giovedì 11 marzo 2004

Se l'uso personale di file con diritto d'autore è legale...

La direttiva europea, approvata dal parlamento di Strasburgo, dice esplicitamente che l'uso personale di file protetti dal diritto d'autore è lecito e non punibile, mentre va giù pesante con chi commercia il materiale.
A questo punto, il primo che mette a disposizione degli altri un file, è perseguibile? Io credo proprio di sì, per cui, sebbene scambiarsi dei file, per uso personale e solo personale, per cui anche il concetto di scambio andrebbe precisato con attenzione, perchè se scambio uguale baratto, uguale commercio, mi sa che si finisce nelle grane, la creazione di una copia per l'inserimento in una rete P2P è un reato. Non è reato se accidentalmente, ma forse anche intenzionalmente, si scarica un file da qualche parte per uso personale. Questo cosa significa? Che è legale avere dei file piratati in casa, ma se li si mette a disposizione degli altri si commette un reato. Quindi, tutti coloro che entusiasticamente hanno accolto questa legge si devono ricredere, anche il TG3 ieri sera ha citato testuale "buone notizie per chi scarica musica da internet". Non è reato possedere i file, è reato metterli a disposizione. Ma se non si possono mettere a disposizione, come si possono prendere per uso personale? E' qui che devono entrare in gioco le forze di polizia.
Insomma, il diritto d'autore, secondo me, oggi è molto più tutelato che in passato. Il vantaggio è che non si è castrata ogni aspirazione all'uso di tecnologie moderne e future. E questo è importante. Inoltre, spero che questo calmieri un po' il prezzo dei prodotti, soprattutto musicali. A darmi ragione le vendite della compilation di San Remo, che va a gonfie vele ad un prezzo accessibile e in edicola. Se la differenza di prezzo tra il tarocco e l'originale è ragionevole, perchè acquistare il tarocco.
Aggiungo un punto. Siccome ho detto che i film scaricati sono di scarsa qualità, alcuni amici mi hanno fatto vedere un paio di film usciti questo week-end e presi da Kazaa: la qualità mi ha lasciato interdetto. Forse Urbani, nel suo delirio, ha qualche ragione. Anche se, e lo ripeto, un conto è vedere un film sul monitor e su una sedia e un conto in salotto sulla TV.
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