martedì 30 novembre 2004

Adsl

Siccome Blogger è down, provo a mandare questo post via email. Sperando in bene, perchè chissà poi quando potrò rieditarlo o cancellarlo.
Moltissimi mi chiedono se esiste una cartina della copertura dell'Adsl sul territorio italiano. L'ho trovata su Libero.

C'è la rete di Libero in verde, e quella di Telecom Italia in rosso. Ovviamente, dove c'è Libero/Wind/Infostrada c'è anche Telecom.
E' racchiusa per regione, poi per provincia, mostrando tutti i comuni. Questo è un buon sistema per monitorare la situazione.

lunedì 29 novembre 2004

I giovani e la lettura

Prendo spunto da Wired per fare un piccolo commento sulla lettura dei giovani. Leggete quel pezzo perchè è interessante.
I ragazzi di oggi, quelli che hanno accesso ad internet, leggono e si informano in modo alternativo rispetto ai genitori. La prima fonte è Google news, dove leggono i titoli. Poi ci sono i blog, i rmandi dei blog e quindi le home page dei quotidiani. Hanno free press tra le mani e consumano i siti di notizie sportive, di gossip e di musica.
Quindi non solo P2p e chat. ma anche dal P2p e chat traggono informazioni, si formano le idee, pensano.
Sms a profusione, per lo più futili, sono esempi di lettura e di scrittura. Che cambieranno il modo di pensare delle generazioni future. Anche solo il concetto di email ricca dovrebbe far riflettere. E' un po' quello che è accaduto alle generazioni precedenti, influenzate non più dalla carta stampata ma dalla TV.
Il problema è che sull'argomento leggo solo le solite quattro fregnacce. Invece andrebbe approfondito. Ma non saprei indicare un nome che potrebbe farlo seriamente.
E' grave?
Ancora sulla brevettabilità del software

E' interessante vedere i messaggi che mi arrivano catalogati per argomento. Infatti, mi sono fatto un piccolo foglio di calcolo per monitorare, a mano, i messaggi e così contare fisicamente gli argomenti toccati dai messaggi. Ed è stranissnomo notare che tra venerdì e sabato mi avete scritto a riguardo della brevettabilità del software, pur che io non abbia scritto una virgola, ma citando comunque i miei vecchi commenti.
Probabilmente in rete è arrivato qualche rimando, per cui non sto a preoccuparmi dei motivi, ma mi piaciono le teorie che stanno saltando fuori.
La brevettabilità del software, per tanti, è un falso problema: chi mette a disposizione il sorgente originale e con quali prove di tempo e di utilizzo? E chi decide? Per tutti quanti, in sistanza, si configura un problema tipico del "più grande si mangia il più piccolo", per cui si va in tribunale per sfinire il più piccolo che, non potendosi accollare le spese, cede.
Probabilmente nel nord america è così.
Poi c'è tutta una scuola di pensiero sull'uso di software libero nelle Pmi. Praticamente tutti i messaggi che ricevo a riguardo mi spiegano che il software libero aiuta ad abbattere i costi nelle Pmi, soprattutto nelle piccolissime, con parecchi esempi.
Ormai lo sanno tutti che sono così dentro al software libero che ho una distribuzione Linux che gira in parecchie scuole milanesi (gratuitamente). Ma sul fatto che per le piccolissime aziende il software libero sia una scelta azzeccata c'andrei cauto.
Nella media azienda, comunque quelle con almeno una quandici di addetti, è ipotizzabile la presenza di una persona preposta ai problemi hardware e software, quindi è possibile adottare software libero e sistemi operativi Linux, proprio perchè al sorgere di un problema c'è qualcuno in grado di risolverlo (forse).
Per le piccolissime aziende, queste competenze non è detto che ci siano, per cui l'imprenditore non deve avere la preoccupazione anche del software e del PC e gli standard sono assolutamente auspicabili. Può bastare OpenOffice.org per scrivere a far di conto, ma se si ha bisogno di un software per i codici a barre o per qualsiasi evenienza, è ovvio che utilizzare Windows facilita la ricerca, l'installazione, l'uso. Se si deve installare una stampante, un masterizzatore o uno scanner, dove trova le istruzioni per Linux, e i driver. Deve chiamare qualcuno, quindi pagare.
Sono qui per essere smentito, per avere casi diversi. Per avere soluzioni diverse.

venerdì 26 novembre 2004

Rfid secondo Etnoteam

Durante la Microsoft Technical Conference ho girato un video con Marco Zamperini, responsabile Ricerca e Sviluppo di Etnoteam (scusami se l'incarico non è preciso!).
Di fatto, Etnoteam a messo a disposizione la tecnologia Rfid, quindi a radio frequenza, per facilitare il contatto tra aziende e partecipanti, in quanto bastava strisciare la tesserina per far passare i dati alle aziende, senza scambiarsi biglietti da visita o altro.
Finalmente una soluzione Rfid funzionante per una grande partecipazione di pubblico (credo che siano stati 4000 i partecipanti all'evento, ma non vorrei aver detto una castroneria).
Una soluzione italiana. Una soluzione funzionante. Una soluzione efficiente. Una soluzione dai costi ragionevoli.
Insomma Rfid inizia a muoversi dai laboratori e a trovare degli sbocchi. Anche da noi. Alla faccia di chi dice che è una porcheria, che costa troppo, che è inutilizzabile.
Per connessioni BroadBand (ma anche per connessioni lente, con un po' di pazienza).









Il FuturShow

Premesso che tutti quelli che ho visto in questi giorni, parlando del FuturShow, hanno avuto un'unica risposta, prendo spunto da un messaggio postatomi da Daniele, che riprende a sua volta un articolo apparso su La Stampa, firmato da Anna Masera. Per leggibilità, Daniele scusami ma ho posto le tue considerazioni in fondo, sempre in corsivo. Poi ci sono i miei commenti. Si tratta di un'intervista a Claudio Sabatini, il fondatore, motore e creatore dell'evento.
[...]Perchè «questo comparto non si può relegare a una carrellata di prodotti».
Come è andata?
«Milano ha colto la nuova formula: gli oltre 60 luoghi sparsi nella città sono sempre stati affollati. Ma soprattutto, è stata una sfida entusiasmante».
Cosa ha funzionato di più?
«Declinare le tre T di Richard Florida (Tecnologia, Talento, Tolleranza): a giudicare dall’accoglienza del pubblico e dei partecipanti, è piaciuta l’idea di puntare sui progetti, sui personaggi e sulle idee, e non sui prodotti. Abbiamo dimostrato che una fiera può diventare un luogo di incontro sociale. Le aziende e le istituzioni hanno capito e ci hanno seguito. Hanno riflettuto sul modo di comunicare innovativo».
[...]
Che cosa ha funzionato di meno?
«Economicamente non chiudo in attivo, ma me lo aspettavo: è stato un investimento che mi ha ripagato con la soddisfazione. Questo è il primo anno, conto di rifarmi in futuro».

Da qui i commenti di Daniele.
La ICT, per definizione, offre una carrellata di prodotti. Non può far fare altro. Possono essere prodotti utili, inutili, ma sempre prodotti. Se perdiamo questo punti fermi non so dove potremo capitare. La tecnologia non si mischia facilmente con la filosofia.
La formula di fare un qualcosa al di fuori della fiera è una bella idea, ma che non porta nessun valore aggiunto ai prodotti e alle aziende. Se poi lo spazio in fiera è lasciato al vuoto di Assolombarda o all'Onu... Che in fiera ci siano stati degli incontri sociali è tutto da dimostrare. Per altro, ci sono stati degli scontri tra chi entrava nelle tende e chi ne usciva. FuturShow è qualcosa di inutile, ma soprattutto dannoso per il sistema informatico italiano. Non ha senso parlare a vanvera, nemmeno Bill Gates mi pare che abbia avuto qualcosa da dire di sensato. Le aziende vendono prodotti. Poi il marketing ci può mettere qualcosa. Ma si vendono prodotti. In qualsiasi caso, di idee al Futurshow non ne ho viste. Per niente.

Ok, adesso provo a dire qualcosa.
Allora, il FuturShow non è mai stato un evento importantissimo, fondamentale per il mercato italiano. Ma secondo me esiste un'esigenza per le aziende che si occupano di prodotti consumer e da parte dei consumatori-clienti-utenti, ed è una grande opportunità. La formula del FuturShow è innovativa e sbalorditiva, tanto da far parlare qualcuno di scandalo e altri per sbertucciarlo a causa del "vuoto candore" degli spazi.
Sabatini voleva colmare questo spazio, in una sede adeguata che non sia Bologna, lontana dalle aziende high tech. Ha avuto coraggio, c'ha messo la faccia e Microsoft c'ha messo Bill Gates. Ha fatto un gran bel "can can" con uno sforzo sostanzialmente limitato.
Con tutto contro. E con una politica di prezzo aggressiva.
I numeri dei visitatori hanno dato ragione a Sabatini. Per le aziende non saprei, ma il costo contatto è stato ridicolo. Dipende poi come un'azienda ha deciso di impostare il proprio spazio-tenda. E qui si vede la differenza tra aziende serie e aziende che stanno in piedi per miracolo.
Una volta stanziato il budget per partecipare, fatto trenta, si può fare trentuno cercando di allestire gli spazi. Alla fine, Milan e Inter, che con FuturShow e le tre T erano probabilmente le aziende che c'entravano meno, hanno cercato di inventarsi qualcosa. Ma quante aziende non sono state in grado di andare più in là di una vetrinetta con i prodotti.
Il problema, quindi, è sempre il solito: chi ci mette la testa e chi no. Indipendentemente da chi organizza le fiere e come le allestisce. Anche perchè, chi l'ha fatto, la gente dentro la fiera e in giro per Milano ce l'ha portata. Quindi ha fatto il suo lavoro e ha vinto la sua sfida.
Se poi la sfida non era quella delle aziende o dei consumatori è un altro paio di maniche.
Alla fine a novembre-dicembre, negli anni novanta, c'era Abacus. Si trattava di un evento consumer. Il periodo è quello giusto. Del FuturShow, qualche idea è stata ottima. Qualcuna è stata buona, diverse erano sbagliate. Ma credo che nessuna fiera abbia avuto un successo tale in termini di partecipazione di pubblico e di aziende.
Se con Smau facessero gioco di squadra ...

giovedì 25 novembre 2004

Come ve lo devo dire: in giapponese?

Io non posso parlarne per non avere cause legali. Ma se cliccate qui avrete una sorpresa da parte di Msn, solo per chi capisce il giapponese... Nel dubbio ho preso questi due indirizzi:
http://spaces.msn.com/members/mrreset/
http://mobile.spaces.msn.com/members/mrreset/.
Non si sa mai
Amd 64 Dual Core dal vivo

Ho girato un piccolo video alla Microsoft Technical Conference sul primo server che montava processori Amd Dual Core.
Per connessioni BroadBand (ma anche per connessioni lente, con un po' di pazienza).









Msn Web Messenger e il blocco dei pop up

Non vedo l'ora di rivolgere questa domanda a Maruzzi: perchè Microsoft ha introdotto il bloco dei pop up di pubblicità in Windows Xp Sp2 e poi, nei servizi che andrà ad offrire, chiede lei stessa di rimuovere tale blocco?
Ma andiamo per ordine. A questo indirizzo trovate Messenger in versione browser, in italiano. Se si ha installato il Service Pack 2 di Xp, compare questo messaggio:
Per utilizzare MSN Web Messenger è necessario che le finestre popup siano consentite per questo sito Web. È stato rilevato che sul tuo computer uno o più programmi non permettono alle popup di aprirsi. Per sapere come riabilitarle consulta le istruzioni del software che le blocca (es. Windows XP Service Pack 2, MSN Toolbar ecc).
Possiamo dirlo che, in nome della pubblicità, Microsoft passa sopra alle rassicurazioni degli utenti. Ovviamente il sistema si accorge dei sistemi sia su Explorer che su Firefox.
Comunque, è meglio che segnali come si fa togliere la protezione dei pop up solo per questo sito.
Da Explorer, menu strumenti, scelgiere blocco pop up, quindi disattiva blocco pop up. Per riattivarlo si può procedere allo stesso modo. Il mio consiglio è scegliere prima di togliere in modo temporaneo, poi selezionare la voce attiva pop up da questo sito.
Se si usano altri sistemi, è bene vedere come rimuovere i pop up (ammesso che si voglia usare il servizio).
Comunque pare funzionare bene, ed è comodo, soprattutto se si vuole usare Messenger e non si è al proprio computer.
Maruzzi poi ci delizierà con il suo search, promettendo di mostrare la sua bontà già in beta...

mercoledì 24 novembre 2004

E-commerce, Europa, Usa e Italia

Le società del Regno Unito lo scorso anno hanno raddoppiato le vendite su internet, rispetto ai dodici mesi precedenti. Il valore delle vendite online tra aziende è svettato da 19 mld di sterline nel 2002 a 39,5 mld nel 2003.
Secondo un gruppo di ricerca, la Gran Bretagna è la maggiore economia d'Europa per l'e-Commerce ed ha già quasi superato, in alcuni casi, gli Usa. La spesa netta al consumo per utente internet in Gran Bretagna ammonta a 310 sterline all'anno.
Negli Usa, la spesa media è di 405 dollari. In Italia siamo a 24 euro. Sono dati del 2003. Ma se teniamo presente che si prende in considerazione tutto l'e-commerce, siamo messi davvero maluccio. Sarà colpa delle frodi? Sarà colpa della scarsa comunicazione? Sarà colpa di pochi player sul mercato?
Wireless Forum

Segnalo che oggi, al Crown Plaza di San Donato, si terrà il Wireless Forum. Ci farò un salto, non per altro, perchè il mobile games mi sta attirando moltissimo. Visti i relatori, non credo che ci sia molto di cui parlare, ma non si sa mai.

martedì 23 novembre 2004

Tin.it lancia i 56K veloci e 2 GB di mail

Non poteva farsi attendere la risposta (?) di Tin.It alla proposta di Wind/Libero di concedere una navigazione più veloce sulle normali linee commutate ancora usate da moltissimi utenti in Italia. Lo scorso 16 novembre (per questo il punto interrogativo...) ha infatti presentato la nuova offerta Tin.It Free che dovrebbe garantire una navigazione sino al 300% più veloce su linee commutate (56K) e ISDN. C'è però una differenzal'utente può scegliere tra la versione Fast del servizio che costa 1,90 Eurocent al minuto in fascia intera e 1,09 Eurocent in fascia ridotta più scatto alla risposta di 12 Eurocent. L'utenza "normale", non accelerata, ha lo stesso costo al minuto di quello Fast ma con uno scatto alla risposta di 6,19 Eurocent invece di 12 (sempre Iva inclusa). Inoltre è possibile attivare gratuitamente (per tutti gli abbonamenti di accesso Tin.it) il servizio (in fase di test) Maxi Mail che prevede oltre 2 GByte di spazio per inviare e condividere allegati di grosse dimensioni per posta elettronica.
Internet Explorer sotto il 90%

Avevo parlato di Firefox solo qualche giorno fa, suggerendo di provarlo perché è davvero un buon browser. Ora leggo su OneStat che per la prima volta negli ultimi anni il browser di Microsoft è sceso sotto il 90% degli utilizzatori del Web. La causa? Sì, proprio una clamorosa ascesa di Mozilla Firefox, che si attesta a quasi il 4,6%, seguito alla distanza da Opera (1,3%) e Safari (0,9%). I dati sono confermati anche dalla società WebSide Story. Non avevamo visto male in Firefox...
Libero e Internet veloce sul telefono

L'idea non è geniale, è in circolazione da un po' ma Infostrada ha il merito di riproporla, gratuitamente per i propri clienti, in un periodo in cui è particolarmente accesa la polemica sulla copertura dell'Adsl in Italia.
Infatti, Libero propone una connessione Dial-Up per navigare: Internet Gratis 6X. Con una velocità sei volte superiore rispetto ad una navigazione tradizionale, Wind vuole andare incontro a tutti quei clienti che attualmente - e chissà per quanto tempo - non sono e non saranno serviti dal broadband DSL.
E' una proposta ancora in fase sperimentale, ma promette al navigatore tradizionale di migliorare significativamente i tempi di navigazione utilizzando il solito numero internet 702-7020000 a tariffa particolare e locale in tutta Italia senza costi aggiuntivi.
Il sistema utilizza la compressione dei dati prima della loro trasmissione sulla linea telefonica, decompressione di questi quando giunti sul PC del navigatore.
In pratica, è necessario un software, il Web Accelerator solo per PC o Mac.I benefici sono:
il testo delle pagine web verrebbe compresso 6 volte (6X);
i messaggi e-mail ed allegati fino a 4,5 volte (4,5X);
il download di file e programmi fino a 5 volte (5X).

lunedì 22 novembre 2004

DVD killed the VCR star

Dixon, importante catena inglese di elettronica di consumo, ha deciso di togliere dai listini i videoregistratori, così da non averne più a scaffale già per Natale.
Ho verificato la notizia: è vero!
Uno dei prodotti di maggiore successo nel tempo viene definito morto, portando cifre da capogiro per dimostrarlo. Il DVD ha massacrato il videoregistratore (nel Regno Unito), con 40 a 1 di rapporto di vendita e con un calo significativo di cassette vergini e con film vendute.
Da noi non è così.
Ho posto, un attimo fa, una domanda: e le TV combo con Vcr le togliete dal listino? Vi terrò aggiornati...
Gates e Fabio Fazio

Un bel po' di messaggi che mi arrivano su Bill Gates in Italia. Ebbene, moltissimi lo hanno visto in TV, da Fazio su Rai Tre.
Qui ha detto una cosa sola interessante, che potremmo sottoscrivere. Microsoft fornisce prodotti e non cerca di influenzare la gente, come fa ad esempio un'azienda come quella di Murdoch (preso da Repubblica).
Ci sarebbe qualcosa da dire al riguardo, sul perchè ha tenuto un discorso in Assolombarda con Montezemolo e soci.
Ma in generale, Microsoft è forte perchè fa o ha fatto, sempre in generale, dei prodotti che nel bene o nel male funzionano. E ha un buon marketing.
Poi ci sono i casi. Ma questo è bene ricordarlo quando si parla di Bill Gates.
Oggi, secondo me, Windows è un po' a fine corsa. Infatti l'azienda è impegnata in altro, come telefonini, PC in salotto, palmari, ...
Bill Gates è l'uomo più ricco, ma non è l'uomo più cretino del mondo!
Ai programmatori alla Technical Conference non aveva niente da dire: perchè siamo in una fase di stallo. Non sono ancora state prese le decisioni definitive per Longhorn (tranne la sua personale di tagliare il file system nuovo). Punta su integrazione, compatibilità, sicurezza e governabilità del software. Le armi in più che ha rispetto a Linux.
Lo sa. Le usa. Altro che stupido, come sto leggendo in giro.
Vede più in là del nostro naso. E segue una strategia. Linux inizia ad infastidire sul serio Microsoft. Ma Linux non è una soluzione, è una filosofia. Ed è lì che Microsoft intende andare a picchiare.
Novell e Ibm ancora non se ne sono accorte. Figuriamoci gli altri...
Multa a Telecom Italia

Più delle parole, è meglio il video. Comunque per l'azienda una mazzata.
Da Ansa Business. Per connessioni Broadband.
Premere Play per avviare il filmato.









La "Urbani" e il suo percorso

Siccome mi piace pensare di non essere tra i pochi che si ricordano delle modifiche promesse del Ministro in aula al Senato, segnalo un link a ZeusNews.
Ricordo che non è un problema politico, di maggioranza o opposizione. Ma di diritti.
Un po' di posta sul FuturShow

Anna mi scrive dicendo che ... è una delusione tale che non immaginavo nemmeno si potesse fare un'esposizione così brutta[...] Alla fine, Microsoft si prendeva un salone qualsiasi, ci metteva i media center e otteneva lo stesso risultato. Per gli altri inscatolati non ci sono speranze...
Claudio articola il pensiero.
... io sono andato ieri e, ti assicuro, non c'era nessun bagno di folla!
Il fatto che ci comunchino che hanno dovuto chiudere per 20 minuti le entrate è solamente dovuto al fatto che negli stand la gente non poteva fermarsi.
E questo per il ben noto gusto dello stand incellophanato. In pratica: meno possibilità di movimeno = meno gente che passa e va. Oppure Sabatini pensava alla penetrabilità dei corpi...
Se avessi sentito Toshiba venerdì sera avresti riso: hanno fatto l'allestimento al FS, pagando anche quello del TeatroLitta (4 pc, 4 lastre e 4 microfoni + 10 minuti di spiegazione e catering minimalista), e il commento più benevolo dei colleghi (quelli con una dotazione di almeno 3 neuroni) è stato che "se volevano meritarsi il nostro odio, ci sono riusciti...". Venerdì alle 19:00 tutti in Magenta a sentire uno
pseudoartista impegnato che ci spiegava che il concetto di "art pour l'art" era superato e che adesso la tecnologia, con i suoi flussi di dati sono l'arte. E loro si limitano a rilevarla e dargli un presunta veste grafica. Avevo voglia di sparare. E non ero l'unico.
Ritornando al FS, ieri mi sono preso la briga di ritornare, e rimettermi il pass/badge per poter parlare con la gente con la scusa di interviste. Non c'erano PR a indorarci la pillola su quanto per l'azienda fosse bella fiera. Ma in realtà ho incontrato standiste incazzate, pm imbufaliti, gente che non capiva dove era, dove fossero gli stand che volevano vedere, dove fossero i prodotti che gli altri anni erano in mostra, che cavolo ci facessero lì, e "col cavolo che mi rivedono. Meglio lo SMAU", "questa roba l'ho già vista e rivista", "dove sono le novità?", gente che nei rari momenti di calca finiva contro i teloni dentro e fuori gli stand mettendo a rischio se stessi e gli oggetti appogiati o appesi. E ressa folle fuori e negli stand anche se c'erano poche persone. Merito dei teloni con entry e no entry, dei butta fuori e butta dentro, del percorso semi obbligato, degli spazi angusti e di quella vecchia volpe di Sabatini che è riuscito a vendere scatole di Lilliput messe vicine per fare una fiera.
Da ieri sono convinto che le aziende hanno implementato le maniglie per farsi prendere meglio per il c..o.

Stefano mi ha mandato un messaggio dicendomi che ... non c'è nessuno, ma la cosa più grave, per noi aziende, è lo spazio espositivo. Fatto un giro, si vede qualche cosa di sensato in pochi stand (Toshiba, Sony, ...). Zero novità. [...] La parte più bella è lo sleeping Cinema, dove ti vedi TG Leonardo (che bel cinema) su quattro materassini uno sopra l'altro, per sedersi. Per sdraiati è scomodo...
Se avessero messo un film vero, magari ad alta risoluzione per Media Center (l'unica novità veda della fiera), quello spazio avrebbe avuto una ragione d'essere.
Comunque, diamo dei meriti al FuturShow. La tecnologia, se c'è l'entrata gratis, attira moltissimo pubblico. Si è passati da una fiera in cui andavi, e c'era un casino infernale con aziende che per divertimento ti tagliavano anche i capelli, ad una in cui la tecnologia non la tocchi praticamente mai, chiusa in scatolette.
Insomma, la scelta espositiva è discutibile, ma è indiscutibile il successo di pubblico. Bisognerà vedere se si riesce a convincere la gente a tornarci.
Una cosa: grande affluenza o scarsa affluenza: al FuturShow non conta nessuno chi entra: a parte preoccupazioni legate alla sicurezza, non aiuta a stilar statistiche.
La domenica milanese e il FuturShow

Premesso che per chi vive a Milano e zone limitrofe si è trattata di una domenica a piedi per motivi di inquinamento, nonostante il vento dei giorni precedenti abbia spazzato via lo smog (sono i misteri di questo posto: se c'è non si blocca, non si fanno targhe alterne, poi si fissa una data per dare una ripulita(?) all'aria e non si cambia più!), in cui ho potuto andare a vedere il Futurshow in giro per la città.
Scopro che un po' di eventi non ci sono (o non li ho trovati), mentre sono sicuro che ci sia stata più affluenza del FuturShow in fiera presso la Triennale di Milano.
Ne valeva la pena, anche se non ho fatto la coda chilometrica per cui forse il parere potrebbe essere diverso. Il VideoVillage, che direttamente con il FuturShow ha poco a che fare, mi è sembrata una bella idea, e la gente l'ha accolta molto favorevolmente.
Devo chiedere una cosa: che cos'è un videoartista?

venerdì 19 novembre 2004

FuturShow e Bill Gates

Preso per la giacchetta, segnao sue pezzi, comparsi su 01net.it sul FuturShow.
Riassumono benissimo delle idee e delle sensazioni comuni.
Sul FuturShow Gigio ha colto bene la situazione, a caldo. Oggi ci sono tornato: buon movimento, la gente non ha compreso che c'è un verso di percorrenza tra un "cellophane" e l'altro. Ma a parte gli incazzati per i gadget, non ho visto facce scontente all'uscita.
Su Bill Gates alla Technical Conference, Dario Colombo ha colto perfettamente il segno. Manca un particolare: siamo partiti in mille, siamo arrivati in 700. Un po' per l'inglese, ostico. Un po' perchè non ha detto niente.
Immagini dal FuturShow

Mentre continuo ad astenermi da un'opinione sull'edizione "incellofanata" di bianco FuturShow, lascio qualche foto...

La musica di Toshiba

Ibm per i bimbi.

Media Center ... da scrivania!

Bill Gates e Claudio Sabatini

Uno stand ... spazioso
Predicare bene e razzolare così così

I pirati del software sono come il demonio e come tale devono essere combattuti. Un recente messaggio di Microsoft, concettualmente condivisibile (senza scendere nei consueti discorsi dei costi a volte astronomici dei software...). Peccato che la famosa rivista tedesca PC WELT abbia pubblicato la dimostrazione che alcuni file Wav facenti parte di Windows XP sono stati gestiti con una copia pirata del noto editor SoundForge. L'articolo originale in tedesco lo trovate qui.
Data la "simpatia" di cui gode Microsoft, come tutti i potenti, vari commentatori si sono scatenati in comizi, esercizi di retorica, lazzi, battute eccetera. Vorrei dare un punto di vista un po' originale: dubito francamente che in Microsoft non abbiano la licenza d'uso di un software che costa pochi dollari (difatti questa è stata la comunicazione ufficiale), anzi probabilmente ne hanno (lodevolmente) parecchie. Probabilmente, come molti titolari di software originale, un programmatore preso dalla fretta ha preferito craccare il programma perché non aveva sottomano uno dei tanti numeri di serie comperati da Microsoft. Anche perché la liquidità di Microsoft è tale che quando si sono presentati davvero problemi di possibile violazione di copyright (ad esempio, per il codice di compressione dei dischi oppure per parti di Interner Explorer), il problema è stato risolto COMPERANDOSI la casa produttrice...
Insomma, non mi sembra il caso di farne un caso nazionale o da prime pagine dei quotidiani. Anche se la figura da cioccolatai, come si dice a Milano, per essersi fatti trovare "con le mani nella marmellata" indubbiamente resta...
Bill Gates al FuturShow 3004

Mi astengo dal commentare il FuturShow (voglio vedere oggi con la gente).
Lascio qui il filmato del discorso di apertura di Bill Gates.
Si vede un po' così...









Mister Reset e il Premiowww

Classifica definitiva del Premiowww del Il Sole 24 ore, categoria Broadband.
Questo blog è tra i primi cinque (in ordine alfabetico).
Non ho parole.
Non ho parole per ringraziare tutti quelli che mi hanno votato, che si sono sacrificati visto che la procedura non era delle più semplici.
Non ho parole per ringraziare chi mi ha fatto votare, perchè anche questo non è un comportamento comune.
MrReset è stato in classifica nella categoria Broadband fin dall'inizio. Qui il link che ricorda che cosa pensassi all'epoca. Non avrei scommesso una lire sulla mia permanenza in classifica e devo ammettere che viste le entrate prepotenti degli ultimi cinque giorni, temevo che siti ben più importanti e visitati di me mi soffiassero il posto.
Della compagnia iniziale è rimasto solo RossoAlice. Caspita, sono sempre stato in compagnia di Valentino Rossi e di Fernanda Lessa! Gli altri hanno rotato.
Oggi questo blog è in classifica, definitivamente, con OroscopoFree (che è un po' in classifica ovunque visto che è tra i primi cinque più votati in generale), Google, che anch'esso è un po' ovunque in classifica e tra i primi cinque più votati, ma che nella classifica Broadband c'entra pochino, e Fastweb, chi fa della banda larga una missione.
Che compagnia! Fuori classifica Tecnoattack, dal 11 novembre ad opera del rush di OroscopoFree, e mi duole visto che riporta questo blog, e Virgilio (mica palle), Ngi che è iNet/British Telecom, Tiscali, la nostra Rai, la Repubblica, Radio Deejay.
Insomma, anche se non vincerò il premio, sono felice.
Mister Reset è l'unico blog che è stato in classifica, è un blog anomalo perchè si limita alla tecnologia. Ma è un blog. Quindi bastona o coccola un po' tutti, cerca di offrire il proprio parere sulle cose che accadono e su quello che accadrà.
E' letto da tantissime persone che lavorano nel settore, che non mancano di inviarmi email di fuoco se scrivo male delle loro aziende e mai ringraziano se scrivo bene di loro. Apprezzo quelli che leggono e non commentano, ne in un senso e nemmeno nell'altro.
Ma questo blog è letto moltissimo anche da chi l'informatica la vive e la subisce. Parte della popolarità l'ho avuta grazie all'impegno contro una Legge ingiusta, non lo dico io ma il Ministro che l'ha proposta e lo ha dichiarato in Parlamento, e credo che la mia sia stata una posizione ferma ma ragionevole. Non ero contrario alla Legge in generale, ma sulle modalità.
Oggi mi sto tiepidamente appassionando alla battaglia contro i brevetti hardware. Staremo a vedere che cosa succederà.
Per il resto, è bello vedere che i blog hanno una pari dignità di Google o RossoAlice.
I blog sono un fenomeno. La festa dei blogger a Milano, organizzata da Gianluca Neri è stato un successone. Il problema è che i blog tendono ad autoreferenziarsi, quindi difficilmente bucano e raggiungono il grande pubblico. Questo blog, per motivi a me ignoti, in parte ce l'ha fatta. E siccome ce l'ho fatta, offro sempre uno spazio alla voce dei blog, attraverso la finestra su Blog Aggregator di Giuseppe Granieri.
La ricnoscenza sembra cosa di altri tempi. Ma mi piace essere riconoscente verso chi mi ha aiutato, e ora mi piace pensare di portare un paio di clic ad altri blogger.
Il tutto gratuitamente.
In questo blog vedete delle pubblcità. Ebbene, siccome ho voluto sperimentare, le ho messe, almeno per ripagarmi della connessione ad internet.
Da maggio 2004 sono arrivato a tirar sù ben 4,21 Euro da TradeDoubler e 5,28 da Google. L'esperimento, a questo punto, continua, anche se è stato fallimentare.
Ma ho potuto provare sulla mia pelle che la pubblicità di Google è più efficace di quella tabellare. Anche perchè ho iniziato un mese e mezzo dopo ad inserire le Adwords di Google.
Per concludere: non so se vincerò il premiowww, anche perchè la corsa è a tre, visto che lo sponsor delpremio è Libero di Wind e quindi Fastweb e RossoAlice sono praticamente fuorigioco. MrReset, Google e OroscopoFree. Essendo questi due presenti un po' in tutte le categorie, spero che vincano da qualche altra parte. E poi un'azienda ha rapporti con Libero e l'altro sito è entrato in classifica a cinque giorni dalla fine (prima non era nemmeno tra i primi 20). E' legittimo. Ma penalizza chi c'è sempre stato (e quindi questo blog!).
Ma questo blog, comunque a vinto. Ha vinto perchè c'è. Perchè ha resistito. Perchè è una voce libera, con qualche preferenza (questo si capisce).
E' stata un'avventura meravigliosa, che non dimenticherò mai!

PS ora mi toccherà pagare da bere ad un sacco di gente, soprattutto penso a chi a Smau mi diceve che sarei rimasto in classifica e al quale rispondevo che era impossibile. Impossible is nothing recita la pubblicità Adidas. L'ho provato sulla mia pelle.

giovedì 18 novembre 2004

Amd su Ps3?

Voci insistenti, qualche mese fa, parlavano di Amd sulla prossima Xbox. Ora, la voce riguarda Ps3, coinvolgendo Amd indirettamente, visto che i processori potrebbe produrli Ibm, su tecnologia Amd (o qualcosa del genere).
Intanto la strategia Amd, che da follower è diventata tech leader, si sta rivolgendo al mercato dei processori a 360 gradi, occupandosi di portare i sui 64 bit anche sui palamri e per i prodotti personalizzabili.
C'è moltissimo interesse sui 64 bit, sebbene Microsoft si ostini a non rilasciare Xp a 64 bit. E anche sul fronte hardware, ci sono spazi. Infatti, l'architettura dell'Athlon64 non ha ancora raggiunto i suoi limiti, possiamo tranquillamente dire che i processori sono sfruttati al 50-60%, quindi c'è molto interesse da parte dei creatori di chipset, felici di abbandonare l'arena Intel ormai giunta al capolinea e su cui c'è solo una battaglia di prezzo. Proprio per questo, anche Ati si è gettata nella mischia, con un chipset che utilizza il brand Radeon per mostrare i muscoli.
Intel non sta a guardare. Previsto il cambio del Ceo morbido per la prossima primavera, sta cercando di risolvere i problemi interni. Le capacità le ha, ma sono le idee che mancano. Perchè se è vero che Microsoft si è dimostrata timida a sviluppare il sistema operativo per la nuova piattaforma a 64 bit di Intel, dopo tutti gli affari che le aziende hanno tatto insieme in questi anni (ricordo che la piattaforma veniva chiamata Wintel), qualche cosa vorrà dire. O no?
Bill Gates a Milano

Oggi è il giorni di Bill gates a Milano. 9.30 Futurshow (Medai Center). 11.00 Assolombarda (Pmi con Montezemolo). 15.00 Poste Italiane (probabilmente il più grosso contratto di Microsoft Italia, con probabile annuncio della prima raccomandata digitale). 16.30 si rivolge agli sviluppatori.
Insomma, tolto l'impegno marchetta con Poste, una giornata piena, alla quale andranno aggiunti almeno un paio di appuntamenti, a pranzo e a cena, con qualche papavero di primo piano.
Cercherò, per quanto umanamente possibile, di documentare una parte di questi eventi.
Del resto, siti e giorniali assicureranno una grande copertura agli eventi. Posso scommettere sulle pagine di economia dei quotidiani di che cosa si parlerà...

mercoledì 17 novembre 2004

Hotmail a 250 Mb

Mi state scrivendo di Hotmail che avrebbe aggiornato i servizi offrendo 250Mb di casella di posta. Lo avevo anticipato nei mesi scorsi. Io ho tre caselle Hotmail, una sola è stata aggiornata. Le altre arriveranno.
Ricordo qual è lo scotto da pagare: da gennaio non si potrà più usare Outlook.
Half Life 2

Non chiedetemi niente di Half Life 2. E' nei negozi. Io non ce l'ho, e devo ammettere che visto il tempo a disposizione in questo periodo, è un bene che ancora non abbia questo titolo... In qualsiasi caso, non possao darvi nessun parere.
Qui sotto il trailer.










In compenso mi sto ricredendo su Fifa 2005, giocato su Xbox Live.
Qui il link per la demo PC dei Fifa Football 2005. E' necessaria una connessione broadband.
Qui sotto il video, per chi possiede la banda larga, almeno un'Adsl ...









martedì 16 novembre 2004

Password inutili e superate

Stanno rimbalzando in rete, da un po' di tempo, una serie di messaggi con frasi attribuite a Bill Gates relative alla non sicurezza delle password e come questi concetti siano superati.
Non so se sia vero oppure no, ma mai come in questo caso sarei in perfetta sintonia con il Signor Microsoft. Infatti, le password sono un sistema di sicurezza primordiale, che risale a decine di anni fa e che quindi oggi potrebbero tranquillamente essere sostituite da altri sistemi. In qualsiasi caso, è bene sgombrare il campo da illusioni: ogni sistema tecnologico può essere clonato, quindi non esiste un sistema sicuro al 100%. Anche la biometria non è perfetta. L'ideale è seguire ciò che ha fatto Sky: un sistema complesso, clonabile, ma a costi elevati. Si alza la barriera d'ingresso all'hacker e quindi il fenomeno diminuisce. ma non sparisce del tutto.
E' sempre possibile clonare qualcosa di tecnologico. Alla fine è un qualche cosa che ha a che fare con 0 e 1 e sue trasformazioni...
Le telecomunicazioni e i costi

Ieri è rimbalzata più volte una lettera aperta da parte di Assoprovider.
A parte la vicenda di cui parla, una multa per antitrust a Telecom, mi pare interessante riportare un passo, che prende in considerazione i costi di telecomunicazione dei bit in italia.
Come la legge sui prezzi esposti obbliga i commercianti a inserire il prezzo per unità di misura del prodotto (oltre al prezzo per la confezione) cosi` dovrebbe essere anche per i prodotti di telecomunicazione che dovrebbero scindere sempre in modo netto il costo del trasporto dal costo dei contenuti (ammesso che in questo paese si voglia realizzare un mercato libero dove non vi sia il sussidio incrociato fra il mercato dei contenuti ed il mercato del trasporto).
L'ing. Bortolotto del board nazionale di Assoprovider, ha dunque voluto fare questa verifica.
Decidiamo di simulare la costituzione di un flusso che abbia le seguenti caratteristiche:
a) 64Kb/s bidirezionale
b) tra due punti qualsiasi del territorio nazionale
c) costo al minuto
la scelta di cui sopra prende spunto dalla caratteristiche standard di una linea ISDN; riassumendo abbiamo che lo stesso identico flusso di bit tra due punti qualsiasi della nazione puo` costare (ordinato per costo decrescente):

24,0000 Euro/Minuto se trasporta SMS
1,00000 Euro/Minuto se trasporta la voce sulla telefonia mobile
0,05600 Euro/Minuto se trasporta Dati sulla telefonia mobile
0,02500 Euro/Minuto se trasporta voce sulla telefonia fissa
0,00700 Euro/Munito se trasporta video conferenza Consip
0,00360 Euro/Minuto se trasporta dati (audio/video inclusi) su ADSL considerando solo MCR
0,00018 Euro/Minuto se trasporta dati su ADSL considerando il valore PCR

Oseremmo dire che si tratta proprio di una bella differenza, lo stesso bit puo`costare fino a 130 mila volte di meno.
[...] Facendo un paragone con la rete idrica e` come se giocando su diversi modi di tariffare le forniture di acqua (erogate a casa del cliente e quindi escludendo i giochi con le acque minerali in bottiglia) si potesse decidere che quella che uso per cucinare costa un 1 euro/litro e quella che uso per fare la doccia costa solo 0,00018 Euro/litro mi pare fin troppo evidente cosa accadrebbe.

Siccome si tratta di considerazioni non banali, è evidente che ci sono in ballo interessi molto forti intorno a queste cifre e alla mistificazione della tecnologia, come la stessa Assoprovider sostiene.
Il progresso tecnologico ci porta a risparmiare sui bit trasportati, tanto, sempre ragionando tanto al chilo, il voice over Ip è fatto pagare carissimo agli utenti, nonostante si risparmi rispetto alle telefonate normali, con margini enormi per gli operatori. E sì, perchè a differenza di un operatore mobile, che deve ammortizzare i costi di infrastruttura e quindi giustifica i margini sulle telefonate, un provide Voip deve garantire banda e un server.
Insomma, anche se cambiano le regole, i fattori per gli utenti cambiano sempre molto poco.

lunedì 15 novembre 2004

Un paio di cose che mi avete detto...

Un discreto numero di assidui lettori di questo blog mi ha scritto indignato (è un eufemismo) perchè ho parlato di film e DVD, visto che avevo indetto uno sciopero degli acquisti e della visione di film all'epoca della Urbani. Qualcuno ricorda anche che questo sciopero l'ho rotto a luglio per i miei figli, e non ne ho fatto più menzione.
Il mio post sui DVD, sull'alta difinizione, sul media center e via di seguito, è un normale messaggio in cui esprimo liberamente il mio parere su degli argomenti. Nulla di più. E' necessario che tutti sappiano che cosa sta accadendo in un mondo come quello dell'intrattenimento, e soprattutto che cifre circolano in questo mondo e perché in tanti provino l'assalto e investono un sacco di quattrini.
La mia opinione sulla Urbani non è cambiata, anzi. Ma a questo punto, fare lo sciopero degli acquisti penalizza più me o le major? Quindi, quando si presenta il caso, posso soprassedere. Evito gli sprechi e l'acquisto non meditato. Ma è inevitabile.
Gli argomenti della Urbani e della brevettabilità del software interessano una quantità piccolissima della popolazione in rete, che secondo recenti stime tocca 27 milioni di italiani. Per altro, solo 4 milioni e mezzo piratano, secondo stime presentate dalle istituzioni (a Padova): meno del 20%. Ilproblema non è la pirateria spicciola, lo dico sempre, è la pirateria organizzata.
Non è chi si scarica una canzone il problema, è chi mette in comemrcio i CD pirata o intere collezioni di dischi. Il problema non è chi condivide un disco introvabile Jazz (a chi arreca il danno se non è in commercio il prodotto la Siae non è stata in grado di rispondere, nel caso di un utente che voleva regolarizzare la propria posizione), ma chi mette sul suo PC, acceso 24 ore su 24 decine di giga di canzoni.
Andare per i mercati e vedere CD e DVD pirata è un bel danno. Anche di immagine. Ma qui non si muove nessuno. Leggo in continuazione che le major cinematografiche sono preoccupate per la pirateria, ma incrementano i mercati, nazione su nazione. Perché? Perchè hanno innovato l'offerta e continuano a farlo. Relegando la pirateria ad una nicchia.
Importante, ma una nicchia. La musica è stata alla finestra. E cosa ha fatto? Anche i videogames da sempre sono sotto il mirino della pirateria. Ma si sono rimboccati le maniche e hanno repso provvedimenti. Interni ed esterni. Ma soprattutto interni.
Oggi il mercato dei giochi per PC sta sparendo (per suicidio), ma il resto va avanti, e alla grande. Di solito scrivo su questi temi per dire qualcosa di sensato, tenere alta l'attenzione su di una Legge giudicata non corretta dal Ministro che l'ha presentata e che ha proposto e promesso correzioni in fase di approvazione in Aula al Senato (quindi ci sono i verbali). Purtroppo questo argomento, che riguarda tutti gli utenti della rete, interess a me, a pochi altri, al senatore Cortiana, alla deputata Carlucci e a pochi altri.
Qui non è un problema di destra o di sinistra, è un problema di cività. E non è un problema di progresso, ma di continuare a pensare di vivere in un mondo in cui le conoscenze possano circolare e tramandarsi. E non preoccuparsi degli sfruttamenti commerciali. Altrimenti, finiremo con il pagare i diritti per fischiettare sotto la doccia una canzone. Se lo si fa in strada bisognerà fa pagare il biglietto a chi, accidentalmente, si trova nei paraggi. Ma si potrebbe addirittura beccarsi dei quattrini per pubblicità al pezzo e per averlo suonato.
Lo stesso paradosso vale per la brevettabilità del software e delle idee. Stavo pensado di brevettare l'idea di una missione su uno dei satelliti di Giove. Tanto prima o poi l'umanità ci andrà. E avendo avuto l'idea, vuoi che non abbia un ritorno economico? Un bel investimento per il futuro!
Se alla PlayStation gioca Nonno Libero ...

Ieri sera ho guardato un pezzettino di Un medico in famiglia su Rai 1(atenersi dai commenti). Ad un certo punto, Banfi gioca davanti alla PlayStation, precisamente ad EyeToys, e si diverte. Solo che il contesto non mi è piaciuto. Lo stanno prendendo per matto per una delle vicende inverosimili del telefilm. Non so se si tratti di pubblicità occulta (e non me ne potrebbe fregare de meno), ma mi fa sempre specie vedere i videogiochi relegati a questo ruolo di prodotti "particolari".
Banfi si riscatta, dicendo che è l'unica cosa che gli fa fare un po' di movimento, e comunque tutti quanti sappiamo che usando bene i videogiochi ci si diverte in modo sano.
Due riflessioni: i giochi sono entrati così di forza nelle famiglie che anche i telefilm per la famiglia, prodotti in Italia se ne occupano; i videogiochi devono ancora fare tanta bella strada per uscire dal ghetto.

venerdì 12 novembre 2004

La società della conoscenza

Stamattina ho fatto un salto alla conferenza stampa dei Verdi a Milano sulla brevettabilità del software. A parte il fatto che è tristissimo constatare quanta poca attenzione ci sia al problema, mi pare rimarchevole il fatto che ci siano dei politici che si occupino e preoccupino del futuro dell'umanità. Perchè è di questo che si tratta.
Infatti, oggi si possono brevettare delle idee, e come diceva Formenti, basta che uno abbia pensato a qualcosa che si possono fare dei soldi. Il meccanismo è semplice: hai un'idea, chiedi di brevettarla. L'ufficio, oberato di lavoro, mica è in grado di verificare. La prende per buona e si prende i soldi (perchè ovviamente brevettare costa). Poi ci penseranno i legali a vedere, in caso di controversia, se si può farci dei soldi oppure no. Così il pesce grande mangia il pesce piccolo, perchè quello piccolo non ha quasi mai il denaro per affrontare una lunga e dolorosa causa in tribunale. L'Europa ha la possibilità di svincolarsi da questo modus vivendi, e visto che il parlamento europeo è cambiato, sono entrati altri stati membri, ci sono le premesse per fare delle modifiche sostanziali.
Quello che penso io, personalmente, è che dobbiamo tutti quanti, in qualche modo, cercare di spostare quella che è una battaglia di civiltà e svincolarla dagli aspetti più evidenti come il peer to peer, l'Open Source, l'hacking.
La condivisione del sapere è uno dei pochi punti cardine che la storia ci ha regalato, e non possiamo buttarlo al vento in nome di uno sfruttamento economico. Che ci deve essere, ma non deve diventare vincolante per la crescita e all'affermazione dell'essere umano. Se tutti quanti capiamo questo passo fondamentale, credo che anche i parlamentari di tutti i paesi lo possano capire.
Faccio sempre un esempio lampante in queste occasioni (è stato citato anche stamattina): la Finlandia è sinonimo di produttività (lo dicono le statistiche). Ebbene questo stato è quello che sfrutta maggiormente l'open source. Ma per contro, l'Irlanda è la nazione con maggiori tassi di crescita e una situazione di tassazione favorevole alle aziende, e qui l'Open Source stenta e vince il software proprietario. Quindi ci possono essere delle possibilità in entrambi gli ambiti. Essere obbligati a fare delle scelte è sempre brutto. E questo, sia ben chiaro e non nascondiamoci dietro ad un dito, è vero da una parte e dall'altra. Da chi fa software proprietario e chi open source, chi fa musica e chi la pirata. Anche perchè senza musica non ci sarebbero i pirati. Ma i dati che ho snocciolato stamattina sui DVD dimostrano che la pirateria video esiste, ma non produce ancora dei danni evidenti, visti tassi di crescita, anno su anno, a due cifre! E poi quelli del cinema si stanno movimentando per creare un mercato fertile e rendere la pirateria inguardabile. Inoltre, hanno adottato delle politiche di prezzo adeguate. Oggi un DVD di un film uscito nelle sale sei mesi fa costa 20 euro (circa). Quanto costa un CD audio appena uscito, di media?
Passando per un mercato oggi, ho visto addirittura i film che andavano in sala per la prima vota stasera, non solo in DVD ma anche in DivX. Alla faccia della Urbani, delle leggi che regolamentano il commercio. E anche del buon senso. Dei CD musicali non mi sono nemmeno curato...
I DVD ad alta definizione

Una serie di messaggi di domande, delucidazioni, richiesta di informazioni, circa il DVD di Timeline messo in vendita in due edizioni: una standard e una per PC e Media Center.
Per coloro i quali chiedono che tipo di qualità possiamo vedere, la risposta è semplice: è come vedere una foto digitale ad un mega pixel e una a due mega pixel. In più, quella ad un megapixel è stata salvata in formato jpeg compresso, mentre quella a due mega pixel no. Condiderazioni sulla resa cromatica non se ne possono fare, nel senso che questo dipende dal sistema di scansione della pellicola e dalla volontà di chi compie l'azione. Come del resto esistono DVD molto bui e DVD estremamente luminosi.
C'è stato chi si è chiesto che fine faranno prodotti come quelli di Kiss e più in generale dei lettori DVD e DivX. In realtà quei prodotti continueranno ad esistere, avranno un loro consistente mercato. Un mercato che, per i DVD, vale 70 miliardi di euro. Si capisce che c'è interesse da parte di tutti, cinema in testa, ad accapparrarsi una fetta consistente. E Microsoft vuole entrarci da protagonista.
6 miliardi sono i DVD venduti, 180 milioni i player. In Italia, la penetrazione è del 30% delle famiglie (circa). E salirà.
In Italia, quello dei DVD è un mercato da 830 milioni di euro (120 quello delle VHS), più importante del cinema stesso, perchè da noi si staccano stabilmente 110 milioni di biglietti all'anno.
Si tratta di un business particolare, frammentato, che crea traffico nei centri commerciali, che rivitalizza le edicole (il 22% dei DVD è venduto lì).
A questo punto, leggendo i dati su di un mercato, si capisce perchè Microsoft spinga per i DVD ad alta definizione per i Media Center?
Quello che però non capisco, e non capivo nemmeno alla presentazione dei prodotti, è il motivo per cui tutti i costruttori si sono sforzati di creare un PC molto potente. In fondo basta un Sempron di Amd da pochi euro come processore, una scheda video buona ma non eccelsa e un hard disk capiente. da 1100 euro di media, si scenderebbe alla metà o poco più. Un prezzo che farebbe schizzare le vendite dei PC e dei Media Center. Perchè ricordiamolo, i Media Center sono dei PC a tutti gli effetti, solo che si attaccano alla TV. Ci si può mettere Word, Excel e la posta.
Proprio su quest'ultima vorrei fare l'ultima riflessione. Perchè i Media Center non hanno un client di posta che si appoggi su Outlook o Outlook Express da consultare con il telecomando, almeno in lettura? Un mistero.
E non scrivetemi più che il Media Center deve rimanere sempre acceso: alcuni articoli del tipo "testati per voi" dei quotidiani vanno considerati come pezzi umoristici.
E nulla più.

giovedì 11 novembre 2004

Gmail via Pop3

Pioggia di messaggi questo pomeriggio sulla possibilità offerta da Gmail di scaricare la posta attraverso un client PC, Linux e via di seguito grazie allo standard Pop3. Io ho provato e non ho trovato la Feature, che leggo in giro sta per essere attivata.
A questo link, trovate una guida dettagliata.
Verdi contro brevettabilità del software

Segnalo una conferenza stampa a Milano, domani, sulla brevettabilità del software da parte dei Verdi. Il link al
Sito del Senatore Cortiana.
L'argomento, come la Legge Urbani, mi pare assolutamente trasversale e al di fuori delle briglie degli schieramenti politici. Ma è possibile che queste cose non interessino a nessuno?
MSN Search

E' aperto il sito del nuovo motore di ricerca in Beta di Microsoft.
E' qui. Lo si può vedere anche in altre lingue, cambiando l'estensione finale.
E' una beta, è bene ricordarlo.
La brevettabilità del software

Siccome a me non piace parlare a caso, segnalo il link alla direttiva europea, presso il portale del parlamento europeo, quindi dalla finte. Senza intermediazione, ipocrisie, falsità e inutili arpelli. Chiunque legga, si rende conto che bisogna fare qualcosa.
Il link è qui. E' un PDF.
Windows Media nei DVD

Ieri sono andato alla presentazione di uno dei primi film in DVD ad alta definizione. Si tratta di Timeline di Eagle Pictures, ed è registrato in formato Windows Media, fruibile quindi solo su computer dotati di Windows Media Center e sui PC.
Ma anche sui Media Center, è necessario disporre di un video ad alta risoluzione, altrimenti la qualità viene compromessa dal numero di linee del televisore. Ma poco conta.
Questo passaggio ai DVD ad alta definizione è un'evoluzione naturale del cinema. Il motivo è chiaro, ed era lapalissiano alla presentazione, dove due splendidi TV DLP Sagem Axium mostravano affiancati i film su DVD tradizionale e su DVD Windows (lo chiamerei così per chiarezza).
La profondità di campo, più che i dettagli, fanno vivere un'esperienza (e qui è il caso di dirlo) davvero unica. I problemi, però, per Eagle Picture come per Medusa che si sta preparando a fare altrettanto, sono relativi alla proposta commerciale.
In effetti, il costo della "scansione" della pellicola ad alta definizione è ben più alto. L'occupazione su CD del fil è di 7 giga, pari alla versione DVD più tutti gli extra. Qui gli extra non ci sono. Il prezzo è un 10-20% più alto dell'edizione DVD standard. La tiratura, per ovvi motivi di marcato, è limitata.
Temo che il pubblico non riesca ancora a percepire questo tipo di prodotto e quindi, anche a scaffale, avrà vita dura. Microsoft certamente ha dato una mano a Eagle e a Medusa, e secondo me potrebbe pensare di creare dei bundle con i film per i media center dei partner. Perchè visto un film in questo formato, il DVD sebra essere una video cassetta.
E poi c'è un altro aspetto da tenere presente: l'alta definizione è una bella spallata alal pirateria cinematografica, perchè sposta di nuovo i limiti. E offre una mano all'innovazione dei DVD. Infatti, l'introduzione della tecnologia a raggi laser blu porta ad avere dischi con una capienza enorme, per cui può trovare posto, sullo stesso supporto, il film su DVD standard, quello per Windows, i contenuti extra (che mancano all'edizione Windows), e molto di più.
Inoltre, nel 2005 dovrebbero comparire sul mercato lettori DVD che sono in grado di riprodurre i DVD ad alta definizione di Microsoft.
Per Bill altre royalties...
Qui sotto il trailer di Timeline (a bassissima risoluzione!!).









Ops, Blogger è in italiano

Magari lo è già da qualche giorno e non me ne sono accorto, visto che ormai ho la brutta abitudine di confondere la lingua di ciò che leggo.
Comunque Blogger ha un'interfaccia della home page in italiano. E visto che è proprietà di Google, c'è da aspettarsi un salto di qualità anche nelle prestazioni nella lingua di Dante (almeno il correttore ortografico, perchè questo blog, ne ha bisogno... anche di quello grammaticale, ma questo è un altro problema...).
Segnalo inoltre un rinnovato, tiepido, interesse per la Legge Urbani.
Sono passati anche i 60 giorni per la midifica promessi dal Ministro dell'Innovazione Stanca. Niente all'orizzonte.
Ma arrivano al mio blog qualche email al riguardo. Non mi interessa sentirmi dire ora che avevo ragione. Mi piacerebbe sentire che si sta facendo qualcosa per cambiare una Legge sbagliata non nella sostanza ma nei modi. Il diritto d'autore va tutelato, servono leggi che meglio lo tutelino, ma che al tempo stesso le normalizzino e soprattutto non descriminino.
Chi ne avesse voglia, può usare il motore di ricerca in alto al blog e inserire le parole Urbani e Pirateria per leggere i miei pensieri al riguardo.

mercoledì 10 novembre 2004

Halo2

Ieri sera ho giocato 3 ore ad Halo 2. Non è piratato, visto che l'uscita è domani e il party è qui a Milano stasera. Me l'hanno mandato ieri pomeriggio da Microsoft. Ho resistito a fatica a giocarci in ufficio...
Poi, dopo Halo, ho giocato un'oretta a San Andreas... e poi oggi dovrei lavorare...
Qui il trailer di Halo2 (utilizzabile sono con connessione a banda larga)










Qui il trailer di San Andreas (utilizzabile sono con connessione a banda larga)









Il TCO è superato

Pensiamo di stimare il costo del possesso di apparati tecnologici in un'azienda attraverso il TCO, total cost of ownership, ossia il costo totale di possesso.
Ebbene, ho scoperto che tale evidenziazione di cifre, che sottendono il costo di acquisto, manutenzione, aggiornamento, formazione e ogni altro calcolo, è superata dal PCO.
Cos'è il PCO?
Ma il Probable Cost of Ownership (marchio registrato e stupido io a non averci pensato!), che non è altro che una stima di costi su cui effettuare i calcoli per decidere quanto costa una soluzione piusttosto che un'altra.
Insomma, in questi giorni in cui sto picchiando duro sulle soluzioni e sui consulenti, mi arriva come la manna dal cielo un documento che mi dà ragione su tutta la linea, perchè ci si è finalmente arresi davanti all'evidenza che i calcoli sui costi dell'infrastruttura IT non sono semplicemente il frutto di una somma tra caselle di Excel.
Se davvero vogliamo dire che la tecnologia a supporto delle aziende può sviluppare un volano che permette di fare un salto di qualità, è necessario che ci sia chiarezza. I sotterfugi, l'entusiamo, non servono più. Ora bisogna puntare su basi solide, come mi avete scritto in molti. Prendo una riga dal messaggio di Antonio.
... una volta vendevi un gestionale e la manutenzione. Oggi vendi il gestionale e l'aggiornamento continuo alle esigenze dell'azienda che lo ha acquistato. Chi non ha capito questo, tra un anno sarà fuori dal mercato. ...
E da Paola ... integrare soluzioni atraverso standard protegge l'investimento. Ma troppi nel nostro settore cercano di piazzare soluzioni custom per blindare per 3/5 anni i contratti ....
Che bel panorama...

martedì 9 novembre 2004

Ritorna l'Amiga, a Roma.

Segnalo con nostalgico piacere che Pianeta Amiga 2004 si terrà a Roma il 12 dicembre 2004. Si tratta dell'evento più atteso ed importante per la comunità Amiga italiana. Link Qui (non mi sembra ancora aggiornato)...

E-business e classe dirigente

La discussione sulle soluzioni software vendute e installate alle aziende sta diventando un argomento davvero interessnte, almeno leggendo le email che ricevo.
Prima di tutto, quasi tutti gli interventi non sono banali, e questo, posso assicurarlo, non accade spesso.
Mi fa anche piacere che praticamente tutti coloro che mi hanno scritto hanno compreso che non si tratta di una guerra santa contro il software di ultima generazione, bensì un modo per aprire gli occhi e rendere le soluzioni innovative ancora più appetibili, ma per chi ha la necessità di adottarle e non per chi ha la necessità di venderle.
Massimiliano mi scrive dicendo, tra le tante cose ... il ritorno degli investimenti di una soluzione informatica è difficilmente calcolabile perchè spesso sottende ad una rivoluzione culturale aziendale. Questo cosa vuol dire? Che l'azienda mette a disposizione i propri dati a tutti coloro che ne hanno bisogno. Ma è necessario che i dati siano corretti e validati. Non è mai facile il controllo dei dati e la loro veridicità se non con la fatturazione ... Quindi lavorando con previsioni, è chiaro che il sistema utilizzato per fare delle ipotesi deve essere intelligente, altrimenti l'esperienza di un lavoratore è sempre la cosa migliore.
Il punto toccato è di quelli fondamentali: il ruolo dell'uomo all'interno dell'azienda.
Ma ripropongo qui i punti cruciali proposti da Andrea.
1) Troppa finanza, troppi analisti, troppe proiezioni su budget basati su ricavi fantomatici. Mentre i debiti sono reali.
2) Abbiamo pochissime imprese in grado di far fronte alle necessità dei consumi di massa.
3) Il livello di conoscenze e competenza all'interno delle imprese è troppo basso.
E poi ... Nessuno menziona il dileguarsi delle competenze tecnico-scientifiche ... la domanda di beni e srrvizi continua a scendere. E' un fatto, non un'opinione. Ma ormai le opinioni, anche le più ridicole, hanno lo stesso peso delle opinioni "informate". Una demagogia dilagante fa sì che l'opinione del primo che passa sia sparata e rimbalzata sui media con effetti devastanti sull'opinione pubblica ... Nessuno si ferma più a pensare. Anzi, nessuno sembra più in grado di pensare.
Non commento nemmeno. Fermiamoci a riflettere. E andiamo avanti. Ma non tiriamo avanti.

lunedì 8 novembre 2004

I prodotti segnalati dai lettori di questo blog

Come promesso, lascio spazio a prodotti che mi vengono segnalati almeno da cinque lettori di questo blog (devo dire che qualche prodotto ne ha ricevuti di più, ma siccome puzzavano di marketing lontano un miglio, li ho messi in stand by), facendo seguito al Premio MrRest industrial design.
Partecipare è semplice: basta mandare una email segnalando un prodotto e cercando di spiegare perchè secondo voi è degno di menzione.
Non sono molti e li metto in ordine di voti ricevuti.
  • Playstation 2, nuova versione compatta, perchè costa come quella vecchia e ha la rete (era nella classifica del mio premio personale).

  • Xbox in edizione trasparente con Fifa 2005, perchè finalmente c'è un gioco del calcio per Xbox degno di questo nome (lo dicono quasi tutti). Io aggiungerei il torneo mondiale che nominerà il miglior giocatore di Fifa virtuale a fianco del miglior giocatore reale (la forza del marketing).

  • Avg Antivirus, perchè è un ottimo antivirus totalmente gratuito. Qui il link per scaricarlo da Tecnoattack.

  • iPod mini, perché la musica è anche un fatto di moda.

  • Firefox, il browser alternativo ad Explorer che sta davvero godendo di un momento di popolarità notevole. Il motivo è semplice: funziona bene ed è veloce. Scaricabile qui da Tecnoattack.

  • Adobe Elements. Qui non ci sono molti commenti da fare, ma è il programma più amato dai fotografi.

  • G-Lock Spam Combat, software antispamming gratuito che completo (io non lo conoscevo, non l'ho ancora personalmente provato, ma tutti dicono che funziona bene. Scaricabile qui da Tecnoattack.

  • Nokia n-Gage QD, il telefonino-console di videogiochi che sta iniziando a vendere sul serio, grazie al prezzo, al fatto che è un cellulare vero e che hanno tolto le cavolate della vecchia versione di n-Gage.

  • Creative MuVo, declinato in varie edizioni e in varie salse. Il trionfo della musica su memoria solida, facile da trasportare, da caricare e scaricare (la somma dei voti portebbe il prodotti in cima alla lista, ma ho voluto considerare almeno cinque voti su di un modello).


A questi, vorrei aggiungere un titolo io: GTA San Andreas, probabilmente il videogioco più coinvolgente, più intrigante, in cui l'utente ha maggiore possibilità di divagazione sul tema al quali io abbia mai giocato.
A fianco del riconoscimento per i migliori prodotti, permetterò anche di votare per i peggiore prodotti, sempre con lo stesso meccanismo.
Potete segnalare i prodotti brutti, inutili, eccessivi, costosi e via di seguito.
Staremo a vedere quel che salta fuori.

sabato 6 novembre 2004

La notte dei blogger

Segnalo un libro scritto dai blogger italiani più famosi.
Avrei voluto esserci alla presentazione (in corso nel momento in cui scrivo), ma per una serie di problemi ovviamente non sono lì! E non ci sarò nemmeno alla Blogfest, un po' per demerito mio (mi sono scordato di iscrivermi in tempo) e un po' per i motivi che mi tengono ancora davanti a questo PC. Mi dispiace per tutti gli amici a cui avevo detto che ci sarei stato, e soprattutto a David, che della Blogfest è lo sponsor.
Torno a bomba sul libro. Ecco la copertina.

Sul sito di Gianluca Neri trovate molte informazioni viste dall'interno.
Esiste poi un sito ufficiale.

venerdì 5 novembre 2004

E-business e dintorni

Parecchi gli interventi ancora sulle soluzioni. Procediamo con un minimo di ordine.
Silvano allarga il discorso delle soluzioni informatiche ai siti internet e alla loro gestione.
.. una discussione che
avveniva su Asterisk qualche tempo fa (ndr link qui). Non sono uno specialista del tipo di applicativi di cui si parlava sul blog qualche giorno fa, ma lo sfondo della discussione mi è sembrato simile: nel caso dei CMS (ndr Content Management System), da un lato c'è chi sostiene che senza un software completo e articolato, sviluppato ad hoc non si può gestire un sito web; dall'altro, c'è chi sostiene che il CMS non è altro che un processo e che - se tale processo è affinato a sufficienza - si riescono a mantenere siti di dimensioni consistenti anche senza alcun applicativo di gestione dei contenuti.
La realtà, secondo me, sta - come quasi sempre - nel mezzo: il compito di chi sviluppa siti è prima di tutto quello di risolvere problemi. Tra questi, c'è la ricerca del giusto equilibrio tra ciò di cui il cliente-utente ha necessità e gli strumenti a lui necessari.
Nel caso dei CMS, ad esempio, è importante che la complessità del sistema sia commisurata a ciò che servono a fare. E, come per gli applicativi di cui si parlava su MrReset, tutto va sempre concepito come un processo di cui le persone sono parte integrante e imprescindibile.

Le persone sono parte integrante? Come è bello leggere che qualcuno ha ancora chiaro in testa che il lavoro lo fanno delle persone, degli esseri pensanti.
Purtroppo, e dico purtroppo, ci si dimentica troppo spesso del fattore umano nelle soluzioni informatiche, pensando che un buon training possa risolvere problemi eventuali ed inevitabili. Ma non è così. Le soluzioni sono pensate da ingegneri, mentre i siti sono spesso realizzati da grafici, o comunque da qualcuno che ha una buona base umanistica. Gli ingegneri risolvono i problemi. Sono bravi in questo. Ma non hanno quasi mai, una visione d'insieme.
E qui mi ricollego a quanto ho ricevuto da Dario.
... che ormai si cerchi il problema per vendere la soluzione è un dato di fatto. L'azienda per cui lavoravo fino a giugno sosteneva di creare soluzioni ad hoc, in Java. In realtà aveva un'unica soluzione che customizzava e alla quale cambiava l'interfaccia per ogni cliente. Io ho battagliato due anni almeno per renderla più accessibile, ma mi veniva detto che la complicazione d'utilizzo e la scarsa flessibilità permettevano di fornire valore aggiunto percepibile dai clienti. Me ne sono andato. Ora lavoro per una piccola società che implementa Sap in piccole e medie imprese, ma che è partner di Microsoft e Oracle.
Mi pare che ci sia molta più serietà da parte di queste società: propongono soluzioni standard, andando a pescare da un serbatoio enorme, a costi ragionevoli e cercando non tanto di mostrare il Roi, che non è possibile come si dice nel tuo blog da sempre, quanto come il modo di lavorare può coinvolgere tutti e migliorare la vita di tutti. Lo scopo non è lavorare meno, ma lavorare meglio (è uno dei claim del nostro capo). Per anni ho visto solo soluzioni che promettevano di tagliare posti di lavoro, con scarsi risultati.
Forse, anche per il momento in cui viviamo, sarebbe meglio pensare a lavorare con maggiori margini per le aziende e con tempi più stretti. Ma poi mi confronto con la vecchia mentalità dei concorrenti. ...

Insomma, la discussione in atto si fa sempre più interessante. Mi fa piacere aver portato alla luce questi problemi, che sono reali e sentiti da parte degli operatori e da parte dei potenziali clienti.
Mi sono arrivati anche messaggi in cui mi dicevano che il mio unico interesse in questi argomenti è volerci lucrare con convegni o pubblicazioni.
Lo dico fin d'ora: non parteciperò come relatore a nessun convegno sul tema nè tanto meno ne organizzerò uno. Così sgombriamo il campo dagli equivoci e riportiamo la discussione su di un piano di serietà.
Chi volete che dia spazio ad un articolo su questi argomenti in un giornale che, ovviamente, ha tra gli inserzionisti molte aziende che si andrebbero ad attaccare?
Finiamola col cercare di spostare il problema: ho già visto un certo agitarsi da parte di qualche azienda, con i siti e con i giornali.
La cosa divertente è che poi mi contattano, senza sapere chi c'è dietro a questo blog, per scrivere su come le soluzioni siano davvero vincenti per le aziende.
Io lo so, ne scrivo tutti i mesi di soluzioni intelligenti. Ma non sono mica tante, e sopratutto, non tutte sono intelligenti.
Il deposito dei siti internet

Ricevo e volentieri pubblico la lettera che il Senatore Fiorello Cortiana ha inviato al Ministro Urbani in relazione alla inutilità e l'inapplicabilità della legge che obbliga l'invio dei siti e dei suoi aggiornamenti alle biblioteche di stato.
Gentile Ministro,
nel mese di Aprile fu approvata la Legge n. 106, "Norme relative al deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all'uso pubblico", normativa fortemente contestata, perché, credo e spero per ignoranza del legislatore, introduce l'obbligo di deposito per qualunque contenuto, compresi i "documenti diffusi su supporto informatico" e i "documenti diffusi tramite rete informatica", pena sanzioni fino a 1500 euro.
La pretesa che chiunque costruita un sito, debba poi depositarlo presso le autorità è illogica dal punto di vista tecnico e non tiene conto della realtà in continua evoluzione di internet e delle possibilità di informazione date dalla bassissima soglia di accesso a tali strumenti informativi. Pensare che tutta l'internet italiana debba essere messa a disposizione senza alcun discernimento né selezione, non farebbe altro che aggravare inutilmente le casse dello Stato, vista l'enorme quantità di contenuti di cui stiamo parlando.
Spero che il ritardo nell'emanazione dei decreti attuativi di tale legge nasca dalla considerazione dell'inapplicabilità e dell'insensatezza della norma, e spero altresì che Lei possa rapidamente decidere: o tutte le forze del Parlamento si fanno carico della revisione di una norma evidentemente sbagliata, oppure i decreti attuativi dovranno eliminare l'ipotesi del deposito dei contenuti trasmessi attraverso la rete.

L'ammenda, per chi non invia il proprio sito, è di 1500 euro. Per chi ha un sito dinamico, oppure con frame esterni, oppure con dei feed Rss da altri siti, come si fa? si deve stampare la situazione del sito minuto per minuto?
Parlavo con il curatore del sito di un quotidiano: aggiornamenti ogni 15-20 minuti... E' come se quelli del televideo mandassero ogni pagina ogni volta.
Perchè, i telegiornali o i giornali radio vengono inviati allo stato o è sufficiente tenerne una copia originale negli uffici?
Sono dei misteri dei ministeri.

giovedì 4 novembre 2004

Non volevo crederci

Non passo quasi mai da Punto informatico.
Qui una pagina di un articolo discutibile, con uno sponsor che sarà felicissimo... Diranno che non guardano in faccia a nessuno...

Qui il link originale alla pagina.
Videogiochi: importanti per crescere

C'è uno studio inglese dell'Università londinese che dice, finalmente, che i videogiochi sono un qualcosa di sano, se usato correttamente (ma come sempre questo è il problema). Lo studio lo trovate qui e potete approfondire qui.
Si arriva al punto di consigliare dei giochi per fasi di età, dimostrando che si apprende meglio e si è maggiormente motivati al lavoro in futuro, com particolare attenzione ai mercati finanziari.
Riprendo dall'Evening Standard alcune frasi del curatore (traduzione personale, quasi un adattamento): i genitori e gli insegnanti possono essere rassicurati perchè i videogiochi sono una forma di cultura, che merita di essere trattata nelle scuole come avviene per i film, la televisione e la letteratura ... è importante che per l'apprendimento delle materie, i bambini possano crearsi i loro giochi e i loro percorsi.
Segnalo i giochi citati:
Dai 4 ai 6 anni: Wallace And Gromit (non presente in Italia) - Sonic Heroes - Barbie Disegnatrice di Moda
Dai 7 ai 10 anni: Shrek 2 - Alla Ricerca di Nemo
Dai 10 ai 12 anni: Age of Empires -The Sims - Harry Potter - Championship Manager - Il Signore degli Anelli - Civilization
Mi collego un attimo al post per segnalare, come ogni tanto faccio, a che cosa sto giocando.
Fino a giovedì scorso a Spiderman 2 (anche su PC con mio figlio di cinque anni e mezzo, ma l'edizione PlayStation è un'altra cosa). Poi con Fable. Ora, il poco tempo lo dedico al capolavoro GTA San Andreas.
Applicazioni, applicativi e applicati

Ripropongo, integralmente (o quasi), l'intervento di Niccolò sull'ebusiness, perchè porta nuovi argomenti interessanti.
Vorrei partecipare alla discussione sull'e-business con qualche piccolo spunto. Per chi è dentro questo settore da tempo, e anche chi ha un minimo di capacità di analisi, avrei una tesi: è la prima volta nella storia dell'uomo che abbiamo più risposte che domande, più soluzioni (ICT) che problemi. Non è solo una provocazione. Pensateci bene: è da qualche anno che stiamo ruotando sempre sugli stessi prodotti (HW e SW). Ma se per l'HW esiste una logica (per esempio si è realizzato che la corsa al mHz è inutile...), per il SW si naviga a vista, allestendo nuove release di programmi già da tempo in uso. In una parola, stiamo cercando e trovando applicazioni agli applicativi. Statistiche internazionali rilevano che mediamente un utilizzatore non conosce più del 10% delle funzioni di Office (installato su oltre il 90% dei pc mondiali....). E ogni 18 mesi MS manda fuori una nuova release, sempre più potente ed esosa di HW che, in teoria, porterebbe a una rapida obsolescenza delle macchine. Certo è che quante sono e aziende che sostituiscono il parco macchine solamente perchè esce il nuovo Office... Quante sono in realtà le imprese che fanno lavorare (in modo più che produttivo) i propri dipendenti con Windows 98 e Office 97? Quali sono le reali funzioni o nuove killer application dal punto di vista aziendale di Office XP rispetto al 97? Quali sono le nuove e basilari funzioni di Excel 2003 Pro rispetto alla release precedente? Quanti pensano che Word 2.0 o 6.0 sia più che sufficiente? E mi limito al pacchetto SW più diffuso al mondo.
Se prendiamo in analisi soluzioni decisamente più complesse come, per esempio, gestionali o ERP, scopriamo che la maggior parte degli utilizzatori passa gran parte della giornata lavorativa a combattere con il programma, dedicando un tempo assolutamente folle (alcune analisi indicano fino a 3,5 ore al giorno) al data entry. E questo a discapito del proprio lavoro. Non ha senso: siamo arrivati al punto di violentare la job description delle persone e costringerle a fare data entry per elaborare dati che quadri e dirigenti non utilizzeranno... Ci sono commerciali che anzichè vendere, passano il tempo a inserire dati nelle maschere, perdendo di vista o non potendo dedicare il giusto tempo al loro budget da raggiungere. Abbiamo quindi una nuova figura professionale: il badante del SW o l'applicato!. Inoltre, considerate il costo che queste soluzioni, spesso intorno ai
milioni di euro. Se dal discorso eliminiamo il sistema finanziario, scopriremmo che l'implementazione di queste tecnologie è solamente un discorso fiscale. Infatti, tra adeguamento dell'HW e SW, formazione, finanziamenti e leasing, spostamenti di personale, ecc. l'intera azienda non fa "solamente" un investimento produttivo, ma mette in casa una serie di costi per abbattere l'imponibile. Il fatto poi che questi costi abbiano un ROI (Return On Investement) a dir poco incerto dovrebbe far pensare alle reali motivazioni che portino a queste scelte. Non voglio dilungarmi troppo su quest'argomento, ma chiedere a chi utilizza realmente queste applicazioni se si tratta di "soluzioni reali" o altro. Sono moltissime le aziende che hanno implementato soluzioni che vanno per la maggiore e, anzichè utilizzarle per ciò che dovrebbero essere, le sfruttano al minimo.
Proprio come Office, ma questo costa infinitamente meno ed è molto più semplice. Ecco quindi che abbiamo applicativi in cerca di applicazioni e di addetti applicati.

Da una chiacchierata con il mio amico Claudio, è invece saltato fuori che è evidente che oggi ci sono sul mercato più soluzioni che bisogni, e questo si ricollega al messaggio sopra.
In certi casi, ma non certamente in tutti, la necessità di ottimizzare l'azienda passa anche dalla necessità di ottimizzare i bilanci, per cui molte operazioni sono viste di buon occhio da parte degli amministratori delegati proprio per gli impatti finanziari.
Diciamolo, l'ingegneria finanziaria si sta impadronendo delle aziende e che cosa può esserci di più utile che abbattere l'imponibile con una bella soluzione che può inoltre fare risparmiare, in prospettiva, in ambiti produttivi, di vendita, di marketing? Rimgrazio Stefania e Alberto per due considerazioni che mi hanno aperto gli occhi sul tema: ... alcuni dei nostri concorrenti si permettono prezzi bassi perchè non effettuano consulenze che invece si fanno fatturare ... e ... un nostro cliente ci ha chiesto di migliorare la soluzione che abbiamo installato lo scorso anno, senza nessuna necessità aziendale e senza nessuna nostra volontà di farlo, perchè deve dimostrare che investe in soluzioni avanzate ....
Ho come l'impressione di aver aperto la valvola del coperchio di una pentola a pressione.

mercoledì 3 novembre 2004

Firefox, l'anti IE?

Secondo stime piuttosto affidabili, il 93% dei navigatori usa Internet Explorer, tuttavia da un po' di tempo c'è un browser rampante: Firefox della premiata comunità Mozilla. Lo sto provando da qualche giorno: è agile, veloce, ben configurabile, Open Source, meno soggetto a bug di sicurezza dell'onnipresente browser Microsoft e decisamente più veloce nel rendering delle pagine, soprattutto se ricche di grafica. Insomma, vale la pena di darci un'occhiata. Se ha eroso negli ultimi mesi quasi il 3% degli utenti a IE, arrivando al 6% circa degli utenti (insieme al suo socio Mozilla), un motivo c'è! Chi volesse scaricarlo lo trova ovviamente su Tecnoattack. 5 Megabyte di download ben spesi...
PodCasting: solo una moda?

Da circa quindici giorni, giungono email sul PodCasting, chiedendomi di aderire alla nuova funzionalità del web e, in molti casi, solo per sapere che cosa ne penso.
Premesso che ho già risposto a tutti singolarmente, scriverò qualche riga in proposito.
Podcasting significa Personal Option Digital Casting. Deriva da un blog, è stato coniato verso la fine di settembre in un articolo, apparso sul blog di Doc Searls, e precisamente qui.
L'idea è bellissima, di base: poter creare contenuti multimediali per il web, in modo che facilmente gli utenti si possano accedere ai contenuti.
La base è del tipo "la radio te la fai tu", ma il processo può estendersi all'infinito.
C'è chi sostiene che si tratti della nuova frontiera del file sharing, chi invece pensa che sia semplicemente una reinvenzione dalla radio.
Prima di tutto, è un po' presto per dire che cosa possa essere considerato il podcasting: dalla fine di settembre ad oggi è passato troppo poco tempo.
Non credo nemmeno che sia un fenomeno legato solamente all'iPod, che per assonanza assomiglia, perché non si tratta di soli contenuti Mp3 audio, ma di multimedialità in generale.
Pensare di avere un feed RSS per i contenuti multimediali mi sembra una genialata di per sè. E' ovvio che l'audio rappresenti la prima frontiera.
Alcuni gestori di telefonia mobile, per la verità, avevano già annunciato sperimentazioni simili, anche in Italia. La condivisione di contenuti è la più interessante applicazione di internet, ed è ipoteticamente una buona killer application.
Nokia e Tim hanno annunciato la possibilità di condividere file durante le chiamate Umts, e quindi mi sembra assolutamente in linea con quanto detto sopra.
Il ruolo dei blogger è quello di vedere come funzionano le cose, e mi pare che in molti ci stiano credendo in questo Podcasting.
Io personalmente uso da un po' di tempo Synclosure e devo dire che mi ha dato qualche soddisfazione. Ma non sto impazzendo per il PodCasting, anche se probabilmente la mia anima radiofonica potrebbe prendere il sopravvento.
Di certo, sto impezzando per i libri (anche qui) in formato Mp3, da portarmi in giro e sentire mentre sono in bici. Per ora però è un mercato solo in lingua inglese.

martedì 2 novembre 2004

Ancora sull'e-business

Non si sta placando la polemica che ho tirato in ballo sulle soluzioni informatiche per le aziende. Un sacco di email al riguardo e informazioni riprese da alcuni siti.
In molti sono concordi che non tutte le soluzioni sono fondamentali, che però le soluzioni sono un discreto volano per le attività dell'azienda.
Massimo scrive che ... se per certi aspetti le aziende con un'alto grado di innovazione dal punto di vista del software aziendali possono godere di un'elevata competitività sul mercato, ho visto molte aziende downgradare le soluzioni perchè il livello di sofisticazione delle ultime implementate era davvero elevato e non necessario ...
Hai scritto in informatichese stretto, ma hai portato alla luce un problema enorme. Non si tratta solo di investimenti ingenti in soluzioni, ma anche in formazione del personale e del management di un'azienda. E proprio chi dirige l'azienda è spesso il problema principale.
Antonio, infatti, mi parla di come ... arrivi a discutere i dettagli delle soluzioni, andando a prendere i dati sparsi in vari rami d'azienda, la testi, inizi le simulazioni, e poi scopri, dopo due mesi, che il programma veniva usato da un solo impiegato ( ! ) e che questo, andando via, mi ha chiamato per la sua nuova azienda in cui è andato a lavorare (diventando un quadro aziendale). Io ho trovato un altro cliente ( e puoi immaginare quanto costano queste soluzioni e io quest'anno praticamente ho un incremento del fatturato del 20% grazie a questo contratto ), e ho pure dovuto dedicare una persona alla "spiegazione" della soluzione alla prima azienda ( che non è piccola, che ha un amministratore delegato che ha compreso che cosa significa innovare i processi ma un management che non legge nemmeno la posta elettronica personalmente ). ... Vendendo soluzioni a queste aziende noi informatici guadagnamo un sacco di soldi, è inutile negarlo. E nonostante tutto, c'è ancora chi se ne approfitta, vendendo molto più del necessario. Questo è un danno economico alle aziende, ma anche un danno al sistema ...
Che dire di più! Ha fotografato benissimo la situazione. Qui da noi leggi di Cio, soluzioni, ma poi non andiamo a vedere chi le usa nelle aziende e come vengono usate.
Togliamo per un attimo le banche dalle nostre considerazione, dove ci sono casi di informatizzazione spinta e utile. Togliamo anche le piccole aziende, per ovvi motivi.
Ci sono comparti in cui le soluzioni moderne potrebbero portare dei vantaggi concreti al Made in Italy ma non ci sono in azienda, piuttosto che non vengono utilizzate nel modo corretto.
Un sacco di azienda stanno puntando l'attenzione solo nel 2004 al CRM, e si tratta di aziende con decine di migliaia di fatture al mese, con impianti produttivi importanti. Com'è possibile? E poi, le stessa aziende, non sanno come affrontare la crisi dei consumi e navigano a vista, con proposte commerciali azzardate. Concentrandosi sulle offerte ai clienti più importanti, con poco sforzo, avrebbero immediatamente risultati economici migliori. Per poi rivolgersi al resto dei clienti senza l'assillo delle vendite.
Marika mi ha detto che ... le aziende non sono concentrate sul medio termine, ma sul breve e brevissimo. Le soluzioni sono viste solo come uno strumento per raggiungere un'obiettivo. Una volta raggiunto, spesso non vanno a ritarare il software e le simulazione per ulteriori obiettivi e quindi, nel corso di mesi, l'interesse per una soluzione sofisticata di business intelligence svanisce....
Concordo con Marika che questa visione miope ucciderà molte aziende e sacrificherà molte aziende che offrono soluzioni. Marika sostiene che solo chi è stato capace di costruire intorno agli Erp delle soluzioni ad hoc avrà successo nei prossimi anni, perchè dall'Erp non si può separare nessuno e chi ha fatto qualcosa in più, sena strafare, ha delle carte vincenti. E poi ... Sap sta svolgendo un compito di evangelizzazione delle pmi italiane che è ammirevole, perchè sta portando consapevolezza di poter ottenere dei risultati di business a costi ragionevoli ....
E' proprio l'evangelizzazione ciò che serve, e poi servirebbe tanta cultura informatica nelle aziende, troppo spesso abituate a gestire i problemi con il parente, l'amico, il conoscente, l'iper esperto e via di seguito. Ma questo è un altro problema.

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