giovedì 30 settembre 2004

Piccoli VoIP crescono

Ieri sono andato alla presentazione di un servizio di Messagenet che offre a tutti un numero di telefono gratuito su cui ricevere delle chiamate tradizionali su di un PC con un software, su di un palmare PocketPC di ultima generazione, oppure su di un telefono speciale collegato all'Adsl. C'è un'ultima possibilità: lasciare un messaggio alla segreteria e vederselo recapitare sulla posta elettronica.
L'ho provato e devo ammettere che funziona bene. Si possono utilizzare i prefissi di Milano, Roma e Torino, ma volendo, a pagamento, è possibile acquistare un numero anche in altri distretti.
Il bello è che per avere un numero in ricezione non si spende niente ed è interessante se si hanno dei parenti in una zona d'Italia e invece si risiede in un'altra: si abbattono i costi delle chiamate. Pensiamo anche alle aziende: con soluzioni di questo tipo, fanno chiamate locali e magari chi risponde è dall'altra parte del globo!
Non voglio soffermarmi sui vantaggio del Voice over IP, quanto sulle possibilità che gli standard possono offrire. Ad esempio, con un numero Messagenet, tanto per continuare con questo esempio, è possibile chiamare gratuitamente altri utenti del servizio, e addirittura è possibile utilizzare un cliente web per chiamare l'utente direttamente dalla pagina che si sta visitando. Può anche in questo caso essare un sito personale oppure un sito di un'azienda che vuole tenersi in contatto con i propri clienti o per l'assistenza tecnica. Zero costi (o comunque limitati) e outsourcing totale, nel senso che chi risponde può trovarsi davvero ovunque, anche a casa, all'aeroporto in wifi, e via di seguito. Secondo me questa è una soluzione che dovrebbe davvero preoccupare le varie Telecom. Alla faccia dei prezzi che ci propinano.
Per chi volesse provare il Voip gratuitamente senza installare software, può registrarsi al sito myphonebooth e poter avere un numero Voip americano e 1 minuto di chiamata gratuita. Messagenet offre comunque un servizio di qualità, gratuitamente, perchè necessita di una banda internet minima e quindi la voce si sente in modo decente e senza eccessivi ritardi. Con altri sistemi, come quello di myphonebooth (la mia cabina telefonica giusto per tradurre), la qualità e il ritardo possono infastidire l'interlocutore che non sa che si sta usando il web.
Ottimo, e voglio ricordarlo, anche il servizio che veniva offerto da Tiscali, del quale ho perso le tracce.

mercoledì 29 settembre 2004

Lo standard per le foto

Ricevo un commento di Massimiliano, che è un fotografo professionista, alla richiesta di uno standard da parte di Adobe per le foto digitali.
[...] Non capisco il problema per uno standard di negativo digitale. Lo standard c'è, si chiama JPEG, funziona bene se si è capaci di usarlo, è ideale per l'invio alle redazioni, è pratico e soprattutto letto da tutti i sistemi del mondo. Cercare qualcos'altro oggi mi sembra davvero inutile e dispendioso. Il problema, invece, è la velocità di trasferimento delle foto alla memoria, che va migliorata al fine di avere scatti continui con una buona qualità. [...]
Sottoscrivo ed approvo.
Effetto TV sul web

Monitorando un po' di siti, è evidente che tra le 18.30 di ieri e le 18.45 c'è stato un forte incremento dei siti web, con un calo fino alle 23, per poi normalizzarsi.
Non avendo siti di informazione, mi piacerebbe vedere dove gli utenti web si sono spostati, anche perchè sarebbe bello capire chi ha fornito le info migliori. Ma temo che molti siano stati davanti alla TV...
Pensavo fosse uno scherzo

Davide e Mary mi hanno mandato giovedì scorso un messaggio contenente un indirizzo di posta elettronica strano: in pratica tutte le lettere dell'alfabeto in ordine.com.
Pensavo che fosse una nuova tecnica anti spamming.
Invece è un sito che offre un servizio di posta gratis, che ha qualche vantaggio mandando in tilt, per la lunghezza, alcuni software automatici.
Il sito è www.abcdefghijklmnopqrstuvwxyzabcdefghijklmnopqrstuvwxyzabcdefghijk.com.
La bandiera alla finestra

Per la prima volta ieri sera sono stato orgoglioso di essere italiano. Ho messo, con mio figlio che mi chiedeva che cosa avessimo vinto, la bandiera alla finestra. E che sia una festa.

martedì 28 settembre 2004

Pessimismo e fastidio nell'ICT

Segnalo un lungo post di Beppe Caravita sulle motivazione per cui l'informatica è in declino.
Qui il link.
Mi permetto di fare qualche considerazione in più.
Sono piuttosto stufo di partecipare ad incontri e leggere articoli in cui si incolpa della situazione in cui versa l'intero comparto lo stato o comunque il sistema.
Dico questo trovandomi spesso in assoluto accordo con quanto scritto da Caravita.
Il motivo è presto detto. A che tipo di gente è in mano il comparto, indipendentemente dalla lobbies? E' qui il primo problema, quello che sta a monte delle considerazioni del post.
l'ICT è andata bene negli scorsi anni per un fatto congiunturale (eravamo arretrati, è arrivato l'anno 2000, è arrivato l'euro, ...) e perchè faceva sognare gli imprenditori e gli italiani. Qui mi lego ad un passo di Cuzari di ieri alla convention Euronics.
La tecnologia che funziona, sia in termini tecnici che di vendite, è quella che fa sognare (telefonini, dvd, computer, ...).
Le aziende ormai non sognano più, non volano più alto come è accaduto in passato (a vedere i risultati si potrebbe dire che hanno volato troppo alto ma è un altro discorso). Non investono nel digitale quando ormai il digitale ha coinvolto ogni ambito delle nostre vite, volenti o nolenti, consci o ignoranti del "fatto". La business intelligence è un classico esempio di una tecnologia spalamata sulle aziende che permette di ottenere dei vantaggi competitivi consistenti e un ritorno degli investimenti rapidissimo. Lo stesso discorso vale per il CRM, che oggi è davvero alla portata del piccolo artigiano.
Ma chi va in giro a spiegare queste e altre tecnologie? I partner di grosse aziende, che ormai non godono di grande nomea presso le imprese e quindi ci sono difficoltà reali ed oggettive di penetrazione. Inoltre, l'Open Source è una realtà per molte aziende italiane e un modello di business certamente valido, ma non è inserito in un sistema di marketing-comunicazione-promozione che possa andare a raggiungere una larga fetta di mercato che potrebbe ottenere soluzioni efficaci a prezzi modici e con una consulenza di alto profilo (chi fa open source deve necessariamente tenersi aggiornato).
Ma è possibile che in Italia nessuno, e quando dico nessuno lo dico con cognizione, riesca a coinvolgere le aziende in modo serio? Esiste una testata giornalistica che spieghi i motivi per cui adottando dei palmari alla rete vendita ho dei benefici immediati e concreti? Lo dico perchè scrivo di queste cose da anni ormai ma alla fine mi rendo conto che le leggono in 10, quattro dei quali inserzionisti!
Ma avete presente Alfa, Top Trade, Dealer&Var, Computerworld, LineaEdp e compagnia bella? A chi si rivolgono? Al canale, ai Cio, a chi è già dentro.
Chi parla ai manager e agli imprenditori che potrebbero adottare queste tecnologie? Parlano i tecnici e i consulenti tecnici delle aziende, dopodichè le Accenture del caso.
Da questa spirale si deve uscire. Si può uscire. Ma bisogna fare in fretta.
Ormai gli italiani hanno più banda internet a casa che quella in azienda. Esiste?
Lo stato può fare molto per il comparto, per rendere competitive le aziende. Ma andando a spulciare tra le domande di chi ha presentato domanda per finanziamenti per innovazioni, se ne leggono delle belle. E poi si capisce perchè molti, moltissimi progetti vengono cassati.
La giornata della sicurezza informatica

Mi state scrivendo sostenendo che oggi è la giornata della sicurezza informatica e non ne ho dato notizia.
Per la verità, non ne ha dato notizia pressochè nessuno.
L'unico rifermento l'ho trovato sul sito Microsoft...
Hotmail mai più da Outlook

Mi avete scritto stamattina su questo argomento. Ho letto un po' di informazioni in giro. Sembra che Microsoft abbia intenzione, in nome dello spamming, si bloccare l'uso dei programmi installati su PC per la lettura della posta elettronica di Hotmail.
Devo dire che dal mio account sono riuscito a prelevare la posta con Outlook express, per cui probabilmente è solo un avviso, nono ho comunque ricevuto nessuna mail a riguardo da parte di Msn. Però se lo dicono alcune fonti privilegiate e ben informate potrebbe essere vero. Oggi indago.
Virgin pensa allo streaming e non al download

Il modello di business della musica va reinventato: su questo non ci piove.
Che l'idea dell'iPod sia vincente è un dato di fatto, ma c'è un altro mercato interessante e forse con maggiori potenzialità.
E' quello dello streaming, ossia dell'ascolto attraverso lo scaricamento da parte del player musicale, un po' come avviene per le TV del web.
Il motivo è semplice: svincolarsi dagli apparecchi di riproduzione, per cui si acquista il diritto all'ascolto dei brani di un dato catalogo da qualsiasi sistema per un determinato periodo di tempo.
E' quanto propone Virgin Digital (per altro il servizio è in fase di test e quindi si può approfittare per ascoltare un po' di musica gratis per 14 giorni, ma bisogna scaricarsi 20 mega di applicativo!).
Costo dei brani: 99 centesimi, lo stesso offerto da eBay statunitense, da pagare in quel caso con PayPal per lo scaricamento.
Insomma, la musica si muove. Ma non si muovono le major, pronte solo a far contratti e a lamentarsi.
Le 4C del marketing

Voglio scrivere di marketing. Troppo spesso le aziende di questo settore, del ICT, non tengono conto delle nuove regole del marketing moderno, e restano ancorate alle vecchie e care 4P (prodotto, prezzo, promozione, posto).
Invece, proprio nell'epoca del digitale, le 4C devono essere il fulcro, senza assolutamente dimenticare le 4P.
Ma quali sono le 4C?
Customer Need: vedere i bisogni dei clienti, attuali e potenziali. Possibilmente anticipare le tendenze.
Cost for Customer: monetizzare i rapporti con i clienti e favorire la conoscenza presso i clienti (insomma è a due vie).
Convenience: non significa solo vantaggi, ma anche benessere, apparire, capacità di fare sognare, ...
Communication: comunicare in modo corretto tutte le informazioni che potrebbero essere utile al cliente.
Mi chiedo una cosa: come mai la maggior parte delle aziende in questo settore non tiene dovutamente conto di nessuno di questi pilastri?
Forse è per questo che arrancano tutti? Non credo. Ma ci sono buone possibilità.

lunedì 27 settembre 2004

HP smette di usare l'Itanium di Intel

Ragazzi, che mazzata: se avete azioni Intel sono dolori.
Hp ha annunciato, attraverso un'intervista al Wall Street Journal che smetterà di montare Itanium nei suoi server.
La cosa più interessante è il commento di Intel: Itanium non ha mai avuto grande impatto sui server.
Insomma, a che cosa servirebbe?
Cellulare con WindowsMobile

Da venerdì ho tra le mani un cellulare Sagem piuttosto particolare. E' uno smartphone, non umts, che ha integrato il sistema operativo di Bill Gates per i cellulari.
Si chiama MyS-7, e non è ancora nei negozi.
Avevo provato Windows Mobile su di un prodotto Motorola, ma i risultati erano piuttosto deludenti. Ora arrivano in Italia un po' di modelli in più e questo Sagem è solo il primo, mentre altri produttori inseriscono addirittura una tastiera apribile.
Sulla solidità del cellulare ancora non mi esprimo, anche perchè lo sto usando da troppo poco tempo per fornire delle spiegazioni.
C'è da dire che l'ho usato, grazie alla memoria SD/MMC, come lettore MP3. Ma soprattutto come riproduttore video, visto che monta Windows Media Player.
Ho fatto una prova: ho preso un filmino delle mie vacanze e l'ho messo in formato Windows Media Video. Il risultato è sorprendente, tanto che è possibile pensare di fare andare il PC una notte per trasformare un film in DVD in uno per il cellulare, da guardare comodi comodi in giro, visto che poi le cuffie garantiscono la privacy.
Lo schermo ovviamente è piccolo, ma è possibile vedere il film a schermo intero ruotando il cellulare. Alla faccia dei nuovi prodotti che sono dei riproduttori di Mp3 che mostrano anche i film, questo costerà meno (pensio sui 449 marcato Tim) e fa un sacco di cose (è un telefonino, tanto per incominciare e solo la sincronizzazione della posta vale la pena, per non parlare che può diventare un navigatore stradale, visualizzatore di documenti Word e PowerPoint, si possono prendere appunti vocali e scritti,...).
Rispetto al P800 di Ericsson manca la pennina da usare come mouse, ma la semplicità è davvero disarmante. Staremo a vedere se questa volta Microsoft ce la farà a sfondare anche in questo mercato. Ma questo dipende più dai prodotti che dall'azienda stessa.

venerdì 24 settembre 2004

Gbrowser: che barba!

Due note di merito e chiudo qui un argomento che non ho mai aperto ma che interessa, a quanto pare, un sacco di utenti internet.
Gbrowser l'ho citato a giugno, qui il link.
A dire il vero, l'unica cosa certa è che Google sta pensando seriamente all'instant messenging. Di browser, obiettivamente, non se ne parla. Il fatto che giornali illustri e siti illustri in questi giorni si rimpallino la notizia è del tutto incidentale.
Fantaski

Stamattina non ho voglia di inoltrarmi in discussioni serie e in polemiche sterili. Non ho intenzione di scrivere ancora su LinuxWorld.
Per questo, ho creato la mia squadra al Fantaski (oddio, ho dato un nome, perchè il mercato è chiuso).
Il bello è che si tratta di un gioco gratuito. E poi contiene una sacco di informazioni sulla coppa del mondo di sci.
Altro che altri fantagiochi...

giovedì 23 settembre 2004

Su Xml, sistema informatico, standard, ...

Ricevo e volentieri pubblico un intervento di Claudio.
In linea di massima sono d'accordo con l'idea - o la filosofia - del maggior coinvolgimento possibile da parte di tutti gli attori (presenti e futuri) della rete. C'è però un piccolo problema. Possiamo farlo in Italia, magari coinvolgendo un numero impossibile di soggetti (persino milioni!), ma come la mettiamo con la normativa UE, con le leggi internazionali e con gli accordi transnazionali, con le regole del WTO e con il problema del copyright? Francamente, non credo che si possano ottenere risultati che, pur andando benissimo nell'orticello di casa propria, rischiano di fare a pugni con regole e e leggi internazionali. A meno che per "popolo della rete" non intendiamo una community internazionale o, per usare un termine caro ai radicali, transnazionale. Il problema è quindi un filino più complesso di quanto, pur con tutta la buona volontà del mondo possa essere affrontato a livello locale. Già far adottare l'open source a livello governativo all'interno dei paesi della UE sarebbe un passo in avanti, ma richiede quantomeno unità di intenti politici prima che economici. Quanti Paesi posseggono poi le competenze per gestirlo in modo efficace? E MS starebbe serena a guardare? Senza contare che le due famose cordate (il blog sotto)hanno come mission non la beneficenza e il benessere universale, ma il profitto e le quote di mercato. Il rischio è quello di arrivare a parafrasare Alberto Sordi: Armiamoci e partite!
Xml: il futuro non più a parole

Abbiamo un po' tutti concluso che, dopo l'incontro di stamane a LinuxWorld, Xml è il presente e il futuro e che Microsoft si impegna a metterci mano e a farsi mettere mano.
Su queste premesse, credo che si possano prendere delle strade, alcune comuni tra open source e Microsoft, altre diverse. Ma comunque coerenti.
Bisognerà dare una mano concreta al Senatore Cortiana, indipendentemente dal colore del partito e lo dico di cuore, affinchè sulle sue idee, le idee della comunità, di quello che viene definito il popolo della rete (definizione che non mi piace ma bisogna adeguarsi) ci possa essere il maggior consenso possibile.
Sul digitale, su una ipotetica carta dei diritti, c'è in gioco molto del nostro futuro, della nostra libertà e del cammnino che l'umanità compirà in questi anni.
Dobbiamo riuscire a coinvolgere anche chi la rete non la frequenta oggi, perchè tanto è pacifico che ci cascherà in futuro. Che sia il cellulare, il dtt, il computer, windows media center e via di seguito.
In diretta da LinuxWorld

Trascrivo, brevemente, quanto udito qui all'esposizione milanesa, da dove sto scrivendo sftuttando uno spazio free messo a disposizione da Amd (acc. due volte in un giorno...). Appunti sparsi, scritti su di un pc in piedi. Abbiate pietà.
Ho assististo all'incrontro da Del Pino (Microsoft) e il Senatore Cortiana. Premesso che i toni sono stati cordiale e non accesi, si è parlato di standard e di sistemi in modo concreto e non teorico.
La richiesta da parte di Microsoft è quella di avere standard aperti e sistemi che garantiscano la comunicazione dei documenti e la portabilità.
Cortiana ha sostenuto che il problema del digitale è una garanzia e un atto costitutivo per la nostra civiltà attuale e futura.
Si è volati alti!
Il Senato passa a Linux, ma non certo per l'intervento di Cortiana che, è sempre bene ricordarlo, è l'unica voce nel coro, ma qualcosa significa.
La sfida del futuro per evitare il declino dei nostri paesi europei è investire nell'innovazione.
L'esempio portato da Microsoft è quello di avere uno standard riconosciuto per i certificati di nascita, senza che ogni amministrazione decida a suo piacimento.
Al tempo stesso, Microsoft si impegna a non brevettare gli schemi di questi sistemi di certificazione, come di molte altre cose. L'amministrazione deve essere chiara nelle richieste.
Microsoft investe da sempre nell'innovazione e crede che questo sistema sia possibile ora e in futuro grazie al ritorno degli investimenti. C'è un sistema anche nell'open source e Microsof tlo riconosce, per il quale hardware, software e servizi hanno potuto garantire una crescita continua.
Quel che mi è piaciuto di Del Pino è aver detto, chiaro e tondo, quanto è il rapporto tra il guadagno di Microsoft e quello dei partner: 1$ a Microsoft e 12$ ai partner! Mica briciole.
Concordo in pieno con quanto ha affermato Cortiana sulla necessità che la grammatica delle applicazioni non sia brevettabile e non possa essere di proprietà di nessuno se non della collettività, e mi piace riprendere la frase la rete, l'informatica, i linguaggi e il digitale sono la costituzione delle relazioni sociali, e questo è già in atto.
Attendo commenti, critiche, perplessità, insulti per quanto ho scritto (come mio costume, non rileggo).
Amd e IBM

Qualche mese fa avevo scritto della mia personale preoccupazione, per altro condivisa anche da illustri osservatori del settore come Claudio Gandolfo, della divisione in due dell'informatica.
Sostenevo che il futuro vedeva da una parte Microsoft-HP-Intel e dall'altra parte Linux-IBM-AMD.
Caspita, ieri l'annuncio di un accordo proprio tra Ibm e Amd. A quasto punto andiamo sempre di più verso questa spartizione, con la variabile impazzita che è l'Athlon 64 che fa davvero gola a tutti i costruttori e di cui pare non se ne possa più fare a meno.
Staremo a vedere.
Microsoft e OpenOffice

Molti avevano salutato con fiducia l'interesse da parte della filiale tedesca di Microsoft a OpenOffice e alla sua kermesse teutonica.
Ora si stanno scoprendo, più da parte di interni a Sun che altro, che Microsoft avrebbe intenzione di fare causa nei confronti di chi utilizza OpenOffice e non a chi utilizza StarOffice in nome di qualche diritto.
E' inutile dire che è una notizia allucinante che si sta diffondendo. Mi auguro che non ci sia un briciolo di verità in tutto ciò. E soprattutto, non capisco, o meglio capisco ma preferisco rimuovere il pensiero, dove una mossa del genere vuole andare a parare. Starò all'erta.
Cahier de doléances

Massimo e Anna, che credo non si conoscano ma entrambi facenti parte dell'insieme degli operatori ICT, mi hanno scritto un messaggio, ieri, in cui hanno utilizzato il termine cahier de doléances, che probabilmente si addice piuttosto bene ad alcuni (non a tutti) i post di questo blog.

mercoledì 22 settembre 2004

L'informatica cala ancora (post n. 2)

Non ho intenzione di rispondere a tutti coloro che mi hanno già scritto sul mio post relativo alla relazione Assinform (invierò il link a questo post).
Prendo dal blog di Beppe Caravita una parte del suo post e farò ulteriori considerazioni.
Le software house italiane sono alla canna del gas, il loro modello di business non regge più. Hanno venduto software gestionale proprietario, sovradimensionato, rigido e costoso per anni. Ora gli utenti sono stufi o non hanno più i quattrini per questo gioco. [...] I soldi in Italia sull'informatica non si fanno sulle cose "fighe", si fanno sui gestionali che mandano avanti 1,5 milioni di imprese, non sulle boutiques web nè sui browser geniali, nè su Java. Queste sono cose magari che fanno notorietà al singolo, creano i leader (Mazzocchi, Pesenti-gritti...), danno una prospettiva individuale ma non sono mainstream.

L'informatica open source deve fare sistema. Spero che possano essere occasioni come LinuxWorld a mettere le premesse per questo.
Il fatto principale è che Linux è visto come occasione dai corsari di questo mercato.
Gli altri si impegnano sempre e solo fino ad un certo punto.
Se non ci fosse stata una massiccia campagna da parte di IBM, Linux sarebbe ancora lì dove si trovava cinque anni fa, e obbiettivamente non è che abbia percorso tanta strada.
Il problema del Linux vs Microsoft non è di prodotti, non è di soluzioni, ma di sistema (non operativo).
Se un'azienda investe in tecnologie Microsoft sa di poter disporre di una serie di strumenti anche in futuro. Per Linux è un po' più complicato il discorso, sono necessarie maggiori risorse di alto livello e quindi di una continuità di partnership nel tempo con chi cura l'installazione.
Nelle aziende in cui esiste un CIO, un responsabile dei sistemi informativi, da parecchio tempo e con un buon margine di programmazione d'avanti, Linux entra in azienda, affianca e in alcuni casi sovrasta Microsoft. Ma per le PMI questo tipo di soluzione è sostenibile? Può l'imprenditore prendere determinate decisioni dopo che è rimasto scottato gli scorsi anni?
Chiedete a Sap a chi vendono Business One per le PMI e su che sistema operativo funziona. E sto parlando di un successo.
L'informatica non è messa male come qualcuno vuole farci credere, con delle motivazioni tutte da dimostrare, ma l'informatica non ha fatto sistema.
Le TLC hanno fatto sistema e trovano nuova linfa per alimentarsi.
L'informatica è fatta di troppe parrocchie che si preoccupano di spartirsi le fette di mercato, ma non di allargare la torta.
Microsoft ha tutti i difetti che riconosciamo, ma anche qualche pregio: cerca di allargare la torta. Linux, da buon follower, cerca di mangiare questa torta.
Possono coesistere? Secondo me devono coesistere, fino al momento in cui Linux non sia capace di camminare con le proprie gambe.
Ma se ciò non avviene in nord america, mercato molto più interessante oltrechè maturo, possiamo realisticamente attenderci qualcosa dalla nostra vecchia e cara (in tutti i sensi) Italia?
C'è chi ha contato in 20.000 mila la comunità attiva che lavora su progetti Open Source. Bene, ma quanti di questi tirano a campare con questa attività? Questa, purtroppo è la chiave di volta. Trovando una risposta seria e concreta, credo che si possa fare del gran bel bene all'IT.
Ancora sulla condivisione con XP sp2

Giacomo mi ha segnalato che è preferibile utilizzare il settaggio del firewall in modo tale che siano condivisi file e cartelle solo a seconda di indirizzi IP specifici.
Approfondendo, ho scoperto che la condizione ideale per installare il service pack 2 è disabilitare il firewall montato dal servicxe pack 1 (l'ideale sarebbe disinstallare il service pack 1 ma è un'operazione complessa).
Il motivo è semplice: il nuovo firewall prende i settaggi dal vecchio e quindi produce disastri.
Il mio post precedente era qui.
L'informatica cala (?)

Valanga di messaggi oggi sul rapporto Assinform, secondo la quale il mercato dell'informatica è ancora in leggera flessione.
Non voglio enrare nei dati forniti, ma vorrei fare un apio di considerazioni. Assinform riuisce produttori e fornitori di servizi italiani. Ha quindi una buona visione del mercato. Ma a mio avviso c'è una certa miopia.
Se il mercato delle telecomunicazioni è in crescita (del 3%), e tutti quanti sappiamo benissimo che è un mercato assolutamente maturo, non è possibile che quello informatico sia fermo, se non in calo.
Se noi prendiamo in considerazione il fatturato del comparto, il dato è di perdita.
Se prendiamo in considerazione il numero di scatole vendute, il dato è quasi entusiasmante.
I motivi sono semplici da individuare: i computer costano meno oggi di un anno fa e infinitamente meno rispetto al potere d'acquisto degli italiani di tre o quattro anni fa. Pensiamo all'esplosione del mercato dei notebook e del loro prezzo medio, solo per fare un esempio.
E poi vediamo i fatturati delle prime cinque aziende e li confrontiamo con il passato, e sil sell out delle stesse.
Quello che latita è un mercato dei servizi che sia significativo, e su questo credo possano concordare tutti. Ma le aziende che hanno ottenuto dei risultati sono quelle che maggiormente hanno investito in termini di comunicazione e presidio del territorio. Il problema è il fioririe di aziende e aziendine che sfruttano consulenti per propinare soluzioni del tutto inappropriate, o comunque inadeguate alle azeinde. Il malcostume c'è stato negli scorsi anni, l'ho scritto e spesso ricevo email a riguardo, e molte piccole imprese hanno paura ad investire.
A questo aggiungiamo la piaga dei consulenti informatici che svolgono attività di lavoro temporaneo: non è colpa loro, intendiamoci, ma come può un'azienda fidarsi di un'altra che per fare la consulenza affitta un professionista e quando dovrà affrontare il problema di un upgrade piuttosto che una riformulazione del software non avrà quel consulente a disposizione ma un altro?
E' qui, cara Assinform che bisogna andare a comprendere i meccanismi. Non si può chiedere sempre un salvagente o gridare al lupo.
E' il caso di chiedere aiuti al Governo?
Scrivete al Garante delle TLC, non a me!

Continuano ad arrivare email a riguardo delle tariffe adsl in giro per l'europa.
Il fatto che Alice in Francia costi 10,95 (ora in promozione al 50%) e che Deutche Telekom la offra a 16,90 a velocità superiore di Telecom Italia, è irrilevante da sapere.
Ma magari qualcun'altro potrebbe occuparsene. www.agcom.it
Oppure diciamolo al Ministro Gasparri, a Stanca e ai vari deputati e senatori.
E sarebbe ora che le le organizzazioni dei consumatori facciano qualcosa.
Ma dimenticavo: mica l'Adsl arriva in tutte le zone italiane...

martedì 21 settembre 2004

Il mouse laser

Un'innovazione interessante è stata presentata da Logitech, e per altro ho ritrovato già in negozio. Si tratta di un mouse ottico che utilizza la tecnologia laser per la lettura degli spostamenti, quindi una precisione notevolmente superiore alla tecnologia ottica d'avanguardia.
A questo mouse, wireless, va aggiunto un incremento delle prestazioni di invio del segnale al PC, che lo rende finalmente valido anche per applicativi impegnativi. Per giocare, invece, il wireless, sebbene preciso e veloce, è scomodo anche per il peso.

C'è una domanda che voglio sempre porre a chi crea questi oggetti, che non è banale: vengono testati sulla caduta dalle scrivanie, perchè i mouse con il filo non cadono perchè attaccati. Questi cadono. Dopo quante cadute lo devo buttare?
La nuova PS2: piccola ma allo stesso prezzo

Dice tutto il titolo del post. In uscita a 149 euro a novembre in Italia.
Le chat 3D

Molto interesse intorno ad Aol che crea in messenger le chat 3D, con tanto di Avatar.
Segnalo, per precisione, IMVU che ha un servizio Beta, e soprattutto Giengine, che da parecchio crea ambienti 3D, con tanto di video a corredo.
Linux gratis a 64 bit

Segnalo a tutti che a questo link è possibile scaricare un CD con Linux, in distribuzione Knoppix, totalmente ottimizzato per i computer basati sui processori AMD Athlon 64.
E' inutile dire che è un piacere lavorare con gli oltre 300 programmi a 64 bit.

lunedì 20 settembre 2004

Linux: come e perchè tra i futuri ingegneri

Pubblico volentieri i risultati di una ricerca del Politecnico di Milano su Linux. Piazzo anche un minimo di pubblicità all'evento.
LinuxWorldExpo Italia è la nuova edizione dell’evento di settore più importante a livello mondiale, organizzato da Wireless in collaborazione con IDG World Expo dal 22 al 24 settembre al Centro Congressi Crowne Plaza Milan – Linate di San Donato, al limite sud-est di Milano.
L’indagine, svolta su un campione di 480 tra laureandi e giovani laureati delle Facoltà di ingegneria e architettura del Politecnico di Milano, ha messo in evidenza un’ottima conoscenza teorica di Linux (94,3 per cento del campione) e dell’open source (80,5 per cento) e un atteggiamento quasi unanimemente positivo (98,5 per cento del campione) nei loro confronti. Sul fronte motivazionale, la maggioranza relativa di chi utilizza Linux lo fa perché permette un risparmio monetario immediato (32,8 per cento), seguito da desiderio di autoistruzione all’informatica (25,6 per cento). Infine per completare le anticipazioni dei risultati, il 45,8 per cento delle risposte ha segnalato la poca informazione tra gli utenti come maggior ostacolo alla diffusione dell’open source in Italia.
I risultati completi dell’indagine verranno presentati alle 10 del 24 settembre 2004, come intervento di apertura della sessione plenaria di LinuxWorldExpo, da parte di Paolo Beretta, Responsabile della divisione Students and Graduates Communications della Jeia, che ha coordinato l’indagine.
Office 2003: sorgente disponibile (ai governi)

Un fatto storico: Microsoft si è resa disponibile a mostrare il codice di Office 2003 ai governi, al fine di mostrarne le potenzialità. Insomma, Linux e il software libero iniziano davvero a tracciare solchi a Redmond.
Mi chiedo quanto tempo ci vorrà prima di vedere in rete una copia pirata dei sorgenti, come è accaduto per una parte di 2000.
Perchè se da una parte chi visionerà il codice dovrà firmare e controfirmare documenti su documenti, una volta che il codice è in giro si fa anche in fretta a farlo girare su canali illeciti. Staremo a vedere che cosa si inventerà l'azienda di Bill Gates.
Nel frattempo, godiamoci della piccola vittoria del quasi Open Source.
La sicurezza di Windows Xp (SP2)

Un piccolo filmato fondamentale per chi ha già aggiornato Windows XP al Service Pack 2 e vuole essere sicuro che i propri file non siano visibili agli utenti internet.








Come cambia il mondo

Viviamo in un'epoca in cui le risorse umane vengono considerate come una business unit, valutata in base alle performance, esattamente come avviene per le vendite dei prodotti.
Se da una parte questo titpo di considerazione potrebbe essere accettabile, in quanto si misurano le prestazioni lavorative, mi pare evidente che tutto ciò non tenga conto di una serie di aspetti tipici delle attività umane.
Se sono solo i risultati ad essere misurati, sarebbe il caso che i dipendenti ricevessero lo stipendio come dei professinisti, che vengono pagati in base alle prestazioni e basta.
In secondo luogo, l'esperienza, le capacità, i contatti e le relazioni sono un fattore di business importante, direi quasi fondamentale rispetto alla semplice prestazione d'opera.
Quindi mi rivolgo a tutti coloro che stanno realizzando software di business intelligence nel campo delle risorse umane: fate attenzione ai parametri esterni e non solo ai dati, perchè la competitività delle aziende si misura non solo nei suoi manager, ma nella capacità di chi lavora in azienda a rispondere alle richieste di chi prende le decisioni.
Questo vale in ogni settore.

sabato 18 settembre 2004

Che cos'é?


PsTwo. Insomma, la Ps2 con qualcosa in più, e con molto spazio in meno. Dovrebbe essere in giro per natale, non so se anche in Europa, e costerà meno della Ps2 tradizionale.
A proposito, oggi mi sono imbattutto in una scritta all'interno di un negozio: Xbox con 4 cassette a 169 euro! Ero piegato in due dal ridere...

venerdì 17 settembre 2004

Mozilla preoccupa... Mozilla

Un dato interessante. Gli utenti di Explorer calano vistosamente, con un incremento per quelli di browser alternativi come Mozilla e Firefox, che superano la soglia del 5%.
Questo dato, accolto dalla comunità web come un buon segnale, sta destando non poche preoccupazioni a chi gestisce i browser alternativi, in quanto fino ad oggi gli hacker hanno sempre concentrato i propri sforzi sui bug di Microsoft. Ma se il mercato cresce, è ovvio che potrebbero indirizzarsi anche su altri lidi.
E questo significa investimenti in ricerca e sviluppo e di aggiornamento costante dei prodotti da parte di Mozilla-Firefox.
Speriamo che abbiano i fondi ...
Un articolo del Guardian su Internet


Non è mio costume ripubblicare articoli di giornali o siti, ma in questo caso sento il bisogno di metterlo integralmente. E' in inglese, ma contiene qualche dato interessante su cui riflettere. Il link originale è qui.
Internet is a victim of its own success

Bobbie Johnson
Tuesday September 14, 2004
The Guardian

It is the news that internet users do not want to hear: the worldwide web is in danger of collapsing around us.
Patrick Gelsinger, the chief technology officer for computer chip maker Intel, told a conference in San Francisco that the internet could no longer cope with the traffic streaming across its network.
Mr Gelsinger said the internet's infrastructure was based on a 30-year-old model and could not manage today's heavy workload and remain secure.
"We're running up on some architectural limitations," he said.
He outlined plans to build a new network that will overlay and strengthen the existing system.
"These new smart services could allow the internet to detect and warn of worm attacks on its own," he said.
With spam now accounting for 80% of all email traffic and the number of viruses and worms increasing, there is growing concern over the internet's underlying stability.
The volume of web users has increased tenfold in the past decade, and experts predict it will continue to grow at a rapid pace - particularly as new technology takes hold in developing countries.
Mr Gelsinger's concerns were reflected by other experts at the Intel developer forum.
"I think the net is still pretty primitive; we're in the stone age in respect to networking," Vint Cerf, regarded by many as the father of the internet, told the conference.
"There is a great deal more that has to be done; some of the fundamental limitations of the net are architectural."
The comments are a blow to an industry regaining its footing after the dotcom crash of 2000, but critics have attacked Intel's plans as corporate jabber.
Intel's blueprint - dubbed the "Intelnet" by sceptics - is based on a prototype being developed by the Planet Lab project, which is funded by Intel.
The new network, which will include a filtering system to kill viruses before they attack computers, is backed by organisations including Cambridge University, Hewlett-Packard and American telecommunications giant AT&T.
The claims come as police in Germany bring charges of sabotage against Sven Jaschan, the teenage author of the Sasser virus, which in May compromised the security of millions of computers running Microsoft's Windows operating system.
It is not the first time such pronouncements have been made about the security of the internet, but Mr Gelsinger's remarks have caused controversy among those who claim it is scaremongering.
"There's more than a nugget of truth in what he's saying, but we don't need to replace the internet," said Jim Page, the technical director of Email Systems, an email filtering and security company.
"What they're talking about is great news for Intel commercially, but it's not an end-of-the-world scenario."

giovedì 16 settembre 2004

Linux su Gmail

Sto facendo un test interessante. Uso Gmail come unità di memoria, come un disco fisso. Qui il link per le infomazioni.
Funziona. C'è un po' da mettere a posto, ma funziona...
Sempre con GMail, consiglio un programmino in php che permette di fare il backup dei file su internet, con tanto di restore.
Ideale per chi deve portarsi a casa il lavoro.
Il problema è a quel punto avere un account GMail e avere un server con php.
Le mele di Urbani

Siamo a D119, ossia sono passati 119 giorni dalla promessa di fare le modifiche alla legge che porta il nome del Ministro.
Leggo con stupore che ha detto che chi ruba una mela commette un furto. Ma se è un ragazzino, si può chiudere un occhio.
Quindi la sua legge non è uguale per tutti?
Che faccia le modifiche che ha promesso, oppure cambi il sistema giudiziario!
Windows Media Center: Windows che va bene a mia madre

Caspita, quanto interesse intorno all'edizione da salotto di Windows! Solo ieri mi sono arrivati otto messaggi al riguardo, e proprio ieri sono andato ad una presentazioni di prodotti di un'azienda in cui Media Center era il fulcro.
Facciamo però un minimo di chiarezza, prima che sia troppo tardi. Windows Media Center non è una nuova versione di Windows, ma un Windows arricchito di funzionalità per essere fruito attraverso un telecomando in salotto per visualizzare principalmente contenuti multimediali.
Ha un menu a scorrimento a pieno schermo che permette di selezionare video, immagini, televisione, radio, musica e dei contenuti web, denominati SpotLight, selezionati da Microsoft, ammesso che si disponda di una connessione web.
La fruizione dei countenuti è davverso semplice e alla portata di tutti, grazie ad un telecomando (Microsoft) in dotazione ai PC che aderiscono a questo sistema operativo.
In pratica, il pc in salotto diventa un centro di divertimento globale, anche se mancano a mio avviso molto colpevolmente i giochi.
Si può vedere un DVD, si possono vedere le ultime foto digitali scaricate, si può vedere un programma TV e bloccarlo, per poi continuare a vederlo nell'edizione registrata su hard disk.
Negli Usa è presente da un po' e non ha avuto un successo sfolgorante.
I motivi sono facilmente evidenziabili: in pratica il pc in salotto è un secondo PC in casa, e poi è necessario cablare, o almeno attivare una wireless lan per fruire di alcune funzioni avanzate.
In Europa l'uscita è prevista per il 12 ottobre, con un mega evento Microsoft in ogni paese.
Chissà se riuscirò a mettere un PC a mia madre per mostrare le foto e vedersi un dvd?
Dipenderà solo dal prezzo del PC? O da qualcos'altro?
Ultimo dettaglio: manca la TV digitale terrestre!

mercoledì 15 settembre 2004

Videogiochi in crescita, tranne che in Italia

Stuzzicato sull'argomento, metto giù quattro righe, quattro, sul momento dei videogiochi in Italia e, più in generale, in Europa.
A fronte di un taglio del 20% (medio) degli spazi espositivi dedicati ai videogiochi dalla grande distribuzione nei prossimi due mesi, è lecito attendersi un'impennata delle vendite di titoli in Italia (soprattutto console).
I motivi sono questi:
un buon panorama di uscite, di generi vari e di indubbio valore;
il prezzo delle console in continua discesa (un operatore mi ha detto che potrebbe vendere PS2 sottocosto a dicembre intorno a 75 euro);
il numero di titoli a basso costo disponibile, che permette di costruirsi una buona collezione con pochi euro.
Ma ci sono dei ma.
Il primo riguarda il marketing dei videogames. Tolte Ps2 e Xbox, i videogiochi hanno visibilità grazie a qualche titolo Electronic Arts e di pochi altri. Attività sul punto vendita zero, fatta eccezione per il gioco da provare sulle console.
Guarda caso, andando a vedere le vendite dei titoli, i giochi che si possono provare nei punti vendita mediamente tirano, gli altri no.
Ma a chi è in mano il mercato dei videogiochi in Italia? Principalmente a due distributori, che alla fine, fatte le dovute eccezioni, vendono tanto al chilo le scatore (ti offro dieci di questi se ti prendi due di questi e tre di questi, più questi joypad e un paio di accessori).
Il mercato inglese è totalmente differente. Molte software house hanno addirittura la sede, con tanto di forza vendita dedicata alla GDO e alla GDS. E i risultati si vedono.
Il mercato in termini numerici è raddoppiato in meno di sei anni, ci sono 25 milioni di console (15 milioni è la stima di quelle ancora funzionanti).
Vai in un qualsiasi store londinese e i videogiochi hanno pari dignità, se non in certi versi superiore, ai film su dvd, con tanto di cartonati all'ingresso dei punti vendita che segnalano l'uscita dei principali titoli.
In Francia e in Germania, sebbene con esiti minori, i videogiochi hanno maggiore rispetto presso la rete di vendita. E anche in questo caso, le attività di marketing funzionano e i risultati sono evidenti.
La Spagna assomiglia molto a noi, con un mercato statico esattamente come il nostro e dove il marketing, come da noi, è limitato alle testate di settore e poco più, come da noi.
Il concetto di vendere giochi tanto al chilo non sta portando i risultati sperati per le software hose, ma offre utili ai distributori. Questa politica andrà avanti ancora a lungo?
Temo di sì, a meno che i grossi nomi non decidano di investire un po' di risorse nel controllo delle vendite. Ma parliamo di strutture che, quando va bene, sono di cinque o sei persone. Insomma, il panorama è desolante, ma può solo migliorare. Anche perchè peggio di così...
Microsoft rinnega le rotelle

Un fatto interessante di questi anni di informatica è la presenza di una rotella, prima sui mouse e poi sulle tastiere, per scorrere le pagine, soprattutto web. Poi sono arrivati i costruttori di portatili che si sono inventati un piccolo paddle per scorrere le pagine sia in verticale che in orizzontale.
Microsoft è stata una delle prime aziende ad inserire la rotella di scorrimento anche sulle tastiere, nella zona a sinistra. L'azienda è stata poi la prima ad introdurre la rotellina basculante, nel senso che permetteva movimenti a destra e a sinistra e quindi di scorrere le pagine anche in orizzontale.
Nell'ultima serie di mouse e tastiere, queste rotelline sono quasi del tutto sparite. Nelle tastiere trova posto una levetta, nei mouse di punto è sparita la funzionalità.
Parliamoci chiaro, non è che lo scorrimento orizzontale fosse una funzione utilissima, ma visto che è stata introdotta perchè eliminarla, ad esempio, dal mouse con file disegnato da Stark?
A proposito di questo mouse, l'uso è un po' complesso, nel senso che appoggiando la mano con un po' di decisione si attiva un click. Come erano belli i mouse che avevano due grossi tasti in cima di una plastica di colore più scuro del corpo del mouse (rigorosamente bianco). Oggi hanno lucine, brillano, ma per risparmiare sullo stampo della plastica, si finisce col sacrificare la funzionalità.

martedì 14 settembre 2004

Rossoalice: calcio in chiaro scuro

Un po' di segnalazioni da parte di chi non è riuscito a vedere Chievo-Inter e altre per le partite della domenica pomeriggio. In effetti, c'è stato un crash di sistema prima della partita del sabato che ha mandato in tilt molti utenti.
Il problema principale, secondo me, è decidere di inserire il link della partita da vedere on line solo pochi minuti prima dell'incontro, andando a sovracaricare il server che deve fornire l'autenticazione.
Però, per essere stata una prima volta, il sistema, a detta di chi ha potuto godere delle partite, ha retto l'impatto. Non ci sono ancora dati su quanti siano stati gli acquirenti delle partite on line.
Molti messaggi anche da parte di chi ha visto alcune partite free sul web, sebbene con qualche minuto di ritardo. A tal proposito, risegnalo il sito www.satfootball.com per chi vuole vedere le partite della champion senza passare necessariamente da Sky. E' ovvio che servono parabole ben orientate e decoder, ma è comunque qualcosa...

lunedì 13 settembre 2004

Il wi-fi, a basso costo, condiviso

E' inutile negarlo. L'offerta in banda larga wi-fi di NoCable non se se sia una trovata pubblicitaria o reale, ma sta davvero facendo parlare di se sulla rete.
Un'offerta che prevede la condivisione di una linea wi-fi tra più utenti è decisamente una genialata, abbatte i costi e permette di usare il PC in modo diverso.
Un paio di amici mi hanno già contattato per realizzarla insieme, non credo che faccia per me, ma è notevole il fatto che molte persone, letto da qualche parte dell'offerta si stiano interessando.
Perchè? Perchè significa che il wi-fi è un qualcosa che hanno in tanti, o che comunque sono interessati ad averlo.
E tutto questo fa bene all'informatica.

venerdì 10 settembre 2004

Comperare un sistema operativo

Sto assemblando un nuovo Pc per un amico e, dopo i vari componenti hardware, sono andato a cercare il sistema operativo in vari negozi. So per certo che ai distributori un Windows XP Home Oem costa circa 80 euro + Iva, il che andrebbe bene e sarebbe pure regolare per un Pc nuovo. Sono rimasto perciò allibito per due cose:
(1) Nei negozi di Milano, ne ho girati 4 "di quelli grandi": si trova effettivamente solo Windows XP Professional aggiornamento (229 euro più Iva) o al limite la Home "Full", che costa 228 Euro più Iva. Non pretendevo di trovare la Oem, ma almeno l'aggiornamento Home (visto che il mio amico usava Windows Me originale) sì! Anche perché dovrebbe costare circa 120 euro ivata... Ma visto che i negozi non lo tengono, Windows XP Home aggiornamento (il più economico) in negozio non lo compera mai nessuno allora?
(2) Dato che c'ero, ho dato un'occhiata al prezzo di un Linux. Ho visto ad esempio la Suse 9.1 Professional, unico Linux in un grosso Mondadori Informatica, al prezzo di 91 euro ivato (dunque simile a XP Home Oem). Certo, aveva mezza dozzina di cd rom di software freeware, ma quanti servono davvero considerato ad esempio che c'erano una dozzina di compilatori di linguaggi di programmazione? Alla faccia del sistema operativo gratuito...
La posta elettronica

Nonostante sia l'applicazione più banale di internet, la posta elettronica è ancora oggi la killer application per il PC, ma è la killer application per un sacco di altri prodotti.
I cellulari, ad esempio, stanno finalmente scoprendo la posta elettronica consultabile decentemente (da anni esistono modelli che propongono delle soluzioni, ma ce ne fosse mai stato uno buono!). La Tv sta proponendosi come un ottimo canale per la posta, grazie al ricevitore digitale terrestre.
Questa diffusione permetterà, nei prossimi anni, di cambiare radicalmente l'approccio al customer care sia delle aziende che della pubblica amministrazione.
Si passerà da sistemi gestiti prevalentemente per via telefonica a sistemi interattivi gestiti via posta elettronica con rimandi al web. Se di primo acchito si possa pensare che si tratti di un taglio alle spese, ci si rende invece conto che il taglio del personale verrà sostituito in investimenti continui sul lato informatico, utilizzando personale qualificato. Per le aziende, in sostanza, la voce a bilancio non cambierà di molto, ma per il sistema economico ci sono delle differenze: meno lavoro, servizi più efficenti, personale qualificato da ricercare, uovi partner e soluzioni da acquistare.
Siamo realmente pronti, in Italia come in Europa a questo tipo di rivoluzione?

giovedì 9 settembre 2004

149 euro per una console di gioco

Ora che il prezzo ufficiale di Ps2 e Xbox è di 149 euro, ci si attendeva un piccolo rimbalzo di vendite. Non c'è stato.
Ma ad essere onesti, oltre ad Atene 2004 per Ps2, non c'è nemmeno un gioco che convica gli scettici all'acquisto.
Intel multi core (Amd docet)

Ieri avevo scritto un lungo blog su come Intel sia in forte crisi nel settore desktop e di come si trovasse a fare annunci che seguono la tecnologia di AMD. Poi Blogger si è inceppato e il post non è andato pubblicato. Poco male, lo potrei rimettere on line, ma non ne vale più la pena, visti i toni con cui i maggiori portali nazionali ed internazionali hanno accolto le notizie che giungono dall'Idf.
E' inutile dire che il dual core sarà il fulcro dell'informatica dei prossimi anni, sebbene poi le reali esigenze scarseggino. Ma mi fa un po' specie leggere affermazioni come queste: Questa non è una gara. Se il nostro più diretto rivale ha fatto una scelta analoga alla nostra non può che confortarci: significa che la strada intrapresa è quella giusta, Paul Ottolini, presidente di Intel.
E' come se la Ferrari annunciasse una Formula 1 a tre ruote e la Toyota, dopo quindici giorni, facessse lo stesso annuncio dicendo che lo fanno perchè è una buona idea e che non è una gara con Ferrari (le aziende automobilistiche non sono state citate a caso). In quanti si metterebbero a ridere?
Sono stufo di queste aziende che nascondo i problemi interni, minimizzano i problemi esterni e sono in sostanza incapaci di avere una vita autonoma. Intel ha prima detto che i 64 bit sono inutili, poi che li aveva già adottati al lancio degli Athlon 64 per poi dire che passeranno a 64 bit.
Tutti quanti nel settore sanno che il passaggio ai 64 bit è un passo obbligato. Non è così obbligato il dual core, se non per applicazioni estremamente spinte dal punti di vista del calcolo. Che poi ci sia un dual core o un multiple core non fa molta differenza. O no.
Smau a Mister Virtus

Una vendita importante: Smau è stato venduto al MotorShow, la fiera motoristica bolognese, ossia al gruppo facente riferimento ad Alfredo Cazzola.
Tra le tante attività svolte da Cazzola, mi piace ricordare la Presidenza della Virtus Bologna di Basket. Venduta poi a Madrigali (CTO distributore di videogiochi quotato e defenestrato in Borsa) e per chiudere il cerchio sulla tecnologia, rilevata in qualche modo da Claudio Sabatini (mister FuturShow, principale antagonista interno di Smau).
Spero che ci sia una ventata nuova dalla prossima edizione della fiera. Spero soprattutto che ci sia un bel cambio della guardia al comando...
Blackberry arriva sui nokia serie 80 (ma non per tutti)

Blackberry è quel oggettino che permette di connettersi alla posta elettronica in movimento. Più piccolo di un palmare, si è molto diffuso, anche se in Italia non è mai stato un grande successo.
Ebbene, Nokia ha deciso di adottare la tecnologia di Blackberry per i propri communicator di nuova generazione, a partire dal 9500 e dal prossimo anno dall'appetibile 9300. Ma c'è un ma.
Infatti i terminali sono compatibili Blackberry, ma sarà una scelta dell'operatore attivare la funzionalità oppure no. Questo non l'ha detto nessun sito di telefonini. Chissà come mai.
Comunque, questi terminali utilizzaranno BlackBerry Internet Service per l'accesso push a più account di posta elettronica, mentre avrà il BlackBerry Enterprise Server per accessi a Microsoft Exchange o IBM Lotus Domino.
In realtà la casa finlandese aveva già inserito Blackberry in uno dei suoi prodotti: il 6820, anche se un po' in sordina.
Tutto questo però mi dimostra che la posta elettronica è la killer application. Per cui se Microsoft volesse davvero spingere sull'acceleratore, probabilmente ci sarebbe ancora spazio. Ma anche per altri player...
La differenza sostanziale tra il 9500 e il 9300 risiede in pochi particolari: dimensioni più ridotte e miglior design per il 9300, ma è stata tolta la fotocamera e la connessione wlan.
Nokia ha intenzione di spingere i suoi comunicator presso le aziende anche grazie a partnership importanti come quella con IBM e con Oracle, in modo da visualizzare i contenuti degli applicativi aziendali sui cellulari.

martedì 7 settembre 2004

Le partite gratis on line

Segnalo qui gli indirizzi per Windows Media Player per vedere il calcio in streaming da canali stranieri. Non ho il calendario, ma basta farci un giro...
CCTV5 mms://218.61.107.122/cctv5 (400k)
CCTV5 (2) mms://219.146.78.37/live9 (400k)
ZTV6 mms://202.107.208.122/cno0llive06 (400k)
IRIB3 http://people.freenet.de/yoshi7/streams/tv3.asx
STV http://www.elvtars.hu/hod/stv3_700k.asx
ESPN (cina) mms://218.97.224.196/fff/fff.asf

RAISPORT mms://fastreal.fastweb.it/raisporthigh (800k)

A questo punto non rispondo più a interrogazioni sul tema, nemmeno personalmente. Grazie.
I videogiochi sui cellulari

Vorrei dire a tutti coloro che mi scrivono di parlare di giochi sui cellulari che non è un mercato che si apre ora. Capisco che molti portali informatici italiani, per manifesta ignoranza, parlano di Fifa sui cellulari come qualcosa di nuovo, ma in realtà lo stesso gioco è stato addirittura al centro di una campagna pubblicitaria con Bobo Vieri durante gli europei.
Il vantaggio dei giochi in J2me (Java 2 Micro Edition) risiede nella possibilità di divertirsi con i cellulari occupando poche decine di kilobyte di spazio e di costare relativamente poco (circa 5 euro a gioco). Ce ne sono di giochi belli, o comunque divertenti, quali Prince of Persia, MotoGp2, Rainbow Six e via di seguito.
Il mercato purtroppo è come sempre in mano a pochi nomi, oltre agli operatori, e per il caricamento dei giochi i meccanismi sono i più disparati: dalla chiamata ad un numero 199 agli sms ai 48XXX. Di certo i cellulari per giocare hanno un radioso futuro davanti a sé. Ma non è da oggi che se ne parla (se sfogliate riviste come Topolino, trovate pubblicità di giochi per cellulari da mesi).
In edicola c'è addirittura una rivista, ZedMagazine (non c'entro nulla con questa) che regala contenuti per i cellulari, giochi compresi (credo, ma non sono sicuro).
Che sia un bel business non ci piove.

lunedì 6 settembre 2004

Il produttore dell'informatica usa e getta

Visto che sono stato sommerso di messaggi da parte di lettori che vogliono sapere il nome dell'azienda la cui assistenza tecnica lascia alquanto a desiderare, come ho scritto in questo post, lo dico: LG Electronics. Il modello è Gsa 4081b.
4 euro per il calcio su web (ma non tutto)

RossoAlice sta proponendo ai propri abbonati il calcio sul web in streaming a 4 euro al mese per 12 mesi (48 euro all'anno). Una partita 2,50 euro da vedersi accreditati in bolletta.
Due precisazioni: la qualità è discreta, non eccellente. Il commento, come per le cronache di Tre, temo che lasci un po' a desiderare.
E poi si possono vedere le partite casalinche di Lazio, Bologna, Brescia, Cagliari, Chievo, Lecce, Messina, Palermo, Parma, Reggina, Empoli, Piacenza, Venezia, Verona, Vicenza. Un po' pochine.
Ma siccome il calcio è diventato terreno di battaglia, con i diritti delle squadre per il digitale terrestre spartiti tra Mediaset e La7, credo che le offerte si moltiplichino nei prossimi mesi. Da Fastweb e i suoi 99 euro per il campionato (intero) a Sky e quindi a tutti gli altri.
Alla fine il consumatore potrebbe guadagnarci, ma dovrebbe avere una TV, una parabola, un decoder digitale, un decoder per il digitale terrestre, un computer e un sacco di tempo a disposizione per districarsi tra le offerte. Ne vale la pena?
A proposito di web dirette. I grande fratello sarà, tra 17 giorni, in videodiretta su RossoAlice a 5 Euro (per tutti i 100 e passa giorni). A questo punto, ma è una mia supposizione, Mediaset si sta disinteressando completamente di Jumpy?
Comunque, lo streaming adsl si diffonderà. Ma sarà in grado di raggiungere una massa critica di utenti tale da giustificare gli investimenti? Per me ci vorrà tempo.
La musica on line

Prima fare qualsiasi commento al servizio Microsoft, all'ingresso massiccio di Apple in Europa e alla polemica del decreto Urbani, fate un salto qui e qui.
Due siti che offrono musica Mp3 con album super scontati. Anche ad un euro a disco.
Non so se sia legale acquistare da questi siti russi, ma credo possano fare paura.
A proposito, ci sono brani scaricabili ad un centesimo!
Apple è iPod oriented

Prima ne avevo solo dei sentori. Oggi ho delle certezze. Apple, dopo una visita a Parigi, è certamente decisa a conquistare il pubblico puntando sull'iPod. il nuovo iPodMac, ossia il nuovo iMac dal costo eccessivo, è un computer che vuole avere lo stesso look and feel di iPod. Ma è un computer! I computer, è bene ricordarlo, sono quegli aggeggi che funzionano con del software e hanno la tendenza a incasinarsi con l'uso.
Lasciamo perdere questa polemica. Voler trasformare il computer in un oggetto di design con la semplicità d'uso la trovo una buona idea, sebbene ci siano dei ma.
Il fatto più ecclatante dell'Expo parigino è la presenza di software per ogni attività multimediale, mentre per lavorare e per l'ufficio si vede all'orizzonte sono Microsoft. La scommessa di Apple però non è persa, ma segue una visione precisa: nei prossimi anni gli applicativi, anche aziendali, avranno come interfaccia un browser che punterà al server aziendale. A quel punto, la tecnologia del client diventa insignificante e quindi Apple potrebbe entrare in realtà nuove come le aziende.
Siccome alla Microsoft non sono scemi, si inventeranno qualcosa per contrastare questa tendemza, anche perchè, per come la vedo io, è valida per grandi aziende e non per le medie e piccole.
Ma staremo a vedere. Intanto, la battaglia comemrciale di Apple passa dal montaggio video. Dove credo che i PC abbiano davvero tanto da dire... Staremo a vedere.
Leggi dell'aviazione civile

Probabilmente non sono originali, ma non le ho mai lette per cui, temporaneamente, me ne approprio.

Se ti danno da bere, puoi star certo che si enterà in una turbolenza e il bicchiere spargerà liquido sul tavolino.

Se sei in fase di rulaggio e senti squillare un telefonino, stai pur certo che è di un italiano, che ne cerca uno, poi ne cerca un'altro e finalmente trova quello che suonava!

domenica 5 settembre 2004

World Cyber Games 2004

30 giorni alle finali. Non mi sono ancora aggiornato su come sia andata la Ngi.Lan04 di San Siro di settimana scorsa. Sono stato invitato all'edizione di Eurodisney delle finali francesi, che stanno selezionando i migliori 200 giocatori, e alle finali di San Francisco. Vedrò di fare il possibile. E vi terrò aggiornati. Le info le trovate sul sito ufficiale italianoqui.

giovedì 2 settembre 2004

Informatica usa e getta. Di marca.

Qualche mese fa un mio amico voleva comprarsi un masterizzatore Dvd. In un grosso centro commerciale c'erano due modelli dalle caratteristiche pressoché identiche: uno costava 89 euro, uno 119. Ma il primo era di marca sconosciuta, il secondo di un produttore famosissimo. Proprio per la maggiore "garanzia" della marca, scelse il secondo.
Dopo qualche mese, ieri, il DVD Dual si è guastato irrimediabilmente. Pensa allora di valersi della garanzia, proprio quell'aspetto che una marca famosa, a prezzo di qualche euro in più in negozio, dovrebbe offrire come servizio curato e a valore aggiunto. La storia:
1) Il sito della nota multinazionale produttrice non ha un elenco centri di assistenza ma un numero verde a cui rivolgersi.
2) Il numero verde del sito è stato disattivato e rimanda vocalmente a un numero "199" da 250 lire al minuto di addebito fisso.
3) Dopo vari minuti di attesa apprende che c'è un unico centro assistenza in tutta Italia per i numerosissimi prodotti PC di questo famosa multinazionale, al quale occorre telefonare per sapere le modalità di spedizione.
Già, perché bisogna spedirlo, a proprie spese, con tanto di imballo e prova d'acquisto. Tempi? Non si sa bene, né se la riparazione cade sotto garanzia, ovviamente: si sa che ci sono un sacco di eccezioni a discrezione del riparatore col quale si possono avere solo colloqui telefonici.
Morale? Vale la pena di fidarsi delle "marche"? Forse sì, ma le eccezioni si spera sempre di non doverle sperimentare sulla propria pelle.
Forse questi signori confidano che i propri apparecchi non si guastino mai. Oppure stimano che quando succede, invece di offrire un call center gratuito, conviene guadagnare magari qualcosa pure dalla telefonata del cliente che sta in attesa a 250 lire al minuto.
Considerato che un prodotto da 120 euro (già uno dei più cari!) dopo qualche mese vale la metà o meno, forse hanno calcolato anche che difficilmente qualcuno si arrischia a una laboriosa e costosa procedura di spedizione (raccomandata) senza sapere come andrà a finire la riparazione, quanto dovrà aspettare e spendere...
Morale? L'informatica sta diventando sempre più "usa e getta"! Oppure il mondo dei furbi che vendono prodotti high tech un tanto al chilo per la gioia dei consumatori, ma poi valgono meno di un chilo di pesche se si considera l'assistenza post vendita ai consumatori sfortunati...
Pro Evolution Soccer 4 è grande online

Non mi sono ancora ripreso. Pro Evolution Soccer 4 non solo sarà il gioco di calcio del prossimo natale (anche se venderà un decimo di Fifa 2005), ma è il gioco di calcio on line più divertente e intrigante che si potesse mai pensare. E pensare che molti, moltissimi, troppi hanno ignorato questo titolo!

mercoledì 1 settembre 2004

La musica di Windows

L'imminente apertura alla vendita di canzoni di Microsoft sta catturando l'attenzione di molti lettori di questo blog, attenti a tutto ciò che accade nel mondo della tecnologia.
Devo ammettere che non so praticamente nulla in più di quanto è trapelato nei mesi scorsi. Non si conoscono ancora nei dettagli quali sono le major interessate e che cosa offrirà realmente.
Staremo a vedere... Di certo è un segnale importante. Non so se vincerà la battaglia con Apple. Ma so per certo quante aziende stanno tremando in questi giorni... E se pensano alle occasioni perse... Basta con i puntini...
15 centesimi ad email (stica... meco... parde...)

Con Tre ogni email, ricevuta o inviata, costa 15 centesimi di euro, fino a 6 K, e poi 0,4 centesimi ogni K successivo.
In questi giorni sono in giro e me la sono fatta attivare (questo messaggio lo scrivo dalla casella di posta di tre).
Sto spendendo una fortuna.
Appena rientro in Italia questa casella verrà neutralizzata. Alla faccia della nuova generazione.
Comunque, per chi fosse interessato, Tre ha rimodulato la tariffa Supertua. Costo chiamate a scatti da un minuto di 10 centesimi, scatto alla risposta di 15 centesimi. Ricarica da tutte le telefonate ricevute (esclusi i clienti Tre) di 10 centesimi al minuto. Credo che sia l'offerta più vantaggiosa di tutte quelle in circolazione.
Per i servizi Tre è ancora un po' indietro (mi hanno mandato un sms se volevo acquistare una canzone di Ramazzotti a 2,5 euro!)
Apple: tra mega computer e iMac...

Lanciato il nuovo computer di fascia alta, Apple si trova ad affrontare il problema della fascia bassa di mercato. Il nuovo iMac, attesissimo, è stato ulteriormente ritardato. Il motivo è semplice: iMac è stato un grande successo nella sue versione a monitor Crt colorato. Meno nella nuova versione, splendida nel design, con schermo Lcd. Il nuovo modello vanta uno schermo ultra sottile, meno di 2 pollici, e design ancora più sorprendente. Ma a quanto pare, il design non è più un fattore scatenante per l'acquisto, perciò stanno cercando di aggiungerci qualcosa.
Di fatto, la differenza tra un iMac e un bel portatile è minima, ma il portatile (PC si intende) ha il vantaggio di essere... portatile, o comunque trasportabile (dati i pesi!).
Alla Apple sono preoccupati di questo. Anche perchè iMac ha tenuto in piedi la baracca negli scorsi anni. E nelle previsioni dovrebbe tenerla in piedi ancora.
Sono certo che Jobs troverà la formula.

adv

Archivio blog

Influencer

Designed By Seo Blogger Templates