dimostrare molta attenzione ai clienti (ma anche questo è un costo!). Farà un taglio al budget di comunicazione...

mercoledì 8 febbraio 2006

Appalti TLC per la PA

Un comunicato stampa da leggere. Lo riporto integralmente.

CNIPA: DEFINITA GRADUATORIA PROVVISORIA DELLA GARA
PER SPC-SISTEMA PUBBLICO DI CONNETTIVITÀ

Roma, 7 feb. 06 - È stata definita dal CNIPA-Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione la graduatoria provvisoria della gara multifornitore del Sistema Pubblico di Connettività (SPC). Tale Sistema, istituito con la legge n. 42/2005, costituirà l’”autostrada digitale” per tutte le comunicazioni telematiche sicure e con prestazioni garantite tra le pubbliche amministrazioni centrali e locali e tra queste ed i cittadini. La gara multifornitore SPC ha per oggetto, tra l’altro, la fornitura di servizi di comunicazione dati, fonia ed immagini erogati con modalità analoghe ad Internet, nonché servizi innovativi quali Wi-Fi, connessioni alla rete mobile, voice over IP (ossia la telefonia via internet) e servizi satellitari; il tutto garantendo la massima protezione dei dati e dei sistemi.
Nella graduatoria provvisoria – si precisa in una nota del CNIPA - il Raggruppamento Fastweb-EDS è risultato al primo posto (cui corrisponde il primo lotto pari al 60% dell’intera fornitura), BT-Albacom al secondo posto (lotto pari al 25 %), Wind al terzo (lotto pari al 10%) e Telecom Italia al quarto (lotto del 5%). Il Raggruppamento Tiscali-Interoute-Unidata-Postecom, pur essendosi qualificato, è risultato quinto in graduatoria, senza quindi rientrare tra gli assegnatari.
La nota rileva inoltre che, dai verbali della commissione, l’offerta del Raggruppamento Fastweb-EDS è risultata, anormalmente bassa in base a quanto previsto dalla legge vigente (art. 25 decreto legislativo 157/1995) e, pertanto, saranno richieste, come per legge, le necessarie giustificazioni.
La media dei ribassi praticati dai concorrenti è stata circa del 40% rispetto alla base d’asta. Ciò produrrà, rispetto ai costi attualmente sostenuti, ingenti risparmi per la pubblica amministrazione, che pur potrà avvalersi di nuovi ed ulteriori servizi innovativi.
Il disciplinare di gara prevede un listino prezzi unico per tutti gli operatori partecipanti che dovranno conseguentemente allineare i loro prezzi a quelli del vincitore. A tale meccanismo di allineamento corrisponde l’obbligo per l’aggiudicatario del primo lotto di praticare agli altri fornitori una riduzione del 10% rispetto ai prezzi dallo stesso vincitore indicati in offerta.
La procedura si completerà, pertanto, con una fase di verifica tecnica avente ad oggetto la capacità, del concorrente collocatosi al primo posto, di fornire i servizi aggiudicati agli altri operatori assegnatari dei successivi lotti che ne facciano richiesta, praticando loro un’ ulteriore riduzione fino al 10%.
Gli aggiudicatari dei lotti successivi al primo potranno avvalersi del suddetto sconto nel fornire i servizi alle pubbliche amministrazioni.-

Zucchetti e il mercato

Prendo spunto da un articolo di 01net di Luigi Ferro sull'ultima vicenda che riguarda Zucchetti.
Ha litigato con Microsoft, ha contestato duramente il lancio del nuovo gestionale del Sole 24 ore e adesso Domenico Zucchetti ha deciso di ricorrere al Capo dello Stato. Motivo dell'ennesima arrabbiatura dell'imprenditore proprietario della società specializzata nei gestionali è la gara per la fornitura del sistema di sicurezza dello stadio Meazza di Milano vinta dal raggruppamento Telecom, Etnoteam e Alfi.
Secondo il vulcanico imprenditore lodigiano esiste un problema di conflitto di interessi visto che il progetto esecutivo della gara è stato elaborato da Pirelli Re project management che fa parte dello stesso gruppo che controlla Telecom. Ma oltre al conflitto d'internessi Zucchetti sostiene che «il comune di Milano e i cittadini dovrebbero pagare proporzionalmente per il sistema di sicurezza di San Siro oltre il doppio di quanto paga Roma per lo stadio Olimpico (dove il sistema fornito da Zucchetti-Kaba-Gunebo e Saima), per avere un sistema di controllo accessi in un tempo superiore del 750% rispetto a quello dell'Olimpico».
A San Siro ci vorrebbero infatti settecento giorni per installare il tutto contro i 92 dell'Olimpico. A dispetto dei luoghi comuni Milano sarebbe quindi molto più inefficiente e lenta di Roma. Il tutto, aggiunge Zucchetti, “Per delle apparecchiature che sono molto più costose: addirittura più del doppio, rispetto a quelle che sono state installate allo stadio Olimpico e che, a parere della Zucchetti, sono anche esteticamente peggiori”. Estetica a parte l'imprenditore lodigiano contesta anche lo svolgimento della gara. Per questi motivi ha deciso, con una procedura inusuale, di ricorrere al Capo dello Stato.
Che ben difficilmente potrà fare qualcosa.
Contro le decisioni della Pubblica amministrazione, però, di solito si ricorre al Tar.

Io non conoscevo la vicenda, ma mi ha incuriosito, un po' perché sto studiando l'azienda per riparare, in parte, a quanto è scritto sopra, ma soprattutto perché trovo che il personaggio sia sanguigno al punto giusto.
Vi lascio alle vostre considerazioni, limitandomi a dire una cosa: nessuno nel business dell'informatica, che è una industria giovane, si può considerare intoccabile, ma nemmeno può pretendere qualcosa di troppo. Se son truccati questi appalti, come sostiene Zucchetti, chissà altri ben più consistenti, che vedono in gara colossi del calibro di Fastweb e Telecom.

Cortiana, i Verdi e i parlamentari

Non sono mai stato troppo attento alla politica, soprattutto ai suoi giochi. In passato mi sono accostato, ma alla fine ho lasciato perdere. Non avevo la passione.
L'unico politico che ho conosciuto che, a mio modo di vedere, ha qualcosa da dire sulle tematiche che più mi stanno a cuore, ossia internet e le sue implicazioni, è Fiorello Cortiana.
Ho votato i verdi una sola volta in vita mia, e non per simpatia al partito, ma perché ho dato il pieno supporto a Beppe Caravita e il suo esperimento, durante le elezioni europee. Adesso mi sarei turato il naso e avrei votato Cortiana. Devo ammettere che ho seguito con passione le vicende dei Verdi, non solo italiani, sulla libertà della rete e la battaglia l'ho trovata giusta. Ho partecipato anche a un po' di conferenze stampa (in fondo abito a due passi dalla sede milanese del partito) e ne sono sempre uscito con una buona opinione. Non condivido molto della politica dei verdi, ma alla fine poco conta.
Ma scopro con un certo stupore che non verrà probabilmente ricandidato, o meglio, verrà ricandidato ma non in una buona posizione (ma prendetela con le molle, non è che ci abbia messo la testa più di tanto).
Si è aperta, così, una campagna sul web a favore di Cortiana, per sostenere la sua candidatura. Stiamo parlando di un politico, perché questo è, che ha compreso i problemi e le opportunità di internet, l'unico che si è mosso contro una legge come quella Urbani davvero d'altri tempi, e si è sempre schierato a favore della libertà sul web.
Libertà che non significa copiamo e freghiamocene, ma consapevolezza del mezzo e dei sistemi, senza creare squilibri verso posizioni dominanti.
A questo punto, vi chiedo di studiare il personaggio e, se lo riterrete opportuno, firmare una petizione on line.
Tutto qui.
La politica c'entra poco, qui c'entra una fetta del nostro futuro sul web.

martedì 7 febbraio 2006

Google e Ubuntu: siamo sicuri?

Sul web circola da tempo la voce. Poi è stata ripresa da vari portali, anche italiani.
Che si tratti di una bufala messa in giro ad arte non ci piove. Perché? Perché Ubuntu è un Linux basato su Debian, come ce ne sono tanti in giro. Perché Google dovrebbe accasarsi con qualcuno di questo tipo, che per altro, come Knoppix, ma forse meno bene di Knoppix, funziona su Live CD?
Ho postato in giro, nei commenti di qualche blogger e di qualche sito, qualche considerazione.
La prima: per contrastare Windows serve un sistema operativo che sia simile a Windows nell'interfaccia grafica, sia facile da usare, che riconosca le varie periferiche che si collegano al PC, che ne abbia i driver. Non è banale.
Per contrastare Windows seriamente è necessario avere diverse lingue disponibili.
Per contrastare Windows seriamente serve un'assistenza tecnica adeguatata, anche fornita da terze parti gratuitamente, ma è un requisito fondamentale.
Per contrastare Windows seriamente è necessaria sicurezza, gente che crea e testa antivirus e via di seguito per quel sistema operativo.
Potrei andare avanti a lungo con quest'elenco, ma questi sono i fatti più importanti.
Il mio post su Microsoft e l'Open Source ha prodotto qualche messaggio email, in cui sinteticamente dicono che finalmente a Redmond si stanno rendendo conto della minaccia.
Io penso invece che ora Microsoft può andare a parlare di Open Source perché la sua strategia aziendale e i suoi prodotti in uscita superano abbondantemente il problema e quindi hanno più frecce al loro arco per argomentare. E quindi ora hanno deciso di farlo.
Tutto qui, ma è il contrario di una resa!

Microsoft e l'Open Source

Microsoft credo che stia sentendo molto il problema dell'Open Source dei sistemi operativi. Tanto che Martin Taylor (General Manager Platform Strategy di Microsoft Corp.), in un incontro stampa, presenterà la strategia e la vision di Microsoft rispetto al mondo open source e Linux, delineando differenze, implicazioni e prospettive per il mercato del software. Particolare attenzione sarà dedicata al tema della sicurezza e ai falsi miti che spesso vengono attribuiti su questo fronte ai sistemi open source.
Il suo intervento prevede tre linee guida: i sistemi operatovi, il web e un confronto con le strategie dei competitor (IBM, Novell, ...) sulle tecnologie e il loro utilizzo.
Credo che sarà una conferenza interessante, mi auguro solo che non ci siano domande sciocche, ma che si possa davvero capire in quale direzione sta andando l'azienda (cosa che per altro mi è chiarissima).

venerdì 3 febbraio 2006

La musica e i negozi

Strano interesse intorno a una notizia pubblicata da Mark Up e riportata in questo blog parecchio tempo fa (qui il post).
La cosa interessante che tutti si rifanno, nel beno o nel male, a quanto aveva scritto Patrick e a quanto avevo riportato io qui. Allora, siccome sono indietro con la lettura delle email, sono andanto a vedere se qualche cristiano mi avesse scritto: d'altronde la prima fonte d'informazione è Google, per cui poteva esserci qualcosa. Niente. Quindi si tratta del solito gioco di questi "signori dei diritti" di comunicare, facendo nomi importanti per costringere anche i piccoli negozianti a pagare, qualli che già pagano il canone per la radio (99 e passa euri).
Complimenti alle major. Mi chiedo solo una cosa: come mai questi signori sono così bravi ad andare a rastrellare i soldi e sono così bravi nel non riuscire a dire dove vanno finire, e soprattutto in che modo vengono ripartiti?
Sarò curioso...

giovedì 2 febbraio 2006

Filmato su Explorer 7 beta 2

Per farmi perdonare...







L'ignoranza che danneggia 2

Potrei riscrivere il post di un anno fa, che trovate qui.
Cambia il primo personaggio, via Cuzari è entrata IDC, ma l'intervento del prof universitario è stato come sempre sopra le righe (il personaggio è sempre lo stesso).
A parte le battute involontarie come ... verrà Pirelli a parlarci di convergenza ..., abbiamo tutti scoperto che il phishing si può prevedere, oltre ai virus che si diffonderanno dai server ai PC fino ai cellulari.
Meno male che sono fuori dall'Università... Mi chiedo solo una cosa: come fa questo signore a vendersi come specialista, per non dire prof ma sappiamo tutti che giro è quello?

Internet Explorer 7

OK, ho bucato la notizia. Ma solo perché per me non lo era, nel senso che avevo la release di una settimana prima.
Comunque la prima release pubblica di Explorer 7 la trovate, in inglese, qui. Solo per Xp sp2.
Per sapere che cosa fa, il link è questo.

mercoledì 1 febbraio 2006

Il palmare a manovella

Chi c'era martedì scorso alla triennale di Milano ha visto un mio acceso dibattito con Negroponte sul suo portatile per il terzo mondo a meno di 100 dollari.
Sebbene partissi dalla provocazione, si tratta di un caso, visto che non sono mai provocatorio, sul fatto che si potesse trasformare nell'unica lampadina della capanna, la discussione è stata parecchio accesa.
Ho tirato fuori il palmare e ho detto: questo non potrebbe essere più utile di quel PC, se poi si utilizzano in modo intelligente le reti P2P si potrebbe portare la rete con connessioni wi-fi e un unico access point. E costa, alla produzione, forse già oggi meno di 100 dollari.
Non dico la faccia sbigottita di Negroponte e di tutti i suoi accoliti: in Italia riusciamo a essere più "realisti del re".
Ho citato Bill Gates e il suo discorso al Ces sul cellulare, che poi me lo ritrovo riportato sui giornali dopo il discorso a Davos, al World Economic Forum.
Devo dire che un cellulare potrebbe essere ben più utile di un computer, però a quel punto scelgo la via di mezzo e punto al palmare, con il Voip.
A parte questo, ho sondato due delle tre aziende che producono i portatili nel mondo (e sì, perché cambiano le marche, gli chassis, ma li fanno in tre per tutti!) e ho scoperto che un palmare wireless medio, con wi-fi e senza bluetooth costerebbe già meno di 100 dollari.
Caspita!
Mi son fatto un giro su internet, senza andare su eBay e via di seguti, ma sui siti ufficiali e trovo in vendita il Palm Z22 a 109 euro! Aggiungici il wi-fi, un microfono e il software, un po' di memoria, poi riduci il costo per l'alta produzione, non ci sarebbe già il PC da meno di 100 dollari, che fa anche da telefonino, consuma poca energia e permette di alfabetizzare il terzo mondo, portare la posta elettronica, il telefono e quindi la possibilità di richiedere aiuto ai paesi ricchi?
Se avessi avuto questi argomenti martedì scorso...

Da questo momento, mi faccio promotore del PALMARE A MANOVELLA per il terzo mondo. L'idea è assolutamente sotto la licenza Creative Commons: A palm computer with electricity-generating crank, wi-fi and Voip not only for Third World's childs.

Non farò concorrenza a Negroponte, un personaggio che per venire in Italia a promuovere il MIT si fa pagare e a un incontro su moda e tecnologia ci parla per mezz'ora del suo portatilino, come se c'entrasse con il Made in Italy e la necessità di tecnologia in quell'ambito per essere più competitivi e più protetti, uno che per fare entrare un'azienda la MIT pretende una cifra con cinque zeri. Complimenti a lui che ci riesce. Non è il mio scopo.
Mi accontento di divulgare tecnologia.
Io.

Il calcio, il P2P, le blacklist e il blocco dei siti

Faccio subito una premessa: siccome questo sito si è battuto aspramente contro la legge Urbani, che ormai è disattesa anche dai siti dei ministeri, parlare nel modo in cui parlerò di un argomento come quello del P2P del calcio potrebbe sembrare strano.
Breve intro per chi non fosse a conoscenza dei fatti avvenuti. Alcuni siti che riportavano link a file multimediali in streaming d partite di Serie A sono stati bloccati, con tanto di pagina della Finanza.
Da qui molto scalpore.
Andando a indagare, si scopre che la denuncia è di ottobre e che i siti sono stati scoperti ala fine di gennaio. Il bello è che claciolibero.com e coolstreming.it sono stati pubblicati come indirizzi, con tanto di articoli incensatori, da più di una rivista tecnica italiana da oltre un anno. E nessuno h avuto niente da ridire!
Adesso scatta il blocco preventivo dei siti e l'impossibilità di raggiungere determinati server posti fuori dal territorio nazionale grazie a una blacklist fornita ai provider.
Facendo leva su di un cavillo legale dovuto al pedoporno, si bloccano così alcuni server stranieri, raggiungibili poi, perché la tecnologia è ben superiore alle norme, utilizzando semplici proxy, ma questo conta davvero poco.
Fin qui mi sono attenuto ai fatti. Ora provo a commentarli, l'han già fatto egregiamente Mantellini e molti altri.
Realizzare un sistema che blocchi l'accesso ad alcuni indirizzi web stranieri è qualcosa che è stato praticato solo dalla Cina ed è una scelta molto criticata in tutto il mondo, in quanto è una limitazione alla libertà. Se è ammissibile un simile blocco per il pedoporno (visto che lo dice la Legge), risulta difficile applicarlo in altri ambiti, anche nel caso del terrorismo, altrimenti sarebbero inibiti i siti che insegnano a costruire le "bombe fatte in casa".
In Italia, gli interessi di Telecom sul calcio su PC sono molto forti, ancor più della denunciante Sky.
Si usa per questi siti la blacklist come per il pedoporno, solo in nome del diritto d'autore.
Io non so se sia giusto o no, nel senso che se c'è un diritto e lo si prevarica, va tutelato (questa è la legge, che ci piaccia o no).
Io abitualmente vedo le partite che non sono su Sky direttamente sul web, da siti che non fanno streaming, ma da quelli ufficiali dei vari canali, usando software standard come il Windows Media Player e Real Player.
Ora bloccheranno anche quelli. Anche in questo caso non so se sia corretto bloccarli, ma se questi canali televisivi hanno i diritti per la serie A solo in quei paesi, ci sono i presupposti per tutelare.
Insomma, la vicenda è ingarbugliata, se poi si usa il p2p per la condivisione delle partite, diventa davvero difficile trovare una soluzione equa.
Pare evidente a tutti, però, che non può una denuncia bloccare un sito internet in toto. E' come se un articolo sul giornale che viola qualche norma e qualcuno ne blocca la pubblicazione. Il paragone non è esagerato, visto che un sito dovrebbe essere assimilato a una testata giornalistica.
Siamo alla fantascienza?
O nel terzo mondo?

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