domenica 12 ottobre 2003

Internet, per me

Sono stato invitato a preparare una intervento per un convegno in Svizzera su cos'è stato internet fino ad oggi e quello che verrà. Ero l'ultimo relatore, prima del break e della tavola rotonda aperta agli interventi di tutti.
Devo ammettere che ho sentito di tutto: dal fatto che senza la posta elettronica non vivremmo più all'inutilità dello spamming, dalla spesa on line all'uso dei motori di ricerca. Ho sentito dire che alcuni navigavano da una ventina d'anni e più (è già la seconda volta quest'anno) e che internet è una potenza economica.
Mi ero preparato la mia bella presentazione, un bel po' di tempo speso a mettere insieme delle pagine di PowerPoint per occupare i venti minuti di tempo. Ma alla fine non ho resistito.
Ho preso la parola, ho ringraziato, ma sono andato a braccio. Un intervento breve.
Internet per me non altro che un mezzo con il quale ognuno di noi, indipendentemente dalla classe sociale, nazione, cultura e qualsiasi altra infrastruttura, ne è il protagonista. Ognuno sceglie di cercare delle informazioni, che possono diventare sue se ripubblica le rielaborazioni, di comunicare nei vari modi con gli altri, e di apprendere. Abbatte le barriere dello spazio, nel senso che internet permette di comunicare a basso costo e in tempo reale con una o più persone in ogni luogo del mondo (ove vi sia una connessione) e stravolge tutte le regole economiche e sociali. Oggi una multinazionale può essere racchiusa in una stanza oppure parcellizzarsi a tal punto da avere tanti computer che la compongono in ogni angolo del globo e non avere un luogo fisico (se non un server web in una web farm, in un qualsiasi luogo del mondo). Posso consultare internet con il computer, ma anche con i meno costosi palmari o i cellulari che costano ancora meno. Faccio la spesa on line e vado comunque nei centri commerciali. Internet allarga i contatti delle persone e non li riduce, perchè basta una riga (gli sms insegnano) per restare in contatto con gli altri e la posta elettronica permette di spedire anche le emozioni (foto, audio, video, documenti, ..). E' un mezzo pratico ed economico, crea aggregazioni di persone che dibattono sugli argomenti più disparati. E come ogni mezzo, ha una faccia buona e una faccia cattiva.
Internet sta rendendo l'umanità libera, nel senso che oggi è possibile, per parlare di aziende, di scegliere un partner indipendentemente dal luogo in cui opera. Se durante la rivoluzione industriale la barriera era la citta, con internet il mondo è un unico paese e io, per un certo servizio, posso servirmi di tecnici in India, del marketing statunitense, della forza vendite attuale e del customer care in Polonia. E lo faccio senza muovere un dito. Al tempo stesso, se devo imparare qualcosa, con il web ho buone possibilità di apprendere l'indispensabile con pochi click. E di porre delle domande sull'argomento a qualcuno, lasciando un messaggio in un forum, dove a rispondermi non sarà un professore ma probabilmente un altro studente o utente. Questa è internet per me. Un'estensione dei miei occhi, delle mie orecchie e della mai bocca. Il cervello però è qui con me. E non venitemi a dire che impigrisce: se sto a casa davanti al computer tolgo il tempo alla televisione e alla musica, di certo non alla mia famiglia o ai miei amici. Se ho voglia entro in internet, se no ne resto fuori. Ma internet sarà lo strumento che renderà i paesi più poveri competitivi verso le potenze economiche attuali. Restare indietro in questa corsa rischia di autoescludersi dal futuro. Perchè i vari comparti economici attuali resteranno, ma la competizione del terziario sarà più aggressiva. La Cina oggi fa paura per i prezzi di produzione. Se però si sfruttano questi prezzi, è possibile fare quattrini muovendo scatole dalla Cina ad ogni angolo del globo potenzialmente senza alzarsi dalla sedia di Lugano. Fino a che anche i cinesi non si adegueranno anche informaticamente. Perchè poi la battaglia per gli altri sarà davvero dura. Ma con gli strumenti adeguati ci si può attrezzare per combatterla, almeno limitando i danni. Internet è un'opportunità, è semplice per tutti perchè le cose da sapere sono poche. Se il PC funziona, navigo e sono parte del mondo. Non me ne frega niente del sistema operativo e dei vari strumenti. Sono dei finti problemi. I problemi veri sono la sicurezza e i virus. Il resto è chiacchiera di marketing.

Si è poi discusso per tre ore sul mio intervento, senza che io abbia più preso la parola.
Accetto commenti, attacchi compresi. Ma può essere una discussione interessante.

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